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  • 1 Post By Guelfo Nero

Discussione: Gli stregoni dell’anticlericalismo e la verità sull’Inquisizione

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    Predefinito Gli stregoni dell’anticlericalismo e la verità sull’Inquisizione

    Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 89/12 del 25 ottobre 2012, San Dario

    Gli stregoni dell’anticlericalismo e la verità sull’Inquisizione

    Segnaliamo un interessante articolo sull’inquisizione e le streghe. Nell’articolo sarebbe stato interessante sottolineare anche il ruolo nefasto che hanno avuto i mea culpa di Giovanni Paolo II nel rafforzamento della propaganda anticattolica. Non dimentichiamo la vergognosa “giornata del perdono” svoltasi in Vaticano il 12/3/2000 quando, ad ogni “mea culpa”, Joseph Ratzinger ha acceso una candela della menorah ebraica collocata San Pietro.

    Streghe e Inquisizione: la verità storica oltre i luoghi comuni, di Bartolo Salone

    Quando si parla di caccia alle streghe, nell’immaginario collettivo è immediato l’accostamento all’Inquisizione cattolica. Centinaia di migliaia, anzi milioni di donne sarebbero state sterminate per colpa di quell’esecrabile Istituzione, che certa storiografia liberal ci ha abituati a vedere come un covo di fanatici e integralisti religiosi assetati di sangue. Ma sono andate veramente così le cose? La ricerca storica, di recente, ha ribaltato questa prospettiva, dimostrando la falsità di una delle più diffuse “leggende nere” anticattoliche.

    Possiamo definire la stregoneria come quell’insieme di pratiche che una persona, in particolare relazione col Maligno, possa esercitare per nuocere ai suoi simili (secondo la credenza popolare). Benché si parli sovente di streghe e di caccia alle stesse, in realtà – come risulta dai documenti storici – la persecuzione riguardò, seppur in misura più ridotta, anche gli uomini e, in qualche raro caso, perfino i bambini. Contro un diffuso luogo comune di stampo femminista, va dunque rilevato come la “caccia” non era rivolta al sesso femminile in quanto tale, nascendo invece da una più generale ossessione per il diabolico. Ossessione – e qui va sfatato un altro luogo comune – sorta non nella Cristianità medievale, bensì nell’Europa moderna, proprio in quella osannata Europa della Riforma e del Rinascimento. Se nel Medioevo la credenza nella stregoneria non attecchì presso il popolo si deve proprio alla Chiesa cattolica, la quale, in numerosi Concili dal VI al XIII secolo (si pensi al Concilio di Praga del 563 o di Lione dell’840, fino ad arrivare ai Concili di Rouen e di Parigi, rispettivamente celebrati nel 1189 e nel 1212), condannò come superstiziosa idolatria la credenza che esistessero persone capaci di esercitare la magia nera in forza dei loro rapporti con il diavolo.

    A partire dalla fine del XIII secolo, le credenze stregonesche, per ragioni storiche che in questa sede non è possibile riepilogare, si fanno sempre più diffuse sia presso il popolo che presso alcuni ecclesiastici ed uomini di cultura. Sul piano dogmatico la posizione ufficiale della Chiesa sulla stregoneria (formulata nei predetti Concili) non muta, tuttavia muta la risposta al fenomeno: streghe e stregoni, proprio perché contravvengono agli insegnamenti della Chiesa e al divieto di esercitare le arti magiche, vengono considerati alla stregua degli eretici, e pertanto la competenza giurisdizionale, nei Paesi cattolici, viene sottratta ai tribunali civili e assegnata ai tribunali inquisitoriali.

    Secondo una certa vulgata (sostenuta con forza da intellettuali “liberal” e da romanzieri asciutti di storia alla Dan Brown) questo avrebbe segnato l’inizio di una vera e propria mattanza, che nell’arco di tre secoli avrebbe portato al rogo non migliaia, ma addirittura milioni di donne (tutte ascrivibili, manco a dirlo, al fanatismo e alla misoginia propri del mondo cattolico). Fin qui la “leggenda”. La verità è però ben diversa e per rendercene conto basterà riferirsi ad alcuni dati tratti dall’opera più completa ed aggiornata di cui ad oggi si dispone in tema di stregoneria e di caccia alle streghe: si tratta della “Enciclopedia della stregoneria, la Tradizione occidentale” edita nel 2007 dalla Abc-Clio e curata dallo storico anglosassone Richard Golden, per un totale di ben 752 voci, compilate da 172 studiosi di 28 diverse nazionalità. Innanzitutto, facciamo attenzione alla periodizzazione e alla “geografia” del fenomeno: la cosiddetta “caccia alle streghe” (ma, come visto, non mancarono anche roghi di stregoni) va dal 1450 al 1750 (siamo dunque in piena età moderna, non nel “buio” Medioevo) e interessò un po’ tutti i Paesi europei, sia cattolici che protestanti.

    Quante le persone giustiziate per stregoneria? Centinaia di migliaia o milioni, come ci ripetono alcuni? Ebbene, la cifra “vera” si aggira tra le 30.000 e le 50.000 unità, da “spalmare” nel corso di tre secoli: una cifra considerevole, ma comunque irrisoria se paragonata ai milioni di morti delle grandi rivoluzioni e guerre dell’800 e delle stragi del ‘900, e in ogni caso non tale da giustificare la definizione di “genocidio” né tantomeno di “olocausto”.

    Un fenomeno prevalentemente cattolico, dovuto alla furia dei tribunali inquisitoriali? Anche questa è una falsità bell’e buona. Infatti nei Paesi che avevano l’Inquisizione, le “streghe” giustiziate furono soltanto 310 (precisamente, 300 in Italia e Spagna e soltanto 10 in Portogallo), a cui si aggiungono (per rimanere in ambito cattolico) i 600 casi della Francia e i 4 dell’Irlanda. La grande massa (tra le 15.000 e le 25.000 vittime) è concentrata in Germania, mentre la piccola Svizzera contribuì al massacro con 3.000, la Scandinavia con 2.000 e la Scozia con 1.000. Si ha quindi conferma che la mattanza fu concentrata soprattutto nei Paesi luterani, calvinisti, anglicani o in quei piccoli Stati tedeschi che non avevano l’Inquisizione cattolica. Dunque, l’Inquisizione costituì non un incentivo (come a lungo ci è stato fatto credere), bensì un freno (e molto efficace) contro la persecuzione delle “streghe”. Le ragioni ci sono spiegate dallo storico Richard Golden in questo modo: “Nelle terre dove regnava la legge dell’Inquisizione cattolica vi furono meno vittime rispetto ad altre regioni d’Europa. Questo si deve al fatto che le tre Inquisizioni applicavano regole omogenee ovunque, avevano propri tribunali composti da giudici con nozioni basilari di diritto e applicavano la legge seguendo canoni universali, rispondendo a un unico potere. In Germania, invece, dove si ebbe il numero più alto di streghe uccise, la realtà era opposta: ognuno degli oltre trecento principati e staterelli aveva un sovrano con un suo tribunale che applicava la legge a piacimento e di conseguenza i pericoli per le presunte streghe aumentavano. I tribunali laici del nord e del centro dell’Europa condannarono a morte molte più streghe di quanto fecero quelli dell’Inquisizione cattolica romana, che facevano maggiore attenzione al rispetto di garanzie legali e di conseguenza limitavano il ricorso alla tortura”.

    Non penso ci sia bisogno di aggiungere altro, se non che da cattolici realmente maturi e amanti della verità dovremmo imparare ad andare oltre certi luoghi comuni e a guardare con più serenità ed obiettività al nostro passato. E non solo per un dovere di carità verso quanti ci hanno preceduto nella fede, ma anche per saper rispondere a ragion veduta a quanti vorrebbero farci vergognare della nostra fede presentandoci una visione parziale e in molti casi deformata della storia della Chiesa

    Streghe e Inquisizione: la verità storica oltre i luoghi comuni

    ___________________________

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    Predefinito Re: Gli stregoni dell’anticlericalismo e la verità sull’Inquisizione


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    Lightbulb Re: Gli stregoni dell’anticlericalismo e la verità sull’Inquisizione

    In Ricordo di Tomás de Torquemada (Valladolid, 1420 – Ávila, 16 settembre 1498) - primo Grande Inquisitore della gloriosa Inquisizione spagnola, priore del convento domenicano della Santa Cruz di Segovia e confessore dei Re Cattolici (Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona) - nell'anniversario della sua morte, R.I.P. ...







    http://www.radiospada.org/2014/12/un...linquisizione/
    https://i0.wp.com/radiospada.org/wp-...size=490%2C694



    "Accuse alla Chiesa Storia dell'Inquisizione - Cattolici Romani"
    http://www.cattoliciromani.com/17-st...l-inquisizione

    http://www.cattoliciromani.com/39-lo...izione-di-roma



    "Il Mito nero dell'Inquisizione è una bufala, parola di BBC"
    https://forum.termometropolitico.it/...la-di-bbc.html


    Rino Cammilleri, La vera storia dell'inquisizione, Piemme, Casale Monferrato 2001.






