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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Cementificazione no limits

    Urbanizzazione: consumo di suolo record nella pianura Padana

    http://mutui.vostrisoldi.it/articolo...a-padana/1525/

    L’ONCS, Osservatorio Nazionale sul Consumo di Suolo, costituito dal DiAP del Politecnico di Milano, Legambiente, e INU, in base al primo rapporto sui consumi di suolo, presentato martedì scorso a Milano, ha rilevato come ogni giorno la cementificazione avanzi senza sosta nel bacino del Po.

    In particolare, è stato calcolato come ogni giorno nella pianura Padana vengano “mangiati” dal cemento ben 200mila metri quadrati di suolo a seguito del processo di urbanizzazione; questo significa, per rendere l’idea, in accordo con quanto riporta Legambiente, che ogni giorno nella Pianura padana viene ricoperta di cemento un’area grande quanto dodici volte la Piazza del Duomo di Milano.

    Il primo rapporto sui consumi di suolo dell’ONCS mira a mettere in evidenza il problema ambientale legato al modo con cui nel nostro Paese si procede nello sviluppo e nell’espansione delle nostra città; in questi ultimi anni sono migliaia e migliaia gli ettari agricoli coperti dal cemento nelle regioni italiane, ma non tutte hanno effettuato una raccolta dati per capire in questi anni quanto suolo è stato “speso” per la trasformazione e l’espansione delle città.

    Tra le regioni dove l’ONCS ha potuto acquisire dei buoni dati ci sono l’Emilia Romagna, il Piemonte e la Lombardia; negli anni, purtroppo, è stato inoltre rilevato come l’espansione delle città attraverso la cementificazione ed il consumo di suolo sia avvenuto a scapito della campagna e delle superfici agricole con tutti i danni all’ambiente ed al paesaggio che ne derivano visto che, come sottolinea Legambiente, sono proprio le superfici agricole che “nutrono” il nostro pianeta.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Riferimento: Cementificazione no limits

    Primo rapporto nazionale sul consumo di suolo di Legambiente

    La città «mangia» 10 ettari di terreno al giorno
    In dieci anni persi 23mila ettari


    Per ogni lombardo 310 metri quadrati di cemento. Record di urbanizzazione in Lombardia: 55% del territorio


    http://milano.corriere.it/milano/not...43718868.shtml

    MILANO - Il suolo urbanizzato in Lombardia cresce al ritmo di 103 mila metri quadrati al giorno. In meno di dieci anni il terreno «mangiato dalla città» è cresciuto di circa 23 mila ettari. A venire inghiottito dall'urbanizzazione è soprattutto il terreno agricolo, che ha visto ridurre la sua estensione di 26.728 ettari. Sono alcuni dei dati presentati oggi a Milano dall'Osservatorio Nazionale sul Consumo di Suolo, formato dall'Istituto Nazionale di Urbanistica, dal Diap del Politecnico di Milano e di Legambiente. Secondo il Primo rapporto nazionale sul consumo di suolo, la superficie urbanizzata in Lombardia è di 288 mila ettari.

    Ogni lombardo può contare su una quota di cemento procapitepari a 310 metri quadrati. Quasi il 14% dell'intera superficie regionale è urbanizzata. Una percentuale che sale al 55% se si considerano solo le aree pianeggianti: il record nazionale. Dal 1999 nelle province di Bergamo, Brescia, Mantova, Pavia e Sondrio, il ritmo di crescita del suolo urbanizzato è stato tale da coprire un'area a volte superiore alla città capoluogo. In pratica, in dieci anni, in provincia di Bergamo, ad esempio, l'urbanizzazione del suolo è cresciuta ad un ritmo talmente serrato che è come se fosse nata un'altra città poco più grande del capoluogo. In provincia di Milano ogni giorno circa 25mila metri quadrati di suolo vengono inghiottiti dal cemento: un'area grande 1,5 volte Piazza del Duomo.

    Lo studio, che fotografa l'«erosione» a livello nazionale, rivela che ogni giorno le città si mangiano 20 ettari di Pianura Padana, per una superficie pari a 12 volte piazza del Duomo di Milano o 28 volte piazza Maggiore a Bologna. A detenere il primato del cemento procapite con 581 metri quadri per abitante è il Friuli Venezia Giulia; segue l'Emilia Romagna con 456 mq per abitante, poi la Lombardia (310 mq a testa) e il Piemonte con 296.

    Sotto esame anche la produzione di valore aggiunto agrozootecnico, un settore che dipende strettamente dalla disponibilità di suolo agricolo: in Lombardia, nel periodo 1999-2006 sono andati persi 26.778 ettari di superfici agricole, in gran parte (oltre 22mila ettari) divenuti urbanizzati, quindi persi irreversibilmente, il resto abbandonati o perchè in aree montane o perchè ridotti a scampoli dove l'interesse a coltivare terreni è crollato. Il risultato consolidato è quello di una regione in cui 288.000 ettari di superficie sono ormai «sigillati» dall'urbanizzazione: vuol dire che quasi il 14% dell'intera superficie regionale è urbanizzata ma, se ci riferiamo alle superfici della pianura (circa il 55% del territorio regionale), la Lombardia ha già consumato e coperto di cemento quasi un quarto dei suoi territori ad alta vocazione agricola.

