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    Predefinito Economia salentina in controtendenza: aumentano le esportazioni

    L'economia salentina in controtendenza Le esportazioni sono aumentate del 31% - Corriere del Mezzogiorno

    L'economia salentina in controtendenza
    Le esportazioni sono aumentate del 31%
    In sei mesi crescita doppia rispetto alla media nazionale
    Il presidente Prete:«Proseguiamo in questa direzione»


    Alfredo Prete

    LECCE - Ancora un dato incoraggiante per l'economia salentina. Alla fine del primo semestre del 2011 le esportazioni sono cresciute del 31% rispetto allo steso periodo del 2010. Un dato eccezionale, tenuto conto delle variazioni medie nazionali (15,8%) e regionali (22%). Il dato sull'export giunge ad una settimana di distanza dalla pubblicazione del report sulla natimortalità delle imprese, in cui si registra un tasso di crescita dell'1,12%, anch'esso doppio rispetto alla media nazionale. Il rapporto completo sui dati relativi alle importazioni ed alle esportazioni è stato elaborato dal Servizio Statistica Studi della Camera di Commercio di Lecce.

    Il presidente della Camera di Commercio di Lecce, Alfredo Prete, saluta con soddisfazione i dati elaborati dal Servizio Statistica e Studi dell'Ente Camerale: «Nei primi sei mesi di quest'anno la crescita tendenziale delle esportazioni delle aziende operanti nella nostra provincia è sostenuta, con un dato che ci pone tra le prime realtà a livello nazionale, ben al di sopra della media italiana e pugliese. Un risultato ottenuto grazie alle politiche d'internazionalizzazione applicate dalle aziende salentine, le cui scelte stanno garantendo un incremento nei flussi di produzione e confermando la credibilità e la competitività delle nostre attività produttive. È necessario proseguire in questa direzione, concentrando ogni sforzo per sostenere le nostre imprese, soprattutto quelle più piccole, a raggiungere nuovi sbocchi internazionali, nuovi mercati e un numero di consumatori ancor più elevato».

    Andrea Morrone
    30 settembre 2011

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  2. #2
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    Predefinito Re: Non tutto il meridione è uguale...

    Al via "Lecce città digitale" per favorire lo sviluppo dell'economia digitale sul territorio Eventi a Lecce

    Al via "Lecce città digitale" per favorire lo sviluppo dell'economia digitale sul territorio Eventi a Lecce

    Al via “Lecce città digitale” per favorire lo sviluppo dell’economia digitale sul territorio
    Presso Museo Provinciale Sigismondo Castromediano Viale Gallipoli, LecceDal 24/10/2012 Al 24/10/2012
    10


    ORARIO: 160
    ZONA: Rudiae
    SITO: CittaDigitale
    DAL: 24/10/2012
    AL: 24/10/2012
    Nasce "Lecce Città Digitale", un'iniziativa promossa da Banca Sella con il patrocinio del Comune di Lecce per favorire lo sviluppo e la diffusione dell'economia digitale sul territorio.

    Obiettivo del progetto è creare le condizioni per la maggiore diffusione dell'economia digitale nell'economia locale, poiché tutti gli studi dimostrano che grazie ad un maggior ricorso all'innovazione tecnologica, a internet, alle soluzioni di e-commerce, alle nuove modalità di pagamento via smartphone e ai servizi on line da parte della Pubblica amministrazione, delle imprese e delle famiglie è possibile semplificare i servizi al cittadino, migliorarne la qualità della vita, incrementare la produttività e l'efficienza del sistema economico locale, avviare nuove attività economiche e quindi creare nuovi posti di lavoro.

    L'iniziativa - già in corso da diversi mesi a Biella e che nelle prossime settimane sarà presentata anche in altre zone d'Italia - prende il via con le "Serate Digitali", una serie di incontri che si terranno in città, nel corso dei quali istituzioni, imprenditori e professionisti locali potranno confrontarsi con docenti ed esperti del mondo digitale e approfondire le esperienze e i casi di successo in questo campo.

