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    Predefinito L'infallibilità pontificia spiegata con parole semplici da San Giovanni Bosco

    La lettura dello scritto che segue è consigliatissima a tutti, ed in particolare ai fedeli della FSSPX, incatenati - seppur, si presume, in buona fede - in materia di infallibilità papale ad un minimalismo ottuso e anticattolico. Prego don Bosco affinché ottenga a me e a loro la grazia di amare il Papato come lui lo ha amato, di amarlo cioè con quell'amore che affonda le proprie radici nella Verità.

    _______



    Testo estratto da: I CONCILI GENERALI E LA CHIESA CATTOLICA,
    CONVERSAZIONI TRA UN PAROCO E UN GIOVANE PAROCHIANO PEL SACERDOTE GIOVANNI BOSCO

    TORINO, TIP. DELL'ORAT. DI S. FRANC. DI SALES, 1869.

    Tom. Eccomi qua, signor prevosto. Sta sera voglio farla disperare.

    Prev. Io non mi dispero mai, e tanto meno con un giovane docile, come tu sei, il quale se per avventura può avere nella testa storte idee le abbandona tostochè per tali le conosce. Cominciamo adunque le nostre conversazioni sui concili.

    Tom. Anzitutto, signor prevosto, desidererei di sapere se il papa sia {39 [39]} superiore al concilio, oppure se il concilio sia superiore al papa.

    Prev. Ti rispondo distinguendo: Se il concilio o meglio se quello che fu stabilito nel concilio non è ancora confermato dal papa, in questo caso il papa rimane ancora sempre superiore al concilio stesso. Imperocchè è soltanto il papa che colla sua conferma comunica al concilio nelle cose di fede e di morale l'infallibilità e gli fa godere nella Chiesa un'autorità suprema. Perciò finchè questa approvazione non è data, il papa resta tuttora nella Chiesa l'autorità somma, superiore ad ogni altra. Se poi il concilio fosse già stato confermato dal papa allora alla tua domanda debbo rispondere, che in questo caso il concilio è superiore al papa nelle cose di fede e di morale. La cosa non può essere altrimenti, perchè dopo che il papa unendo il suo giudizio a quello dei vescovi dichiarò con voce infallibile che una data verità è rivelata da Dio, allora la voce del concilio si fa voce dello {40 [40]} stesso Spirito Santo; allora non è più lecito a nessun uomo del mondo il credere altrimenti, e quindi lo stesso sommo pontefice è obbligato a sottomettervisi. In questo caso però piuttostochè dire essere il papa inferiore al concilio, meglio si direbbe che il papa è inferiore a Dio, essendo la sentenza di un tale concilio sentenza di Dio stesso. Tuttavia nelle cose che non riguardano la fede, ma solo la disciplina, sebben stabilite da un concilio generale e confermate dal papa, tuttavia, dico, il Papa per questo lato rimane sempre superiore al concilio, e perciò può cangiarle, abrogarle, secondo i bisogni dei fedeli, e le circostanze dei tempi.

    Tom. Ho capito. Ora un'altra dimanda ho da farle. Se in qualche questione di fede o di morale il papa ed i vescovi non andassero d'accordo, in questo caso il giudizio del solo Papa sarebbe egli da più che il giudizio di tutti i vescovi senza di lui?

    Prev. Ti fo notare primieramente che è impossibile ad accadere che in {41 [41]} controversia di fede o di morale tutti i vescovi del mondo o dispersi o raccolti siano discordi dal papa, oppure, ciò che è lo stesso, è impossibile a succedere che in sifatte questioni il giudizio del papa sia solo ed isolato, diverso da quello di tutti i vescovi. Un simile fatto non è ancora accaduto dacchè è la Chiesa, nè accadrà mai, perchè contrario alle promesse di Gesù Cristo. Il solo caso possibile e talvolta avvenuto si è quello di vedere il pontefice con un numero di vescovi da una parte, ed un numero di vescovi senza il pontefice dall'altra; ma il caso supposto nè avvenne, nè avverrà.

    Tom. Ma supposto che avvenisse, a quale delle due parti si darebbe la preferenza?

    Prev. Supposto che ciò avvenisse, ti dico chiaro e netto che ognuno dovrebbe dare la preferenza al papa, e al suo giudizio pienamente assoggettarsi. La ragione di questo è forte e incontrastabile. Imperocchè Gesù Cristo ha dato al papa sì grande autorità, {42 [42]} che egli nella Chiesa può fare da sè senza aver bisogno di dipendere da chicchesia; gli diede tali poteri che lo rendono da più che tutti i vescovi insieme. Difatto Gesù Cristo fra i dodici apostoli parlò a s. Pietro in particolare; lui solo e non altri costituì pietra fondamentale della sua Chiesa; a lui consegnò le chiavi del suo regno, come ad unico padrone di casa; diede a lui in particolare e separatamente dagli altri apostoli la potestà di sciogliere e di legare, cioè di perdonare o condannare, di comandare o proibire quanto e come avesse creduto meglio, assicurando ad un tempo che i suoi giudizi, i suoi atti sarebbero stati confermati in Cielo. A s. Pietro soltanto diede l'incarico di pascolare gli agnelli e le pecore, cioè i fedeli tutti non esclusi i pastori; lui solo munì del dono dell'infallibilità, dicendo che la sua fede non sarebbe venuta meno; e perciò ancora a lui solamente raccomandò di conservare e confermare nella medesima i suoi fratelli, confirma fratres {43 [43]} tuos. Tutti questi poteri e privilegi siccome sono stati da Gesù Cristo conceduti a s. Pietro per l'unità e solidità della sua Chiesa, pel bene di tutti i fedeli, così dovettero trasmettersi ai suoi successori, che sono i papi, e questa trasmissione da un papa all'altro deve farsi finchè duri la Chiesa stessa, finchè vi siano degli uomini da salvare, cioè fino alla fine del mondo. Laonde tu vedi che il papa anche da solo gode tale e tanta autorità da poter fare senza dipendere da alcuno; ciò che non può dirsi nè farsi non solamente da qualcuno de'vescovi, ma nemmeno da tutti riuniti insieme; e perciò ripeto che nel caso di disparità di giudizio tra i vescovi e il papa sì deve dare la preferenza al papa.

    Tom. Mi scusi, signor prevosto, ma questo mi pare un po'troppo, perchè in fin dei conti se i papi sono successori di Pietro, ed eredi perciò dei suoi poteri, i vescovi sono alla loro volta successori degli apostoli ed eredi pur anche dei loro diritti e prerogative. {44 [44]} Ciò posto, a me sembra di avere udito a dire che Gesù Cristo diede anche al collegio apostolico la potestà di sciogliere e di legare, e gli fece pur molte promesse. Promise per esempio che sarebbe sempre stato con loro; promise lo Spirito Santo, il quale avrebbe loro insegnato tutte le verità. Non è egli vero? Dunque si deve dire che in autorità se tutti i vescovi insieme non sono da più, sono almeno uguali al papa.

    Prev. Si, Gesù Cristo diede anche a ciascuno degli apostoli la potestà di sciogliere e di legare; fece pure al collegio apostolico, che rappresentava la Chiesa insegnante, delle grandi promesse; ma ciò non ostante non si può dedurre che i vescovi successori degli apostoli siano superiori od eguali al papa. Per ben comprendere questo bisogna badare a queste quattro cose:

    1° Gesù Cristo non diede agli altri apostoli la facoltà di sciogliere e di legare se non quando l'ebbe già conferita separatamente e con pienezza al solo Pietro, e ciò per indicare {45 [45]} che per l'unità della Chiesa il potere degli altri egli assoggettava a quello di Pietro.

    2° Quando Gesù Cristo diede tale potere agli altri, apostoli vi era pure s. Pietro, il quale perciò, oltre di avere ricevuto una speciale potestà quale capo supremo, ne ricevette pur un'altra comune a tutti, e per questa ragione Pietro fu papa e vescovo. Papa per la potestà ricevuta da sè solo come pastore di tutti; vescovo per quella ricevuta cogli altri apostoli.

    3° Le promesse che Gesù Cristo fece di sempre essere cogli altri apostoli sino alla fine del mondo, e l'assistenza e l'inspirazione dello Spirito Santo loro divinamente assicurate, riguardano tutto il collegio apostolico, dal quale perciò non si può escludere s. Pietro, che n'è uno dei membri, anzi membro principale pei pieni poteri ricevuti da solo a preferenza di tutti gli altri apostoli. Vi ha di più: le promesse della divina assistenza e dell'infallibità sono fatte agli altri apostoli solo in quanto che essi sono {46 [46]} uniti a Pietro, già prima nominato capo e pastore universale. Difatto Gesù Cristo assicurò questa infallibilità prima al solo Pietro, e perchè? perchè si conoscesse che il papa era il mezzo col quale comunicavasi l'infallibilità alla Chiesa tutta.

    4o Il potere ricevuto dagli altri apostoli non toglie nè diminuisce punto nè poco il potere che Pietro ricevette individualmente; nè le promesse fatte agli altri distruggono quelle fatte a Pietro solo, poichè altrimenti si dovrebbe dire che Gesù Cristo contradisse a se stesso, fece e disfece, ciò che nemmeno immaginare si può in un Uomo-Dio. Capisci questo?

    Tom. Fin qui capisco; ma che cosa vuole ella dedurre da tutto ciò?

    Prev. Voglio dedurre che siccome gl'apostoli sebbene uniti d'ampio potere, tuttavia uno per uno non potevano vantarsi di avere nè maggiore, nè eguale autorità di Pietro, così ciascuno dei vescovi loro successori non può dire di godere nè maggiore autorità del papa; voglio dedurre che {47 [47]} siccome gli apostoli presi anche tutti insieme, ma senza di Pietro, non potevano dire di formare il collegio apostolico, ossia il corpo insegnante, da Gesù Cristo protetto, dallo Spirito Santo assistito ed inspirato, così nemmeno tutti i vescovi insieme, ma senza il papa, possono dire di formare la Chiesa insegnante, da Gesù Cristo e dallo Spirito Santo assistita ed inspirata; voglio dedurre che nel caso impossibile che tutti i vescovi da una parte, e il papa solo dall'altra dessero in materia di fede e di morale un giudizio diverso, si dovrebbe da tutti i cristiani dare la preferenza al giudizio del papa, e a lui colla mente e col cuore sottomettersi. Perciò anche tutti i vescovi insieme non sono nella potestà nè superiori, nè eguali al papa, della Chiesa tutta unico capo supremo e sommo pastore.

    Tom. Ma in questo caso potremmo noi essere ben sicuri che la verità stia dalla parte del papa? Non si potrebbe egli temere che non i vescovi, ma il papa sbagliasse? {48 [48]}

    Prev. Noi potremmo essere sicurissimi che la verità starebbe dalla parte del papa, perchè è bensi possibile che sbaglino i vescovi quando non sono col papa uniti, ma è impossibilissimo che nelle cose di fede o di morale sbagli il papa quantunque da solo. Le parole di Gesù Cristo non possono mancare perchè parole di un Dio. Or Gesù Cristo disse a s. Pietro e nella sua persona disse a tutti i suoi successori nella sede di Roma: «Tu sei Pietro, e sopra questa pietra io fabbricherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non la potranno vincere[15].» Intendi? Le porte, ossia le potenze, le forze dell'inferno, fra le quali tiene il primo posto l'errore e la menzogna, non potranno giammai prevalere contro la Chiesa; ma perchè? perchè fondata sopra del papa. Ma se il papa sbagliasse in cose di fede allora sarebbe come se mancasse il fondamento, e {49 [49]} perciò cadrebbe l'edifizio, ossia cadrebbe la Chiesa istessa, la quale in queste caso superata, si dovrebbe dire vinta dalle porte infernali. Ora è egli ciò possibile dopo le solenni promesse di Gesù Cristo? No di certo. È adunque impossibile che il papa in materia di fede insegni l'errore, come è impossibile che Gesù Cristo mentisca, o sia incapace a mantenere le sue promesse.

    In oltre Gesù Cristo stabilì il papa quale supremo pastore della Chiesa, affidando alla sua cura gli agnelli e le pecore: «Pascola i miei agnelli, gli disse, pascola le mie pecore,» cioè istruisci, ammaestra gli uni e gli altri. Ora se il papa in materia di dottrina o per ignoranza o per malizia sbagliasse, allora condurrebbe gli agnelli e le pecore a pascoli nocivi, a pascoli che invece della vita darebbero loro la morte. Ma può egli supporsi che Gesù Cristo, il quale per le sue pecorelle, ossia per le sue anime diede il sangue e la vita, abbia loro stabilito un pastore che potesse porle {50 [50]} a siffatto pericolo? No certamente, perchè questo è contrario alla bontà di Gesù Cristo, e al fine che si prefisse nel dare i pieni poteri ad un solo; fine che fu di mantenere Dell'unità i suoi discepoli, di provvedere con maggiore sicurezza alla salute di tutti. Laonde dobbiamo di necessità ammettere che Gesù Cristo colla pienezza dei poteri ha pure dato al papa il dono dell'infallibilità, e ciò sia per togliere a lui ogni ansietà nel timore di poter errare, sia per eccitare tutti gli uomini, gli stessi pagani, gli eretici, i fedeli tutti a lasciarsi con piena fiducia da lui guidare nella via della salute, a lui ubbidire con prontezza, e così formare quella ammirabile unità, che egli per tutti nell'ultima cena domandava al Padre celeste con queste divine parole: «Che essi siano tutti una sola cosa, come tu sei in me, o Padre, e io in te, che sieno anch'essi una cosa sola in noi, onde creda il mondo, che tu mi hai mandato. Nè io prego solamente per questi, ma {51 [51]} anche per coloro, i quali per la loro parola crederanno in me[16].»

    Questa infallibilità dottrinale concessa al papa apparisce ancora più chiaramente dalle parole che Gesù volse a Pietro quando gli comandò di confermare nella fede gli altri apostoli suoi fratelli: «Simone, Simone, gli disse Gesù Cristo, ecco che Satana va in cerca di voi per vagliarvi, come si fa del grano; ma io ho pregato per te, affinchè non venga meno la tua fede[17].» Quindi siccome è impossibile che la preghiera di Gesù Cristo non sia stata esaudita, così è impossibile che la fede di Pietro e de'suoi successori possa mancare insegnando l'errore. Noi pertanto diciamo che il papa è infallibile per tre speciali ragioni:

    1° Perchè è pietra fondamentale della Chiesa, la quale non potrà essere vinta nè finire giammai: et portae inferi non praevalebunt, così Gesù {52 [52]} Cristo; e l'angelo a Maria già aveva detto: «e il suo regno non avrà fine; et regni eius non erit finis.»

    2° È infallibile perchè stabilito giudice e maestro universale di tutti gli uomini: Quodcumque ligaveris super terram erit ligatum et in coelis; pasce agnos meos, pasce oves meas. Se il papa fosse fallibile potrebbe pronunziare sentenze ingiuste, e ciò non può essere; se fosse fallibile potrebbe insegnare l'errore agli uomini, e invece di condurli al Cielo strascinarli all'inferno, e questo è assurdo.

    3° Il papa è infallibile perchè Gesù Cristo pregò per la sua infallibilità, e perchè gli comandò di ammaestrare gli stessi vescovi, confirma fratres tuos. Se fosse fallibile dovremmo dire che Gesù non fu esaudito, e ciò è una bestemmia; se fosse fallibile si dovrebbe dire che Gesù pose il papa nel pericolo di ingannare gli stessi pastori delle anime, questo è orribile a dirsi. Essendo adunque così le cose, tu vedi, mio caro Tommaso, che nel caso da te supposto noi potremmo essere {53 [53]} sicurissimi che seguendo il giudizio del papa non la sbaglieremmo, perchè dalla sua parte starebbe la verità, e non da quella dei vescovi tutti.

    Tom. Ma dunque vuole ella dire che un'assemblea di vescovi dotti e santi, solo perchè non uniti al papa, cada in errore? A confessarle il vero, questa non mi può ancora entrare.

    Prev. Io non voglio già dire che una tale assemblea, solo perchè disgiunta dal papa, cada in errore; voglio solamente asserire che vi potrebbe cadere, e si dovrebbe dire esservi difatto caduta quando il suo giudizio fosse in materia di fede contrario alla sentenza del romano pontefice. Qualunque assemblea di vescovi per quantunque dotti e pii, non può attribuirsi il dono dell'infallibilità, perchè questo dono fu solo promesso da Gesù Cristo alla sua Chiesa fondata ed unita con Pietro, cioè col papa. Perciò ancorchè una tale assemblea nelle sue decisioni non cadesse realmente in errore sarebbe per altro sempre nella possibilità di cadervi, {54 [54]} perchè essendo senza capo visibile non costituirebbe la Chiesa fondata da Gesù Cristo. Ora anche la sola possibilità di fallire genera il timore che abbia fallito, e quindi sfiducia nei fedeli, i quali più non sarebbero sicuri di credere la verità e non l'errore. Ma un tale timore, una tale sfiducia per le surriferite ragioni aversi non si può nel credere alla parola del papa, sia egli unito coi vescovi, sia egli solo.

    Tom. Ma col dire questo non si fa egli un torto all'intiero episcopato?

