Man mano che il defenestramento dell’attuale inquilino della Casa bianca si fa sempre più concreto, i suoi “sostenitori” si scatenano sul web. Soprattutto su Twitter, le minacce di dare vita nei ghetti neri a disordini dal giorno successivo la vittoria di Romney, si mischiano oramai alle vere e proprie minacce di assassinio del candidato bianco. Sono migliaia.
Migliaia di Neri e di Islamici che minacciano il candidato Romney di assassinio. Più, ovviamente, qualche bianco conformista e obamaniaco.
» Threats to Assassinate Romney Explode After Debate Alex Jones' Infowars: There's a war on for your mind!
Immaginate il tutto a parti inverse: migliaia di bianchi che minacciano di morte via web il candidato Obama, se venisse eletto.
Immaginate la canea mediatica che questo scatenerebbe e confrontatela con il silenzio, il totale silenzio odierno.
Subito si griderebbe al razzismo, si scomoderebbe il KKK e si obbligherebbe il candidato avversario ad un totale disconoscimento dei propri supporters. Ma se sei nero, puoi permetterti questo ed altro, nel meraviglioso mondo dei media globali.
Non che la vittoria dell’uno rispetto all’altro cambierebbe qualcosa, sono entrambi bravi fantocci dell’Oligarchia. Obama, è servito all’Oligarchia che ha comprato per lui la Casa Bianca quattro anni fa alla modica cifra di 1 miliardo di dollari, come “specchietto per le allodole” utile a tenere buone le minoranze, durante la fase di avvitamento del crollo immobiliare e finanziario: oggi non serve più. E l’Oligarchia ha scelto Romney, contando su una transizione “business as usual”.
Ma l’Oligarchia sta sottovalutando la mutazione demografica della società. Le elezioni americane sono sempre state il terreno nel quale un club ristretto sceglieva di confrontare le sue due fazioni: per la società nel suo complesso, era quasi indifferente chi venisse scelto. Ma oggi, nella polarizzazione razziale della società americana, l’elezione di un bianco e il “licenziamento” di un nero, metterà a dura prova il controllo che l’oligarchia ha sul tessuto sociale.
I neri, nella loro paranoia vittimista si sentiranno nuovamente “perseguitati”, e non saranno più addomesticati dalla presenza – di facciata – di uno di loro come presidente. Le linee di faglia razziali saranno scosse e potrebbe essere il primo di molti terremoti a seguire.
Politicamente non cambierà nulla in America. Chi comanda oggi e ha sempre comandato, continuerà a comandare. Ma il passaggio apparente di testimone, da un nero ad un bianco, metterà in crisi il precario equilibrio sul quale l’America sopravvive come Paese.
Assassinate il candidato Romney




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