    Joseph de Maistre, Elogio dell'inquisizione di Spagna, Il Cerchio, Rimini 1998.

    http://www.ilcerchio.it/elogio-dell-...di-spagna.html
    http://www.ilcerchio.it/media/catalo...-di-spagna.jpg






    Jean-Baptiste Guiraud, Elogio della inquisizione, Leonardo, Milano 1994.

    http://www.tabulafati.com/ec/images/...quisizione.jpg








    P. S. 16 SETTEMBRE 2018: XVII DOMENICA DOPO LA PENTECOSTE; SANTI CORNELIO PAPA E CIPRIANO VESCOVO, MARTIRI…




    MISSALE ROMANUM - Die 16 Septembris. Ss. Cornelii Papæ et Cypriani Ep. Martyrum
    http://www.unavoce-ve.it/mr-16sept=lat.htm
    «DIE 16 SEPTEMBRIS
    Ss. CORNELII Papæ
    et CYPRIANI Ep.
    MARTYRUM»

    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    «Santi Cornelio e Cipriano, martiri, 16 settembre.
    Commemorazione dei santi martiri Eufemia, Lucia e Geminiano, lo stesso giorno.»

    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom17.htm
    «DOMENICA DICIASSETTESIMA DOPO LA PENTECOSTE.»





    SANTA MESSA domenicale celebrata da Don Floriano Abrahamowicz alla "Domus Marcel Lefebvre" di Paese (TV) alle ore 10.30 stamattina 16 SETTEMBRE 2018, XVII DOMENICA DOPO LA PENTECOSTE:


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XVII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=3mksL5RX-FQ
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    CATECHISMO- PIO X - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/ca...o--pio-x-1.php
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»



    Don Floriano Abrahamowicz nell’omelia odierna ha spiegato in particolare la netta distinzione tra vera e falsa carità verso il prossimo, cioè tra quella del Cattolicesimo integrale e quell’altra della sua malefica subdola contraffazione filantropico-umanitaria di matrice social-comunista, massonica, onusiana e vaticano-secondista: due dottrine diametralmente opposte, malgrado certe apparenze simili di cui si servono ormai da tanti decenni gli anti-cattolici per ingannare molti ignoranti ed ingenui cattolici…
    Don Francesco Ricossa ha precisato anche lui nell’omelia odierna - ascoltabile sul canale youtube “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara”, sotto indicato – l’autentica concezione cattolica dell’amore e della carità verso il prossimo…

    SANTE MESSE ed omelie domenicali dei Sacerdoti dell’“Istituto Mater Boni Consilii” (I.M.B.C.):



    "Sante Messe - Sodalitium"
    Sante Messe - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    Oratorio Sant'Ambrogio ? Milano ? Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)
    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio – Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”


    Santi Cornelio e Cipriano - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santi-cornelio-cipriano/
    «16 settembre, Santi Cornelio Papa (+253) e Cipriano Vescovo (258), Martiri.

    Per quella fedeltà inalterabile con cui corrispondeste mai sempre ai vostri gravissimi impegni, l’uno del Romano Pontificato e l’altro del primato di tutta l’Africa, quindi dei vostri talenti non vi serviste che per sempre più glorificare in tutti i suoi unti la fede minacciata dalla perfidia degli scismatici o degli eretici, mentre con l’esempio d’ ogni virtù animavate tutti i veri fedeli a sempre avanzarsi nell’esercizio dell’evangelica perfezione, e colla carità la più generosa rasciugavate le lagrime di tutti quanti gli afflitti, ottenete a noi tutti, gloriosissimi martiri Cornelio e Cipriano, che a vostra imitazione siamo sempre costanti così nel compiere con esattezza tutti i doveri del nostro stato come nell’impiegare tutte quante le nostre forze per procurare nel miglior modo la glorificazione di Dio, o la edificazione del prossimo, dacchè in questo consiste la perfezione di quella legge santissima che abbiano la gloria di professare. Gloria.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-187x300.jpg










    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Disponibile il numero 130 di SVRSVM CORDA® del 16 settembre 2018 - Per leggere gli articoli:
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-130.html
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...e3&oe=5C21CD3F





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...48&oe=5C383943


    “Sermone di don Ricossa XVII domenica dopo Pentecoste. Chi è Gesù? La fede di San Pietro vs. l'infedeltà di Caifa. Il vero amore vs. la filantropia.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCF...0618958082900/
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...38&oe=5C2E62B9


    “Dio Ti salvi, Giuseppe, pieno di grazie, il Signore è con Te, Tu sei benedetto fra tutti gli uomini, perché solo fosti trovato degno Sposo di Maria, e benedetto il frutto che portasti nelle Tue braccia Gesù: San Giuseppe, Padre Putativo di Gesù, e vero Sposo di Maria sempre Vergine, prega per noi peccatori, ora e nell’ora della morte nostra. Così sia.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...8a&oe=5C250D28


    “DOMENICA - Mio caro San Giuseppe, Vi prego ad impetrarmi un cuore contrito ed umile e la purità di corpo e di spirito. - Tre Gloria.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...5b&oe=5C28CA61








    https://forum.termometropolitico.it/...e-martire.html
    https://forum.termometropolitico.it/...e-martire.html





    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.it


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...a2&oe=5C24B659





    “Gesù è interrogato sul primo comandamento.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...6e&oe=5C1C7667





    “Díliges Dóminum, Deum tuum, ex toto corde tuo et in tota ánima tua et in tota mente tua. Hoc est máximum et primum mandátum. Secúndum autem símile est huic: Díliges próximum tuum sicut teípsum. (Mt 22, 37-39).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...5d&oe=5C166A8D


    «SANTI CORNELIO, Papa e CIPRIANO, Vescovo, Martiri.