    Prev. No, perchè questa è la pura verità, e il dire la verità non fa mai torto a nessuno; anzi devi sapere che i vescovi si sono sempre gloriati e tuttora si gloriano di proclamare l'infallibilità del papa ed hanno sempre creduto che eglino per godere di sifatto privilegio hanno bisogno di essere uniti con lui, e al suo giudizio conformare i giudizi loro. I vescovi sanno che il papa ha ricevuto il comando di pascere, reggere anche le pecore, e di confermare i suoi fratelli, {55 [55]} che sono essi medesimi. L'episcopato sa che senza il papa egli è come un corpo senza capo; sa che senza il papa non si può costituire quella Chiesa, colla quale Gesù Cristo disse che si sarebbe trovato presente sino alla fine del mondo assistita, inspirata dallo Spirito Santo. Avendo Gesù Cristo posto il papa per pietra fondamentale della Chiesa, i vescovi sanno perciò che essi senza di lui, non formerebbero che una casa senza fondamenta, una casa che potrebbe rovinare da un momento all'altro, e schiacciare quanti vi si trovassero. Sanno i vescovi ciò che disse s. Ambrogio che «là è la Chiesa dove è il Papa, ubi Petrus ibi Ecclesia[18];» sanno ciò che diceva s. Girolamo fin dal quarto secolo scrivendo al papa s. Damaso: «Io sono unito con vostra Santità, vale a dire colla Cattedra di s. Pietro: io so che sopra di questa pietra fu edificata la Chiesa: chi non raccoglie con voi, {56 [56]} disperde[19].» Sanno i vescovi che i padri del concilio niceno pregarono il papa s. Silvestro che si compiacesse di confermare quello che essi avevano stabilito; sanno che i seicento vescovi radunati in Calcedonia nella lettera sinodica che scrissero al papa s. Leone lo chiamano successore di Pietro, e loro capo, pregandolo che coi suoi decreti confermi il loro giudizio. Anche oggidì i vescovi conoscono appieno queste cose ed altre, e quindi hanno sempre creduto e credono tuttora che tutto il loro onore, la loro forza, la loro infallibilità viene loro comunicata dal papa, e di'ciò non che adontarsi si gloriano. Una bella prova ne diedero al regnante Pio IX in Roma 1'anno 1867 circa cinquecento vescovi nell'occasione del centenario di s. Pietro. Essendo essi un giorno tutti raccolti in una grande cappella, allorchè videro presentarsi il papa, tutti ad un tratto piegano il ginocchio e ripetono ad una voce {57 [57]} Tu es Petrus, che è quanto dire: Tu, che vieni a noi, rappresenti la persona di s. Pietro, successore di lui nel governo della Chiesa universale, colla medesima autorità di sciogliere e di legare, di reggere ed insegnare con parola infallibile al pari di quella del Principe degli apostoli; potestà e dono che egli ricevette, da Gesù Cristo e da trasmettersi ai suoi successori sino alla fine del mondo. I vescovi e il papa alla vista di questo sì religioso spettacolo furono commossi sino alle lagrime.

    Tom. Le sue ragioni mi ci sono entrate. Ma è poi verità di fede che il papa anche quando definisce da solo sia infallibile?

    Prev. È verità di fede che la Chiesa insegnante, cioè i vescovi uniti col papa nelle decisioni riguardanti la religione e i costumi sono infallibili. È pure verità di fede che il papa è successore di s. Pietro, il vicario di Gesù Cristo, il capo visibile di tutta la Chiesa, il maestro e padre di tutti i cristiani, e che a lui nella persona {58 [58]} di Pietro fu dato dal N. S. G. C. pieno potere di pascere, reggere e governare la Chiesa universale. Così è stato definito dal concilio generale di Firenze l'anno 1439, e quindi chi negasse anche una di queste verità sarebbe eretico.

    Riguardo poi alla dottrinale infallibilità del romano pontefice, questa sebbene certa e certissima tuttavia non fu ancora dichiarata dogma di fede; e si spera, e da tutti i buoni cattolici si fanno voti ardenti, che per tale venga definita nel prossimo concilio ecumenico, così a gloria di Dio e della sua Chiesa, a sicurezza e a consolazione dei buoni, si fregi di nuova e più bella gemma la fronte veneranda del successor di Pietro[20]. {59 [59]}

    Tom. Ma di grazia, sig. prevosto, non è forse mai avvenuto che qualche Papa abbia... Mi pare di aver udito che qualcuno sia...

    Prev. Che qualche Papa abbia... che qualche Papa sia... ma su, di'tutto; io non ti capisco.

    Tom. Indovini, e dica lei.

    Prev. Vuoi forse dire che qualche Papa abbia sbagliato in materia di fede? che qualcuno sia caduto in errore?

    Tom. Per lo appunto; ha proprio indovinato. Non osava dire tutto io, perchè per la grande stima che ho pel sommo pontefice mi ripugnava il profferire queste parole. {60 [60]}

    Prev. Bravo, Tommaso; da questo tuo ritegno conosco veramente che tu hai un cuore pieno di sentimenti cattolici. Sta dunque di buon animo, poichè io sono in grado di affermarti che nessun papa come papa, cioè quando parla, come dicono, ex cathedra, quale maestro dei cristiani, nessun papa, dico, da s. Pietro sino al regnante Pio IX, nè per ignoranza, nè per malizia, ha mai insegnato il minimo errore; e di ciò noi cattolici siamo così sicuri che sfidiamo tutti i nemici dell'infallibilità a portarci anche una sola prova in contrario. È vero che per lo passato alcuni malevoli da qualche fatto oscuro o stato a bella posta oscurato, pretesero dedurre che alcuni papi, come Liberio, Onorio, avevano errato in materia di fede; ma dal progresso della scienza, dalla pazienza di dotti ingegni fu in seguito messa in chiara luce la verità, ed oggidì chiunque asserisce il contrario si mostrerebbe o ignorante o malizioso.

    Tom. Questo mi consola; ma si può egli egualmente negare che alcuni {61 [61]} Papi non fossero molto buoni? Con una vita poco esemplare, come si può conciliare l’infallibilità.

    Prev. Caro mio, non confondiamo una cosa coll'altra. Gesù Cristo non promise già al suo vicario l'impeccabilità, cioè a dire, non disse già ch'egli non avrebbe potuto peccare, ma che non avrebbe giammai in materia di fede e di morale ingannato, insegnando il falso o l'illecito. Ciò premesso, io dico che sebbene alcuni papi possano aver peccato nella loro vita privata, ti fo tosto notare che il loro numero è assai limitato. Gli stessi nemici della nostra religione non ne contano che da otto a dieci. Ma che cosa sono otto o dieci nel lungo catalogo di 260 pontefici, nel corso di diciotto e più secoli? E bada che tra i papi se ne trovano oltre ad ottanta annoverati fra i martiri e fra i santi; ed anche quei poco degni furono messi sul trono papale per gli intrighi di fazioni, o per le violenze di alcuni principi, i quali non lasciarono libera la elezione del romano pontefice. {62 [62]}

    - La seconda cosa poi che voglio farti notare si è che nessuno anche di quei pochi ha mai commesso il più piccolo errore nelle definizioni in materia di fede e di morale. Perciò la vita biasimevole che si vuole attribuire ad alcuni, invece di provare contro la infallibilità dottrinale del papa è piuttosto una prova luminosissima in favore della medesima; è una prova lampante che Gesù Cristo mantenne ognora la sua parola e la manterrà qualunque sia il suo vicario. Sicchè il passato ci è garante dell'avvenire, e noi fiduciosi nelle divine promesse possiamo fin d'ora proclamare altamente che sino a tanto che durerà la Chiesa, Gesù Cristo non permetterà giammai che il supremo pastore proponga o indichi alle pecore pascoli nocivi od avvelenati, quali appunto sarebbero gli errori in fatto di fede o di morale proposti ai cristiani.

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    Predefinito Re: L'infallibilità pontificia spiegata con parole semplici da San Giovanni Bosco

    Ottimo lavoro, Timoteo

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    Predefinito Re: L'infallibilità pontificia spiegata con parole semplici da San Giovanni Bosco


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    Lightbulb Re: L'infallibilità pontificia spiegata con parole semplici da San Giovanni Bosco

    31 GENNAIO 2018: SAN GIOVANNI BOSCO, CONFESSORE; MERCOLEDÌ DI SETTUAGESIMA…



    MISSALE ROMANUM - Die 31 Januarii. S. Joannis Bosco Confessoris
    http://www.unavoce-ve.it/mr-31jan=lat.htm

    Guéranger, L'anno liturgico - San Giovanni Bosco, Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-31gen.htm
    “31 GENNAIO SAN GIOVANNI BOSCO, CONFESSORE.”





    San Giovanni Bosco - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-giovanni-bosco/
    “31 gennaio, San Giovanni Bosco, Confessore (Castelnuovo d’Asti, 16 agosto 1815 – Torino, 31 gennaio 1888).

    “A Torino san Giovanni Bosco, Confessore, Fondatore della Società Salesiana e dell’istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, insigne per lo zelo delle anime e la propagazione della fede, ascritto dal Papa Pio undecimo nei fasti dei Santi”.
    San Giovanni Bosco, amico e padre della gioventù, io invoco la tua protezione su tutti i giovani del nostro tempo e in particolare (..sui miei figli, sui miei nipoti, su …) Tu hai tanto amato i giovani e hai dedicato loro tutte le tue energie e il tuo tempo, li hai guidati sulla via del bene, della purezza e della preghiera. Ti prego di continuare anche oggi dal cielo la tua missione di salvezza. Fa’ che i nostri giovani crescano sani e buoni, che rifiutino le occasioni di male, che si impegnino con tutto il loro entusiasmo nella vita cristiana per essere sempre veri discepoli di Gesù Cristo. Così sia.”



    http://www.sodalitium.biz/wp-content...co-198x300.jpg










    Ligue Saint Amédée
    http://www.saintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    31 janvier : Saint Jean Bosco, Prêtre, confesseur, fondateur des Salésiens (1815-1888) :: Ligue Saint Amédée
    “31 Janvier : Saint Jean Bosco, prêtre, confesseur, fondateur des Salésiens (1815-1888).”










    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...llibilita.html
    “IL DOGMA DELL'INFALLIBILITÀ DELLA CHIESA E DEL ROMANO PONTEFICE
    https://www.youtube.com/watch?v=6wN3IlnkU7s”
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/infallibilita.html






    http://www.donboscosanto.eu/index.php

    http://www.donboscosanto.eu/oe/fonda..._religione.php
    "FONDAMENTI DELLA CATTOLICA RELIGIONE PER CURA DEL SACERDOTE GIOVANNI BOSCO

    INDEX
    I. Idea generale della vera religione.
    II. Una sola è la vera religione.
    III. Le Chiese degli Eretici non hanno i caratteri della Divinità.
    IV. La Chiesa degli Eretici non è la Chiesa di Gesù Cristo.
    V. Del Capo della Chiesa cattolica.
    VI. Dell'infallibilità pontificia.
    VII. Vantaggi della definizione della infallibilità pontificia.
    VIII. Una risposta ai protestanti.
    IX. I protestanti convengono che i cattolici sono nella vera Chiesa.
    X. Tre ricordi per la gioventù.
    Indice

    I. Idea generale della vera religione.


    D. Che cosa s'intende per religione?

    R. Per religione s'intende una virtù, ovvero una serie d'azioni buone, con cui l'uomo rende a Dio l'ossequio e l'onore a lui dovuto.

    D. Come deve l'uomo praticare la religione?

    R. L'uomo deve praticare la religione col credere le verità da Dio rivelate, e coll'osservare la sua santa legge; cioè coll'esatto adempimento dei comandamenti di Dio e della Chiesa dal medesimo Iddio stabilita.

    D. A chi fu rivelata la vera religione? {505 [505]}

    R. La vera religione fu primieramente da Dio rivelata ad Adamo, che fu il primo uomo del mondo; quindi dallo stesso Dio, e talvolta col ministero degli Angeli, venne rivelata ai santi Patriarchi che la praticarono, ai Profeti, i quali coi loro miracoli dimostrarono che erano da Dio inspirati. Imperciocchè Dio solo è autore de'veri miracoli, nè li può fare o concedere che altri li faccia in prova dell'errore e della menzogna. Gli uni e gli altri confermarono questa rivelazione con profezie, cioè con predizioni riguardanti l'avvenire, che esattamente si avverarono; solamente Iddio sa l'avvenire, e può rivelarlo agli uomini.


    II. Una sola è la vera religione.


    D. Le varie religioni, che si praticano nel mondo, possono essere egualmente vere?

    R. No certamente, perchè la verità è sempre una sola, e non può trovarsi in cose opposte. Ora le varie religioni insegnando cose diverse, le une contrarie ed opposte alle altre, ne deve perciò derivare {4 [506]} che una sola debba essere la vera religione, e tutte le altre appartenere a credenze erronee, e che chi le professa segua l'errore sia fuori della via della salvezza.

    D. Portate qualche similitudine?

    R. Siccome quello che è nero non può essere bianco, le tenebre non chiamansi luce, il giorno non può essere la notte; così quando una credenza è opposta ad un'altra, o l'una o l'altra deve trovarsi nell'errore.

    D. Ci sono i Maomettani, i Protestanti cioè i Calvinisti, i Luterani e gli Evangelisti, ed avvi la Chiesa cattolica, romana; in quale di queste società noi possiamo con certezza trovare la vera religione?

    R. Noi possiamo soltanto trovare la vera religione nella Chiesa cattolica, romana.

    D. Datene la ragione?

    R. Noi possiamo solamente trovare la vera religione nella Chiesa cattolica, romana, perchè essa sola conserva intatta la divina rivelazione, essa sola fu fondata da Gesù Cristo vero Dio e vero uomo, propagata dagli Apostoli, e dai loro successori sino ai nostri giorni; motivo per cui essa sola presenta i caratteri della divinità. {5 [507]}

    D. Quali sono i caratteri mediante i quali noi possiamo con certezza conoscere la vera Chiesa di Gesù Cristo?

    R. I veri caratteri che ci fanno con certezza conoscere la divinità della Chiesa di Gesù Cristo sono quattro: cioè Una, Santa, Cattolica, Apostolica.

    La vera Chiesa deve essere Una, perchè essendovi un solo vero Dio, una sola fede, un solo battesimo, non può esservi che una sola vera Chiesa. Santa, perchè deve essere fondata e governata da Dio fonte di ogni santità; insegnare cose sante per condurre gli uomini alla santità ed alla salvezza eterna.

    Cattolica, ossia universale, perchè deve professare tutta la dottrina di Gesù Cristo e secondo le parole dello stesso divin Salvatore dilatarsi in tutto il mondo, abbracciare i fedeli di tutti i tempi e di tutti i luoghi, e durare visibile sino alla consumazione dei secoli.

    Apostolica, vale a dire insegnare e credere tutto ciò che hanno insegnato e creduto gli Apostoli da Gesù Cristo inviati a predicare il Vangelo a tutte le creature, e che coloro i quali attualmente l'amministrano {6 [508]} siano realmente successori degli Apostoli. La Chiesa che ha questi quattro caratteri è senza dubbio la Chiesa di Gesù Cristo.

    D. Quale è la Chiesa che presenta questi quattro caratteri della Divinità?

    R. La Chiesa Romana è la sola, che possa con certezza presentare questi caratteri della Divintà, imperciocchè essa sola:

    1. È Una, perchè tutti i veri Cattolici, anche sparsi per le varie parti del mondo, nei più lontani paesi della terra professano una medesima fede, una medesima dottrina, e dipendono tutti da un solo capo che è il Romano Pontefice, il quale, a guisa di Padre amorevole ed universale, regola e governa tutta la cattolica famiglia.

    2. È Santa per la santità del suo Capo e suo fondatore, che è Gesù Cristo; è santa la fede e la legge che professa; santi sono i sacramenti che pratica; molti santi con luminosi miracoli la illustrarono in ogni tempo; più milioni di martiri da Dio confortati sparsero il loro sangue in testimonianza della Divinità di questa medesima Chiesa.

    3. La Chiesa romana è Cattolica, cioè {7 [509]} Universale, perchè si estende a tutti i luoghi, a tutti i tempi, abbraccia e professa tutta la dottrina di Gesù Cristo. Esso promise che il suo Vangelo sarebbe predicato per tutta la terra, e noi vediamo che la Romana Chiesa in tutto il mondo ha dei figli, i quali strettamente uniti col Papa professano la dottrina di Gesù Cristo, che si predicò e si va predicando nei più lontani paesi della terra.

    La medesima romana Chiesa si estende a tutti i tempi, perchè in tutti i tempi, in mezzo alle più sanguinose persecuzioni fu sempre conosciuta a guisa di società visibile di fedeli riuniti nella medesima fede, sotto alla condotta di un medesimo Capo, il Romano Pontefice, il quale, come Padre di una gran famiglia, guidò pel passato, e guiderà per l'avvenire tutti i buoni credenti pel sentiero della verità sino alla fine dei secoli.

    4. La Chiesa romana è Apostolica, perchè crede ed insegna tutto ciò che gli Apostoli hanno creduto ed insegnato, ed ha per capi e pastori i successori degli Apostoli. La testimonianza di diciannove secoli mostra ad evidenza, che Gesù Cristo ha stabilito {8 [510]} san Pietro Capo della Chiesa, ed egli cogli altri Apostoli hanno propagata la dottrina del Vangelo per tutto il mondo. A s. Pietro succedettero altri Sommi Pontefici, i quali senza interruzione governarono la Chiesa fino ai nostri giorni. Agli altri Apostoli succedettero i Vescovi, i quali in ogni tempo ed in ogni luogo formarono un solo ovile, riconoscendo solo Gesù Cristo per Pastore Supremo e Capo invisibile, ed il Pontefice di Roma per supremo Pastore e Capo visibile. Tutte le volte che qualcuno osò insegnare massime contrarie agli ammaestramenti della Chiesa romana tosto vennero di comune accordo condannate dai Papi e dai Vescovi come contrarie al Vangelo ed a quanto insegnò lo stesso Gesù Cristo. Questa prerogativa della romana Chiesa è consolantissima per noi Cattolici. Imperocchè la sola nostra Chiesa cominciando dal Regnante Pio IX rimonta da un Papa all'altro senza alcuna interruzione sino a s. Pietro Principe degli Apostoli, e stabilito Capo della Chiesa da Gesù Cristo medesimo. {9 [511]}


    III. Le Chiese degli Eretici non hanno i caratteri della Divinità.


    D. Le Chiese de'Valdesi o de'Protestanti non possono avere i caratteri della vera Chiesa?

    R. La Chiesa de'Valdesi e de'Protestanti e di tutti gli altri eretici non possono avere i caratteri della vera Chiesa.

    1. Non sono Una, perchè non hanno la medesima fede, nè la medesima dottrina, nè uno stesso capo. Anzi è difficile trovar due ministri di una medesima setta eretica, i quali vadano d'accordo sopra i punti principali di loro credenza. Quindi ne avvengono continue divisioni in cose di massima importanza. La sola Chiesa protestante, non molto dopo la sua fondazione, era già divisa in più di dugento sette. In esse alcuni ammettono la messa; ed altri la disprezzano; alcuni credono a sette sacramenti, altri cinque, chi tre, chi due, chi nessuno. Dove in mezzo a tante contraddizioni si può avere unità di fede? {10 [512]}

    2. Non sono Sante, perchè rigettano tutti od in parte i sacramenti, da cui solo deriva la vera santità; professano più cose contrarie al Vangelo, ripugnanti a Dio medesimo. In tutte le vite degli eretici, degli increduli, degli apostati, non si può citare un santo, e neppure un miracolo. Che anzi i principali autori delle sette si deturparono con vizi e delitti. Calvino e Lutero asserivano fin dai loro tempi, che i cattolici erano assai migliori dei riformati. Ed Erasmo, caldo promotore del protestantesimo, ebbe a dire che tutti gli uomini illustri della Riforma, ben lungi dal far miracoli; non hanno nemmeno potuto guarire un sol cavallo zoppo.