    07 luglio 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Cementificazione no limits

    se poi andiamo anche a vedere la qualità di queste colate di cemento... allora si che c'è da preoccuparsi in quanto ti posso assicurareche il 90% delle costruzioni all'itagliana sono indietro di almeno 10-15 anni sugli isolamenti termoacustici, hanno un pessimo impatto ambientale, sono realizzate con standar di sicurezza di cantiere bassissimi, spesso hanno contenuti architettonici molto discutibili e in molte casi sono "tirate su alla buona"solo per riciclare soldi di dubbia la provenienza

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Cementificazione no limits

    Per dare un piccolo contributo alla discussione ecco un mega obrobrio spacciato per "riqualificazione urbana" in quel di Udine


  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Cementificazione no limits

    Business all'italiana , invece di investire nella ricerca scientifica-tecnologica , nel patrimonio sia artistico che naturale , nel lavoro , si preferisce invest- cioè speculare , nell'immobiliare e nella conseguente rendita , ti compro il terreno a x euro poi lo rivendo a più euro poi te lo rivendo con un'altra plusvalenza e cosi via...
    si genera profitto fittizio (ma reale per i palazzinari) e intanto il territorio viene mangiato e non tornerà mai più libero.
    Senza contare che uno dei motivi per cui da noi le infrastrutture costano cosi tanto è dovuto all'alto costo degli espropri , proprio per la ragione che tutta la Padania è ormai cementificata.
    Che poi se uno ci pensa non ce ne sarebbe neanche bisogno visto che la popolazione è in diminuzione o , causa l'immigrazione , in leggerissima crescita , nelle grandi città c'è uno stock abitativo vuoto enorme , questa è nel 99% dei casi squallida speculazione.
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Cementificazione no limits

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    Business all'italiana , invece di investire nella ricerca scientifica-tecnologica , nel patrimonio sia artistico che naturale , nel lavoro , si preferisce invest- cioè speculare , nell'immobiliare e nella conseguente rendita , ti compro il terreno a x euro poi lo rivendo a più euro poi te lo rivendo con un'altra plusvalenza e cosi via...
    si genera profitto fittizio (ma reale per i palazzinari) e intanto il territorio viene mangiato e non tornerà mai più libero.
    Senza contare che uno dei motivi per cui da noi le infrastrutture costano cosi tanto è dovuto all'alto costo degli espropri , proprio per la ragione che tutta la Padania è ormai cementificata.
    Che poi se uno ci pensa non ce ne sarebbe neanche bisogno visto che la popolazione è in diminuzione o , causa l'immigrazione , in leggerissima crescita , nelle grandi città c'è uno stock abitativo vuoto enorme , questa è nel 99% dei casi squallida speculazione.
    s t r a q u o t o

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Cementificazione no limits

    In tema con l'argomento, con l'input dato direttamente dal berluska e dal PdL, le regioni (in particolare quelle amministrate dal Cdx) stanno varando norme per consentire aumenti volumetrici, come se ce ne fosse bisogno con la crisi delle vendite immobiliari e la quantità di edifici edificati/ristrutturati negli ultimi 10-15 anni.

    PIANO CASA REGIONE LOMBARDIA: PRIME CRITICHE DALL'ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI MILANO - Lavori Pubblici

    (link http://www.lavoripubblici.it/2007/de...JOVEEwT1E9PSI7)

    PIANO CASA REGIONE LOMBARDIA: PRIME CRITICHE DALL'ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI MILANO
    Prime critiche al piano casa della Regione Lombardia da parte dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Milano. In seguito alla deliberazione n. 9544 della Giunta lombarda recante “Proposta di progetto di legge Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico della Lombardia”, gli architetti di Milano hanno evidenziato le loro perplessità in merito ad un progetto di legge che, avendo al sue interno delle innovazioni normative già presenti nella strumentazione urbanistica comunale, rischia di non assumere il rilievo desiderato, ossia quello del rilancio dell’attività edilizia in Lombardia.

    Gli architetti di Milano fanno notare come il piano casa si innesta nella pianificazione urbanistica comunale in una fase particolarmente delicata in cui i piani urbanistici vigenti devono essere sostituiti con nuovi Piani di Governo del Territorio.

    Entrando nel dettaglio, le maggiori critiche sono state mosse verso l’impatto delle nuove volumetrie su contesti consolidati ed in molti casi afflitti da problemi di congestione volumetrica e di disordine urbanistico. Fenomeni che potrebbero venire accentuati da una applicazione indiscriminata di norme che, per il loro carattere generale, non possono tenere conto delle diverse condizioni operative locali.

    In particolare, criticato l’art. 2 (Utilizzo del patrimonio edilizio esistente) che non porterebbe alcuna innovazione dato che la promozione della ricostruzione di parti dismesse di fabbricati esistenti è già consentita dalla strumentazione urbanistica comunale. Andrebbero, inoltre, chiarite le modalità con le quali calcolare il volume esistente, specificando il rimando alla disciplina contenuta nei piani comunali. Criticato pesantemente il recupero dei fabbricati agricoli che risulterebbe inadeguato a promuovere il riuso del vastissimo patrimonio di edilizia rurale, spesso di straordinario valore storico ed ambientale, lasciato cadere in rovina un po’ ovunque nel territorio lombardo.