    Gli incontri si terranno a Lecce 24 e il 30 ottobre. La prima serata digitale avrà come tema "Smart city: la città facile" e si terrà mercoledì 24 ottobre dalle ore 16,30 a Lecce presso il Museo Provinciale Sigismondo Castromediano in Viale Gallipoli. Durante l'incontro sarà discusso il tema dei modelli di città che utilizzano le nuove tecnologie per migliorare la qualità della vita e dei servizi ai cittadini e alle imprese.

    Apriranno la serata il Sindaco di Lecce, Paolo Perrone, e Giorgio De Donno della Direzione commerciale del Gruppo Banca Sella. Seguiranno l'intervento dell'assessore all'Innovazione del Comune di Lecce, Alessandro Delli Noci, del direttore generale della Provincia di Lecce, Giovanni Refolo, e di Sabrina Sansonetti, presidente di Innova Puglia, la società della Regione che svolge il ruolo di agenzia pubblica per l'informatica e la telematica e fornisce assistenza per l'attuazione dei programmi regionali di investimento a contenuto tecnologico. A conclusione della serata Alberto Bordiga, vice responsabile dei Sistemi di Pagamento del Gruppo Banca Sella, illustrerà le caratteristiche e le potenzialità dei sistemi di pagamento oggi a disposizione e di come questi si possano declinare all'interno delle smart city. L'incontro sarà moderato da Lorenzo Vasanelli, professore del Dipartimento di Ingegneria dell'Innovazione dell'Università di Lecce.

    Il secondo appuntamento sarà per martedì 30 ottobre, con un incontro dedicato alle potenzialità dell'e-commerce e alle nuova frontiere aperte dai social.

    Le "Serate Digitali" sono organizzate con la partecipazione di Confindustria Lecce, della Camera di Commercio, di Confcommercio e di Cna di Lecce, dell'Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili di Lecce, con la Facoltà di Economia di Lecce e con l'Università del Salento. Per partecipare agli incontri, gratuiti e aperti a tutti, basta registrarsi sul sito CittaDigitale.



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    Predefinito Re: Non tutto il meridione è uguale...

    Sostegno alle imprese, obbligazioni e più liquidità


    Lecce News 24.it - Sostegno alle imprese, obbligazioni e pi liquidit

    Sostegno alle imprese, obbligazioni e più liquidità
    09 maggio 2012
    Lecce. Presso la sede di Confindustria Lecce, la Banca Popolare Pugliese ha illustrato due importanti iniziative a favore delle imprese e del sistema economico locale

    Davanti ai morsi della crisi economica, tre realtà radicate sul territorio hanno innescato un processo che ha l’intento di favorire il sistema imprenditoriale locale. Confindustria Lecce, Banca Popolare Pugliese e Provincia di Lecce. Insieme per dare una speranza alle piccole medie imprese bisognose di credito per avviare la propria attività, o comunque continuarla in maniera dignitosa. Due in particolare le iniziative portate avanti da questa rinnovata sinergia. Da un lato l’emissione di nuove obbligazioni da parte della Banca Popolare Pugliese, che ha ricevuto dalla Consob il via libera all’emissione di 57,8 milioni di euro di titoli di risparmio per l’economia meridionale (TREM). Si tratta di obbligazioni che Banca Popolare Pugliese emette per favorire il riequilibrio territoriale dei flussi di credito, prevedendo un incremento degli impieghi a medio-lungo termine verso le piccole e medie imprese (PMI) aventi sede legale nel Mezzogiorno, almeno pari al valore dell’emissione. Dall’altro la Provincia di Lecce ha proposto agli Istituti di credito di finanziare le imprese che vantano crediti "certi, liquidi ed esigibili" derivanti da appalti di beni, lavori e servizi afferenti le spese di investimento nei confronti della Provincia, attraverso la cessione “pro-soluto”. La Banca Popolare Pugliese ha aderito a questa iniziativa mettendo a disposizione un plafond complessivo di 5 milioni. «Confindustra si unisce ad altri enti per risollevare l’economia del territorio salentino – dichiara il Presidente di Confindustria Lecce, Piernicola Leone De Castris – che più di altri risente della crisi; tentiamo di dare una speranza a imprenditori e cittadini legati al panorama locale». «Un segnale concreto e diretto a favore dell’esigenza imprenditoriale – sostiene invece Mauro Buscicchio, vice-direttore generale di BPP – con l’emissione di obbligazioni a famiglie e privati cittadini riconoscendo all’investitore una ritenuta del 5% anziché del 20. Veniamo incontro a questa opportunità legislativa autorizzati dalla Consob. Massimo 57,8 milioni nel 2012. Il collocamento delle risorse di dividerà da subito in tre trache: 2-3-5 anni, con rendimento netto per agevolare il collocamento dei titoli».