    3. Non sono Cattoliche, perchè sono ristrette in alcuni luoghi ed in questi luoghi medesimi cangiano la loro dottrina a seconda dei tempi. Neppure sono Cattoliche riguardo al tempo, giacchè, paragonate alla Religione cattolica, contan pochi secoli di esistenza. Prima di Enrico VIII non si era mai parlato di Anglicanismo; prima di Pietro Valdo niuno mai nominò i Valdesi; prima di Calvino e Lutero non si era mai menzionato protestantesimo o riforma, luteranismo {11 [513]} o calvinismo. In generale tutte le eresie cominciarono ad essere nominate od esistere all'epoca dei loro fondatori; niuna si estende fino a Gesù Cristo.

    4. Non sono Apostoliche, perchè non professano anzi rigettano molte cose dagli Apostoli credute ed insegnate. Niuna delle società eretiche può vantare i suoi successori fino agli Apostoli. Finalmente non sono unite al Romano Pontefice che è successore di s. Pietro, Capo e Principe degli Apostoli.

    D. Non c'è diversità tra la dottrina della Chiesa cattolica d'oggidì, e la dottrina di Gesù Cristo che gli Apostoli predicarono?

    R. No: non c'è alcuna diversità. Imperocchè coloro che hanno letto, studiato e confrontato la dottrina che insegna la Chiesa cattolica oggidì poterono ad evidenza convincersi che le verità predicate da Gesù Cristo e dagli Apostoli sono quelle stesse, che si predicarono in tutti i tempi, e si predicano presentemente nella Chiesa cattolica, apostolica, romana.

    D. Quale conseguenza si deduce da quanto qui si espose?

    R. Per noi cattolici si ricavano consolantissime conseguenze. La Chiesa cattolica {12 [514]} ha sempre condannato ogni cosa contraria al Vangelo, di mano in mano si palesava fra i cristiani, e fu sempre difesa e professata la medesima dottrina senza che un Papa lasciasse rivivere una massima condannata da un suo antecessore, nè mettesse in dubbio alcuna verità per loro avanti proclamata. Ora la condanna costante dell'errore e la proclamazione delle stesse verità dal regnante Pontefice fino a Gesù Cristo, ci dà, per così dire, nelle mani il santo Vangelo, puro ed intiero come Gesù Cristo medesimo lo ha insegnato, e come gli Apostoli l'hanno predicato per tutta la terra.

    D. Fuori della Chiesa cattolica, apostolica, romana si può aver salute?

    R. No. Fuori di questa Chiesa niuno può salvarsi. Nella maniera che quelli i quali non furono nell'Arca di Noè, dice s. Girolamo, perirono nel diluvio, così perisce inevitabilmente colui che si ostina di vivere e morire separato dalla Chiesa cattolica, apostolica, romana, unica Chiesa di Gesù Cristo, sola conservatrice della vera religione. {13 [515]}


    IV. La Chiesa degli Eretici non è la Chiesa di Gesù Cristo.


    D. Non può darsi che gli Ebrei, i Maomettani, i Valdesi, i Protestanti, cioè i Calvinisti ed i Luterani, e simili, quantunque non siano nella Chiesa cattolica, apostolica, romana, tuttavia abbiano la vera religione?

    R. Tutti costoro non hanno la vera religione, perchè non la ricevono dalla Chiesa cattolica, sola vera Chiesa di Gesù Cristo, unica depositaria della verità e legittima interprete della dottrina del suo Divino Maestro.

    D. Qual è il più grande errore degli Ebrei?

    R. Il più grande errore degli Ebrei consiste in ciò che essi aspettando ancora la venuta del Messia, non credono a Gesù Cristo, nè al santo Vangelo.

    D. Che cosa devono fare gli Ebrei per potersi salvare?

    R. Gli Ebrei per potersi salvare devono {14 [516]} riconoscere Gesù Cristo per Messia, ricevere il santo Battesimo, quindi osservare i comandamenti di Dio e della Chiesa.

    D. Chi è il Capo della religione Maomettana?

    R. Maometto, il quale disseminò i suoi errori sul principio del secolo settimo dell'Era Cristiana.

    D. Chi è il Capo dei Valdesi, i quali in gran numero vivono nella valle di Luserna vicino a Pinerolo?

    R. Il Capo dei Valdesi è Pietro Valdo, negoziante di Lione. Egli diede principio all'erronea sua dottrina verso la metà del secolo decimoterzo.

    D. E vero che la dottrina dei Valdesi è stata sempre la stessa dal tempo degli Apostoli infino a noi?

    R. È falsissimo per ogni verso. Prima di Pietro Valdo mai non ne fu parola nel mondo. Dopo Pietro Valdo si cambiò nuovamente coll'adottare che essa fece gli errori di Viclefo e di Huss. Nel secolo decimosesto poi degenerò in Calvinismo, ed ai nostri giorni i così detti Valdesi sono verissimi Protestanti per quanto si chiamino Evangelici o Barbetti. {15 [517]}

    D. Chi sono i capi dei Protestanti?

    R. I capi dei Protestanti sono Calvino e Lutero, vissuti alla metà del secolo decimosesto. Calvino, chierico simoniaco, fu condannato a grave pena per un delitto ignominioso. Lutero, frate apostata che uscì dal convento, commise i più gravi disordini fra cui quello di sposare una monaca legata dai voti, mentre egli pure era legato da voti solenni e perpetui.

    D. Questi uomini, Maometto, Pietro Valdo, Calvino e Lutero diedero segni di essere da Dio mandati?

    R. Costoro erano uomini non mandati da Dio, non fecero alcun miracolo, nè in loro si avverò alcuna profezia. Propagarono i loro errori e le loro superstizioni colla violenza e col libertinaggio. Religione che scioglie il freno a tutti i vizi, apre la strada a tutti i disordini. Cosicchè si possono chiamare non invitati da Dio, ma da Satana a predicare e diffondere l'empietà fra gli uomini.

    D. Dunque costoro non sono nella Chiesa di Gesù Cristo?

    R. Costoro non avendo per Capo Gesù Cristo, non possono appartenere alla sua {16 [518]} Chiesa, ma, come insegna s. Girolamo, appartengono alla Sinagoga dell'Anticristo, cioè ad una Chiesa opposta a quella di Gesù Cristo.


    V. Del Capo della Chiesa cattolica.


    D. Chi è il Capo della Chiesa cattolica?

    R. Il fondatore, il Capo invisibile di tutta la Chiesa è Gesù Cristo, il quale dopo aver deputato s. Pietro a governarla assicurò che egli l'avrebbe assistita dal cielo sino alla fine dei secoli. Ecce ego vobiscum sum omnibus diebus usque ad consummationem saeculi.

    D. Chi è il Capo visibile della Chiesa?

    R. Il Capo visibile della Chiesa è il Sommo Pontefice detto comunemente il Vicario di Gesù Cristo.

    D. Il Romano Pontefice da chi è stabilito Capo della Chiesa?

    R. Il Romano Pontefice è stato stabilito Capo Supremo della Chiesa nella persona di s. Pietro dal medesimo Gesù Cristo.

    D. Con quali parole Gesù Cristo stabilì s. Pietro Capo della Chiesa? {17 [519]}

    R. Gesù Cristo stabilì s. Pietro Capo e fondamento della Chiesa con queste parole:

    Tu sei Pietro e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non potranno mai prevalere contro di essa (S. Matteo 16).

    D. Che parte ha dunque s. Pietro nella Chiesa?

    R. S. Pietro nella Chiesa opera quello che fanno le fondamenta in un edifizio. Ogni parte di un edifizio che non appoggi sopra le fondamenta non può reggersi e rovina certamente. Così ogni credenza, ogni auto¬rità, ogni Chiesa che non riconosca l'autorità di Pietro e non sia alla medesima ubbidiente non appartiene più alla Chiesa di Gesù Cristo, perchè non è appoggiato sopra il vero fondamento della Chiesa, che, come dice s. Paolo, è quella grande colonna sopra cui appoggia ogni verità. Ecclesia Dei est columna et firmamentum veritatis.

    D. Quale autorià diede il Salvatore a san Pietro?

    R. G. C. diede a s. Pietro un'autorità assoluta, che suole denominarsi Primato di onore e di giurisdizione, in forza di cui egli può comandare e proibire tutto ciò {18 [520]} che giudica opportuno pel nostro bene spirituale ed eterno.

    D. Con quali parole G. C. diede tale autorità al Capo della Chiesa?

    R. Gesù Cristo diede tale autorità al Capo della Chiesa colle parole dette a san Pietro: Tutto ciò che tu scioglierai in terra sarà anche sciolto nei cieli; e tutto ciò che legherai in terra sarà anche legato nei cieli (Matt. 16).

    D. Che cosa significano le parole Primato d'onore e di giurisdizione del Romano Pontefice?

    R. Le parole Primato d'onore e di Giurisdizione significano che il Romano Pontefice nella Chiesa ha un potere assoluto sopra tutti i cristiani siano laici, siano preti, vescovi, di qualunque grado o condizione, e che tutti devono sottomettersi alle sue proibizioni ed a'suoi comandi, da lui dipendere se vogliono essere sicuri di appartenere alla Chiesa di Gesù Cristo, che, come dice s. Gerolamo, è l'unica Arca di salvamento.

    D. I Principi, i Re e gli altri potentati della terra sono anche soggetti al Romano Pontefice? {19 [521]}

    R. I Principi, i Re e tutti i potenti della terra, fossero anche padroni di tutto il mondo, devono sottomettersi al Sommo Pontefice, se vogliono appartenere alla vera Chiesa e salvarsi l'anima; perchè l'autorità di costoro è tutta temporale, e in faccia alla religione essi sono semplici fedeli obbligati, come gli altri, di ubbidire al Capo della religione.

    D. Con quali parole G. C. diede questo Primato a s. Pietro?

    R. G. C. diede a s. Pietro questo Primato colle parole già esposte e specialmente con quelle parole che leggiamo nel Vangelo di s. Giovanni al capo XXI.

    Dopo la sua gloriosa risurrezione il Salvatore comparve a'suoi discepoli sul lago di Genezaret è preso con loro alquanto di cibo, per meglio assicurargli della realtà del suo risorgimento, si volse a Pietro e gli disse: Simone figliuolo di Giovanni, mi ami tu? Signore, rispose Pietro, Voi ben sapete che io vi amo. Gesù soggiunse: Pascola i miei agnelli. Il Signore replicò: Simone figliuolo di Giovanni, mi ami tu? Signore, rispose tosto Pietro, Voi ben sapete che io vi amo. {20 [522]}

    Gesù ripigliò ancora: Simon Pietro, mi ami tu più di costoro? Pietro nel vedersi interrogato la terza volta sopra il medesimo punto rimase conturbato. In quel momento gli ritornarono a mente le promesse fatte altra volta, e che egli aveva violate, e temeva che Gesù Cristo non credesse alle sue proteste, quasi volesse già predirgli altre negazioni. Pertanto con tutta umiltà rispose: Signore, voi sapete tutto, il mio cuore è tutto aperto a voi, e perciò voi sapete altresì che io vi amo. Cioè Pietro era sicuro in quel punto della sincerità de'suoi affetti, ma non lo era egualmente per l'avvenire. Gesù che conosceva il suo desiderio di amarlo e la schiettezza de'suoi affetti, lo confortò dicendo: Pascola le mie pecore.

    D. Che cosa fece Gesù con queste parole?

    R. Con queste parole Gesù Cristo costituì s. Pietro Principe degli Apostoli e pastore universale della Chiesa e di ciascuno dei cristiani, imperocchè gli agnelli qui significano tutti i fedeli cristiani sparsi nelle varie parti del mondo che devono essere sottomessi al Capo della Chiesa, siccome fanno gli agnelli al loro pastore. Le pecore poi significano i vescovi e gli altri sacri ministri, {21 [523]} i quali danno bensì il pascolo della dottrina di Gesù Cristo ai fedeli cristiani ma sempre d'accordo, sempre uniti e sempre sottomessi al Sommo Pastore della Chiesa, che è il Romano Pontefice, Vicario di Gesù Cristo sopra la terra.

    D. Questa dottrina fu sempre così creduta dai cattolici?

    R. I cattolici di tutti i tempi appoggiati sopra queste parole di Gesù Cristo hanno sempre creduto come verità di fede che san Pietro fu costituito da Gesù Cristo suo Vicario in terra e Capo supremo visibile della Chiesa e che ricevette da lui la pienezza di autorità sopra gli altri Apostoli e sopra tutti i fedeli. Egli è poi cosa chiara che l'autorità di Pietro doveva durare quanto la Chiesa cioè sino alla fine dei secoli, che certo il fondamento deve durare quanto l'edifizio che vi sta sopra, e che perciò dopo di lui essa doveva passare nei suoi successori, i quali sono i Romani Pontefici. {22 [524]}

    VI. Dell'infallibilità pontificia.


    D. Qual è la prerogativa più importante dell'autorità dei Romani Pontefici?

    R. La prerogativa più importante e nel tempo stesso pei cattolici la più consolante dell'autorità del Romano Pontefice è la sua infallibilità.

    D. Che cosa vuol dire infallibilità pontificia?

    R. Infallibilità pontificia vuol dire che il Capo della Chiesa nel giudicare delle cose riguardanti la fede ed ai costumi è infallibile, cioè non può cadere in errore, quindi nè ingannare gli altri, nè ingannare se stesso.

    D. Dove è contenuta la dottrina dell'infallibilità pontificia?

    R. La dottrina dell'infallibilità pontificia si recava dal Vangelo, e segnatamente dal capo 22 del Vangelo di s. Luca dove il Salvatore dice a s. Pietro: Ho pregato per te, o Pietro, affinchè la tua fede non venga mai meno, e tu quando ti sarai riavuto {23 [525]} dalla tua caduta conferma nella fede i tuoi fratelli.

    D. Che cosa devesi osservare in questi detti del Salvatore?

    R. In questi detti del Salvatore dobbiamo specialmente notare tre cose:

    1. Il Salvatore pregò per s. Pietro affinchè la sua fede non venisse meno; e siccome niuno oserà mettere in dubbio che la preghiera del Salvatore non ottenga il suo effetto, così niuno oserà mettere in dubbio, anzi ognuno crederà fermamente che non sarà per mancare la fede di Pietro che perciò è infallibile.

    2. Che Pietro è incaricato di confermare nella fede non solamente i semplici cristiani, ma i suoi stessi fratelli cioè gli Apostoli e tutti i vescovi loro successori.

    3. Quando Pietro nella persona dei Papi suoi successori proclama una sentenza intorno a questioni di fede o di costumi, noi dobbiamo crederla come verità rivelata da Dio, sebbene quella definizione non sia ancora stata approvata da alcun Concilio o dai vescovi separatamente o radunati.

    D. Quale fu la dottrina dei cattolici intorno a questa verità? {24 [526]}

    R. Fu in tutti i tempi e da tutti i cattolici costantemente creduto all'infallibilità del successore di s. Pietro, del Vicario di Gesù G. I Romani Pontefici esercitarono sempre questa autorità suprema nelle controversie religiose, e tutti i veri cattolici hanno rispettosamente accolte le loro dichiarazioni, quali verità da non più mettersi in discussione, come se fossero uscite dalla bocca dello stesso divin Salvatore, di cui sono Vicarii sopra la terra; ma non fu mai definita verità di fede fino al Concilio Vaticano.

    D. Se tutti i fedeli già credevano alla infallibilità del Sommo Pontefice, che necessità vi era di definirla?

    R. Non vi sarebbe stata nessuna necessità se non fossero sorti alcuni eretici ad impugnarla, come i Giansenisti: se dalla mancanza di una espressa definizione non avessero presa occasione di porla in dubbio alcuni cattolici male avvisati. E però come la Chiesa defini la divinità di Cristo nel Concilio di Nicea, benchè fosse da tutti i cattolici creduta, perchè Ario aveva osato impugnarla; come il Concilio di Trento definì tante altre verità, che erano comuni {25 [527]} nella Chiesa, perchè Lutero le aveva negate; così per premunire i fedeli il Concilio Vaticano definì l'infallibilità pontificia, perchè da alcuni rivocata in dubbio o apertamente negata.

    D. Come è concepita questa definizione?

    R. Questa definizione venne proclamata ed approvata nel Concilio Vaticano il 18 luglio 1870 da oltre settecento vescovi presieduti dallo stesso Romano Pontefice, con queste parole: «Noi definiamo che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, ossia adempiendo l'ufficio di pastore e di maestro di tutti i cristiani, per la sua suprema autorità apostolica definisce qualche dottrina della fede e dei costumi da tenersi da tutta la Chiesa, a cagione della divina assistenza a lui promessa nella persona del B. Pietro, gode della stessa infallibilità, della quale il divin Redentore volle fornire la sua Chiesa nel definire le dottrine della fede e dei costumi. Perciocchè queste definizioni del Romano Pontefice sono per se stesse, e non, pel consenso della Chiesa, irreformabili. Che se alcuno oserà contraddire a questa nostra definizione, che Iddio ce ne guardi, sia anatema.» {26 [528]}

    D. Questa infallibilità si estende a tutte le azioni, a tutte le parole del Sommo Pontefice?

    R. No: quando chiamiamo il Papa infallibile lo consideriamo non come cittadino, non come sacerdote, o vescovo, nè come sovrano: ma soltanto quando come Papa, Capo della Chiesa, tratta di cose riguardanti alla fede ed ai costumi e intende di obbligare tutti i fedeli cristiani.