    Semidoppio.
    Paramenti rossi.
    Cornelio era romano - nacque a Roma nel 180 -, e fu eletto XXI Sommo Pontefice della Chiesa cattolica nel marzo 251, esercitando il pontificato sotto l'imperatore Gallo: dovette combattere Novaziano, il primo antipapa. Tolse dalle catacombe i corpi degli Apostoli Pietro e Paolo per trasportarli nei luoghi dove essi erano stati martirizzati. Esiliato a Centumcellae (l'odierna Civitavecchia), vi morì nel giugno del 253.
    Cipriano, nato a Cartagine nel 210, quando si convertì al cristianesimo, era avvocato a Cartagine: poco dopo la sua conversione fu innalzato alla dignità sacerdotale e consacrato vescovo di Cartagine. «Sarebbe superfluo, dice san Gerolamo, parlare del suo genio, poiché le sue opere sono più splendenti del sole». Questo illustre Padre della Chiesa latina rappresenta uno dei periodi più tormentati della Chiesa d'Africa. Scampato alla persecuzione di Decio del 250, compì il martirio con la decapitazione sotto i Principi Valeriano e Gallieno, dopo un duro esilio, il 14 settembre 258 a Sesti, non lontano da Cartagine (6 miglia), vicino al mare.
    La Chiesa Romana ha dunque voluto celebrare con una sola festa questi due grandi martiri e Pontefici che, viventi, erano stati uniti da una santa amicizia. Per far posto alla festa dell'Esaltazione della Croce, la solennità dei due martiri venne trasportata ad oggi.
    • Cornelio, Romano, fu Papa sotto gl'imperatori Gallo e Volusiano, e trasferì insieme con Lucina, donna di gran santità, dalle catacombe in luogo più conveniente, i corpi degli Apostoli Pietro e Paolo; e Lucina collocò il corpo di san Paolo nella sua proprietà sulla via Ostiense, presso il luogo dov'era stato decapitato; Cornelio poi ripose il corpo del Principe degli Apostoli non lungi dal luogo dov'era stato crocifisso. Il che essendo stato riferito all'imperatore, e come per lo zelo del Pontefice molti si facevano cristiani, questi venne mandato in esilio a Civitavecchia, dove san Cipriano, vescovo di Cartagine, gli scrisse delle lettere di consolazione.
    Siccome si rendevano frequentemente l'un l'altro questo dovere di carità fraterna, gl'imperatori n'ebbero ombra, e, mandato Cornelio a Roma, lo fecero flagellare con corde impiombate come reo di lesa maestà, e, menatolo al tempio di Marte, gl'intimarono di offrirgli sacrificio. Ma detestando egli siffatta empietà, gli fu troncata la testa il 14 di Settembre. La beata Lucina, aiutata da chierici, ne seppellì il corpo in un'arenaria d'un suo podere presso il cimitero di Callisto. Egli occupò il trono pontificale circa due anni.
    Cipriano, Africano, insegnò dapprima retorica con gran grido. Quindi, fattosi cristiano dietro persuasione del prete Cecilio, da cui prese il cognome, distribuì ai poveri tutto il suo avere. Dopo non molto tempo fu eletto prete, e poi vescovo di Cartagine. Sarebbe superfluo parlare del suo genio, essendo le sue opere più brillanti del sole. Sostenne il martirio sotto gli imperatori Valeriano e Gallieno, nell'ottava persecuzione, lo stesso giorno che Cornelio a Roma, ma non nello stesso anno.
    SANTA MESSA
    • Omelia di san Gregorio papa.
    Omelia 35 sui Vangeli.
    Il Signore e Redentore nostro annunzia i mali che precederanno la fine del mondo affinché, quando essi verranno, tanto meno perturbino quanto più saranno stati conosciuti prima. Infatti le frecce che sì prevedono feriscono meno; e i mali del mondo ci sembrano più tollerabili quando la previsione ci premunisce contro di essi, come uno scudo. Ecco dunque quello che dice: "Quando sentirete parlare di guerre e sommosse, non vi spaventate; bisogna che prima avvengano queste cose, ma la fine non verrà subito dopo". È necessario ponderare le parole del nostro Redentore, con le quali egli ci annunzia che dobbiamo patire sia all'esterno che all'interno. Le guerre infatti vengono fatte dai nemici, le sommosse dai cittadini. Per indicarci dunque che saremo turbati all'esterno e all'interno, ci dice che altro avremo a soffrire dai nemici e altro dai fratelli.
    Ma poiché, avvenuti questi mali, non seguirà subito la fine, aggiunge: "Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; e vi saranno in diversi luoghi grandi terremoti, e pestilenze e carestie; e vi saranno fenomeni spaventosi e grandi segni dal cielo". L'ultima calamità sarà così preceduta da molte calamità; e con i frequenti mali che precederanno, vengono indicati i mali eterni, che seguiranno. Perciò, dopo le guerre e le sommosse, non seguirà subito la fine; perché devono precedere molti mali che, possano preannunciare il male che non avrà fine.
    Però, dopo che si è parlato di tanti segni di perturbazione, è necessario prenderli brevemente in considerazione ad uno ad uno. Perché sta scritto che noi ne subiamo alcuni dal cielo, altri dalla terra, altri dagli elementi, altri dagli uomini. Dice infatti: "Si solleverà popolo contro popolo»: ecco lo scompiglio degli uomini; "vi saranno in diversi luoghi grandi terremoti": ecco l'ira che verrà dall'alto; "vi saranno pestilenze e": ecco la perturbazione nei corpi; "vi saranno fame e carestia": ecco la sterilità della terra; "e fenomeni spaventosi dal cielo e tempeste": ecco l'instabilità dell'atmosfera. Poiché dunque tutto deve essere distrutto, prima della distruzione tutto sarà sconvolto; e noi, che in tutto abbiamo peccato, in ogni cosa saremo puniti, perché si avveri quanto è stato detto: "E con lui combatterà l'universo contro gli insensati".
    https://sardiniatridentina.blogspot....scovo.html?m=0
    P.S. Si fa la commemorazione dei santi Cornelio Papa e Cipriano Vescovo, Martiri nella Santa Messa della Diciassettesima Domenica dopo Pentecoste.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...de&oe=5C20988E








    https://www.radiospada.org
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    «16 settembre 2018: DOMENICA DICIASSETTESIMA DOPO LA PENTECOSTE.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...5f&oe=5C1BBF81





    «16 settembre 2018: san Cornelio, Papa e martire.

    Di origine romana, fu eletto papa nel marzo del 251 dopo un periodo di sede vacante dovuto alla persecuzione di Decio. Assunse un atteggiamento di indulgenza nella prassi peniteniale ed in particolare riguardo alla riconciliazione degli apostati. Questo gli provocò la contrapposizione del primo antipapa Novaziano, brillante teologo. In un sinodo Cornelio respinge le tesi di Novaziano e lo scomunica. Subì quindi l'esilio ad opera dell'imperatore Treboniano Gallo e in esilio a Centocelle di Civitavecchia morì nel 253. E' sepolto nelle catacombe di San Callisto a Roma.
    Cornelio, papa, santo, martire, romano (marzo 251 - giugno 253), morì a Civitavecchia. Alla fine del III secolo fu traslato in una cripta nel Cimitero di Callisto. Le sue reliquie, qui onorate in una basilica voluta da S. Leone I (440-61), furono traslate da Adriano I (772-95) nel territorio di Capracoro dove il pontefice aveva la sua casa paterna. Al tempo di Gregorio IV (827-844) erano a S. Maria in Trastevere all’ingresso della navata, il pontefice le fece collocare sotto l’altare maggiore. Parte delle reliquie furono, in quell’epoca, traslate in Francia, nella chiesa dedicatagli a Compiegne. Parte del corpo fu portato, nella seconda metà del XVIII secolo, nella chiesa dei Ss. Celso e Giuliano.
    M.R.: 14 settembre - A Roma, sulla via Appia, il beato Cornelio, Papa e Martire, il quale, nella persecuzione di Decio, dopo la relegazione in esilio, fu fatto battere con flagelli piombati, e così, con altre ventun persone di vario sesso, decapitare. Nello stesso giorno furono pure decapitati Cereale soldato e Sallustia sua moglie, i quali dallo stesso Cornelio erano stati istruiti nella fede. Il 16 settembre la festa dei santi Martiri Cornelio Papa e Cipriano, Vescovo di Cartagine, la cui memoria si celebra il 14 settembre.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]

    16 settembre 2018: San Cipriano, vescovo e martire.

    Cipriano nacque a Cartagine verso il 210, da genitori pagani. Convertitosi alla fede e ordinato sacerdote, fu eletto vescovo della città nel 249. Governò egregiamente la chiesa con gli esempi e con gli scritti, in tempi assai difficili. Sostenne san Cornelio nella contrapposizione con Novaziano. Nella persecuzione di Valeriano, prima fu condannato all'esilio, quindi, il 14 settembre del 258, morì martire.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...6f&oe=5C2E00C1





    «16 settembre 2018: sant'Eufemia e compagni, martiri.

    Eufemia, morì martire a soli 15 anni. L'esatta data del suo martirio ci è giunta nei "Fasti Vindobonenses priores" ed è il 16 settembre del 303, durante la persecuzione di Diocleziano.
    Il culto della santa nasce però dopo il Grande Concilio tenutosi nella basilica di Calcedonia (451-52) e da lì si estese gradualmente a tutta la cattolicità.
    Alla santa bengono ovunque dedicate chiesa e viene scritta la sua passio. Legata al concilio stesso, viene decisa la festa dell'11 luglio in onore di san Eufemia Eufemia protettrice dell'ortodossia, festa inclusa nel Martirologio Geronimiano e nei calendari orientali.
    La data dell'11 luglio è legata al miracolo, raccontato nel Sinassario Costantinopolitano, relativo alle due professioni di fede: quella ortodossa e quella eutichiana. Entrambe erando state poste sul petto della santa, ma alla riapertura dell'urna debitamente sigillata, si trovò il testo ortodosso stretto nelle mani della santa e quello ereticale sotto i suoi piedi. In realtà del culto della santa ne parla nella sua XI Omelia (databile tra il 380 e il 410) il vescovo Asterio di Amasea, i cristiani di quella città le avevano eretto un monumento sepolcrale e ne celebravano ogni anno la festa durante la quale nelle omelie venivano raccontati i particolari del martirio.
    Lo stesso Asterio racconta inoltre il martirio della santa descrivendo le immagini viste in una chiesa a lei dedicata rappresentanti il processo, la tortura (alla santa vennero strappati i denti), la prigionia affrontata in preghiera e il martirio sul rogo, ma questo contrasta con l'iconografia dove sant'Eufemia è quasi sempre raffigurata con la ruota della tortura e con i leoni.
    Sant'Eufemia è particolarmente venerata a Rovigno, città di cui è copatrona: la leggenda popolare narra che in contrada Santa Cruz, approdò miracolosamente il 13 luglio dell'800, galleggiando sul mare, e proveniente da Costantinopoli, la pesante arca marmorea di Santa Eufemia da Calcedonia, in una notte da tregenda con onde gigantesche che gettarono l'arca suglli scogli di quello che allora era l'Isola di Rovigno.
    I rovignesi, accorsi in gran numero, si avvidero che l'arca nel suo prodigioso arrivo aveva scavato una sorta d'insenatura e, convinti dal fatto miracoloso, vollero portare l'arca entro le mura di Rovigno ma non riuscirono nè in tale impresa nè a scoperchiare il sarcofago. La notte successiva ad una pia rovignese apparve in sogno una splendida giovinetta, che le rivelò di essere Sant'Eufemia, la martire di Calcedonia, dandole precise "istruzioni" per spostare la pesante arca in pietra, ovvero le "ingiunse di aggiogare all'arca stessa le due ancor vergini vaccherelle che le aveva dato il Signore, e di lasciar poi che desse la conducessero colà dove a Lui stesso fosse meglio piaciuto. Nè al dì vegnente tardò guari la pia vedova a mettere in esecuzione il celestial comando; ed alla vista di tutti quell'enorme peso è sollevato facilissimamente dalle due vaccherelle, e condotto fino alla sommità del monte, dove poi si arrestò presso l'antica Chiesuola intitolata a S. Giorgio Martire".
    Il riconoscimento delle spoglie come quelle della martire calcidoniese venne poi confermato, almeno così si narra, da una pergamena ritrovata a fianco della santa una volta scoperchiato il sarcofago. A testimonianza del miracoloso evento venne fatta erigere una colonna quadrangolare. Sino dagli inizi del 1800 il popolo faceva uso devozionale della sua acqua ritenendola miracolosa.»
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    “Il 16 settembre 655 muore in esilio, martire del cesarismo bizantino, San Martino I, Sommo Pontefice”