    Le iniziative a sostegno dell’economia locale presentate sono figlie delle buone performance aziendali degli ultimi esercizi - La Banca Popolare Pugliese può oggi presentare queste importanti iniziative a sostegno dell’economia locale in virtù della solidità aziendale certificata nel Bilancio 2011 (approvato dall' Assemblea dei Soci il 29 aprile scorso) che ha confermato il suo ruolo decisivo per le sorti del territorio nel quale opera. Il dato più interessante è quel + 5,68% negli impieghi, rispetto all’esercizio precedente, che in altri tempi non avrebbe fatto impressione, ma che oggi nel guado della crisi internazionale è un dato rilevantissimo ed in assoluta controtendenza rispetto al mercato. I 2.338 milioni di euro di impieghi complessivi, sono ripartiti tra i finanziamenti alle imprese locali (54%) ed il credito alle famiglie (41%) che la Banca Popolare Pugliese, eroga in proprio, o distribuito dalla sua controllata BPP Sviluppo, nelle diverse forme tecniche con le quali si articola. L’utile netto attestatosi a più di 13 mln. replica il risultato dell’esercizio precedente ma in una congiuntura ben diversa e gravida d’insidie. Il ROE del 5,33% è un altro marcatore importante dell’azione della Banca, tanto più se si considera che é stato conseguito dopo un’importante operazione di aumento di capitale. Il passo cadenzato della Banca Popolare Pugliese ha dunque sin qui dato ragione al suo management che ha operato con prudenza ma senza panico, affrontando la difficile contingenza nella quale versa l’intera economia, non solo pugliese, con realismo e concretezza . Nei periodi tranquilli, dei quali per altro non si ha quasi più memoria, la Banca ha sostenuto la piccola e media impresa locale, molto spesso accompagnandola dallo start up, sino alla normalizzazione del business. Nei periodi critici, come quello che stiamo vivendo, non è raro che la Banca sia chiamata a fare la surroga dei maggiori istituti che contraggono la loro disponibilità a dare credito. Questa è la missione e dimensione del credito cooperativo che nasce per essere funzionale al territorio in cui opera, cercando o costruendo le situazioni che facilitino lo sviluppo economico e sociale, verso quell’imprenditoria che possieda le qualità per rimanere in un mercato globalizzato, entro il quale la competitività è il presupposto più selettivo ed impietoso. Con queste finalità che guardano allo sviluppo dello scenario economico locale, la Banca ha sposato due nuove iniziative pubbliche che suonano come novelle sfide a beneficio delle piccole e medie imprese pugliesi.