    D. In queste definizioni il Papa fa nuovi dommi?

    R. In queste definizioni nè il Papa, nè la Chiesa fanno nuovi dommi, ma dichiarano soltanto che quella verità fu veramente rivelata da Dio, contenuta nella parola di Dio scritta che è la Sacra Bibbia, e nella parola orale che è la tradizione.

    D. Recate un esempio?

    R. Per esempio dalla Chiesa fu costantemente creduto che la Santa Vergine sia stata concepita senza colpa originale, ma non erasi mai definito come verità di fede. Finalmente il S. P. il giorno 8 dicembre 1854 definì che tale credenza era appoggiata sopra la Sacra Scrittura, sopra la tradizione, e perciò doversi credere e tenere per verità {27 [529]} di fede. Da allora in poi fu tolto ogni dubbio, nè più fu permesso ad alcuno disputare contro, anzi ciascuno rimase obbligato ad annoverare quella definizione fra i dogmi di nostra santa religione.


    VII. Vantaggi della definizione della infallibilità pontificia.


    D. Quali vantaggi porta ai cattolici la definizione dell'infallibilità pontificia?

    R. La definizione dell'infallibilità pontificia porta con sè molti vantaggi. I principali sono cinque:

    1. Essa circondò di nuovo splendore la veneranda persona del Sommo Pontefice, e per conseguenza tutta la famiglia cristiana, essendo naturale che l'onore del padre si rifonda sui figli.

    2. Somministrò un mezzo più spedito per sciogliere le questioni religiose, e condannare gli errori contrari alla fede. Diffatto prima di questa definizione per isciogliere le questioni di religione, con autorità infallibile e condannare gli errori, secondo {28 [530]} alcuni era necessaria la sentenza di un concilio generale o di tutta la Chiesa insegnante dispersa. Le quali due cose essendo sempre assai difficili ad aversi, ne seguiva per molto tempo nei fedeli l'incertezza nel credere a certe verità, ed il pericolo di abbracciare l'errore. Ma ora dalla Chiesa universale essendo stato proclamato infallibile il Romano Pontefice, viene assai più prontamente da lui dichiarata la verità e condannato l'errore.

    3. Assicura i fedeli che credendo e facendo quello che il Papa propone a credere e ad operare, essi sono dalla Chiesa universale assicurati che non potranno errare giammai, e che credono ed operano quello che vuole Dio stesso.

    4. Giova agli stessi sovrani, e a tutta la civile società; poichè la parola infallibile del Pontefice facendo udire più autorevolmente agli uomini l'obbligo di star soggetti ai principi della terra, e, condannando la ribellione contro ai medesimi, il Papato diventa di sua natura il più valido sostegno dei loro troni e della pubblica quiete.

    5. E vantaggiosa agli stessi eretici, perchè proclamato il Papa per giudice e maestro {29 [531]} infallibile, scompare ogni pericolo di discordia e contraddizioni religiose. Essi devono sentirsi come attratti a rientrare nel seno della Chiesa cattolica, dove trovano quella regola certa di fede invano cercata nell'eresia. Perciocchè mancando tra gli eretici un'autorità suprema infallibile, e potendo ognuno credere come gli pare e piace, tutto è dubbio ed incertezza desolante nelle cose più essenziali per l'eterna salute. Ma non così nella Chiesa cattolica[1].

    D. Che, cosa rispondere a quelli che dicono essere alcuni Papi caduti in errore?

    R. A questa asserzione si deve negare assolutamente e rispondere, o che i fatti addotti sono calunnie inventate contro ai Papi; o che si riferiscono a cose non riguardanti la fede. Tutti quelli che hanno tutto studio profondo ed imparziale sulla sulla storia ecclesiastica convengono che queste asserzioni sono false; e chi insegna diversamente cerca di ingannare.

    D. Che male farebbe chi negasse l'infallibilità pontificia? {30 [532]}

    R. Chi negasse l'infallibilità pontificia dopo la definizione del Concilio Vaticano commetterebbe una grave disubbidienza alla Chiesa, e se fosse ostinato nel suo errore diverrebbe eretico e non apparterrebbe più alla Chiesa di Gesù Cristo, e noi dovremmo fuggirlo come eretico. Chi non ascolta la Chiesa, dice il Vangelo, abbilo come gentile e pubblicano cioè scomunicato.


    VIII. Una risposta ai protestanti.


    D. Che cosa rispondere quando i protestanti dicono: Noi crediamo a Cristo ed al Vangelo, perciò siamo nella vera Chiesa?

    R. Quando i protestanti parlano così, noi dobbiamo loro rispondere: voi, o protestanti, dite di credere a Gesù Cristo e al Vangelo, ma non è vero, perchè non credete a tutto quello, che c'insegna Gesù Cristo nel Vangelo, e rigettate molte altre verità, le quali sebbene non registrate nel Vangelo, per ordine di lui furono predicate da'santi Apostoli e si devono credere da tutti per potersi salvare. Il medesimo s. Paolo scriveva {31 [533]} ch'aveva cose di cui avrebbe ragionato e disposto verbalmente quando si fosse trovato con quei cristiani di Corinto, cui indirizzava la sua lettera: cetera cum venero disponam. Inoltre, o protestanti, voi non credete alla sua Chiesa, non credete al Sommo Pontefice, dallo stesso Gesù C. stabilito per governare la sua Chiesa. Poi permettendo ad ognuno la libera interpretazione del Vangelo, fate un'orribile confusione dei sacramenti e delle altre verità di fede, ed aprite con ciò una larga via all'errore, nel quale l'uomo cade inevitabilmente, se è guidato solo dal proprio lume. Perciò voi, o protestanti, siete come rami tagliati dall'albero, come membri di un corpo senza capo, come pecorelle senza pastore, come discepoli senza maestro, separati dal fonte della vita, che è Gesù Cristo.

    D. Non è possibile, che alcun protestante si possa salvare?

    R. Tra i protestanti si possono salvare:

    1. I fanciulli che muoiono prima dell'uso della ragione, purchè siano stati validamente battezzati.

    2. Si salvano eziandio coloro, che sono in buona fede, cioè sono fermamente persuasi {32 [534]} di trovarsi nella vera religione. Perciocchè costoro nel loro cuore sono cattolici, e se conoscessero bene la religione cattolica certamente l'abbraccerebbero.

    D. Che cosa devono fare i protestanti per salvarsi?

    R. I protestanti per salvarsi devono rinunziare ai loro errori, entrare nella Chiesa cattolica, apostolica, romana, da cui un tempo si separarono, unirsi al Vicario di Gesù Cristo che è il Papa; chi si ostina di vivere da lui separato perisce eternamente.


    IX. I protestanti convengono che i cattolici sono nella vera Chiesa.


    D. Che cosa dicono di particolare i protestanti intorno alla cattolica nostra santa religione?

    R. I protestanti dicono che nella Chiesa cattolica vissero grandi santi, i quali operarono luminosi miracoli, e che noi vivendo secondo i precetti della Chiesa cattolica possiamo salvarci. {33 [535]}

    D. Noi cattolici che cosa diciamo della setta protestante?

    R. Noi cattolici, seguendo la dottrina infallibile della Chiesa cattolica, diciamo che i protestanti se non fanno ritorno alla Chiesa cattolica non possono salvarsi.

    D. Dunque?

    R. Dunque i protestanti convenendo con noi, che la cattolica religione è vera, dichiarano che la loro è falsa.

    D. Non vi sarebbe qualche esempio a questo riguardo?

    R. Ne abbiamo molti, eccone uno ricavato dalla storia ecclesiastica. Enrico IV re di Francia, era capo del partito dei calvinisti, quando salì sul trono; ma Iddio lo illuminò col fargli conoscere la vera religione. Da prima procurò di istruirsi rettamente nei dommi della cattolica religione: poscia fece venire alla sua presenza i ministri protestanti, e loro dimandò se credevano, che egli si potesse salvare nella Chiesa romana.

    Dopo seria riflessione risposero di sì. Allora il re saviamente ripigliò: Perchè dunque voi l'avete abbandonata? I cattolici affermano che niuno può ottenere salute nella {34 [536]} vostra setta; voi convenite che si può avere nella loro; ragion vuole che io mi attenga alla via più sicura, e preferisca quella religione in cui per comune sentimento io mi posso salvare. Quindi il re rinunziò all'eresia, e rientrò nel seno della catt. religione.

    D. Che cosa presenta di singolare la Chiesa cattolica nel suo rapporto colle società eretiche?

    R. La Chiesa cattolica ha questo di singolare nel suo rapporto colle eretiche società, che:

    1. Sebbene ella sia stata in ogni tempo perseguitata dagli Ebrei, dai gentili, dagli eretici e dai cattivi cattolici, riportò compiuto trionfo di tutti gli attacchi, conservandosi pura ed inalterabile, quale fu da Dio fondata, senza che abbia ad altri mossa la minima persecuzione. I nemici della fede si sforzano di addurre alcuni fatti come sarebbe la guerra contro gli Albigesi, la giornata di s. Bartolomeo, e con questi fatti vorrebbero provare che la Chiesa cattolica ha talvolta mosso persecuzioni. Ma costoro sono in errore, perciocchè tali fatti non furono mai dalla Chiesa nè comandati, nè approvati. {35 [537]}

    2. Che non si legge che alcuno, consapevole di se stesso, in punto di morte abbia abbandonato la Chiesa cattolica per abbracciare qualche altra credenza. Al contrario le storie sono ripiene di fatti di uomini i quali in punto di morte rinunciarono all'eresia per morire nel seno della santa romana Chiesa per così assicurarsi la eterna salvezza. Molti fatti riguardanti a celebri personaggi che in vita e in punto di morte abbandonarono l'errore per vivere e morire nella cattolica religione, si possono leggere in vari autori di storia ecclesiastica e specialmente nell'opera: Storia del Giacobinismo dell'abate Barruel (Miscellanea di filosofi; Parigi 1808).

    3. Che niuno mai abbandonò la cattolica religione per condurre vita più virtuosa. Per l'opposto sappiamo dalla storia che tutti quelli, i quali l'hanno abbandonata, ciò fecero per abbracciare qualche altra credenza, in cui potessero condurre vita più libera e disordinata. Segno evidente che a ciò erano mossi non dalla cognizione della verità, ma dal desiderio di una religione più rilassata e più favorevole alle umane passioni. {36 [538]}

    D. Che cosa dobiamo fare noi cattolici?

    R. Noi cattolici dobbiamo: 1° Ringraziar Dio d'averci creati in quella religione, che unica può condurci a salvamento; 2° Pregar di cuore il Signore perchè ci conservi fedeli alla sua grazia, e nel suo santo servizio, e pregarlo eziandio per tutti coloro che vivono da lui lontani, e separati dalla vera santa Chiesa, onde li illumini, e li conduca tutti da buon pastore al suo ovile. Ma insieme dobbiamo in 3° luogo guardarci bene dai protestanti, e da quei cattivi cattolici che disprezzano i precetti della Chiesa, che sparlano del Vicario di Gesù Cristo, e degli altri suoi ministri, per trascinarci all'errore; 4° Essere grati a Dio colla fermezza nella fede, colla pratica esatta dei suoi precetti, e di quelli della sua santa Chiesa.


    X. Tre ricordi per la gioventù.


    D. Come deve regolarsi un giovine cattolico in questi tempi per non essere ingannato in fatto di religione?

    R. Credo che voi, giovane cristiano, non {37 [539]} sarete ingannato in fatto di religione, se metterete in pratica i seguenti avvisi:

    1. Fuggire per quanto è possibile la compagnia di coloro che parlano di cose oscene, o cercano di deridere il Papa, i vescovi e gli altri ministri della nostra s. religione.

    2. Se per motivo di studio, di professione o di parentela dovrete trattare con costoro, non entrate mai in dispute di religione, e se cercano di farvi difficoltà rispondete semplicemente: Quando sia infermo andrò dal medico, se ho liti mi recherò dall'avvocato o dal procuratore, se ho bisogno di rimedi andrò dal farmacista. In fatto poi di religione vado dai preti, come quelli che di proposito l'hanno studiata.

    3. Non leggete mai e poi mai libri o giornali cattivi. Se per avventura taluno vi offerisse libri o giornali irreligiosi, abborriteli e rigettateli da voi con quell'orrore e disprezzo che rifiutereste una tazza di veleno. Se a caso ne aveste qualcuno presso di voi, consegnatelo al fuoco. È meglio che il libro o giornale bruci nel fuoco di questo mondo, piuttosto che mettere l'anima in rischio di andare a bruciare per sempre nelle fiamme dell'inferno. {38 [540]}

    D. E quando siamo burlati perchè pratichiamo la nostra religione?

    R. Quando siete burlati perchè praticate la vostra religione, voi dovete dispregiare ogni burla e mettere sotto ai piedi ogni diceria mondana. Rispondete poi schiettamente ai derisori, che col Signore non si burla, perciò nemmeno si deve burlare quello che riguarda al suo culto. Quindi richiamate alla memoria la sentenza del Salvatore contro a quelli, che per umano rispetto si lasciano trascinare al male. Chiunque, egli dice, si lascia far paura, e a tempo debito per rossore non si manifesta per cristiano, sarà svergognato da me, quando si presenterà al mio divin tribunale. Laonde lasciate dire chi vuole, purchè facciate il bene e vi salviate l'anima in eterno.

    D. E quando dicono che siamo in tempo di libertà, perciò ognuno può vivere come vuole?

    R. Noi dobbiamo rispondere, la libertà di cui parlano non è data da Dio, ma dagli uomini, che perciò non si deve mischiare per niente nelle cose di religione; oppure rispondere che se siamo in tempo di libertà, ci lascino anche liberi in fatto di religione e liberi di praticarla come a noi piace. {39 [541]}

    Egli è poco tempo che un giovinotto ben educato era deriso perchè andava a confessarsi e si astenava dalle carni il venerdì e il sabato. I maligni compagni adducevane che in questi tempi tutto era permesso. Allora l'accorto giovine ingegnosamente rispose: Se tutto è permesso, sarà anche permesso a me il praticare la mia religione, e voi se siete stati ben educati, dovreste lasciarmi in libertà di osservarne le pratiche.

    D. La Chiesa di Gesù Cristo non verrà meno per le persecuzioni?

    R. No certamente: anzi più sarà dagli uomini perseguitata, più trionferà, perchè la Chiesa è fondata da Gesù Cristo sopra una pietra contro cui niente varranno tutti gli sforzi dell'inferno. La storia ci racconta, come nei tempi andati alcuni sovrani abusando del loro potere spogliarono il Papa, dispersero, imprigionarono vescovi e cardinali, il Capo della Chiesa era condotto errante di città in città, chiuso in prigione. Ma intanto la mano di Dio si aggravò sopra gli oppressori; la loro potenza fu abbattuta, i loro eserciti disfatti ed essi dal colmo della gloria caddero nell'ignominia e poi nella tomba. {40 [542]}

    Ed i Pontefici? I Pontefici, acquietatesi le burrasche politiche, poterono ritornare gloriosi a Roma e ripigliare possesso del loro trono, esercitare la pienezza del loro potere per tutto il mondo. È vero che talvolta la religione essendo disprezzata in certi paesi, Dio permette che sia portata altrove. Ma ciò è sempre a danno degli uomini e non mai della religione. Di fatto noi vediamo, che tutti i persecutori della Chiesa dei tempi passati non esistono più, e la Chiesa tuttora esiste; tutti quelli che la perseguitano presentemente, di qui a qualche tempo non ci saranno più, ma la Chiesa di Gesù Cristo sarà sempre la stessa, perchè Iddio ha impegnata la sua parola di proteggerla, e di essere con lei, e vuole che duri fino alla fine del mondo, per unire la Chiesa militante alla Chiesa trionfante e formare poi di tutti i buoni un solo regno nella patria dei beati in cielo. Così sia.

    Passeranno cielo e terra, ma le parole del Signore non cangeranno mai (Nel Vangelo).

    Chi persevera nel servizio del Signore sino alla fine della vita egli sarà salvo (Nel Vangelo). {41 [543]}

    Chi prega, certamente si salva, chi non prega, certamente si danna (S. Alfonso Del gran mezzo della preghiera).

    Chi non ha la Chiesa per madre, non può avere Dio per padre (S. Cipriano).

    Chiunque si separa dalla Chiesa cattolica, sia pur buona la vita di lui; non possederà mai la vita eterna, ma la collera di Dio verrà sopra di lui pel solo delitto di essere separato dall'unità di Gesù Cristo. Questa bontà e probità, che non è sommessa alla Chiesa, è un'ipocrisia sottile e perniciosa (S. Agostino)."






    “SAN GIOVANNI BOSCO – Don Giugni (IMBC) intervistato da Elia Menta”
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    “31 gennaio 2018: MERCOLEDÌ DI SETTUAGESIMA.”



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    “31 GENNAIO 2018: SAN GIOVANNI BOSCO, CONFESSORE.”










    Luca, Sursum Corda!
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    Lightbulb Re: L'infallibilità pontificia spiegata con parole semplici da San Giovanni Bosco

    18 luglio 2018: SAN CAMILLO DE LELLIS, confessore, fondatore dei Camilliani (Bucchianico, 25 maggio 1550 - Roma, 14 luglio 1614); diciottesimo giorno del MESE dedicato alla devozione al PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO…
    Anniversario della canonizzazione di San Tommaso d'Aquino, avvenuta il 18 luglio 1323, da parte di Papa Giovanni XXII e della promulgazione della Costituzione dogmatica “Pastor Aeternus” sull’infallibilità papale, approvata il 18 luglio 1870 al Concilio Vaticano da Papa Pio IX...
    VIVA IL PASTORE ETERNO!!!




    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    “San Camillo de Lellis, confessore, 18 luglio.”
    “Commemorazione di santa Sinforosa e dei suoi sette figli, martiri, lo stesso giorno.”