    Critiche per l’art. 3 (Facoltà di ampliamento e sostituzione degli edifici esistenti). Come per il precedente articolo, anche le innovazioni contenute nell’art. 3 sono già state inserite negli strumenti di pianificazione comunale. Piuttosto andrebbe chiarita la possibilità di sommare le differenti maggiorazioni volumetriche consentite dai piani comunali, da diverse leggi regionali già in vigore e da questo nuovo testo. Preoccupazione per l’applicazione della maggiorazione volumetrica alla sostituzione all’interno dei centri storici di edifici incoerenti coi caratteri tipo morfologici degli stessi. Come affermato dagli architetti di Milano, tale maggiorazione può risultare impraticabile in una buona maggioranza di casi in considerazione delle densità mediamente elevate che caratterizzano generalmente il tessuto edilizio dei centri.

    Viene, inoltre, criticata l’attribuzione alla commissione per il paesaggio del compito di valutare la coerenza dei fabbricati oggetto di intervento con “ ... le caratteristiche storiche, architettoniche, paesaggistiche ed ambientali ...” in quanto significherebbe convertire tale commissione in un organo in grado di assegnare o negare diritti volumetrici: cosa del tutto impropria se non decisamente illegittima.

    Per quanto concerne l’art. 4 (Riqualificazione di quartieri di edilizia residenziale pubblica), preoccupa la facoltà di incremento generalizzato “ ... in misura non superiore al 40% della volumetria complessiva destinata a edilizia residenziale pubblica esistente nel quartiere.” In alcuni quartieri storici ed in alcuni contesti urbani una così rilevante densificazione può risultare indesiderabile. Pare importante istituire possibili forme di verifica da parte dei Comuni, in relazione ai caratteri specifici di ciascun quartiere.

    Infine, gli Architetti di Milano fanno notare che molti dei quartieri ai quali potrebbe essere applicata la politica di densificazione costituiscono l’esito di studi e progetti accurati, alcuni dei quali di grande valore, frequentemente portati ad esempio nella letteratura sulla città e nell’insegnamento dell’architettura. Per tale motivo, la riprogettazione di tali quartieri deve essere condotta con altrettanta cura e attenzione ed il modo migliore per garantirle è il concorso di progettazione.

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Cementificazione no limits

    D'altronde tirar su le case è il lavoro + semplice e redditizio del mondo.

    Per creare invece imprese innovative ad alto valore aggiunto ci vuole ben di +.

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Cementificazione no limits

    e poi, a furia di devastare il territorio, succedono queste cose.........ncav:


    da Tragicommedia a Varese.L’avevamo detto. | Lombardia Autonoma



    Tragicommedia a Varese.L’avevamo detto.

    Inserito il 15 luglio, 2009 da Max Ferrari

    Con tristezza scriviamo questa breve nota. Tristezza perchè in una città che comunque ci sta a cuore è capitata una cosa grave che certamente non si potrebbe produrre in nessun altro paese della UE e forse neppure in quelli del Maghreb. Stamattina a Varese sono bastate due ore di pioggia per far esondare il povero, stuprato e incementato fiume Olona e provocare un vero disastro in città. Ora, per coprire altre responsabilità, ci raccontano che si è trattato di un uragano inaspettato e violentissimo, ma non è vero.

    Chi scrive era lì. Certo se si parte dalla premessa che Varese non è ai piedi delle Prealpi, ma in Marocco (e da qualche anno pare in effetti un borgo marocchino) quattro gocce giustificano un disastro, altrimenti, assolutamente NO!

    Lombardia Autonoma ha durissimamente e in totale solitudine CONTESTATO la demenziale finta diga sull’Olona voluta dall’ex presidente provinciale Reguzzoni (oggi onorevole leghista a Roma) dicendo che lì dove la costruivano era un assurdo spreco di denaro e l’ennesimo scempio del parco dell’Olona.

    Oggi. la natura ci dà ragione: quella diga miliardaria che ha arricchito taluni e impoverito il futuro della nostra comunità, non è servita a nulla. Una pioggerellina è bastata a produrre un disastro di proporzioni inimmaginabili in un luogo a pochi chilometri dal confine svizzero e dalle più importanti catene alpine d’Europa.

    Oltre alla decretazione dello stato di calamità, Maroni dovrebbe chiedere le dimissioni di molti autorevoli capataz che hanno sgovernato la Provincia e di taluni furbetti che fanno solo gli affari loro in Varese. Sulla diga e i digaioli dovrebbe invece indagare finalmente la magistratura.
    LOMBARDIA LIBERA IN LIBERA EUROPA

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Cementificazione no limits

    brava sciura.......ncav:

    Alluvione a Varese 3 - YouReporter.it
    LOMBARDIA LIBERA IN LIBERA EUROPA

 

 
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