    Banca Popolare Pugliese sostiene le piccole e medie imprese (PMI) attraverso l'emissione di titoli obbligazionari riservati ai privati (persone fisiche che non esercitano attività di impresa)

    Con il DL 13/5/2011 n.70 è stata concessa la facoltà alle Banche che aderiscono, di emettere i Titoli di Risparmio per l’Economia Meridionale (TREM), la cui Caratteristica principale è che l’imposta sugli interessi maturati dai sottoscrittori sarà pari al 5%, in luogo dell’aliquota fiscale vigente del 20%. Altra fondamentale caratteristica di questa iniziativa riguarda la maggiore disponibilità del credito a favore delle piccole e medie imprese meridionali. L'intera raccolta realizzata mediante l’emissione delle obbligazioni, nel periodo di vita del titolo, sarà pertanto impiegata a favore delle PMI. La vita dei titoli non potrà essere inferiore ai diciotto mesi e dovranno corrispondere interessi con periodicità almeno annuale. Il periodo di sottoscrizione non potrà superare i 60 giorni. L’emissione di questi titoli dovrà rispettare un plafond massimo pari al 30% del patrimonio di vigilanza della Banca aderente, nel caso della Popolare Pugliese, che ha già dato la sua adesione, stimato sul bilancio 2010, il tetto è pari a € 57,6 mln. Quest’operazione, quantunque agevolata, è sottoposta ai vincoli sopraesposti che la rendono particolarmente sfidante. In questo quadro così complesso ciò che emerge maggiormente è la volontà della Banca di continuare finanziare l’imprenditoria locale al cospetto di un bando che impegna altresì ad un rastrellamento di liquidità molto difficile in questa situazione di alta volatilità e di paure collettive verso gli strumenti d’investimento. Con l’emissione ed il collocamento di tali obbligazioni, Banca Popolare Pugliese prosegue nella sua attività di sostegno alle imprese e più in generale all’economia del suo territorio, consentendo nel contempo agli investitori di cogliere l’opportunità di una tassazione agevolata degli interessi.

    Dal 15 maggio p.v., quindi, saranno offerte ai privati (persone fisiche che non esercitano attività di impresa): obbligazioni al tasso fisso netto del 2,85 % con scadenza a 24 mesi per un ammontare massimo di 28 mln di euro; obbligazioni al tasso fisso netto del 3,30 % con scadenza a 36 mesi per un ammontare massimo di 17 mln di euro; obbligazioni al tasso fisso netto del 4,10 % con scadenza a 60 mesi per un ammontare massimo di 12,80 mln di euro.

    Banca Popolare Pugliese aderisce alla proposta della Provincia di Lecce per la cessione del credito "pro soluto"

    Mutuando l’iniziativa della Provincia di Lecce, la Banca ha aderito alla formazione dell’elenco degli operatori finanziari per il sostegno dell’accesso al credito dei fornitori della Provincia stessa. In sostanza, le imprese che abbiano operato per la Provincia , potranno chiedere alla stessa la certificazione del proprio credito che sia certo, liquido ed esigibile secondo le modalità previste dal decreto. Le Banche aderenti, con un plafond minimo di € 3mln (ma la Popolare Pugliese ha messo a disposizione 5 milioni) accetteranno queste certificazioni per anticipazioni “pro soluto” su fatture o cessione del credito tramite Factoring. Quest’operazione virtuosamente messa in pista dalla Provincia, darà respiro operativo ad imprese che vantano crediti il cui tardato regolamento potrebbe creare crisi di liquidità, talvolta fatale come la cronaca nazionale quotidianamente dimostra. Lo sforzo propositivo verso il proprio territorio, in questo frangente, assume un significato etico ben preciso ed impegna la Banca ad operare oltre la sterile difesa dei propri assets, per fiancheggiare la crescità in un territorio storicamente difficile ma non privo di risorsa. Riprendendo lo slogan di uno spot appena presentato dalla Banca Popolare Pugliese, “dando valore alla voglia di rimettersi in gioco” . La Banca, inoltre, valuterà, di volta in volta, analoghe forme di finanziamento per crediti vantati da imprese nei confronti di altre pubbliche amministrazioni, debitamente certificati.

  4. #4
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    Predefinito Re: Non tutto il meridione è uguale...