    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.it

    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b1&oe=5BD5AF71





    “SAN CAMILLO DE LELLIS
    Confessore.
    Doppio.
    Paramenti bianchi.
    Nascita: Bucchianico, 25 maggio 1550.
    Morte: Roma, 14 luglio 1614.
    Beatificazione: 1742 da Papa Benedetto XIV.
    Canonizzazione: 1746 da Papa Benedetto XIV.
    Santuario principale: Chiesa della Maddalena, Roma.
    Attributi: croce rossa sulla tunica.
    Patrono di: Abruzzo, malati, ospedali, personale ospedaliero.
    SANTA MESSA

    Oggi la Chiesa festeggia un Santo la cui carità ebbe specialmente per oggetto Gesù nel prossimo (Communio). Nato a Bucchianico nel 1550, nel regno di Napoli dalla nobile famiglia de Lellis, san Camillo, dopo una vita dissoluta si convertì a Gesù Cristo nel 1275. Entrò nell'Ordine dei Cappuccini, ma una piaga in una gamba l'obbligò per due volte ad uscirne. Dio, infatti, lo destinava a fondare una nuova congregazione consacrata al servizio degli infermi. Infatti, nel 1582 fondava a Roma quella che sarà la Congregazione dei Chierici Regolari Ministri degli infermi. Ottenne dalla Santa Sede l'approvazione del suo Istituto. Ispirandosi all'esempio di Gesù, che è morto per noi (Epistola) e che ha detto non esservi maggior prova d'amore che dare la propria vita per gli altri (Introito, Vangelo), i religiosi si impegnano ad assistere gli ammalati, anche se affetti da peste. San Camillo, come il suo Istituto, ricevette da Dio la grazia tutta speciale di aiutare vittoriosamente le anime nella lotta suprema dell'agonia (Orazione, Segreta); perciò il nome di questo Santo venne inserito dalla Chiesa nelle Litanie degli agonizzanti, e Leone XIII lo proclamò patrono degli Ospedali. Il suo confessore, san Filippo Neri, lo preparò al sacerdozio, che ricevette nel 1583. Gravemente malato, nel 1607 lasciò la direzione dell'Ordine, ma continuò ad assistere i malati fino alla morte, avvenuta a Roma il 14 luglio 1614. Fu beatificato il 7 aprile 1742 da Benedetto XIV, che pure lo canonizzò il 29 giugno 1746. È Patrono degli ospedali, dei malati e degli infermieri.
    * Camillo nacque a Bucchianico, nella diocesi di Chieti, dalla nobile famiglia De Lellis e da madre sessantenne, la quale, mentre lo portava nel seno, vide in sogno di aver dato alla luce un bambino munito del segno della croce sul petto, che precedeva una schiera di bambini recanti lo stesso segno. Giovanetto seguì la carriera militare lasciandosi andare per qualche tempo ai vizi del mondo; ma a venticinque anni fu così illuminato dalla grazia e concepì tanto dolore d'aver offeso Dio, che, versate all'istante moltissime lacrime, risolvette fermamente di lavare incessantemente le sozzure della vita passata, e di diventare un uomo nuovo. Quindi lo stesso giorno che accadde ciò, festa della Purificazione della beatissima Vergine, corse dai frati Minori, detti Cappuccini, pregandoli istantissimamente di riceverlo fra loro. Due volte gli venne accordato quanto domandava; ma riapertasi di nuovo una orribile ulcera di cui aveva sofferto precedentemente alla gamba, si sottomise umilmente al disegno della divina provvidenza, che lo riservava a cose più grandi; e, vincendo se stesso, lasciò due volte l'abito di quest'ordine, che due volte aveva sollecitato e ricevuto.
    Partito per Roma, fu ricevuto nell'ospedale degli Incurabili; di cui poi a motivo della sua provata virtù, gli fu affidata l'amministrazione, che tenne colla massima integrità e sollecitudine veramente paterna. Stimandosi il servo di tutti i malati, si faceva un dovere di rifare loro i letti, far le pulizie, medicarne le ulceri, e di soccorrerli nell'ultima agonia con pie preghiere ed esortazioni; nei quali uffici diede illustri esempi di ammirabile pazienza, di invincibile fortezza e d'eroica carità. Ma avendo compreso come la conoscenza delle lettere l'avrebbe aiutato moltissimo nell'unico fine che aveva di soccorrere le anime degli agonizzanti, non si vergognò, a trentadue anni d'età di mescolarsi coi bambini per apprendere i primi elementi della grammatica. Ordinato in seguito sacerdote regolarmente, gettò, di concerto con alcuni compagni unitisi a lui, le fondamenta della congregazione dei Chierici regolari a servizio degl'infermi, nonostante gli sforzi contrari del nemico del genere umano. E Camillo, incoraggiato miracolosamente da voce celeste partita dall'immagine d'un Crocifisso che, con stupendo prodigio, gli stendeva le mani, staccate dal legno, ottenne dalla Sede apostolica l'approvazione del suo ordine, obbligando i religiosi con un quarto voto assai arduo, di assistere gli ammalati anche infetti di peste. Quanto questo istituto fosse accetto a Dio e proficuo alla salute delle anime lo provò l'attestazione di san Filippo Neri, confessore di Camillo, d'aver visto spesso degli Angeli suggerire le parole ai discepoli di questo, mentre soccorrevano i moribondi nell'agonia.
    Votatosi con legami sì stretti al servizio dei malati, stupisce con quale zelo vigilava ai loro bisogni di notte e di giorno, fino all'ultimo istante della vita, senza lasciarsi vincere da alcuna fatica, senza temere alcun pericolo della vita. Facendosi tutto a tutti, si prendeva gli uffici più bassi con cuore pronto e allegro, colla più umile condiscendenza, compiendoli per lo più in ginocchio, come se vedesse Cristo medesimo negl'infermi; e per trovarsi più pronto ai bisogni di tutti, rinunziò spontaneamente al governo generale dell'ordine e alle delizie celesti onde era inondato nella contemplazione. Il suo paterno amore per i disgraziati si mostrò massimamente allorché Roma fu provata prima con una malattia contagiosa, e poi con una carestia estrema, e allorché una terribile peste devastò Nola nella Campania. Finalmente arse di tale carità verso Dio e verso il prossimo, da meritare di essere chiamato un angelo, e da essere soccorso dagli Angeli in diversi pericoli nei suoi viaggi. Dotato del dono di profezia e delle guarigioni, scoprì anche i segreti dei cuori; e per le sue preghiere ora si moltiplicarono i viveri, ora l'acqua si cambiò in vino. Affranto dalle veglie, dai digiuni e dall'assiduo lavoro, sembrando ormai non più che pelle e ossa, dopo aver sopportato coraggiosamente cinque lunghe e moleste malattie, che egli chiamava le misericordie del Signore, munito, dei sacramenti, tra i soavissimi nomi di Gesù e Maria, a quelle parole: «Il volto di Cristo ti appaia dolce e giulivo» nell'ora predetta, si addormentò nel Signore, a Roma, il 14 Luglio nell'anno della salute 1614, sessantesimoquinto della sua età. Illustrato da più miracoli, Benedetto XIV l'iscrisse solennemente nell' albo dei Santi, e Leone XIII, dietro istanza dei vescovi del mondo e con decreto della Sacra Congregazione dei Riti, lo dichiarò celeste patrono di tutti gli ospedali e infermi ovunque esistenti, e ordinò l'invocazione del suo nome nelle litanie degli agonizzanti.
    - Al Vangelo.
    ** Omelia di sant'Agostino Vescovo.
    Trattato 83 su Giovanni.
    Che pensare, fratelli miei? C'è forse un comandamento solo di amarci l'un l'altro? E non ve n'è forse un altro, più grande, quello di amare Dio? O meglio Dio ci comanda solo d'amarci, senza curarsi di altro? Evidentemente l'Apostolo raccomanda tre cose, quando dice: «Ora poi resta la fede, la speranza e la carità, queste tre cose, la più grande però di queste è la carità» (1 Cor 13,13). E se la carità, cioè l'amore perché racchiude gli altri due precetti, si dice che è maggiore, non però si dice che è sola. Così riguardo alla fede quante cose ci sono comandate, e quante intorno alla speranza! Chi può raccoglierle tutte, chi è capace di enumerarle? Ma consideriamo ciò che dice lo stesso Apostolo: «La carità è l'adempimento della legge» (Rom 13,10).
    Ora che cosa può mancare dov'è la carità? E che cosa mai può giovare ove ella non è? Il demonio crede, ma non ama: chi non crede niente, non ama affatto. Così chi non ama, benché non gli sia tolta la speranza del perdono, pure lo spera invano; ma chi ama non può disperarsi. Pertanto dov'è l'amore, c'è di necessità anche la fede e la speranza; e dov'è l'amore del prossimo c'è pure e di necessità l'amore di Dio. Infatti, se uno non ama Dio, come potrà amare il prossimo come se stesso? E chi è che non ami neppure se stesso? È l'empio e l'iniquo; che chi ama l'iniquità, certo non ama, ma odia l'anima sua.
    Manteniamoci dunque fedeli a questo comandamento del Signore, di amarci gli uni gli altri, e osserveremo tutti gli altri suoi comandamenti, perché tutti gli altri comandamenti sono compresi in questo. Certo, questo amore si distingue da quell'amore con cui reciprocamente si amano gli uomini in quanto uomini; ed è per distinguerlo da esso che il Signore aggiunge: Come io ho amato voi. E perché ci ama Cristo, se non perché possiamo regnare con lui? A questo fine dunque noi dobbiamo amarci, in modo che il nostro amore si distingua da quello degli altri, che non si amano a questo fine perché neppure si amano. Coloro che invece si amano al fine di possedere Dio, si amano davvero: per amarsi, quindi, amano Dio. Questo amore non esiste in tutti gli uomini: sono pochi, anzi, quelli che si amano affinché Dio sia tutto in tutti (cf. 1 Cor 15, 28).”
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    “SANTA SINFOROSA E I SUOI SETTE FIGLI
    Martiri.
    Paramenti rossi.
    Morte: Tivoli, 138 circa.
    Attributi: sette figli; palma del martirio.
    Patrona di: Roccadaspide; Tossicia; San Chirico Raparo; Tivoli (compatrona).
    SANTA MESSA
    Si commemorano a Tivoli Santa Sinforosa, moglie di san Getulio Martire, e i sette suoi figli, Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio. La madre, sotto il Principe Adriano, per l'insuperabile costanza, prima fu lungamente percossa con guanciate, quindi sospesa per i capelli, e da ultimo legata ad un sasso, precipitata nel fiume; i figli poi, legati a pali e stirati cogli argani, con diverso genere di morte compirono il martirio. I loro corpi furono trasportati a Roma, e, sotto il Papa Pio IV, furono ritrovati nella Diaconia di sant'Angelo in Pescheria.

    * Sinforosa di Tivoli, sposa del Martire Getulio ebbe da lui sette figli, Crescenzio, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio; i quali tutti furono arrestati con la loro madre sotto l'imperatore Adriano, perché professavano la fede cristiana. La loro pietà rimanendo invincibile in mezzo a numerosi e diversi tormenti, la madre, che era stata la maestra dei suoi figli nella fede, fu così anche loro di guida al martirio. Infatti attaccatale una pietra al collo, fu precipitata nel fiume: suo fratello Eugenio ne raccolse il corpo e lo seppellì. Il giorno dopo che fu il 18 di Luglio, i sette fratelli attaccati a dei pali furono uccisi in diverse maniere: Crescenzio venne sgozzato; Giuliano ebbe trafitto il petto; Nemesio ebbe perforato il cuore; Primitivo fu trapassato nell'ombelico; Giustino fatto a pezzi; Statteo trafitto con frecce; Eugenio fu squartato in due parti. Così furono immolate a Dio otto ostie accettissime. I loro corpi gettati in una fossa profonda sulla via Tiburtina a nove miglia da Roma, furono poi trasportati a Roma e deposti nella chiesa di sant'Angelo in Pescheria.
    * Santa Sinforosa era la moglie di San Getulio. Sulla via Tiburtina, al IX milliario (oggi km. 17,450) viveva una donna chiamata Sinforosa con i suoi 7 figli che si chiamavano Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio. La donna viveva nei pressi della maestosa villa dell'imperatore Adriano, colui che aveva ordinato la morte del marito Getulio, del cognato Amanzio e dell'amico di questi Primitivo. L'imperatore Adriano dopo aver ultimato la sua grandiosa villa, si dice che volesse, prima di inaugurarla, consultare gli dei, i quali gli dissero, che la vedova Sinforosa e i suoi sette figli, li "straziavano ogni giorno invocando il suo Dio, perciò, se Sinforosa e i suoi figli sacrificheranno per loro, essi faranno quanto l'imperatore gli chiedeva". Adriano allora, chiamò il prefetto Licinio, e ordinò che Sinforosa fosse insieme ai suoi figli arrestata e condotta al tempio di Ercole. Poi con lusinghe, con minacce e con ricatti, cercò di farla desistere e a sacrificare agli idoli, ma la Santa con animo nobile si appella all'esempio di Getulio e degli altri compagni di martirio del marito. Visto che la donna non si piegava ai suoi voleri, l'imperatore rinnovò di sacrificare insieme ai suoi figli agli dei pagani, oppure sarebbero stati sacrificati essi stessi, ma la Santa fu irremovibile, come pure lo fecero i suoi sette figli. L'imperatore, visto vano ogni tentativo, ordinò che Santa Sinforosa fosse torturata a sangue. Dalla tortura però l'imperatore non ci ricavò nulla, e spazientito da quella resistenza, diede ordine alle guardie di legare un grosso sasso al collo di Sinforosa, e di gettarla nel fiume Aniene, affinché annegasse. Poi venne la volta dei figli; furono presi da parte, e l'imperatore chiese a loro di sacrificare agli dei. Vista la resistenza dei ragazzi, ordinò che fossero condotti anch'essi al tempio di Ercole, dove con minacce e con lusinghe tentava condurli dalla sua parte; ma visto che non ci riusciva, né con le buone né con le cattive, l'imperatore ordinò che tutti e sette fossero posti alla tortura, ed infine fossero trafitti con la spada, poi li fece gettare in una fossa comune e profonda del territorio tiburtino, che i pontefici chiamarono "ai sette assassinati". Dopo circa 2 anni, essendosi calmato il furore delle persecuzioni contro i cristiani, il fratello della martire Sinforosa, Eugenio "principalis curiae Tiburtinae", ne raccolse i corpi e li seppellì "in suburbana eiusdem civitatis". Il giorno 18 luglio il M.R. riporta quanto segue: "A Tivoli santa Sinforosa, moglie di san Getulio Martire, con sette suoi figlioli, cioè Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio. La loro madre, sotto il Principe Adriano, per l'insuperabile costanza, prima fu lungamente percossa con guanciate, quindi sospesa per i capelli, e da ultimo legata ad un sasso, precipitata nel fiume; i figli poi, legati a pali e stirati cogli argani, con diverso genere di morte compirono il martirio. I loro corpi furono trasportati a Roma, e sotto il Papa Pio quarto, furono ritrovati nella Diaconia di sant'Angelo in Pescheria". La passio ci dice ancora che il "Natalis vero sanctorum martyrum Christi beatae Symphorosae et septem filiorum ejus Crescentis, Juliani, Nemesii, Primitivi, Justini, Stattei et Bugenii celebratur sub die XV Kalendas Augusti. Eorum corpora requiescunt in Via Tiburtina milliario ab Urbe nono…". Oggi noi consociamo una chiesa dedicata alla Santa nei pressi di Bagni di Tivoli. Durante le lotte per le investiture tra papato e impero, l'imperatore Enrico V nel ricondurre Papa Pasquale II a Roma, si accampò nel "Campo qui Septem fratum dicitur", dove un tempo si vedevano dei ruderi di un'antica chiesa dedicata a Santa Sinforosa e sette figli, e dove i proprietari di questo terreno hanno eretto nel 1939, proprio sulla collinetta dinanzi al nuovo santuario, una magnifica cappella, dedicandola a questa Santa e ai suoi sette figli martiri.
    Autore: Andrea Del Vescovo.
    P.S. La Commemorazione è già presente nel link della Santa Messa di San Camillo de Lellis.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b9&oe=5BC9ECAC









    San Camillo - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-camillo/
    «18 luglio, San Camillo de Lellis, Confessore (Bucchianico, 25 maggio 1550 – Roma, 14 luglio 1614).

    “San Camillo de Lellis, Sacerdote e Confessore, Fondatore dei Chierici Regolari ministri degli infermi, celeste Patrono degli ospedali ed infermi, il cui giorno natalizio è ricordato il quattordici di questo mese”.
    O Glorioso San Camillo, protettore dei sofferenti, volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Zelantissimo San Camillo, pieno di carità hai aiutato pazientemente ogni sorta d’infermi, vivendo interi anni al loro servizio negli ospedali. Li stringevi al tuo petto con tenerissimo amore e li aiutavi a sopportare le sofferenze delle malattie più penose e ributtanti. Infiamma anche noi di quella carità, che è il vero distintivo dei seguaci di Cristo. Quando poi saremo ammalati, vieni accanto al letto dei nostri dolori ad implorarci il dono della rassegnazione alla volontà di Dio, e quelle grazie spirituali e corporali che saranno più utili al bene delle nostre anime. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...ds/camillo.jpg







    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant’Emiliàno Martire, il quale al tempo di Giuliàno l’Apóstata, sotto il Preside Capitolino, gettato in una fornace, ricevette la palma del martirio. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant’Emiliàno possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”

    “18 luglio, San Camillo de Lellis.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...0b&oe=5BD2CFA2

    “Signore mio Gesù Figliuolo di Dio vivo. Concedimi la grazia di aspirare a Te con tutta l’estenzione del mio cuore e dei miei desideri e con animo sitibondo del Tuo amore, fa ch’io respiri in Te solo, o dolcissimo e soavissimo mio Signore, e che tutte le potenze del mio spirito, tutti gli affetti miei sospirino appresso di Te solo, che sei la vera felicità! Imprimi misericordiosissimo mio Signore, col Tuo Preziosissimo Sangue, la forma delle Tue Sacratissime piaghe sul mio cuore, affinché in esse io legga il dolore e l’amor Tuo egualmente. E fa che la rimembranza delle Tue ferite, restandovi eternamente scolpita, ecciti in me il dolore e la compassione verso di Te, e vi riaccenda il fuoco del Tuo amore. Degnati parimenti di concedermi che ogni creatura mi sia vile, e che Tu solo abiti soavemente nel cuor mio.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...74&oe=5BE8758A











    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    https://liguesaintamedee.ch/saint-du...ille-de-lellis
    "18 Juillet : Saint Camille de Lellis, Fondateur d'Ordre (1549-1614)"
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...lle_lellis.jpg





    "18 juillet 1009 : décès du Pape Jean XVII."
    "18 juillet 1100 : décès de Godefroy de Bouillon, premier roi chrétien de Jérusalem."
    "18 juillet 1216 : élection du pape Honorius III."
    "18 juillet 1323 : canonisation de saint Thomas d'Aquin par le Pape Jean XXII."
    "18 juillet 1809 : Napoléon écrit à Fouché :"Je suis fâché qu'on ait arrêté le Pape ; c'est une grande folie... Mais enfin, il n'y a point de remède ; ce qui est fait est fait."."

