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    Predefinito La rivolta delle partite Iva

    Una su tre non rientra nei criteri fissati dagli studi di settore


    È in corso la rivolta degli artigiani e delle Piccole e medie imprese contro gli studi di settore: lo strumento che il fisco utilizza per rilevare i parametri fondamentali di liberi professionisti, lavoratori autonomi e imprese.

    I piccoli imprenditori sono messi a terra dalla Grande Recessione. Le Pmi non riecono a rimanere a galla, stanno affondando, sono soffocate dalla congiuntura economica negativa: le imprese sono senza liquidità e non riescono a ottenere i finanziamenti dalle banche.

    Cosa sta facendo il Governo? Con il decreto anticrisi - recentemente convertito il legge - l'esecutivo ha previsto una serie di aiuti per far decollare l'economia e la liquidità delle imprese. La cosiddetta Tremonti-ter (cioè la norma voluta dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti con cui, entro il 2010, è possibile detassare alle aziende gli utili reinvestiti) dovrebbe puntare a questo. Peccato, però, che colpite dalla tempesta economica quasi tutte le aziende non abbiano prodotto utili, salvo pochissimi casi. Le più colpite dalla crisi sono le aziende piccole e le microimprese - cioè quelle formate da meno di 10 dipendenti - che rappresentano il vero tessuto imprenditoriale ed economico italiano: le microaziende sono circa il 95 per cento del totale delle imprese presenti in Italia (oltre 4,1 milioni di società) e danno lavoro a quasi 8 milioni di lavoratori (il 47,7 per cento degli addetti totali).

    Ora per queste piccolissime società sta per piombare un'altra grana: un'impresa su tre rischia di non essere congrua ai requisiti fissati dagli studi di settore, e dovrà quindi pagare al fisco una cifra sproporzionata. È quanto emerge da uno studio diffuso ieri dalla Cgia di Mestre, l'associazione veneta degli artigiani e delle piccole imprese. Dalla ricerca risulta che su una platea di circa 3,7 milioni partite Iva che sono interessate dagli studi di settore, circa 1 milione e 200 mila attività non risultano essere in linea con le pretese del fisco. La Cgia scrive in una nota che «per l'anno d'imposta 2007, i non congrui e non adeguati erano circa uno su 4, precisamente il 26,3 per cento contro il 33,5 per cento che si ipotizza si registrerà nel 2008». Secondo il segretario dell'associazione di Mestre, Giuseppe Bortolussi, il risultato che emerge dall'indagine è il frutto della congiuntura in atto: «Le stime che abbiamo elaborato per l'anno di imposta 2008 - ha commentato - ci dicono che molti operatori economici hanno subito delle ripercussioni economiche durissime e nonostante le modifiche, gli accorgimenti e i correttivi anticrisi introdotti negli ultimi mesi dall'Amministrazione finanziaria, questo strumento non è ancora in grado di fotografare con obiettività la situazione economica che grava sul Paese». Per il numero uno della Cgia di Mestre, la conseguenza è che a molti autonomi si chiederà di pagare di più rispetto l'anno scorso su incassi presunti che non corrispondono alla realtà.

    Ma non tutta la colpa è imputabile al Governo. Per Bortolussi il ministro dell'Economia non ha alcuna responsabilità: «Tremonti - ha spiegato il segretario - ha ereditato una situazione molto compromessa e sta tentando con determinazione di recuperare». E alcune conferme arrivano anche dall'Agenzia delle Entrate. L'istituto esattoriale, per esempio, ha ribadito con forza come gli studi di settore per il 2009 siano solo uno dei parametri su cui si baserà il lavoro di accertamento fiscale: infatti, se prima la non congruità poteva potenzialmente far scattare un accertamento con adesione da parte del fisco, oggi il non adeguamento non lo avvia più con certezza.

    Bortolussi da una parte difende il Governo, dall'altra però sostiene le imprese contro gli studi di settore: «Stiamo invitando tutti coloro che sono vittime della crisi - ha spiegato - a non adeguarsi a quegli studi di settore che hanno pretese non giustificabili dopo il peggioramento del quadro economico avvenuto nell'ultimo anno».

    Il Riformista

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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: La rivolta delle partite Iva

    Artigiani brianzoli, rivolta fiscale contro gli studi di settore

    Se non è una rivolta fiscale, poco ci manca. I dati, ancora parziali, delle denunce dei redditi 2009 rivelano che gli artigiani briantei hanno fatto dichiarazioni dei redditi da «piede di guerra». Per dire: solo il 44% delle piccole aziende si sono allineate ai “famigerati” studi di settore. Con dichiarazioni dei redditi allineate con i parametri ministeriali.

    Se si pensa che lo scorso anno la percentuale dei lavoratori autonomi “ligi al dovere” era stata del 58%, si può capire non solo il clima di rivolta incipiente. Ma anche la difficoltà di un settore alle prese con una crisi economica sempre più preoccupante.

    E’ un segnale forte, dunque, quello mandato al Governo dagli artigiani della Brianza: la spina dorsale economica della Provincia di Monza. Come è loro abitudine i piccoli imprenditori locali non si sono affidati a complessi giri di parole. Ma hanno usato uno strumento di comunicazione ben più eloquente: la dichiarazione dei redditi.

    Un fatto è certo: agli uffici fiscali dell’Unione Artigiani della Provincia di Monza e Brianza un crescente numero di imprese artigiane ha deciso di non adeguarsi ai nuovi parametri degli studi di settore, il meccanismo deduttivo applicato dal Fisco in base al quale le aziende vengono definite “congrue”.

    “Del resto l’allarme lo avevamo già trasmesso nelle scorse settimane – spiega Marco Accornero, segretario generale dell’Unione – quando i nostri uffici, attraverso una serie di comparazioni, avevano appurato che i nuovi parametri si presentavano, per molte categorie artigiane, più gravosi di quelli dello scorso anno in una misura tra il 15 e il 18%. Una vera mazzata tenendo conto della gravissima crisi tutt’altro che risolta. Prendiamo amaramente atto - aggiunge Accornero - che gli studi di settore 2009 hanno ignorato la crisi”.

    Artigiani brianzoli, rivolta fiscale contro gli studi di settore

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: La rivolta delle partite Iva


  4. #4
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    Predefinito Riferimento: La rivolta delle partite Iva

    Ma, caro amico, quello li' era il governo dei Komuniiiiiiisti...........repapelle:
    LOMBARDIA LIBERA IN LIBERA EUROPA

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: La rivolta delle partite Iva


    e ma sai ... non si può avere tutto subito ... dopo ... fra vent'anni ... anche la Catalogna ha aspettato 10000 anni ... devi aver pazienza ... il federalismo che ci ha ddato il berluska ... vedrai ... il sudde ... il capo sta facendo tutto bene ... solo lui sa come fare ... si si si ... w bossi ...

    non sei d'accordo???
    comuniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiista

 

 

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