    “Il 16 settembre 1087 muore il Beato Vittore III Epifani, Sommo Pontefice”

    “Il 16 settembre 1276 viene esaltato al Sommo Pontificato Papa GIovanni XXI Iuliani, Sommo Pontefice”

    “Il 16 settembre 1498 moriva padre Tomas di Torquemada O.P. : primo Grande inquisitore dell'Inquisizione spagnola, priore del convento domenicano della Santa Cruz di Segovia e confessore dei Re Cattolici (Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona).”







    Indice testi in italiano
    http://www.cmri.org/ital-index.html

    Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale
    http://www.centrostudifederici.org/

    Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio, tratta di messaggi subliminali, rock satanico, occultismo, massoneria
    http://www.centrosangiorgio.com/

    sito dedicato alla crisi dottrinale nella chiesa cattolica
    http://www.crisinellachiesa.it/

    https://www.agerecontra.it/
    https://www.agerecontra.it/category/arai-daniele/
    https://www.facebook.com/Traditio.Verona.it/

    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/

    “Non Una Cum - Roman catholics sedevacantists.”
    https://www.facebook.com/romancatholicsnonunacum/

    https://www.facebook.com/fidecatholica/

    Home | Traditional Latin Mass Resources
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    https://novusordowatch.org/

    : Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada
    http://www.fathercekada.com/

    https://www.truerestoration.org/

    Sede Vacante -
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/







    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom17.htm
    «DOMENICA DICIASSETTESIMA DOPO LA PENTECOSTE.

    MESSA
    I decreti di Dio sono sempre giusti sia quando confonde gli orgogliosi sia quando nella sua misericordia esalta gli umili. Vedemmo la sua volontà sovrana all'opera otto giorni or sono nella distribuzione dei posti riservati ai santi al banchetto dell'unione divina e, ricordando le pretese e la sorte degli invitati alle nozze, chiediamo soltanto misericordia.
    EPISTOLA (Ef 4,1-6). - Fratelli: Io, che sono prigioniero del Signore, vi scongiuro di avere una condotta degna della vocazione che avete ricevuto, con tutta umiltà, con mansuetudine, con pazienza, con carità, sopportandovi gli uni gli altri, studiandovi di conservare l'unità dello spirito con il vincolo della pace. Un sol copro, un solo spirito, come ad una sola speranza siete stati chiamati con la vostra vocazione. Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti che è sopra tutti , che è in tutte le cose e specialmente in noi nei secoli dei secoli così sia.
    Con la lettera di san Paolo ai cristiani di Efeso la Chiesa riprende l'esposizione delle grandezze dei suoi figli e li supplica di rispondere in modo degno alla loro vocazione divina.
    La chiamata di Dio.
    Noi conosciamo già questa chiamata di Dio. È la chiamata del genere umano alle nozze dell'unione divina delle nostre anime a regnare nei cieli sul trono del Verbo diventato loro Sposo e loro Capo (Ef 2,5). Un tempo il Vangelo di otto giorni or sono era più legato all'Epistola, che abbiamo letta e nella quale trova un brillante commento, mentre a sua volta spiega in modo perfetto le parole dell'Apostolo: "Quando sarete invitati alle nozze, diceva il Signore, cum vocatus fueris, prendete l'ultimo posto". "In tutta umiltà, aggiunge l'Apostolo, mostratevi degni della vocazione che avete ricevuta: digne ambuletis vocatione qua vocati estis".
    Fine e modo di intendere la chiamata.
    Quale condizione dobbiamo adempire per mostrarci degni dell'altissimo onore che il Verbo eterno ci ha fatto? Umiltà, mansuetudine, pazienza sono mezzi raccomandati per arrivare allo scopo. Lo scopo è l'unità del corpo immenso, che il Verbo ha fatto suo nella celebrazione delle mistische nozze e la condizione che l'Uomo-Dio esige da quelli che, partecipando della Chiesa, sua Sposa, chiama ad essere ossa delle sue ossa, carne della sua carne (ivi 5,30), è che mantengano tra loro un'armonia che faccia veramente di tutti un'anima sola, un copro solo, nei vincoli della pace.
    "Legame splendido, - esclama san Giovanni Crisostomo - legame meraviglioso, che tutti ci unisce e tutti insieme ci lega a Dio!": La sua forza è la forza dello Spirito Santo stesso, tutto santità ed amore, perché è lo Spirito che stringe i suoi nodi immateriali e divini, agendo nella moltitudine dei battezzati come come il soffio vitale nel corpo umano, che anima e unisce le membra tutte. Per lo Spirito, giovani e vecchi, poveri e ricchi, uomini e donne, sebbene distinti per razza e per indole, diventano un solo tutto, fusi in un immenso abbraccio in cui arde senza fine l'eterna Trinità. Però, perché l'incendio dell'amore infinito possa impadronirsi dell'umanità rigenerata, occorre che essa si purifichi eliminando le rivalità, i rancori, i dissensi, che, rivelandola ancora carnale, la renderebbero poco accessibile alla fiamma divina e all'unione che produce.
    La carità fraterna e i suoi frutti.
    Stringiamoci ai fratelli con questa felice catena della carità, perché essa non coarta che le nostre passioni e dilata invece le anime nostre, lasciando che lo Spirito le conduca con sicurezza a realizzare l'unica speranza della nostra vocazione comune, che è l'unione a Dio nell'amore. Quaggiù la carità, anche per i Santi, è una virtù faticosa perché raramente, anche nei migliori, la grazia restaura l'equilibrio delle facoltà, rotto dal peccato originale, in modo che non restino deficienze. Perciò la debolezza, gli eccessi della povera natura si fanno ancora sentire, nonostante l'umiltà del giusto e la vigile pazienza di coloro che l'attorniano. Dio permette questo, per accrescere il merito di tutti e ravvivare in noi il desiderio del cielo nel quale ritroveremo una totale e facile armonia con tutti i nostri simili, perché noi pure ci saremo pienamente pacificati nel dominio assoluto di Dio tre volte santo, divenuto tutto in tutti (1Cor 15,28).
    Nella patria fortunata Dio stesso tergerà ai suoi eletti il pianto causato dalle miserie, rinnovando il loro essere alla sorgente infinita (Ap 21,4-5). Il Figlio eterno, abolito il dominio delle forze avverse e vinta la morte in ciascuno dei suoi membri mistici (1Cor 15,24-28), apparirà nella pienezza del mistero della sua incarnazione vero Capo dell'umanità santificata, restaurata e sviluppata in lui (Ef 1,10).
    VANGELO (Mt 22,34-46). - In quel tempo: S'accostarono a Gesù i Farisei, uno dei quali, dottore in legge, lo interrogò, per tentarlo: Maestro, qual è il maggiore comandamento della legge? E Gesù gli rispose: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente. Questo è il massimo e primo comandamento: il secondo poi è simile a questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la legge e i profeti. Essendo dunque adunati i Farisei, Gesù li interrogò dicendo: Che vi pare del Cristo? Di chi è figlio? Gli rispondono: Di David. Ed egli a loro: Come dunque David, in spirito, lo chiama Signore, dicendo: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, sinché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi? Se dunque David lo chiama Signore, in qual modo è suo figlio? E nessuno poteva replicargli parola; né vi fu chi ardisse, da questo giorno in poi, d'interrogarlo.
    La carità.
    L'Apostolo che disse: Scopo della legge è la carità (1Tm 1,5) disse pure: Scopo della legge è il Cristo (Rm 10,4), e noi cediamo ora l'armonia di queste due proposizioni. Vediamo anche allo stesso modo la relazione delle parole del Vangelo: In questi due comandamenti sono compresi tutta la legge e i profeti e le altre, che sono pure del Signore: Scrutate le Scritture, perché esse mi rendono testimonianza (Gv 5,39).
    La prefazione della legge che regola i costumi è nella carità (Rm 13,10) il cui fine è Cristo e oggetto delle Scritture rivelate è l'Uomo-Dio, che nella sua adorabile unità riassume per i suoi morale e dogma.
    "Egli è la loro fede, il loro amore termine di tutte le nostre risoluzioni, - dice sant'Agostino - perché tutti i nostri sforzi tendono a perfezionarci in Lui e giungere in Lui è la nostra perfezione. Giunto a Lui, non cercare oltre: egli è la tua meta" (Enarr. sul Sal 56). Il santo Dottore ci dà qui la miglior formula dell'unione divina: "Aderiamo a Lui solo, godiamo in Lui solo, siamo tutti in Lui: haereamus uni, fruamur uno, permaneamus unum" (De Trin. iv, 11).
    La bella antifona dell'Offertorio di oggi, separata dai versetti che una volta l'accompagnavano, non rivela più la ragione per cui ebbe da remotissimi tempi tale posto. Riportiamo i versetti che seguivano l'Antifona, rilevando che l'ultimo termina con la notizia dell'arrivo del principe delle armate celesti in soccorso del popolo di Dio. È questo l'effetto cercato come risulta dall'Antifonario pubblicato dal beato Tommasi, conforme ai più antichi manoscritti, dove questa domenica apre la settimana della festa del grande Arcangelo e la Domenica prossima vi è designata col nome di Prima Domenica dopo la festa di san Michele (prima post sancti Angeli).
    OFFERTORIO. - Io, Daniele, ho pregato il mio Dio dicendo: Signore, esaudisci le preghiere del tuo servo, fa splendere la tua faccia sul tuo santuario e guarda misericordioso questo popolo sul quale, o Dio, è stato invocato il tuo nome.
    V/. Mentre io ancora parlavo e pregavo e dicevo i miei peccati e le colpe di Israele. mio popolo.
    V/. Io udii una voce che mi diceva: Intendi, Daniele, le parole che ti rivolgo, perché io sono inviato a te, ed ecco che Daniele stesso giunse in mio soccorso.
    Guardate con misericordia.
    PREGHIAMO
    Signore, libera il tuo popolo dagli errori contagiosi del demonio e concedigli la grazia di seguire solo te nella sincerità del cuore.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 497-500.»