    "18 juillet 1870 : le Concile de Vatican I définit le dogme de l'infaillibilité pontificale.

    Le 1er concile œcuménique du Vatican se tient du 8 décembre 1869 au 20 octobre 1870. Convoqué par Pie IX, il condamne le modernisme et définit l'infaillibilité pontificale ; il est interrompu, quand les troupes italiennes envahissent Rome.
    Suspendu sine die, il n'est jamais re-convoqué. Le 18 juillet 1870, Pie IX peut malgré tout définir que le double dogme de la primauté universelle de droit divin et l'infaillibilité pontificale étaient des vérités de foi divinement révélées."

    https://liguesaintamedee.ch/saint-du...herine-laboure
    "18 juillet 1830 : apparitions de Notre Dame à Sainte Catherine Labouré en la chapelle Notre-Dame-de-la-Médaille-miraculeuse de la rue du Bac. De juillet à décembre 1830, sœur Catherine, jeune "novice" des Filles de la Charité, reçoit l'immense faveur de s'entretenir trois fois avec la Vierge Marie.
    Catherine Labouré raconte que ce jour en la Saint-Vincent, elle est réveillée par un petit enfant qui lui dit :
    « Ma sœur, tout le monde dort bien ; venez à la chapelle ; la Sainte Vierge vous attend. »
    Croyant rêver, Catherine se lève, s'habille et suit l'enfant « portant des rayons de clarté partout où il passait ». Arrivée à la chapelle, Catherine entend bientôt « comme le froufrou d'une robe de soie ». La Sainte Vierge est là, resplendissante, et lui parle pendant deux heures, lui confiant que Dieu a une difficile mission pour elle.
    « Venez au pied de cet autel. Là, les grâces seront répandues sur toutes les personnes qui les demanderont avec confiance et ferveur.»”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._catherine.jpg









    18 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../18-luglio.htm
    "LA REGINA DEL PREZ.MO SANGUE
    18° GIORNO
    MEDITAZIONE

    La Madonna è il dono più bello che Dio ci ha fatto, dopo l'Eucarestia. Ella non solo è la Madre di Dio, il capolavoro della Redenzione, la Piena di Grazia, la Benedetta fra le donne, ma è anche la nostra Madre dolcissima! Il mondo cristiano esulta al suo nome e si rifugia all'ombra del suo manto. Orbene tutta la grandezza di Maria scaturisce dal Prezioso Sangue: la Carne di Cristo è carne di Maria, il Sangue di Cristo è sangue di Maria: perciò noi la invochiamo col bel titolo di Regina del Preziosissimo Sangue! Per singolare privilegio in Lei non fu cancellata la colpa, come in ogni altra creatura, ma dovendo essere la fonte purissima dalla quale doveva zampillare il Sangue di Gesù, proprio in previsione dei meriti del Prez.mo Sangue, fu concepita senza peccato originale. Esultiamo per aver ricevuto da Dio una Madre così eccelsa e così dolce e guardiamola ai piedi della croce, dove offre all'Eterno Padre il Sangue del suo caro Figlio per il nostro riscatto. La sua anima è trafitta dalla spada del dolore e le sue lacrime sono le più amare che una madre abbia mai versato sulla terra. Guardiamo con quanto amore accoglie tutta l'umanità che Gesù le affida nella persona dell'apostolo S. Giovanni! Guardiamo come su lei cade quel Sangue affinché lo riversi su di noi poveri peccatori! Consideriamo come Dio l'ha costituita canale di grazia, dispensiera dei suoi tesori, nostra potente avvocata presso il trono dell'Agnello! O Maria, Regina del Prez.mo Sangue, fa' che anche l'anima mia rosseggi del Sangue divino del tuo Figliuolo, difendimi dagli assalti del demonio, specialmente in punto di morte, ottienimi la contrizione dei peccati e la perseveranza finale.
    ESEMPIO
    Una delle devozioni più care a S. Gaspare del Bufalo fu quella alla Regina del Prez.mo Sangue. Fece dipingere un quadro della Madonna con il Bambino Gesù sulle ginocchia, che stringe in mano il calice del suo Sangue. E la Vergine dimostrò, con molti prodigi, quanto le fosse cara una tale devozione. Molte volte, durante le prediche, il Santo fermava la pioggia benedicendo il cielo con quella prodigiosa immagine. Ad un gruppo di devoti, venuti da lontano ad ascoltarlo e che non potevano far ritorno perché si era scatenato un furioso temporale, consegnò quel quadro ed essi, pur camminando sotto la pioggia, giunsero perfettamente asciutti alle loro case. Davanti a quell'effige con la recita di tre Ave Maria, guarì istantaneamente un contadino che si era ferito gravemente ad un dito. Presso Albano Laziale, invocando il Nome della Vergine, salvò da sicura morte un confratello missionario che era precipitato con la carrozza dall'alto di un ponte. Moltissime volte, mentre predicava, fu vista una luce misteriosa scendere dal Cielo e inondare sia l'Immagine della Madonna, sia il volto del Santo. Imitiamo S. Gaspare in questa devozione tanto efficace, uniamo l'amore alla Vergine con quello al Prez.mo Sangue e saremo certamente ricolmi di celesti favori. Ma, in modo particolare, evitiamo il peccato, che rinnova le trafitture al Cuore adorabile della nostra Madre celeste.
    Fioretto. - Celebrerò con devozione le Feste della Madonna e in modo particolare quella della Vergine Addolorata.
    Giaculatoria. -"

    Luglio Archives - Stellamatutina.eu - Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.






    http://www.radiospada.org
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    “18 luglio 2018: San Camillo de Lellis, confessore e patrono degli infermieri, fondatore dei Camilliani.”
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    “18 luglio 2018: Santa Sinforosa e sette figli martiri.

    Santa Sinforosa era la moglie di San Getulio. Sulla via Tiburtina, al IX milliario (oggi km. 17,450) viveva una donna chiamata Sinforosa con i suoi 7 figli che si chiamavano Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio. La donna viveva nei pressi della maestosa villa dell'imperatore Adriano, colui che aveva ordinato la morte del marito Getulio, del cognato Amanzio e dell'amico di questi Primitivo. L'imperatore Adriano dopo aver ultimato la sua grandiosa villa, si dice che volesse, prima di inaugurarla, consultare gli dei, i quali gli dissero, che la vedova Sinforosa e i suoi sette figli, li "straziavano ogni giorno invocando il suo Dio, perciò, se Sinforosa e i suoi figli sacrificheranno per loro, essi faranno quanto l'imperatore gli chiedeva". Adriano allora, chiamò il prefetto Licinio, e ordinò che Sinforosa fosse insieme ai suoi figli arrestata e condotta al tempio di Ercole. Poi con lusinghe, con minacce e con ricatti, cercò di farla desistere e a sacrificare agli idoli, ma la Santa con animo nobile si appella all'esempio di Getulio e degli altri compagni di martirio del marito. Visto che la donna non si piegava ai suoi voleri, l'imperatore rinnovò di sacrificare insieme ai suoi figli agli dei pagani, oppure sarebbero stati sacrificati essi stessi, ma la Santa fu irremovibile, come pure lo fecero i suoi sette figli. L'imperatore, visto vano ogni tentativo, ordinò che Santa Sinforosa fosse torturata a sangue. Dalla tortura però l'imperatore non ci ricavò nulla, e spazientito da quella resistenza, diede ordine alle guardie di legare un grosso sasso al collo di Sinforosa, e di gettarla nel fiume Aniene, affinché annegasse. Poi venne la volta dei figli; furono presi da parte, e l'imperatore chiese a loro di sacrificare agli dei. Vista la resistenza dei ragazzi, ordinò che fossero condotti anch'essi al tempio di Ercole, dove con minacce e con lusinghe tentava condurli dalla sua parte; ma visto che non ci riusciva, ne con le buone e ne con le cattive, l'imperatore ordinò che tutti e sette fossero posti alla tortura, ed infine fossero trafitti con la spada, poi li fece gettare in una fossa comune e profonda del territorio tiburtino, che i pontefici chiamarono "ai sette assassinati". Dopo circa 2 anni, essendosi calmato il furore delle persecuzioni contro i cristiani, il fratello della martire Sinforosa, Eugenio "principalis curiae Tiburtinae", ne raccolse i corpi e li seppellì "in suburbana eiusdem civitatis". Il giorno 18 luglio il M.R. riporta quanto segue: "A Tivoli santa Sinforosa, moglie di san Getulio Martire, con sette suoi figlioli, cioè Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio. La loro madre, sotto il Principe Adriano, per l'insuperabile costanza, prima fu lungamente percossa con guanciate, quindi sospesa per i capelli, e da ultimo legata ad un sasso, precipitata nel fiume; i figli poi, legati a pali e stirati cogli argani, con diverso genere di morte compirono il martirio. I loro corpi furono trasportati a Roma, e sotto il Papa Pio quarto, furono ritrovati nella Diaconia di sant'Angelo in Pescheria". La passio ci dice ancora che il "Natalis vero sanctorum martyrum Christi beatae Symphorosae et septem filiorum ejus Crescentis, Juliani, Nemesii, Primitivi, Justini, Stattei et Bugenii celebratur sub die XV Kalendas Augusti. Eorum corpora requiescunt in Via Tiburtina milliario ab Urbe nono…". Oggi noi consociamo una chiesa dedicata alla Santa nei pressi di Bagni di Tivoli. Durante le lotte per le investiture tra papato e impero, l'imperatore Enrico V nel ricondurre Papa Pasquale II a Roma, si accampò nel "Campo qui Septem fratum dicitur", dove un tempo si vedevano dei ruderi di un'antica chiesa dedicata a Santa Sinforosa e sette figli, e dove i proprietari di questo terreno hanno eretto nel 1939, proprio sulla collinetta dinanzi al nuovo santuario, una magnifica cappella, dedicandola a questa Santa e ai suoi sette figli martiri. [ Autore: Andrea Del Vescovo ].”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...90&oe=5C142E43





    “Il 18 luglio 1100 muore a Gerusalemme Goffredo di Buglione, Liberatore e Difensore del santo Sepolcro di nostro Signore Gesù Cristo.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...4e&oe=5BDE1098





    “Il 18 luglio 1323 veniva canonizzato Tommaso d'Aquino. Papa Giovanni XXII così lo celebrava: «Egli illuminò la Chiesa di Dio più di qualunque altro Dottore; e ricava maggior profitto chi studia per un anno solo nei libri di lui, che chi segua per tutto il corso della sua vita gl’insegnamenti degli altri».”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...bc&oe=5BD39C54








    https://forum.termometropolitico.it/...cattolico.html
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    Alcune mie considerazioni sul Papato nell'anniversario della «Pastor aeternus»…


    https://w2.vatican.va/content/pius-i...ulii-1870.html
    “COSTITUZIONE DOGMATICA
    PASTOR AETERNUS*
    DEL SOMMO PONTEFICE
    PIO IX.”



    PIO IX ha ribadito dogmaticamente una verità sempre creduta dai cattolici in ogni tempo e luogo, poichè dottrina evangelica...
    Gesù Cristo in persona non poteva essere più esplicito riguardo all’infallibilità del Papa nell’insegnare la vera fede!
    Gesù Cristo aveva promesso il Primato all’apostolo Simone prima della sua morte e lui per temporanea paura, viltà, debolezza, fallibilità e peccabilità umana – neanche dottrinale, tra l’altro - lo rinnega per tre volte; ma dopo la sua resurrezione, in seguito al pentimento con conseguente triplice atto di amore di lui, conferisce definitivamente a Pietro il carisma dell’infallibilità papale!
    Perciò è semplicemente impossibile - è un dogma di fede cattolica al quale si deve credere necessariamente, e del resto per arrivarci basta usare la logica - che insegnamenti erronei ed eretici in documenti di magistero (sia ordinario che straordinario) provengano da un vero e legittimo Sommo Pontefice romano, Vicario di Cristo e successore di San Pietro!
    Segnalo e consiglio alcuni libri ed articoli che in maniera chiara e sintetica espongono molto bene l’autentica dottrina cattolica sul Papato:




    Monsignor Francesco Olgiati (Busto Arsizio, 1º gennaio 1886 – Milano, 21 maggio 1962)…

    "Il Papa è il Vicario di Cristo. (…) La Chiesa è l’edificio, Pietro ne è il fondamento ed è colui che ne ha le chiavi, ossia è il capo supremo. (…) Dopo la conversione, indefettibile è la fede di Pietro, che riceve l'ufficio di confermare gli altri nella fede e con ciò stesso l'ufficio di Superiore, di Maestro, di Capo.
    (…) Orbene, ragiona egregiamente Monsignor Bonomelli: secondo l'insegnamento stesso di Gesù, «la Chiesa è fondata su Pietro, ossia sul Pontefice, in modo che la salvezza di lei dipende dalla saldezza del Pontefice; se il Pontefice potesse farsi maestro di errore, non pietra di fondamento, ma pietra di inciampo e di rovina, ciò non si potrebbe dire. (…) Dunque la saldezza dei Vescovi nella fede deriva dalla fede del Pontefice: ora se il se il Pontefice potesse errare nella fede, come e in che cosa potrebbe confermare i Vescovi, la Chiesa universale?
    Sarebbe stata cosa ridicola in Gesù Cristo imporre a Pietro di confermare la Chiesa nella fede, s'egli stesso, Pietro, aveva bisogno d'essere confermato; cosa più ridicola ancora obbligare tutta la Chiesa a lasciarsi confermare nella fede da quel Pietro, che, potendo errare, la poteva confermare nell’errore. (…) Ora poniamo che il Pontefice possa condurre in errore l’ovile di Gesù Cristo, che ne avverrebbe? Ne avverrebbe che tutta la Chiesa sarebbe posta nell’alternativa assurda, o di disubbedire al Pontefice, contro la volontà espressa di Gesù Cristo; ovvero di seguire il Pontefice, anche nell’errore. Ciò è impossibile a concepirsi: dunque bisogna concedere che il Pontefice sia infallibile, perchè sia ragionevole da una parte il diritto del Pontefice d'imporre la cosa da credere, e dall’altra ragionevole l’assenso dei fedeli.» (…) L'amore, l'ossequio, l'obbedienza, la devozione filiale, l'entusiasmo verso il Papa è per noi credenti una stessa cosa con l'amore, l'ossequio, l'obbedienza verso Gesù Cristo. (…)”
    Francesco Olgiati, Il sillabario del Cristianesimo, Società Editrice "Vita e Pensiero", Milano 1943.
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...o-l-ovile.html


    «La promessa del Primato e dell’edificazione della Chiesa su Pietro riguardano il futuro, non erano un dono già conferito. Gesù disse: Io edificherò, io ti darò! Se avesse già conferito quei doni, giammai in Pietro avrebbe avuto luogo l’errore!»
    San Girolamo, Comment. in h. 1, ML, 26,120.


    «La promessa del Primato. È riferita da San Matteo (…) Mt. 16,13 ss. (…) La realizzazione della promessa.
    Gesù realizza la promessa del Primato solo dopo la sua resurrezione. (…)
    Il conferimento del Primato è riferito da San Giovanni. (…) Giov. 21,15 ss.»
    Bertetto Domenico, Il Papa, Torino 1957; ristampa Amicizia Cristiana, Chieti 2008, pp. 5 e 15-16.


