Camusso: "Non ho mai sentito Beppe Grillo dire una cosa sul lavoro" - Quotidiano Net
Lo ha detto intervenendo a Napoli alla festa cittadina e regionale della Cgil. Sul Monti bis è chiara: "Nessuno mi ha ancora detto qual è il programma del Monti uno". Ma si dice favorevole all’elezione di un presidente della Repubblica donna
Susanna Camusso (Imagoeconomica)
Napoli, 23 settembre 2012 - Beppe Grillo non ha mai detto una parola sul lavoro. E’ l’opinione del leader della Cgil, Susanno Camusso, che considera il comico genovese “un fenomeno nato dalla disaffezione alla politica, che ha la responsabilità di essere diventata tutta virtuale e leaderistica e non radicata tra la gente con la partecipazione”.
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“Non gli ho mai sentito dire una cosa sul lavoro - dice - quindi temo che non possa essere un grande supporto alle ragioni dei lavoratori. Il problema è dire cosa si vorrebbe fare, perché la moralità è una cosa bella, ma dopo bisogna affrontare il tema del lavoro, della scuola, della sanità, cioè di ciò che ti permette di vivere quotidianamente”. Lo ha detto intervenendo alla festa cittadina e regionale della Cgil.
STRALUNATO PARLARE DEL MONTI BIS - “Trovo stralunato discutere del Monti bis quando nessuno mi ha ancora detto qual è il programma del Monti uno”. Il segretario della Cgil Susanna Camusso sceglie il palco della festa del sindacato a Napoli per parlare delle prossime elezioni, sostendendo che, dopo “una parentesi, bisogna tornare alla normalità, cioè al voto dei cittadini e alla politica che si assume le proprie responsabilità”.
Parlando dell’attuale governo, spiega poi che “il suo riformismo, che non è riformismo vero ma rigore e tagli, è una parte del problema e non della soluzione del problema”. Invoca quindi “una campagna elettorale nella quale invece di citare quello che hanno o non hanno fatto gli altri, si dica cosa si vuole fare”, soprattutto su quella che considera la “questione fondamentale”, ovvero il lavoro. “Mi auguro - precisa - che ci sia almeno un programma nel quale si dice che bisogna utilizzare le risorse, le intelligenze e le capacità per creare lavoro, altrimenti il Paese non esce dal tunnel in cui si trova”.
SI' AL PRESIDENTE DONNA - Susanna Camusso saluterebbe con favore l’elezione di un presidente della Repubblica donna, ma “tutto ciò sarebbe davvero un elemento di forza solo se ci fosse un parlamento nel quale le donne non siano una quota residuale e se ci fosse la certezza che il prossimo governo fosse paritetico e non solo con qualche donna dentro”. Intervenendo alla festa cittadina e regionale della Cgil, il segretario nazionale esprime il proprio punto di vista sull’elezione del prossimo capo dello Stato.
Susanna Camusso ritiene che sia “giunta l’ora di uscire dai simboli e di guardare alla concretezza - spiega - perché se le figure restano solo questo non sono efficaci”. Chiede quindi agli uomini, che “hanno già fatto tanto”, di “fare un passo indietro” e di “lasciare che ci siano un po’ di donne”. E’ giunta infatti “l’ora di fare il salto, altrimenti la sensazione è che veniamo strumentalizzate per non fare delle altre scelte”.




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