27 ottobre 2012
Crolla la spesa degli italiani per l’auto. Nel 2012 gli acquisti di vetture nuove scenderanno del 22% a 24,8 miliardi di euro, in linea con la contrazione delle immatricolazioni che e’ attesa al 20% a quota 1,4 milioni di unita’. A tracciare il quadro e’ la ricerca annuale ”Il mercato auto a valore 2012” promossa dal Centro Studi Fleet&Mobility insieme al Master sull’Automobile di Roma, che arriva nel giorno in cui l’Acea delinea un calo a cifra doppia anche per il mercato italiano ed europeo dei veicoli commerciali. Presentata nell’auditorium romano di Confindustria durante il convegno ”La capitale automobile’, la ricerca evidenzia una decisa contrazione degli acquisti di auto da parte delle famiglie (da 20 a 15 mld di euro), mentre scendono in modo meno significativo quelli delle societa’ (da 6,4 a 5,1 mld) e dei noleggiatori (da 5,2 a 4,8 mld).
Tra le cause della flessione si registra il minore interesse per le auto di fascia medio-alta, mentre stanno tenendo meglio l’onda d’urto della crisi le vetture utilitarie. Negli ultimi due anni il giro d’affari complessivo e’ diminuito di quasi 10 miliardi, con vendite in calo di oltre 500mila unita’. E a farne le spese sono i concessionari. ”Un mercato che si stabilizza intorno ai 24 miliardi di euro – spiega il direttore del Centro Studi, Pierluigi del Viscovo – significa 18 miliardi di giro d’affari sotto il livello per il quale il sistema e’ strutturato”. ”In Italia sta chiudendo una concessionaria automobilistica al giorno, alla fine dell’anno saranno 350”, avverte Romano Valente, direttore generale dell’Associazione delle case automobilistiche estere in Italia (Unrae).
”Circa 10mila persone rimarranno senza lavoro, un numero che e’ quattro volte quanto era il problema di Termini Imerese”, ma senza che ci sia ”la dovuta preoccupazione da parte del governo”. A criticare il governo e’ anche il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, che accusa ”l’accanimento fiscale con cui il governo Monti ha affrontato il settore attaccando sia l’acquisto che l’utilizzo dell’auto. Grazie a questa politica – dice – nel 2012 lo Stato introitera’ 3,15 miliardi di euro in meno, mentre verranno bruciati 220mila posti di lavoro”.
La situazione e’ resa ancora piu’ dura dalla legge di stabilita’, che ”inasprisce in modo brutale e cieco le vessazioni sul settore auto”, denuncia Paolo Ghinolfi, presidente dell’associazione che rappresenta le societa’ di autonoleggio (Aniasa). Tra gli aspetti piu’ problematici del ddl, la dedudicibilita’ delle auto aziendali, che se fosse ridotta al 20% ”metterebbe a rischio il futuro del settore”. In questo contesto paga anche il settore dei veicoli commerciali. Le immatricolazioni italiane, rileva l’Acea, sono scese del 28,2% a settembre e del 34,6% nei primi nove mesi, mentre in Europa il calo e’ stato rispettivamente del 13,5% e del 10,3%.
da L’indipendenza




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