    Edizioni Amicizia Cristiana - Domenico Bertetto: Il Papa
    http://www.edizioniamiciziacristiana.it/ilpapa.htm

    “«Gesù essendo andato dalle parti di Cesarea di Filippo interrogò i suoi discepoli dicendo: Chi dicono gli uomini che sia il Figliuolo dell’uomo? Ed essi risposero: Altri dicono che è Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o alcuno dei Profeti. E Gesù disse loro: E voi chi dite che io sia? Rispose Simon Pietro e disse: Tu sei il Cristo il Figliuolo di Dio vivo. E Gesù di rimando gli disse: Beato sei tu, Simone figlio di Giovanni, perché non la carne e il sangue te l’ha rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io dico a te che tu sei Pietro e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa. E a te darò le chiavi del Regno dei cieli e qualunque cosa avrai legata sopra la terra sarà legata anche nei cieli e qualunque cosa avrai sciolta sopra la terra, sarà sciolta anche nei cieli.» (Mt., 16, 13 ss.)”
    http://www.edizioniamiciziacristiana.it/ilpapa.jpg





    http://www.archiviostorico.info/libr...e/3507-il-papa

    «Domenico Bertetto, Il Papa Edizioni Amicizia Cristiana, pagg.59, Euro 5,00
    In poco più di cinquanta pagine, Domenico Bertetto ricostruisce esaustivamente l'origine, il significato e la funzione della figura del Papa, "il Dolce Cristo in terra" per usare un'espressione di Santa Caterina da Siena.
    San Pietro, continuato in tutti i Suoi Successori, è "rispetto alla Chiesa quello che il fondamento è rispetto all'edificio". Egli è altresì "clavigero della Chiesa", cioè "rivestito del supremo potere sulla Chiesa, quale vicario di Cristo, a cui tale potere è proprio". È "padre e pastore, è vicario dell'amore di Gesù Cristo. Lo ricordino - sottolinea l'Autore - quanti rifuggono dal sottostare al primato di Pietro, perché lo temono. Pietro non è solo Capo supremo della Chiesa universale che governa, legifera, comanda, ma è Padre che si fa tutto a tutti, che tende le braccia paterne ai figli vicini e lontani".
    Il potere di governo conferito a Pietro è universale, "poiché si estende a tutta la Chiesa, essendo a Pietro affidati tutti gli agnelli (arnìa), tutte le pecorelle (probàtia) e tutte le pecore (pròbata), ossia tutto il gregge di Cristo. Tutti i fedeli, compresi gli Apostoli, sono sotto la cura e direzione di Pietro".
    Nostro Signore Gesù Cristo conferì a Pietro il primato "coll'esplicita intenzione che la forma monarchica di governo rimanesse permanente nella Chiesa e perciò che Pietro avesse successori fino alla fine del mondo". "Il primato quindi - spiega l'Autore - è ufficio personale di Pietro in quanto fu concesso a lui solo e non al Collegio apostolico; ma non è legato alle sorti mortali della persona di Pietro, dovendosi trasmettere ininterrottamente ad un'altra persona fisica".
    Se, anziché a una persona fisica, "i poteri del primato venissero trasmessi ad una persona morale, per esempio ad un collegio di Vescovi uguali tra di loro, il primato perirebbe, perché non avremmo più uno superiore a tutti. Perciò il successore di Pietro deve essere una persona fisica e non una persona collegiale".
    La breve vacanza della sede primaziale, che si verifica allorché deve essere eletto il nuovo successore, non infrange la perennità del primato. "Durante la sede vacante, infatti, rimane nella Chiesa il diritto e il dovere di eleggere il successore, in cui si devono continuare i diritti primaziali, i quali intanto non si disperdono nel Collegio dei Vescovi, ma rimangono sospesi, finché non sia designata la persona fisica, in cui per legge divina devono essere continuati".
    "Il primato - aggiunge Bertetto - è perenne. La Chiesa di Cristo in ogni tempo dev'essere monarchica. Eccoci ormai in possesso del luminoso e sicuro criterio per discernere, tra le varie Chiese che si professano cristiane, la vera Chiesa di Cristo. Tra le varie Chiese cristiane solo la Chiesa cattolica romana conserva la forma monarchica. Perciò la vera Chiesa di Gesù Cristo o non è più sulla terra, il che è in contraddizione colla promessa di Cristo, o è unicamente la Chiesa cattolica romana".
    Scriveva S. S. Pio XII nell'Enciclica Mystici Corporis Christi: "Si trovano [...] in un pericoloso errore quelli che ritengono di poter aderire a Cristo, Capo della Chiesa, pur non aderendo fedelmente al Suo Vicario in terra. Sottratto infatti questo visibile Capo e spezzati i visibili vincoli dell'unità, essi oscurano e deformano talmente il Corpo mistico del Redentore, da non potersi più né vedere né rinvenire il porto della salvezza eterna".
    Quanto all'infallibilità del Papa, Bertetto ne offre questa semplice definizione: "quando parla ex cathedra, ossia quando compie l'ufficio di pastore e dottore supremo, in ordine a tutta la Chiesa, nelle questioni riferentisi alla fede ed ai costumi, egli, per la speciale assistenza dello Spirito Santo, non può sbagliare, perché non può compromettere gli interessi spirituali ed eterni dei fedeli che gli sono affidati".
    A tal proposito, lo scrittore (non cattolico) W. H. Mallock spiega: "Ogni religione soprannaturale che rinuncia all'infallibilità, finisce di professare una religione per modo di dire. Diventa una cosa ibrida, parte naturale e parte soprannaturale e praticamente del tutto naturale... Se ciò che sarebbe soprannaturale incomincia ad essere difficile a discernersi, e poi difficile a capirsi, e poi può significare tante cose, e poi queste cose possono essere contraddittorie, è come se non ci fosse rivelazione. Per avere sul serio una rivelazione infallibile, una rivelazione per tutti noi, abbiamo bisogno di un'autorità che interpreti il Testamento, un'autorità che abbia tanta autorità quanto il testamento stesso".
    Pubblicato nel 1957 con l'imprimatur del Can. Luigi Coccolo, il pregevole volume di Domenico Bertetto viene ora riproposto dalle Edizioni Amicizia Cristiana nella collana Mater et Magistra.»
    http://www.archiviostorico.info/imag...tto_ilpapa.jpg



    “18 luglio 1870: Pastor aeternus, crocevia della storia”
    [Qui Radio Spada] Pastor Aeternus, crocevia della storia | Radio Spada
    https://www.radiospada.org/2013/08/q...-della-storia/
    https://www.radiospada.org/2017/07/n...8-luglio-1870/
    «Il 18 luglio 1870 il Concilio Vaticano, riunito a conclusione della sua quarta sessione plenaria, promulgava la Costituzione “Pastor Aeternus”, approvata da Papa Pio IX, che definiva in maniera solenne molte verità già comunemente e universalmente credute e tenute nella Chiesa cattolica, elevandole a rango di Verità di fede definita. Tra queste annoveriamo il Primato del Papa su tutta la Chiesa e l’infallibilità del suo Magistero.»
    https://www.radiospada.org/2013/07/u...stor-aeternus/
    «Da “Il Triregno. Autorità, Infallibilità, Santità papale” di Padre Angelico Arrighini (S.E.I., Torino, 1929).»


    INFALLIBILITA? DELLA CHIESA (una raccolta di studi) « www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    INFALLIBILITA' DELLA CHIESA (una raccolta di studi) | www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=23016
    "Segnalazione di Pietro Ferrari"
    https://www.agerecontra.it/tag/papato/


    "La vera e la falsa tradizione in occasione della festa di San Pio X, anno 2016 « www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    La vera e la falsa tradizione in occasione della festa di San Pio X, anno 2016 | www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=24862
    Scritto e segnalato da Carlo Maria di Pietro"


    https://www.sursumcorda.cloud/tags/papato.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/primato.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/s...di-pietro.html
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...ima-parte.html
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...nda-parte.html


    "Opportune importune - Sodalitium"
    Opportune importune - Sodalitium
    "Sodalitium - Sodalitium"
    Sodalitium - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/46.pdf
    “Brevi risposte ad alcuni articoli della Fraternità contro la “Tesi di Cassiciacum”. (…)
    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/51.pdf
    “Sodalitium N. 51 – luglio 2001 - INFALLIBILITÀ DEL PAPA Mons Robert Fidelis McKenna o.p. ”
    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/56.pdf
    "N. 56 – settembre 2003 - Risposta al numero speciale de “La Tradizione cattolica” sul sedevacantismo"


    https://novusordowatch.org/tag/papacy/
    https://novusordowatch.org/2013/10/c...ness-of-truth/
    https://novusordowatch.org/2017/12/c...ent-challenge/
    https://novusordowatch.org/2018/07/r...nt-resistance/
    “(…) The true Catholic doctrine of the Papacy is a most beautiful thing. All Catholics must adhere to it because it is infallible dogma. It is for this reason — because we keep the true Faith whole and entire (cf. 2 Cor 5:7) — that we sedevacantists can, nay must, reject the papal claimants after Pius XII as impostors: While it is possible that a man should claim to be Pope who isn’t, it is not possible that the Papacy should fail. (…) Catholics choose the Papacy.”


    https://moimunanblog.com/2014/02/18/...ad-pontificia/
    https://moimunanblog.com/2018/07/17/...ad-del-papa-2/
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    https://www.ibs.it/mpimg/5000000232470_0_0_0_768_75.jpg





    Don Francesco Croce: Le glorie del Papato, Due volumi, R. Guasti, Prato 1880.



    https://forum.termometropolitico.it/...to-romano.html
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    VIVA IL PAPATO ROMANO ED IL PRIMATO PETRINO!!!
    AVE MARIA!!!
    PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNOR GESÙ CRISTO, MISERERE NOBIS!!!
    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  6. #6
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    Lightbulb Re: L'infallibilità pontificia spiegata con parole semplici da San Giovanni Bosco

    18 GENNAIO 2019: CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA…
    Oggi 18 GENNAIO 2019 - festa della CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA - inizia l’ottavario di preghiera (approvato da Papa Pio X e Benedetto XV), per il ritorno alla Roma eterna dei dissidenti e per la conversione di tutti i non cattolici al Cattolicesimo Romano, che si conclude il 25 GENNAIO 2019 con la festa della Conversione di San Paolo.
    Queste due date (18 e 25 gennaio) segnano l'inizio e la fine dell'Ottavario.
    Preghiamo quindi da oggi 18 gennaio fino al 25 gennaio per la conversione dei non-cattolici (i vari infedeli anticristiani atei ed apostati, pagani vecchi e nuovi, ebrei e musulmani, i vari eretici e scismatici delle sette protestanti e pseudo-ortodosse, inclusi coloro che, speriamo in buona fede almeno tra i semplici, sono oggettivamente in preda all'errore grave aderendo ad una malefica neo-dottrina spuria e falsata pur dicendosi cattolici, cioè soprattutto i neo-modernisti seguaci traviati della setta più infame e scandalosa di tutte che è quella vaticano-secondista e pure molti c.d. tradizionalisti che spesso minimizzano o quasi negano implicitamente o persino esplicitamente il primato petrino e la sua infallibilità) al Cattolicesimo integrale e per la vera Unità nella Verità nell'unica autentica Chiesa fondata da NSGC!!!
    La Chiesa Cattolica è l'unica Chiesa di Cristo!!!
    Questo è ciò che ha sempre insegnato il Magistero e si ripete nella Professione di Fede Cattolica.
    «Et unam, sanctam, catholicam et apostolicam Ecclesiam»!!!
    «Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica»!!!
    Domandiamo a Dio la grazia di ottenerci tale vera unità dei cristiani con l'entrata od il ritorno di tutte le altre pecore all'ovile di Pietro, l'unico Pastore, e di unirci tutti sotto la guida di un futuro legittimo Papa, autentico Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo!!!






    «MISSALE ROMANUM - Die 18 Januarii. In Cathedra S. Petri Ap. Romæ»
    MISSALE ROMANUM - Die 18 Januarii. In Cathedra S. Petri Ap. Romæ
    http://www.unavoce-ve.it/mr-18jan=lat.htm

    «18 GENNAIO CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA»
    "Guéranger, L'anno liturgico - 18 gennaio. Cattedra di san Pietro a Roma"
    Guéranger, L'anno liturgico - 18 gennaio. Cattedra di san Pietro a Roma
    http://www.unavoce-ve.it/pg-18gen.htm

    «Commemorazione di santa Prisca, lo stesso giorno»
    "Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione di santa Prisca"
    Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione di santa Prisca





    Cattedra di San Pietro a Roma - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/cattedra-san-pietro-roma/
    «18 gennaio, Cattedra di San Pietro a Roma. Festa istituita da Paolo IV nel 1558 contro gli errori dei protestanti che mettevano in dubbio il soggiorno di san Pietro a Roma.

    “Benedici, o Principe degli Apostoli, le pecore affidate alla tua custodia, ma ricordati, di quelle che sono sventuratamente uscite dall’ovile. Lontano da te, popoli interi che tu avevi nobilitati e civilizzati per mezzo dei tuoi successori, languiscono e non sentono ancora l’infelicità di essere lontani dal Pastore. Lo scisma raffredda e corrompe gli uni; l’eresia divora gli altri. Senza Cristo visibile nel suo Vicario, il Cristianesimo diventa sterile e a poco a poco svanisce. Le audaci dottrine che tendono a diminuire l’insieme dei doni che il Signore ha elargiti a colui che deve farne le veci fino al giorno dell’eternità, hanno per troppo tempo inaridito i cuori di quelli che le professavano; troppo spesso esse li hanno portati a sostituire il culto di Cesare al servizio di Pietro. Guarisci tutti questi mali, o Pastore supremo! Accelera il ritorno delle genti separate; affretta la caduta dell’eresia del XVI secolo; apri le braccia alla tua figlia, la Chiesa d’Inghilterra, e che essa rifiorisca come negli antichi giorni. Scuoti sempre più la Germania e i regni del Nord, e che tutti quei popoli si accorgano che non vi è più salvezza per la fede se non all’ombra della tua Cattedra. Rovescia il mostruoso colosso del Settentrione, che pesa insieme sull’Europa e sull’Asia, e scardina dovunque la vera religione del tuo Maestro. Richiama l’Oriente alla sua antica fedeltà, e che esso riveda dopo così lunga eclisse, le sue Sedi Patriarcali risorgere nell’unità della sottomissione all’unica Sede Apostolica” (Dom Prosper Guéranger).»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...n-pietro-1.jpg





    «Preghiera alla S. Vergine di Pompei per la conversione dei Pagani, degli Ebrei, degli Eretici e degli Scismatici - Sodalitium
    Preghiera alla S. Vergine di Pompei per la conversione dei Pagani, degli Ebrei, degli Eretici e degli Scismatici - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/preghiera-...li-scismatici/
    Preghiera alla S. Vergine di Pompei per la conversione dei Pagani, degli Ebrei, degli Eretici e degli Scismatici secondo i voti di S.S. Leone XIII.

    O clementissima Regina del Rosario di Pompei, Tu, Sede di Sapienza, hai posto un Trono di misericordie nuove sulla terra che fu del paganesimo per trarre tutti i popoli a salvamento con la Corona delle tue mistiche rose: deh! ricordati che il tuo divin Figliuolo ci lasciò detto: Io ho altre pecorelle, le quali non sono di questo ovile; ed anche quelle è uopo che io raduni, ed esse udiranno la voce mia, e vi sarà un ovile solo ed un solo pastore. Ma ricordati pure che sul Calvario divenisti la Corredentrice, cooperando, per la crocifissione del tuo cuore, alla salvezza del mondo insieme col tuo Figliuolo crocifisso; e da quel giorno divenisti la Riparatrice del genere umano, il Rifugio dei peccatori e la Madre di tutti gli uomini.
    Guarda, o Madre, quante anime ogni ora vanno eternamente perdute! Guarda quanti milioni d’ìndiani,di Cinesi e genti di barbare regioni non conoscono ancora Gesù Cristo! Vedi quanti altri che son pure cristiani, e sono nondimeno lontani dal seno della Madre Chiesa che è la cattolica, apostolica, romana.
    O mediatrice potentissima Maria, Avvocata del genere umano, amantissima di noi mortali e Vita del nostro cuore, Vergine benedetta del Rosario di Pompei, esaudisci le nostre preghiere: non vada perduto per tanto numero di anime il Sangue prezioso e il frutto della redenzione. Dal tuo eletto trono di Pompei, ove non fai altro che dispensar grazie all’afflitta gente, deh! fa spiccare un raggio di quella luce celeste che stenebri tanti ciechi intelletti, e riscaldi tanti gelidi cuori. Intercedi presso il tuo divin Figliuolo, ed ottieni che quanti sono in questo mondo Pagani, Ebrei, Eretici e Scismatici ricevano la luce superna, e lieti entrino nel seno della vera Chiesa.
    Esaudisci la preghiera che a Te rivolge fidente il Sommo Pontefice, acciocchè tutti i popoli congiunti nell’unito della fede, conoscano ed amino Gesù Cristo, il benedetto frutto del seno tuo, che vive e regna nei secoli col Padre e con lo Spirito Santo. Ed allora tutti gli uomini ameranno anche Te, salute del mondo, arbitra dispensatrice dei tesori di Dio e Regina di misericordie nella Valle di Pompei. E glorificando Te, Regina delle Vittorie, che col Rosario disperdi ogni eresia, riconosceranno che a tutte le genti Tu dài la Vita, perchè è d’uopo che si adempia la profezia del Vangelo: Tutte le genti mi chiameranno beata. Salve Regina.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...de-678x381.jpg






    "Sante Messe - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»





    «CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA»
    https://forum.termometropolitico.it/...etro-roma.html

    https://forum.termometropolitico.it/...e-martire.html
    https://forum.termometropolitico.it/...ostolo-11.html







    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955
    Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...2f&oe=5D013159






    "Ottavario di preghiera per la conversione dei non cattolici
    Primo giorno (18 gennaio), Cattedra di San Pietro: pregare per la conversione di tutti coloro che sono nell’errore.
    Tra le preghiere tradizionalmente approvate per tale pratica, figura la seguente Coroncina per l’Unità:


    Deus, in adiutorium meum intende.
    Domine, ad adiuvandum me festina.

    Gloria Patri.

    Sui grani del Pater recitare: “Sacro Cuore di Gesù, abbiate pietà di noi e dei nostri fratelli avvolti nelle tenebre dell’errore”.

    Sui grani dell’Ave recitare: “Venga Signore Gesù il tuo Regno, nell’unità della Chiesa, per mezzo della tua Santa Madre”.

    Si concluda con:
    “Vergine Immacolata, Voi che per singolare privilegio di grazia foste preservata dalla colpa originale, guardate pietosa ai nostri fratelli dissidenti, che sono pure figli vostri. Non pochi di loro, benché separati, conservano un qualche culto per Voi. E Voi, generosa qual siete, ricompensateli, impetrando a loro la grazia della conversione. Vittoriosa qual siete, dell’infernale serpe, fin dal principio della vostra esistenza, rinnovate, ora che più stringe la necessità, gli antichi tionfi, glorificate il Figlio vostro, riconducendo le pecorelle smarrite all’unico ovile, sotto la guida del Pastore universale, e sia vostra gloria, o Vergine sterminatrice di tutti gli errori, aver riportato così la pace in tutto il mondo cristiano. Amen”.

    Salve Regina.

    Dopo la preghiera del Salve Regina aggiungere:

    – Ut omnes errantes ad unitatem Ecclesiae revocare, et infideles universos ad Evangelii lumen perducere digneris, Te rogamus, Domine, audi nos.

    – Regina Sacratissimi Rosarii, ora pro nobis."