    Ligue Saint Amédée
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    "Dix-septième Dimanche après la Pentecôte."
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    "Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Dix-septième Dimanche après la Pentecôte : une seule et unique Foi.
    http://prieure2bethleem.org/predica/...05_octobre.mp3 "
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    16 septembre : Saint Cyprien, Évêque et Martyr (? 258) :: Ligue Saint Amédée
    “16 septembre : Saint Cyprien, Évêque et Martyr († 258).”
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    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  4. #4
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    Lightbulb Re: Gli stregoni dell’anticlericalismo e la verità sull’Inquisizione

    17 SETTEMBRE 2018: anniversario dell’impressione delle stigmate di San Francesco d’Assisi (avvenuta il 17 settembre 1224); anniversario dell’assassinio di San Pietro Arbues, inquisitore maggiore d'Aragona (ucciso da marrani in odium Fidei il 17 settembre 1485 nella cattedrale di Saragozza, poi beatificato da Papa Alessandro VII Chigi e canonizzato da Papa Pio IX) e patrono dell'Inquisizione spagnola; anniversario della morte del cardinale San Roberto Bellarmino (Montepulciano, 4 ottobre 1542 – Roma, 17 settembre 1621) appartenente all'Ordine dei Gesuiti, vescovo, confessore, teologo e dottore della Chiesa…



    https://tradidiaccepi.blogspot.com/
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...isitore-e.html
    "lunedì 17 settembre 2018: San Pietro de Arbues, Inquisitore e Martire
    Pedro de Arbues, nato ad Epila presso Saragozza tra il 1441 e il 1442, conclusi gli studi, fu elevato al Sacerdozio e costituito Canonico Regolare della Cattedrale di Saragozza. Nel 1474 fu chiamato ad esercitare in Aragona il Santo Uffizio dell’Inquisizione. Nell’adempimento di esso fu martirizzato da alcuni Giudei. Passò al Signore il 17 settembre 1475. Alessandro VIII nel 1668 lo iscrisse fra i Beati. Pio IX lo annoverava fra i Santi Martiri il 29 giugno 1867.
    Per un biografia più ampia del santo Martire rimandiamo all'articolo "Pedro d Arbues: il Santo Martire dell'Inquisizione Spagnola" pubblicato su Radio Spada."
    https://www.radiospada.org/2017/09/p...ione-spagnola/

    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...lla-messa.html

    "MAGISTERO DELLA CHIESA
    Il 17 settembre 1562 il Sacrosanto Concilio Ecumenico Tridentino, legittimamente riunito nello Spirito Santo sotto la presidenza dei Legati della Sede Apostolica, emana il Decreto e i Canoni dogmatici sul santissimo Sacrificio della Messa."
    https://4.bp.blogspot.com/-2WgsPOjqL...00/foto_05.JPG




    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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    “IMPRESSIONE DELLE SANTISSIME STIGMATE SUL CORPO DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
    Confessore.

    Doppio.
    Paramenti bianchi.
    Due anni prima della morte, San Francesco si ritirò sul monte Alvernia (La Verna) in Toscana, dove iniziò un digiuno di quaranta giorni in onore di San Michele Arcangelo. Ora avvenne che, durante la sua meditazione, vide come un Serafino che aveva sei ali fiammanti e i piedi e le mani inchiodati ad una croce. Francesco comprese che un puro spirito non può soffrire e che perciò la visione era destinata ad avvertirlo che sarebbe diventato sempre più simile a Gesù, mediante una partecipazione della sua croce, non già per mezzo di un martirio esterno, ma per mezzo del martirio di un'ardente carità. E perché questo amore crocifisso potesse servire di esempio a tutti, cinque piaghe simili a quelle di Gesù sulla croce gli si formarono sui piedi, sulle mani e sul costato. Da questa ultima il sangue usciva abbondantemente. Questo fatto fu così ben riconosciuto con l'andar del tempo, che Benedetto XI volle che se ne celebrasse ogni anno la commemorazione, e Paolo V, per accendere nel cuore dei fedeli l'amore di Gesù in croce, estese questa festa a tutta la Chiesa.
    • Dai Commentari di san Bonaventura Vescovo.
    Leggenda di San Francesco, c. 13.

