Dino Martirano sul Corriere della Sera pubblica qualche pagina dell’accordo “segreto” che serviva a garantire i “piccoli” alleati del Popolo delle Libertà alle prossime elezioni, con tanto di decisioni su ben diciannove posti da onorevoli da garantire, più altri otto in caso di vittoria. Un accordo che ad oggi, e con questa legge elettorale, potrebbe inguaiare il PdL e Berlusconi perché metterebbe in difficoltà il suo successore in caso di nuove candidature. Soprattutto, con i posti bloccati, i maggiorenti del partito dovranno spiegare a cosa servono le primarie. A parlare dell’accordo è l’ex IdV De Gregorio:
Vale la pena ricordare, azzarda De Gregorio, che sul contratto— firmato due anni fa da Berlusconi e Verdini ci sono i punti 1) e 2) che lasciano il segno. Perché — nero su bianco — assegnano, «a garanzia degli attuali eletti, e con qualsivoglia sistema elettorale, 19 (diciannove) parlamentari, di loro rappresenta, ai Partiti e ai Movimenti firmatari dell’accordo». Anzi, quando le vacche erano grasse in casa Pdl, i partitini strapparono a Berlusconi anche un «premio per le minoranze»: «In caso di vittoria alle elezioni politiche prossime, nella fase costituente e fino a tutto il 2013, il numero minimo di 19 (diciannove) parlamentari verrà incrementato di n.8 (otto) unità…».
Sul contratto seguono le firme:
Mario Baccini, Sandro Biasotti, Luciano Buonocore, Stefano Caldoro, Sergio De Gregorio, Lamberto Dini, Alessandra Mussolini, Gianfranco Rotondi e Mauro Cutrufo. Carlo Giovanardi e Francesco Pionati chiesero accordi separati mentre Francesco Nucara non ha mai consegnato al Cavaliere le insegne del Partito repubblicano. Infine, in fondo al contratto, «per presa visione e accettazione », segue la firma dell’onorevole Silvio Berlusconi.
L'accordo "segreto" che inguaia Berlusconi - Giornalettismo
LOL
ma che concezione della politica hanno? neanche al mercato del pesce...




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