Prospettive a dir poco nefaste per Marc Faber. Sempre prodigo di anatemi, stavolta il guru dell'economia ci va giù pesante.
Rossana Prezioso 22 ottobre 185
L'economia come la conosciamo sarà presto insostenibile. Preparate fucili e munizioni, stavolta parla apertamente di rivolta sociale!
Il peso del debito di Usa ed Europa non farà altro che aumentare, portando l’intera area a una catastrofe nel giro di una decina d’anni al massimo. Questo il parere di Marc Faber espresso alla CNBC, che, ha aggiunto: “i Paesi terranno in vita quanto possibile e per il periodo pi a lungo possibile, ma questo significa solo una cosa, che non esiste uno scoglio fiscale, nè una rupe: esiste un vero e proprio Gran Canyon”. L’unico motivo per cui non si interviene è che le politiche necessarie per arginare il problema sarebbero tanto severe da bloccare ogni tentativo di crescita: accumulando debiti, invece, è possibile un’espansione, per quanto fittizia.
Si, perchè si tratterebbe solo di una bolla economica destinata ad esplodere e con essa anche l’intero sistema.
Alla fine, si tratterà di fare grandi cambiamenti: difficile capire se avverranno in modo pacifico, attraverso riforme legalmente costituite oppure attraverso rivolte popolari, cosa che già si sta verificando nelle economie più stressate nel Vecchio Continente. Il pensiero del guru dell’economia, innegabile, è per la riforma fiscale che incombe ormai sull’economia Usa e che rischia di far precipitare la prima forza al mondo in una recessione tanto grave quanto, da tempo, annunciata.
La tempistica? Non oltre i 10 anni con il problema del debito pubblico Usa che, almeno ufficialmente, dovrà rimanere sempre sopra il trilione di dollari. A causare un impantanamento del genere non sono stati solo la fine dei tagli dell’era Bush e la crisi economica della società, ma anche la burocrazia che, negli States come ovunque, continua a dare più intralci che vantaggi. Un esempio ne è la ricetta che il magnate suggerisce: il taglio del 50% di politici e burocrati. Un sicuro vantaggio per l’economia. (Innegabile!).
Mentre i mercati cinesi e giapponesi potrebbero vedere una serie di rimbalzi, senza tuttavia una stabilizzazione definitiva e tanto meno un rialzo, gli Usa tenderebbero a una discesa gravemente pericolosa anche del 20%. Il peso di coincidenze negative sarebbe troppo pesante anche per la prima potenza economica al mondo. L'inattività parossistica dei politici di Washington porterebbe perciò alle conseguenze che in tanti temono ormai da tempo, mentre un "atterraggio morbido", ovvero una serie di provvedimenti presi per allentare l'urto, attivi nei primi mesi del prossimo anno, sembrerebbero assolutamente inattuabili, alla luce dell'odierna situazione non solo di stallo, ma addirittura di guerra aperta. E perciò, mentre i Italia soffriamo per un aumento totale di circa 1000 euro annui di spesa per le famiglie, tra manovre, aumenti iva, tagli etc, negli Usa la stangata da 3500 dollari a famiglia si avvicina inesorabile.
Sul fronte dell'azionario, poi, si tornerebbe a fare di necessità virtù. I guadagni da entrambe le sponde dell’Oceano non sono appetibili nè garantiscono miglioramenti, con Grecia, Italia, Spagna, Francia, Portogallo, ormai agli stessi livelli del 2009. In particolare, anche la Francia, adesso, si trova a dover fronteggiare argomenti particolarmente sgradevoli come il taglio ai servizi sociali e alla cultura che l'Eliseo aveva reso fiori all'occhiello di una cultura fieramente laica.
Un crollo che, però, potrebbe essere anche occasione di acquisto infatti, per la prima volta, Faber stesso, in passato, si è mosso in questo senso, preferendo investire nei mercati del Vecchio Continente, sottovalutati, mentre ora si sta concentrando sull’Asia. "In Asia, per la precisione in Thailandia dai minimi del 2009 si è saliti oltre il 250 per cento. Altri mercati come le Filippine, Indonesia, Malesia, Singapore presentano cifre simili," ha detto.
Le nuove frontiere dell'investimento, quindi, guardano verso Est e hanno (o meglio avranno) gli occhi a mandorla.
Faber: una catastrofe globale entro 10 anni | Trend Online




5
Rispondi Citando