    Francesco, questo servo e ministro veramente fedele di Cristo, due anni prima di rendere lo spirito al cielo, ritiratosi in un luogo elevato chiamato monte Alvernia per cominciarvi un digiuno di quaranta giorni in onore dell'Arcangelo Michele, fu inondato più abbondantemente dalle dolcezze spirituali della contemplazione soprannaturale ond'era abitualmente favorito e acceso più ardentemente dalla fiamma dei celesti desideri, onde cominciò a sentire un'affluenza straordinaria di tutti i doni soprannaturali. Mentre dunque i serafici ardori delle sue brame lo trasportavano in Dio, e un vivo sentimento di tenera compassione lo trasformava in colui, che volle per un eccesso d'amore essere crocifisso: pregando una mattina nella festa dell'Esaltazione della santa Croce, sul fianco della montagna, vide come l'aspetto d'un Serafino avente sei ali risplendenti quanto il fuoco, discendere dalla sublimità dei cieli. Il quale, giunto con volo rapidissimo a un certo punto nell'aria in prossimità dell'uomo di Dio, apparve non solo alato ma ancora crocifisso; colle mani e i piedi distesi e inchiodati a una croce, le ali invece disposte di qua e di là, in tal maniera, da averne due alzate sulla testa, due spiegate per volare, e le altre due ne coprivano, avvolgendolo, tutto il corpo. A tal visione egli stupì grandemente, e sentì nell'animo suo gioia mista a dolore, ché, mentre la vista gradevole di colui, che gli si mostrava in maniera sì prodigiosa e famigliare, gli causava piacere estremo, il crudele spettacolo della crocifissione gli trapassava l'anima con una spada di compassione dolorosa.
    Egli sapeva bene, che la debolezza e la sofferenza sono incompatibili coll'immortalità d'uno spirito serafico, ma interiormente illuminato da colui che si mostrava di fuori, comprese che una tale visione era presentata ai suoi sguardi per insegnargli che l'incendio del cuore e non il martirio del corpo era quello che doveva trasformare interamente l'amico di Cristo in una perfetta rassomiglianza con Gesù crocifisso. Sparita pertanto la visione, dopo un arcano e famigliare colloquio, gli rimase l'anima infiammata d'un ardore serafico; e il corpo impresso di ferite simili a quelle del Crocifisso, come se, liquefatto dapprima sotto l'azione del fuoco, avesse poi ricevuta l'impronta d'un sigillo. Infatti cominciarono subito ad apparire nelle sue mani e ai suoi piedi i segni dei chiodi, aventi la loro testa sulla palma delle mani e sul collo dei piedi, e la loro punta all'opposto. Inoltre il lato destro presentava una cicatrice rossa, come se fosse stato trapassato da lancia, e più volte fece sacro sangue sì da bagnare e la tonaca e le altre sottovesti.
    Divenuto dunque Francesco un uomo nuovo, grazie a un nuovo e stupendo miracolo - dacché per un singolare privilegio, di cui nessuno per l'addietro era stato favorito, egli si trovò contrassegnato, o per dir meglio, ornato delle sacre Stigmate - discese dal monte portando con sé l'immagine del Crocifisso, non tracciata già da mano d'artefice su tavole di pietra o di legno, ma stampata sulla propria carne dal dito di Dio vivente. E siccome sapeva benissimo «che è bene tener celati i secreti d'un re» (Tob. 12,7), perciò l'uomo serafico, cosciente del segreto del gran re, nascondeva più ch'era possibile quei sacri segni. Ma perché è proprio di Dio il rivelare per sua gloria le grandi cose che fa, il Signore stesso, che aveva impresso segretamente quelle stigmate, le mostrò apertamente con alcuni miracoli; affinché con questi strepitosi prodigi apparisse manifesta la virtù meravigliosa nascosta nelle Stigmate.
    Ora questo miracoloso avvenimento sì ben constatato ed esaltato con lodi e favori speciali nelle bolle pontificie, il Papa Benedetto XI volle che si celebrasse ogni anno con una festa; che poi il Pontefice Paolo V, ad accendere i cuori dei fedeli all'amore di Cristo crocifisso, estese a tutta la Chiesa.
    SANTA MESSA
    • Omelia di san Gregorio papa.
    Omelia 32 sui Vangeli.
    Poiché il Signore e Redentore nostro venne al mondo come un nuovo uomo, diede nuovi comandamenti al mondo. Infatti oppose alla nostra vita nutrita nei vizi la contrarietà della novità della sua. Cosa infatti l'uomo vecchio, cosa l'uomo carnale conosceva, se non tenere le sue cose, rubare le altrui se poteva, desiderare se non poteva? Ma il medico celeste a ciascun singolo vizio adibisce medicamenti contrari. Infatti come coll'arte della medicina le cose calde si curano con le fredde e le fredde con le calde, così nostro Signore oppose medicine contrarie ai peccati, tanto da ordinare la continenza ai lussuriosi, la generosità ai tirchi, la mansuetudine agli iracondi, l'umiltà agli orgogliosi.
    Difatti quando proponeva nuovi comandamenti a quelli che lo seguivano, disse: "Chiunque non rinunzia a tutto quel che possiede, non può essere mio discepolo". Come se volesse dire apertamente: voi che per la vita vecchia desiderate la roba d'altri, elargite per il desiderio di un nuovo modo di vivere anche la vostra. Ascoltiamo cosa dice in questa lezione: "Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso". Ivi si dice che rinneghiamo la nostra roba: qui si dice che rinneghiamo noi stessi. E forse non è faticoso all'uomo abbandonare la sua roba, ma è molto faticoso abbandonare se stesso. È da una parte meno negare ciò che ha; molto dall'altra negare quel che è.
    Ma il Signore ha comandato a noi che veniamo a Lui di rinunziare a noi, perché quanti veniamo alla gara della fede, ci impegniamo ad una lotta contro gli spiriti maligni. Infatti gli spiriti maligni non possiedono nulla di proprio in questo mondo: quindi dobbiamo lottare nudi con i nudi. Infatti se chiunque lottasse vestito con uno nudo, verrebbe più in fretta sbattuto a terra, perché ha onde venga afferrato. Che cosa infatti sono tutti beni terreni, se non certi indumenti del corpo? Chi dunque si avvicina alla contesa contro il diavolo, getti via gli indumenti, per non soccombere.”
    https://sardiniatridentina.blogspot....i-san.html?m=0
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c3&oe=5C1981C1










    Stigmate di san Francesco - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/stigmate-san-francesco/
    «17 settembre, Impressione delle Sacre Stigmate di San Francesco.

    “Sul monte dell’Alvernia, in Toscana, la commemorazione dell’impressione delle sacre Stimmate, che, per meravigliosa grazia di Dio, furono impresse nelle mani, nei piedi e nel costato di san Francesco, Fondatore dell’Ordine dei Minori”.
    Signore Gesù Cristo, che raffreddandosi la carità nel mondo, per infiammare i nostri cuori del tuo amore, hai rinnovato le sacre Stimmate della tua Passione nella carne del Beatissimo Padre nostro Francesco, concedici propizio, per i suoi meriti e le sue preghiere, di portare sempre la Croce e di fare frutti degni di penitenza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...te-207x300.jpg






    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio – Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XVII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=3mksL5RX-FQ
    XVII domenica d Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=DxA2PnjagQQ
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»




    I Martiri di Castelfidardo / II parte - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/m...ardo-ii-parte/
    “17 settembre 2018 - I Martiri di Castelfidardo / II parte.
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza - Comunicato n. 68/18 del 17 settembre 2018, Stimmate di San Francesco.”
    http://www.centrostudifederici.org/w...ia-300x224.png


    https://www.agerecontra.it/2018/09/i...dardo-i-parte/
    https://www.agerecontra.it/2018/09/i...ardo-ii-parte/




    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica nona dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-4ott.htm
    “4 OTTOBRE SAN FRANCESCO D'ASSISI CONFESSORE.”





    https://www.sursumcorda.cloud/
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    https://www.sursumcorda.cloud/settim...mbre-2018.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/






    https://forum.termometropolitico.it/...-chiesa-2.html

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    https://vivificat.wordpress.com/2012...matefrancesco/



    17 Settembre -Impressione delle Stimmate di San Francesco
    http://www.preghiereperlafamiglia.it...-francesco.htm
    “17 SETTEMBRE IMPRESSIONE DELLE STIMMATE DI SAN FRANCESCO D'ASSISI.

    Il serafico Padre san Francesco nutrì, fin dalla sua conversione, una tenerissima devozione a Cristo crocifisso; devozione che diffuse sempre con le parole e la vita. Nel 1224, mentre sul monte della Verna era immerso nella meditazione, il Signore Gesù, con un prodigio singolare, gli impresse nel corpo le stimmate della sua passione. Benedetto XI concesse all’Ordine francescano di celebrare annualmente il ricordo di questo privilegio, che rese il Poverello «mirabile segno» di Cristo.”

    «PREGHIERA
    O Dio che, per infiammare il nostro spirito
    con il fuoco del tuo amore,
    hai impresso nel corpo del serafico Padre san Francesco
    i segni della passione del tuo Figlio,
    concedi a noi, per sua intercessione,
    di conformarci alla morte del Cristo
    per essere partecipi della sua risurrezione.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.»

