
Originariamente Scritto da
Murru
Come Saddam Hussein, anche se in modo meno brusco. La statua di Carlo Felice va rimossa da Cagliari e rispedita a Torino. E quel punto del capoluogo deve chiamarsi “Largo dei Martiri di Palabanda”. E voi siete d’accordo? Partecipate al nostro sondaggio e se avete altre proposte per l’abbattimento di stabili o monumenti che non vi piacciono da Cagliari a Sassari, da Nuoro a Olbia, da Oristano a Lanusei, inviate una mail a
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L’idea è tutto sommato semplice, anche se ambiziosa. Si tratta di eliminare la statua di Carlo Felice dall’omonimo Largo, nel pieno centro di Cagliari, accanto a piazza Jenne, e di rispedirla a Torino, patria dei Savoia. Quindi rinominare quel punto “Largo dei Martiri di Palabanda”. In attesa della rimozione del monumento, i “giovani indipendentisti” e gli organizzatori del “Presidio di piazzale Trento” l’hanno oscurato, coprendolo interamente con dei teli, e hanno vi hanno sistemato attorno un lungo striscione con su scritto il nuovo toponimo.
A quanto pare Carlo Felice porta dentro di sè litri di sangue innocente. Prima di quello che decine di sardi hanno sparso nella strada che gli è dedicata, versò, firmandone le condanne a morte, quello degli autori della famosa fallita rivolta di Palabanda (30-31 ottobre 1812) della quale ricorre il bicentenario. I nomi degli undici martiri da ieri mattina campeggiano saccanto alla statua del tiranno: Salvatore Cadeddu, avvocato; Raimondo Sorgia, conciatore di pelli, Giovanni Putzolu, sarto; Gaetano e Giovanni Cadeddu (figli di Salvatore); Giuseppe Zedda (docente della facoltà di legge); Francesco Garau (avvocato), Ignazio Fanni (pescatore), Antonio Massa (avvocato), Giacomo Floris (panettiere); Pasquale Fanni (pescatore).
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Ottima iniziativa.