    Aggiornamento a quest'anno dell'articolo di apertura del 3D


    Andamento imprese salentine 2011. Alfredo Prete: "Dati positivi, ma non bisogna farsi prendere da facili entusiasmi"
    di Barbara Tornese on 09 Marzo 2012 15:07.
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    Sono stati presentati questa mattina presso la sala del Consiglio della Camera di Commercio di Lecce i risultati relativi all'andamento delle imprese salentine dell'anno 2011. All'incontro con i giornalisti il presidente dell'Ente camerale salentino Alfredo Prete in un'attenta analisi ha spiegato i risultati delle ricerche effettuate: "Questi dati sono molto interessanti, ma vanno analizzati con grandissima attenzione e sicuramente non bisogna farsi prendere da facili entusiasmi perchè il dato è estremamentet positivo, infatti il registro delle imprese della camera di commercio di Lecce ha rilevato 6.371 nuove imprese a fronte di 5.432 imprese cessate con un tasso di crescita dell'1,30%. Sia le iscrizioni che le cessazioni sono aumentate rispetto al 2010 ma sul saldo del 2011 ha influito maggiormente il tasso delle cessazione che sono 492 in più rispetto a quelle dello scorso anno. Le iscrizioni, invece, sono state 369 in più rispetto al 2010. La provincia di Lecce, in ogni caso, si colloca tra le province più dinamiche in relazione al tasso di crescita nella parta alta della graduatoria predisposta da Unioncamere, al dodicesimo posto; segue Taranto con + 0,53%, Foggia con 0,18%, Bari 0,00% ed infine Brindisi -0,97% che chiude non solo graduatoria regionale, ma anche, con il penultimo posto, quella nazionale. Il tasso di crescita medio nazionale è stato dell'0,82%, quello della regione Puglia + 0,25%. Per quanto riguarda i singoli settori d'impresa non è più possibile effettuare un'analisi dei tassi di crescita, in quanto con l'avvento della comunicazione unica anche per le ditte individuali, l'iscrizione al registro delle imprese e l'avvio delle attività sono due momenti distinti. Per cui le imprese vengono contabilizzate al momento dell'iscrizione, ma è solo con l'avvio dell'attività che si è in grado di stabilire in quale settore economico è riconducibile la stessa. Un settore che è cresciuto in misura esponenziale è quello della fornitura di energia elettrica che passa da 28 a 66 imprese con una variazione pari a + 135,71% anche se il settore considerata l'esiguità numerica, ha un peso sul totale delle imprese appena dello 0,10%. A tal proposito arrivo alla mia prima considerazione. Di sicuro non mi ritengo contrario alle energie alternative, però mi sembra che nel salento abbiamo subito e basta senza riuscire a governare questo processo. Abbiamo depauperato il nostro territorio con quelle bruttissime immagini di specchi nelle nostre campagne, molto spesso i terreni sono stati pagati anche a poco prezzo ai nostri agricoltori. Soprattutto il problema è che questi soldi non sono assolutamente circolati all'interno del nostro sistema economico, invece dietro il fotovoltaico ci sono le multinazionali, perciò non abbiamo creato ricchezza all'interno del nostro territorio, ma anzi abbiamo fatto arricchire le multinazionali. Passando agli altri settori, in particolare quello maggiormente importante del commercio, registra un aumento dell'1,97% rispetto allo scorso anno. Il settore delle costruzioni ha avuto anche un aumento dell'1, 41% mentre purtroppo continuano a diminuire sia le imprese agricole che quelle manifatturiere. Per ciò che concerne l'artigianato è rimasto tutto stabile, una piccola crescita del 0,13% che rispecchia anche quello dell'anno scorso. Cresce, come sempre, il settore del turismo. Il dato più interessante di questa ricerca è quella che riguarda le donne, i giovani e gli stranieri. Unioncamere ha stilato nei giorni scorsi una classifica delle imprese giovanili, nella quale la provincia di Lecce risulta all'undicesimo posto con 11.455 imprese che rappresentano ben il 15% di tutte le imprese registrate. L'incidenza invece dei giovani nel settore agricolo rappresenta il valore più basso e questa è una considerazione amara. Questo dispiace molto perchè i giovani credono molto nel comparto del turismo, e questo è un dato positivo, ma non credono più nei valori della terra, inteso come elemento naturale! Anche se riconosco che essere imprenditore agricolo richiede grandi sforzi e grande coraggio, ma può dare anche grandi soddisfazioni. Concludo quest'analisi permettendomi di dire semplicemente che, in altri periodi questi dati ci avrebbero fatto fare i salti di gioia. Fare impresa però sta diventando l'ultimo ratio, l'ultima possibilità, l'ultimo sbocco lavorativo per i giovani. Questo si può anche comprendere in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, ma quello che mi auguro è che i giovani che hanno deciso di fare impresa si siano guardati intorno ed abbiano effettuato le giuste indagini di mercato. La mia speranza è infatti di non vedere queste imprese cessate fra un anno, ma che durino anni ed anni, proprio come quelle aziende che stiamo festeggiando il 17 aprile in onore dei più di cento anni di registrazione alla camera di commercio!"