    «INNO CRUCIS CHRISTI
    si canta per la festa dell'Impressione delle Stimmate di San Francesco

    Crucis Christi mons Alvérnae *
    Recénset mystéria,
    Ubi salútis aetérnae
    Dantur privilégia:
    Dum Francíscus dat lucérnae
    Crucis sua stúdia.
    Hoc in monte vir devótus,
    Specu solitária,
    Pauper, a mundo semótus,
    Condénsat ieiúnia:
    Vigil, nudus, ardens totus,
    Crebra dat suspíria.
    Solus ergo clasus orans,
    Mente sursum ágitur;
    Super gestis Crucis plorans
    Maeróre confícitur:
    Crucísque fructum implórans
    Animo resólvitur.
    Ad quem venit Rex e caelo
    Amíctu Seráphico,
    Sex alárum tectus velo
    Aspéctu pacífico:
    Affixúsque Crucis telo,
    Porténto mirífico.
    Cernit servus Redemptórem,
    Passum impassíbilem:
    Lumen Patris et splendórem,
    Tam pium, tam húmilem:
    Verbórum audit tenórem
    Viro non effábilem.
    Vertex montis inflammátur,
    Vicínis cernéntibus:
    Cor Francísci transformátur
    Amóris ardóribus:
    Corpus vero mox ornátur
    Mirándis Stigmátibus.
    Collaudétur Crucifíxus,
    Tollens mundi scélera,
    Quem laudat concrucifíxus,
    Crucis ferens vúlnera:
    Francíscus prorsus inníxus
    Super mundi foédera. Amen

    Traduzione conoscitiva:
    Il Monte della Verna rivive i misteri della Croce di Cristo; là dove vengono elargiti gli stessi privilegi che donano la salvezza eterna, mentre Francesco volge tutta la sua attenzione alla lucerna che è la Croce.
    Su questo monte l’uomo di Dio, in una caverna solitaria, povero, separato dal mondo, moltiplica i digiuni. Nelle veglie notturne, pur nudo, è tutto ardente, e si scioglie in lacrime con frequenza.
    Recluso con sé solo, dunque, prega, con la mente si innalza, piange meditando le sofferenze della Croce. È trapassato dalla compassione: implorando i frutti stessi della croce nella sua anima si va consumando.
    A lui viene il Re dal cielo in forma di Serafino, nascosto dal velo delle sei ali con volto pieno di pace: è confitto al legno di una Croce. Miracolo degno di stupore.
    Il servo vede il Redentore, l’impassibile che soffre, la luce e splendore del Padre, così pio, così umile: e ascolta parole di un tale tenore che un uomo non può proferire.
    La cima del monte è tutta in fiamme e i vicini lo vedono: Il cuore di Francesco è trasformato dagli ardori dell’amore. E anche il corpo in realtà viene ornato da stimmate stupefacenti.
    Sia lodato il Crocifisso che toglie i peccati del mondo. Lo loda Francesco, il concrocifisso, che porta le ferite della Croce e completamente riposa al di sopra delle cure di questo mondo. Amen.»







    https://www.radiospada.org/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “17 settembre 2018: Impressione delle Sacre Stimmate sul corpo di San Francesco d'Assisi, confessore.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...76&oe=5C206548





    “Il 17 settembre 1562 il Sacrosanto Concilio Ecumenico Tridentino, legittimamente riunito nello Spirito Santo sotto la presidenza dei Legati della Sede Apostolica, emette il decreto e i canoni sulla Messa. Essa è l’unico, vero e perfetto sacrificio che, già prefigurato nelle oblazioni di Abele (Cfr. Gen. IV, 4-5), di Melchisedech (Cfr. Gen. XVI, 18) e di Isacco (Cfr. Gen. XX) e nell’immolazione della Pasqua ebraica (Cfr. Exod. XII, 1-14), fu annunziato dal Profeta Malachia (Cfr. Mal. I, 11), istituito da Cristo nell’Ultima Cena e consumato sulla Croce. La sua offerta, giovevole ai vivi e ai defunti e fatta anche in memoria ed onore dei Santi, ripresenta in modo incruento la Passione e la Morte del Signor nostro Gesù Cristo
    e ha quattro finalità: l’adorazione, il ringraziamento, la propiziazione e l’espiazione. Son da rigettare le bestemmie e le farneticazioni di coloro che intendono la Messa come semplice commemorazione del Sacrificio del Calvario oppure come sacrificio solo di lode e ringraziamento.”

    “Il 17 settembre 1485 viene assassinato in odium Fidei da alcuni ebrei "conversos" nella cattedrale di Saragozza, San Pietro Arbues, inquisitore maggiore d'Aragona. Beatificato da Papa Alessandro VII Chigi e canonizzato da Papa Pio IX, è patrono dell'Inquisizione spagnola.”
    https://www.radiospada.org/2017/09/p...ione-spagnola/
    «Pedro de Arbues: il Santo Martire dell’Inquisizione Spagnola di Giuliano Zoroddu

    Pedro de Arbues, nacque ad Epila tra il 1441 e il 1442 da Antonio e Sancia Ruiz. Forma prima a Huesca e a Saragozza, studiò Diritto e Teologia a Bologna dove conseguì la laurea nel 1473. Nel 1474 tornò in patria e al contempo l’Arcivescovo di Saragozza, scorgendo in lui una meraviglia di virtù, lo volle tra i Canonici della Cattedrale, che professavano la Regola di sant’Agostino, e poco dopo lo elevò al Sacerdozio. Se già da laico era dedito alle pratiche di pietà e carità, sublimato allo stato di ministro di Dio, si sforzò di perfezionarsi sempre più e di attirare tutti a Cristo con le parole, nelle prediche e nel confessionale, e con l’esempio di una vita secondo la legge divina. Erano quegli gli anni in cui i due sovrani Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona si apprestavano a dare l’ultimo assalto ai Mori che ancora tenevano soggiogata Granada per restituire le Spagne tutte a Gesù Cristo. Oltre ai maomettani però vi era anche il problema, ben più esiziale e per la Chiesa e per lo Stato, dei marranos o cristianos nuevos, quei cristiani cioè che, pur essendosi convertiti dal Giudaismo, segretamente continuavano a seguire la Legge Mosaica e gli altri riti (molti dei quali superstiziosi) della Sinagoga.
    Costoro costituivano quasi uno Stato dentro lo Stato e una chiesa dentro la Chiesa, il che andava a nocumento dell’una e dell’altra istituzione. Per estirpare questa piaga i due sovrani chiesero a Papa Sisto IV di confermare con la sua autorità apostolica un tribunale inquisitoriale (ecclesiastico) che però fosse gestito dalla Corona. La cosa avvenne il 1° novembre 1478 con la bolla “Exigit sinceræ devotionis affectus”: nasceva la gloriosa e benemerita Inquisizione Spagnola che sarebbe stata abolita solo nel 1834. Giudice supremo fu eletto il mite e zelante padre Tomas de Torquemada dell’Ordine dei Predicatori, il quale però si occupava direttamente solo dei domini castigliani. A questo punto entra in scena il nostro Pedro de Arbues, il quale nel 1484 fu designato dal Torquemada, con l’autorità di Innocenzo VIII, ad essere Inquisitore Maggiore per il Regno di Aragona. Nell’espletamento del santo ufficio si dimostrò prudente e misericordioso, ma sempre zelante nel reprimere le eresie e nello scoprire ed estirpare l’occulta piaga del cripto-giudaismo.
    Rispetto agli inquisiti mostrava sentimenti di padre amoroso: nessuno di essi fu giustiziato, molti anzi si riconciliarono, sinceramente pentiti, con Dio e la Chiesa. Non mancarono inoltre le conversioni di Giudei e Maomettani. Contro di lui tramava tuttavia la Sinagoga che tentò varie volte di toglierlo da mondo, come a suo tempo fece con gli Apostoli. Le trame dei Giudei e dei marranos, la loro quinta colonna nella Chiesa e nella società civile, riuscirono la notte tra il 14 e il 15 settembre 1485.
    Pedro coi confratelli Canonici si accingeva a cantare il Mattutino dell’Ottava della Natività di Maria, ma prima volle raccogliersi in preghiera davanti all’altare della stessa Vergine verso la quale fin da fanciullo nutriva una tenerissima devozione. Ma nella Cattedrale non vi erano solo i Canonici: nel buio si muovevano furtivi i sicari. Raggiunto l’Inquisitore, che ancora stava assorto in orazione, lo trafiggono ripetutamente, lasciandolo quasi esangue. Secondo la tradizione, gli assassini incrudelivano su Pedro nel momento esatto in cui i canonici cantavano il verso del salmo invitatorio “Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi; Semper hi errant corde, ipsi vero non cognovérunt vias meas”[1], in cui il Signore si lamenta della dura cervice del popolo ebraico. Il Martire, con la gola colpita e un coltello rimasto conficcato nel fianco, ebbe ancora la forza di dire: “Sia benedetto Gesù perché muoio per la sua santa fede”. Ma la morte lo raggiungerà solo due giorni, il 17 settembre. Sul letto dell’agonia il suo unico desiderio rimaneva la conversione dei peccatori e degli infedeli. Sentendosi ormai prossimo alla scioglimento dal corpo, ricevuto il Santo Viatico, con tutte le forze che gli rimanevano esclamò con Davide: “Lætatus sum in his quæ dicta sunt mihi: In domum Domini ibimus”[2]. Dopodiché spirò nel bacio del Signore. Ai funerali assistette tutto il clero e il popolo di Saragozza.
    Dio subito diede gloria al suo Confessore per mezzo dei miracoli: il suo sangue che aveva macchiato il pavimento della Cattedrale era stato asterso, ma le macchie iniziarono a rosseggiare e a ribollire come se il esso fosse stato sparso di fresco[3]. Gli altri miracoli che seguirono contribuirono a diffondere il culto verso il Martire, che ebbe la prima suprema sanzione quando il 17 aprile 1668 Alessandro VII, Sommo Pontefice, procedette alla Beatificazione del Servo di Dio e permise che se ne celebrasse l’Ufficio e la Messa con il grado duplex majus in tutti i luoghi posti sotto la giurisdizione dell’Inquisizione Spagnola, che poteva altresì annoverarlo fra i suoi Patroni, assieme a san Pietro Martire. Finalmente il 29 giugno 1867, diciottesimo centenario del martirio dei santi Pietro e Paolo, Pio IX lo annoverava fra i Santi Martiri nel giubilo di tutta la Chiesa.
    Questo Eroe della Spagna e dell’Europa Cristiana che sacrificò tutto sé stesso per la Verità ci insegna che solo questa ha diritti e che solo servendo ad essa, non concetto etereo ma Dio che si incarna, si fa il bene del prossimo sia come singolo sia come Stato. Contro tutte le spregevoli menzogne, inoltre, con le quali gli eretici, gli illuministi, i massoni, i liberali, i modernisti e tutti i nemici della Chiesa e della Spagna, hanno infangato quell’opera santa che fu l’Inquisizione Spagnola, il cattolico deve gloriarsi di questa benemerita Istituzione e ricordare che essa contribuì a risparmiare alle popolazioni spagnole le tragedie delle guerre di religione che tra il XVI e il XVII secolo dilaniarono la Francia e la Germania. Ci ammonisce il santo Abate Gueranger: “Lungi dunque dai nostri cuori di cattolici la vigliaccheria che non osa accettare gli sforzi fatti dai nostri padri per conservarci la più preziosa delle eredità! Lungi da noi quella facilità puerile nel credere alle calunnie degli eretici e dei pretesi filosofi, contro una istituzione ch’essi non possono, naturalmente, che detestare! Lungi da noi quella deplorevole confusione di idee che mette sullo stesso piede la verità e l’errore, e che, visto che questo non può avere diritti, ha osato concludere che la verità non deve reclamarne!”[4]. Preservando il tesoro più prezioso che un popolo può avere, la Fede, gli inquisitori come san Pedro e il venerato Torquemada forgiarono quella Spagna “una, grande y libre” che Pio XII definirà “Nazione eletta da Dio come principale strumento di evangelizzazione del Nuovo Mondo e come baluardo inespugnabile della Fede Cattolica”[5] . Senza la Fede Romana manca quel mirabile collante che tiene assieme popolazioni che Dio ha voluto diverse per lingua e per tradizioni e fa si che esse si riuniscano in Nazione: e la cosa possiamo osservarla chiaramente e tristemente in Spagna come in tutta Europa.
    A noi, cattolici e militanti, il Santo Inquisitore insegni a militare con una fede “effervescente” come il sangue per la Fede e per una Società Cristiana non solo contro quanti attentano all’integrità del depositum fidei e della morale evangelica, ma contro coloro che, in un delirio luciferino e gnostico, si scagliano, nel loro delirio luciferino e gnostico, contro l’Ordine eterno, materiale e spirituale, che Dio Creatore e Padre ha stabilito per il bene dell’uomo, facendosi portatori di un’ideologia irrazionale, nel nome di una emancipante “libertà” ben diversa da quella “qua Christus nos liberavit”[6] spandono la morte – fisica e morale, individuale e collettiva – con il divorzio, l’aborto, la sodomia istituzionalizzata, l’eutanasia e Dio solo sa cos’altro ancora.
    Siccome però noi siamo cristiani, non possiamo essere pessimisti! Il mondo è sempre più secolarizzato e anticristico, sempre più cupa è la notte di questo Sabato Santo post-conciliare, ma più brillante è la luce della Verità Cattolica che ci conforta e ci assicura la finale vittoria e il dissolvimento dei consigli degli empi. Così accadde in quel settembre del 1485, quando la Sinagoga uccidendo Pedro diede un Martire e un Intercessore alla odiata Chiesa, così accadrà per il nostro futuro: “Io lo so che il mio Redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!”[7]

    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!

    [1] Ps. XCIV, 10-11.
    [2] Ps CXXII, 1.
    [3] La veridicità del fenomeno della “effervescenza e moltiplicazione del sangue”, avvenuta il 19 e il 27 settembre 1485 fu sanzionata dalla Sacra Congregazione dei Riti nella 17 gennaio 1663.
    [4] Dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 582-584.
    [5] Pio XII, Radiomessaggio “Con inmenso gozo”, 16 aprile 1939.
    [6] Gal IV, 31.
    [7] Job XIX, 25»
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...ng?w=815&ssl=1





    “Il 17 settembre 1621 moriva S.E.R. il cardinale Roberto Bellarmino SJ, vescovo, confessore e dottore della Chiesa (festa liturgica 13 maggio).”
    “San Roberto Bellarmino (Montepulciano, 4 ottobre 1542 - Roma, 17 settembre 1621). Festa liturgica il 13 maggio.

    «Non il Papismo è nuovo ma il Luteranesimo. E a noi non fa nulla che gli eretici ci chiamano ora omusiani, ora papisti. Anzi questi stessi vocaboli designano l’antichità e la nobiltà della nostra Chiesa. Infatti che significa che Gesù Cristo è ‘omousios’ al Padre, se non che ha comune col Padre la natura e la divinità? Dunque quando siamo chiamati omusiani, siamo chiamati tali dalla sostanza e dalla divinità di Cristo. Per eguale ragione, se noi siam detti papisti dal Papa, come i Luterani da Lutero, chi non vede di quanto i papisti sono più antichi dei Luterani e dei Calvinisti? Invero Clemente e Pietro e perfino Cristo, furono Papi, cioè Padri e Sommi Pontefici dei Padri. Ci chiamino gli eretici papisti, ci chiamino omusiani, mai non ci potranno chiamare con ragione da qualche uomo determinato, come noi chiamiamo essi da Lutero e da Calvino. Cosi è, o uditori. Noi stiamo al sicuro nella rocca della Chiesa e ce la ridiamo di tutti gli eretici, uomini nuovi, e diciamo loro con Tertulliano: “Chi siete voi? Donde e quando siete venuti? Onde siete sbucati or ora? Dove siete stati rimpiattati tanto tempo? Non abbiamo udito parlar di voi fin d’ora” (De præsc. hær.) [...] con san Girolamo: “Chiunque tu sia, sostenitore di nuove dottrine, ti prego di usar riguardo alle orecchie romane: usa riguardo alla fede che fu riconosciuta con lode dalla bocca apostolica. Perché tenti di insegnarci ciò che prima non abbiamo saputo? Perché mettiti fuori ciò che Pietro e Paolo non hanno voluto dar fuori? Fino a questo giorno il mondo è stato cristiano senza codesta vostra dottrina. Quanto a me io terrò da vecchio quella fede nella quale nacqui da fanciullo” (Ep. ad Pamm. et Ocean.).
    (S. Roberto Bellarmino, Grande Catechismo della Dottrina Cristiana, cap. 2)»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...e2&oe=5C30A5E4










    http://www.cmri.org/ital-index.html

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio, tratta di messaggi subliminali, rock satanico, occultismo, massoneria"
    http://www.centrosangiorgio.com/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    https://www.agerecontra.it/
    https://www.agerecontra.it/category/arai-daniele/
    https://www.facebook.com/Traditio.Verona.it/

    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/

    “Non Una Cum - Roman catholics sedevacantists.”
    https://www.facebook.com/romancatholicsnonunacum/

    https://www.facebook.com/fidecatholica/

    http://www.traditionalmass.org/

    https://novusordowatch.org/

    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    https://www.truerestoration.org/

    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/




    https://moimunanblog.com/2018/09/16/...san-francisco/
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    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
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    “Ligue Saint Amédée‏ @SaintAmedee.”

    17 septembre : Saint Lambert, Évêque de Maastricht et Martyr (? 696) :: Ligue Saint Amédée
    «17 septembre : Saint Lambert, Évêque de Maastricht et Martyr († 696)»
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    17 septembre : Les Stigmates de saint François d'Assise (1224) :: Ligue Saint Amédée
    «17 Septembre : Les Stigmates de saint François d'Assise (1224). »
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_Francois.jpg







    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 

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