  5. #5
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    Predefinito Re: Non tutto il meridione è uguale...

    hai perfettamente ragione mirkevicius

    purtroppo il buon nome del sud è oscurato da alcuni abitanti di alcune città accentratrici che si autoproclamano assoluti rappresentati di tutto il sud quando invece sappiamo benissimo che al sud ci sono tante differenze culturali e di stili di vita
    l'italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.

    jesus died for somebody's sins but not mine

  6. #6
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    Predefinito Re: Non tutto il meridione è uguale...

    Non tutto il meridione è uguale, questo è vero.
    Ma tutta legolandia lo è, ed anche questo è vero.

  7. #7
    288 amu
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    Predefinito Re: Non tutto il meridione è uguale...

    Citazione Originariamente Scritto da fiume sand creek Visualizza Messaggio
    Non tutto il meridione è uguale, questo è vero.
    Ma tutta legolandia lo è, ed anche questo è vero.
    Legolandia è una terra sempre più spopolata, meno del 5%

  8. #8
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    Predefinito Re: Non tutto il meridione è uguale...

    Salento e Lucania, pur agendo in uno scenario territoriale molto debole, mi pare siano fiori all'occhiello del Sud. Ed è un vero peccato che la Basilicata sia così poco e male infrastrutturata, perché è una regione ricca di risorse e voglia di fare, con luoghi tra l'altro splendidi e unici come Matera.

  9. #9
    288 amu
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    Predefinito Re: Non tutto il meridione è uguale...

    Citazione Originariamente Scritto da Noir Visualizza Messaggio
    hai perfettamente ragione mirkevicius

    purtroppo il buon nome del sud è oscurato da alcuni abitanti di alcune città accentratrici che si autoproclamano assoluti rappresentati di tutto il sud quando invece sappiamo benissimo che al sud ci sono tante differenze culturali e di stili di vita
    E' evidente che comunque vi sono tantissime cose da fare ma piano piano le cose possono cambiare. Amo la penombra, perché dà ristoro dal sole, ma è sempre bello vedere un pò di luce infondo al tunnel

  10. #10
    288 amu
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    Predefinito Re: Non tutto il meridione è uguale...

    Citazione Originariamente Scritto da Cane di paglia Visualizza Messaggio
    Salento e Lucania, pur agendo in uno scenario territoriale molto debole, mi pare siano fiori all'occhiello del Sud. Ed è un vero peccato che la Basilicata sia così poco e male infrastrutturata, perché è una regione ricca di risorse e voglia di fare, con luoghi tra l'altro splendidi e unici come Matera.
    La Lucania la stanno distruggendo per il petrolio dando una miseria ai propri abitanti...è davvero triste...

 

 
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