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    Tradidi quod et accepi: 18-25 gennaio: Preci per il ritorno dei dissidenti alla Chiesa Romana
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/20...o-dei.html?m=1
    "18-25 gennaio: Preci per il ritorno dei dissidenti alla Chiesa Romana
    «Non si può altrimenti favorire l’unità dei cristiani che procurando il ritorno dei dissidenti all’unica vera Chiesa di Cristo [Cattolica, Apostolica Romana], dalla quale essi un giorno infelicemente s’allontanarono».
    (Pio XI, Mortalium animos, 6 gennaio 1928)

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    La settimana di preghiera detta “per l’unità dei Cristiani” fu ideata a New York nel 1908 da Paul Wattson, anglicano convertitosi al Cattolicesimo, e ricevette l’approvazione dell’Episcopato Americano. San Pio X e Benedetto XV benedissero la pia pratica e la diffusero fra i cattolici perché “i Cristiani che si sono dolorosamente allontanati dalla Chiesa Cattolica siano invitati a tornare ad essa, come ad una Madre da loro abbandonata”, prescrivendo anche la preghiera che riportiamo di seguito.

    Preghiera approvata e indulgenziata da S.S. Benedetto XV

    Antiphona

    Joan. 17, 21
    Ut omnes unum sint, sicut tu, Pater, in me, et ego in te, ut et ipsi in nobis unum sint; ut credat mundus, quia tu me misisti.

    Che siano una cosa sola: come tu, Padre sei in me ed Io in te, così anche essi siano in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

    V. Ego dico tibi quia tu es Petrus.
    R. Et super hanc petram ædificabo Ecclesiam meam.


    V. Io ti dico: Tu sei Pietro.
    R. E su questa pietra edificherò la mia Chiesa.

    Oremus
    Dómine Jesu Christe, qui dixísti Apóstolis tuis: Pacem relínquo vobis, pacem meam do vobis: ne respícias peccáta mea, sed fidem Ecclésiæ tuæ; eámque secúndum voluntátem tuam pacifícáre et coadunáre dignéris: Qui vivis et regnas Deus per ómnia sæcula sæculórum. Amen.


    Preghiamo
    Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi Apostoli: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace"; non guardare ai miei peccati, ma alla fede della tua Chiesa e degnati, secondo la tua volontà di dargli la pace e l'unità: Tu che vivi e regni Dio per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    Ogni giorno della Settimana di preghiera è dedicata a uno specifico gruppo di persone:
    18 gennaio: Pregare per la conversione di tutti gli Eretici e gli erranti.
    19 gennaio: Pregare per la conversione dei Foziani (i c.d. ortodossi) e di tutti gli Scismatici.
    20 gennaio: Pregare per la conversione dei Luterani e di tutti i Protestanti
    21 gennaio: Pregare per la conversione degli Anglicani.
    22 gennaio: Pregare per la conversione dei Cattolici non più praticanti
    23 gennaio: Pregare per la conversione degli Ebrei.
    24 gennaio: Pregare per la conversione dei Maomettani
    25 gennaio: Pregare per la conversione di tutti gli Infedeli.

    Indulgenze concesse:
    “A tutti i fedeli che […] reciteranno ogni anno tali preghiere una volta al giorno, e poi nell’ottavo giorno, veramente pentiti, confessati e nutriti della Santa Comunione, dopo aver visitato qualsiasi Chiesa o pubblico Oratorio abbiano innalzato a Dio pie preghiere per la concordia dei Governanti Cristiani, per l’estirpazione delle eresie, per la conversione dei peccatori e per l’esaltazione di Santa Madre Chiesa, Noi concediamo ed elargiamo misericordiosamente nel Signore l’indulgenza plenaria di tutti i loro peccati. Concediamo inoltre la possibilità di lucrare la predetta indulgenza plenaria a coloro che, confessati debitamente i peccati e ricevuta la Santa Comunione, compiuta pure la visita nel giorno della festa della Cattedra di San Pietro in Roma, chiedano perdono. Inoltre, agli stessi fedeli che con il cuore contrito, in qualunque degli otto giorni menzionati, abbiano recitato le stesse preghiere, concediamo duecento giorni di indulgenza nella forma consueta della Chiesa” (Benedetto XV, Breve “Romanorum Pontificum”, 25 febbraio 1916)."
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    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda»

    "Eterno Padre vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in espiazione dei miei peccati e per i bisogni della Santa Chiesa."
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    “18 gennaio 1901:
    "Spacciano infatti alcuni e fanno credere a molti che la così detta questione sociale sia soltanto economica, laddove sta con ogni certezza che essa è principalmente morale e religiosa, e che perciò bisogna scioglierla a tenore delle leggi morali e religiose. Raddoppiate pure la mercede all’operaio, diminuitegli le ore di lavoro, abbassategli il prezzo dei generi; ma se voi lo lasciate, come troppo accade, imbeversi di certe dottrine, e specchiarsi in certi esempi che lo attirino a spogliarsi del rispetto di Dio e corrompere i costumi, fatiche e sostanze gli andranno in rovina. Una quotidiana esperienza c’insegna che gran parte degli operai, sebbene lavorino meno e ricevano più larga mercede, se tengono una condotta depravata e priva di Religione, vivono d’ordinario in una deplorevole miseria. Togliete dagli animi quei sentimenti che sono il frutto di una educazione cristiana; togliete la previdenza, la moderazione, la parsimonia, la pazienza e somiglianti virtù morali che la stessa ragione ci detta, e vedrete che ogni maggiore sforzo per ottenere gli agi del vivere cadrà in nulla." Da + SS Leone XIII, Graves de communi re.”


    https://www.sursumcorda.cloud/artico...a-eretico.html
    “Appunti sulla questione del cosiddetto «Papa eretico» - Carlo di Pietro. → → → https://goo.gl/USjRdm

    Gli appunti che vi accingete a leggere, certamente migliorabili, ospitano centinaia di citazioni e sentenze tratte da autori del passato e da alcuni, benché rarissimi, contemporanei. La maggioranza degli autori d'oggi, lo dimostrerò con inoppugnabile evidenza, si allontana pericolosamente dalla dottrina cattolica che i nostri eruditi vanno ad esporre, dunque non è prudente citarli, se non per confutarli. Ho usato, per affermare la verità e per necessità apologetiche, anche numerose definizioni di punti di dottrina (Fonti «Denzinger», «Conciliorum Decreta» e luoghi altrettanto rigorosi). Non mancano le precipue ritrattazioni che devo per rimediare ad alcuni degli errori commessi in «Apologia del Papato» del 2014. Il mio lavoro vuol essere piuttosto una sorta di dossier digitale sulla questione del cosiddetto «Papa eretico», dunque proverò a fornire risposte ad alcune frequenti domande: 1) Chi ha parlato del cosiddetto «Papa eretico»? 2) Cosa ha scritto a riguardo? 3) È vero, come vogliono alcuni intellettuali moderni, che quasi nessuno ha studiato l’ipotesi? 4) È vero che l'uomo eletto dal Conclave (o designato) può essere veramente Pontefice e, nel contempo, eretico? 5) Che significa «essere Pontefice», che significa «essere eretico» e che significa «divulgare eresie»? Intendo restituire giustizia e verità ai nostri autori, fornire altresì puntuali riferimenti per poterli conoscere e studiare con zelo cristiano. Finalmente intendo esporre con estrema chiarezza le mie conclusioni. Ho deciso di diffondere gratuitamente il dossier affinché tutti possano documentarsi, anche i più poveri. Scrivo alla maggior gloria di Dio, per guadagnare meriti presso l'Altissimo e confido in qualche donazione di chi è abbiènte. Come non si usa questa ricerca? Chi pensa di utilizzarla come uno sterile catalogo di citazioni, come un distributore di post da vomitare sul web, estrapolando quelle singole proposizioni «secondo le proprie voglie» (II Tm. IV, 3), facilmente farà un torto a Dio, al Papato ed agli stessi autori: io Vi ho avvisato! Ammonisce l’Apostolo: «Erit enim tempus, cum sanam doctrinam non sustinebunt, sed ad sua desideria coacervabunt sibi magistros prurientes auribus». Non scandalizzatevi se talvolta citerò - con le doverose premesse - alcuni soggetti di dottrine eterodosse, erronee, controverse, offensive, che suonano male o quantomeno non gradite alle pie orecchie: rientrano nella cronologia dello studio e possono essere propedeutiche alle conclusioni. Non ho assegnato titoli ai vari capitoli poiché intendo dissuadere la lettura spot, parziale, non organica o superficiale della ricerca. Augurandomi di onorare degnamente Dio con la presente difesa del dogma cattolico, mi permetto di sollecitare alla prudenza nell’uso di questi appunti. Sub Tuum praesidium Immaculata!"
    https://www.sursumcorda.cloud/images...pa-Eretico.jpg
    https://www.agerecontra.it/2018/11/d...-papa-eretico/

    IL DOGMA DELL'INFALLIBILITÀ DELLA CHIESA E DEL ROMANO PONTEFICE
    https://www.youtube.com/watch?v=6wN3IlnkU7s
    L'infallibilità papale nelle canonizzazioni 'SANTI NON SANTI' - 2014
    https://www.youtube.com/watch?v=kUTen5gG8po
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/infallibilita.html
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...cumenismo.html
    Ecumenismo Smascherato - Condanne della Chiesa all'eresia chiamata «ecumenismo»
    https://www.youtube.com/watch?v=ZQ8VnQMEwL0
    La questione del cosiddetto "PAPA ERETICO" - Carlo Di Pietro / Elia Menta
    https://www.youtube.com/watch?v=i8HN9sogukI
    L'INFALLIBILITÀ del PAPA (e della Chiesa) - Carlo Di Pietro/Elia Menta
    https://www.youtube.com/watch?v=UytNloGBLsI
    INTERVISTA a CARLO DI PIETRO a cura di Elia Menta - Aprile 2017
    https://www.youtube.com/watch?v=fZ1Hl2NWZz4
    †LIBRO: Apologia del Papato - Intervista all'autore Carlo di Pietro."
    https://www.youtube.com/watch?v=9vi9XrM3Tf8


    https://it.aleteia.org/2015/03/30/la...ato-di-eresia/
    "La Chiesa come si comporta se il Papa è accusato di eresia?
    Il pontefice può essere accusato come Dottore privato e in documenti di Magistero
    Un Papa può cadere in eresia? E se ciò avviene, deve sottoporsi a un normale processo? La prassi che si dovrebbe seguire in questi casi ce la racconta Carlo Maria Di Pietro, giornalista e scrittore, che ha curato numerose pubblicazioni legate all'apologetica cattolica.
    LA POTESTA' DI GIURISDIZIONE DEL PAPA

    Il «Papa», premette Di Pietro, governa ed insegna, ha «Primato di giurisdizione» conferitogli da Cristo; ha «Potestà di giurisdizione». La Potestà di giurisdizione è il potere partecipato da Cristo Re e Capo della Chiesa a questa Medesima quale Società perfetta, a cui perciò spetta legiferare, giudicare, punire in foro esterno ed interno in ordine alla salvezza dei fedeli. La «Potestà di giurisdizione» è quindi il potere di insegnare, di legiferare, di giudicare, di punire, esercitato in ordine alla vita eterna, proprio dalla Chiesa come perfetta «Società giuridica», ad essa partecipato da Cristo Re, Mediatore e Pastore universale, a cui il Padre ha dato ogni potere.
    IL PENSIERO DI SANT'ALFONSO
    Secondo Sant'Alfonso (cf. Verità della Fede e storia delle Eresie), tutti coloro i quali sostengono che un “Papa possa essere notoriamente eretico” sono degli «inutili impugnatori dell’Autorità di Cristo» e del «Papa» stesso, alla stregua dei luterani. Una delle caratteristiche della Chiesa fondata da Gesù è l’«Unità» (Una, Santa, Cattolica, Apostolica), significa che è una nella Fede, nella Morale o Costume, nel Culto e nella Disciplina.
    IL CATECHISMO DI SAN PIO X
    San Pio X ed il suo Catechismo al n° 124 (commento p. Dragone, 1963). Domanda: «Chi è fuori della comunione dei santi?»; Risposta: «E’ fuori della comunione dei santi chi è fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl’infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati»; Spiegazione: «Eretico è il battezzato che non si sottomette al giudizio della chiesa riguardo alle verità rivelate. Seguendo il suo criterio o le sue passioni fa una scelta, accetta alcune verità ed altre le rigetta, facendo se stesso giudice della verità». L’eresia detta «materiale» si ha in chi non è consapevole; l’eresia detta «formale» si ha in chi è consapevole; il «peccato di eresia» si ha nell’errante consapevole che non fa pubblica confessione; il «delitto di eresia» si ha nell’errante consapevole che fa pubblica confessione, ovvero si manifesta eretico «formale».
    LA COMUNIONE DEI SANTI
    L’«Autorità legittima» constata l’eresia nel soggetto, il reo è «fuori della comunione dei santi». L’eretico «formale» si rifiuta con ostinazione di sottomettersi all’insegnamento ed al giudizio della Chiesa; viene espulso; non partecipa alla «comunione dei santi» e non può salvarsi; non può né insegnare e né governare, a tal proposito la Scrittura: «Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!» (Mt 15,14). Papa Pio XII nella Mystici Corporis distingue tra chi esce dalla Chiesa da se stesso tramite eresia, scisma o apostasia; e chi ne è cacciato fuori dall’«Autorità», dunque «Diritto ecclesiastico», cioè tramite la «scomunica».
    CHI CONVOCA IL CONCILIO
    In Verità della Fede [vol. I, Marietti, 1826, p. 142] si leggono le parole del santo «Dottore utilissimo» (sant’Alfonso): «La seconda cosa certa si è, che quando in tempo di scisma si dubita, chi fosse il vero Papa, in tal caso il concilio può esser convocato da’ cardinali, e da’ vescovi; ed allora ciascuno degli eletti è tenuto di stare alla definizione del concilio, perché allora si tiene come vacante la sede apostolica. E lo stesso sarebbe nel caso, che il Papa cadesse notoriamente e pertinacemente in qualche eresia. Benché allora, come meglio dicono altri, non sarebbe il Papa privato del pontificato dal concilio come suo superiore, ma ne sarebbe spogliato immediatamente da Cristo, divenendo allora soggetto affatto inabile, e caduto dal suo officio».
    ERESIA COME DOTTORE PRIVATO
    Alla luce di queste premesse può esistere un Papa eretico? Di Pietro evidenzia: «Qualora il Papa dovesse pronunciare eresia come dottore privato (omelia, dissertazione, intervista), ovverosia quando quei documenti dove c’è l’eresia non sono atti di Magistero, il problema c’è ma è differente rispetto al caso che vedremo in seguito». Giovanni XXII, per esempio, per aver proferito “solo” una prossimità all’eresia, fu sottoposto all’esame del Sant’Uffizio dall’Inquisizione e dovette ritrattare le sue erronee dichiarazioni. Ci troviamo di fronte al caso di sospetta eresia e non di eresia, eppure la Chiesa si è tutelata sottoponendo le dichiarazioni del Pontefice all’Inquisizione per una valutazione approfondita.
    ERESIA IN DOCUMENTI DI MAGISTERO
    Qualora il Pontefice dovesse pronunciare eresia in documenti di Magistero (solenne, straordinario oppure ordinario ed universale), questi dimostrerebbe di non possedere la potestà di giurisdizione o di averla perduta. Ci fa notare la cosa il Diritto, il Magistero, come viene anche ben riassunta da sant’Alfonso sopra citato. Il Denzinger alla voce infallibilità e magistero riporta decine di documenti che testimoniano che la Prima Sedes è senza macchia dottrinale. Nel caso in cui, dunque, un Pontefice dovesse manifestare eresia in documenti di Magistero (alle condizioni suddette), questi, avendo dimostrato di aver perduto la potestà di giurisdizione, non è più legittimato a governare la Chiesa.
    COME SI TUTELA LA CHIESA IN QUESTI CASI?
    Prosegue Di Pietro: la Chiesa si tutela con le armi che il Diritto (divino ed ecclesiastico) le danno. Valutata la presenza di un’eresia, il soggetto viene fraternamente richiamato. Se il Pontefice si corregge, secondo tradizione, si ritiene che questi, essendo nuovamente in grado di volere il bene della Chiesa, e non avendo perso il senno, torna Pontefice. Il documento contenete l’eresia, pertanto, non diventerà Magistero e andrà censurato.
    IL CONCILIO IMPERFETTO GENERALE
    Se il Pontefice non dovesse correggersi, la Chiesa rileva canonicamente la pertinacia dell’eresia, unita alla notorietà della stessa. Solo allora si procede con la convocazione di un Concilio imperfetto generale (generale almeno moralmente) deputato alla rimozione del non Papa, alla qualifica di antipapa per lo stesso, all’elezione (o designazione) di un Pontefice regnante. Durante il periodo che intercorre fra l’eresia manifesta e la rimozione del soggetto reprobo, la Chiesa solitamente può essere definita in sede vacante, come stabilito dalle costituzioni sulla Sede Vacante."
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    https://www.sursumcorda.cloud/images...pa-Eretico.jpg










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    «18 GENNAIO 2019: CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...4d&oe=5CC5A549





    «18 gennaio 2019: Commemorazione di San Paolo apostolo.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...76&oe=5CCB10C0





    «18 GENNAIO 2019: COMMEMORAZIONE DI SANTA PRISCA

    Regna una grande incertezza intorno al nome di questa giovane martire di Roma, della quale una tradizione ci dice che fu battezzata all'età di tredici anni dall'apostolo san Pietro e ci assicura che fu la prima martire della Chiesa d'Occidente, decapitata fra il 45 e il 54 sotto Claudio Tiberio. Un'altra tradizione la fa appartenere al III secolo, e vuole che sia stata decapitata sotto Claudio II il Gotico, verso il 250. Comunque sia, la sua esistenza e la realtà del suo martirio debbono essere riconosciute e il suo culto risale ai tempi più remoti.
    In suo onore, recitiamo la Colletta della Messa:
    "Concedi, te ne preghiamo o Dio onnipotente, a noi che onoriamo il natalis della tua Martire, di rallegrarci per questa solennità annuale e di trar profitto dall'esempio d'una fede così sublime. Per Gesù Cristo Nostro Signore. Amen".
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 348-349.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c6&oe=5CFD8E42






    https://www.radiospada.org/2018/09/g...mbo-1470-1547/
    “[GLORIE DEL CARDINALATO] S.E.R. Cardinal Pietro Bembo (1470-1547)
    La morte lo colse a Roma il 18 gennaio 1547. Fu sepolto a Santa Maria la Minerva vicino alla tomba dell’amatissimo Papa Leone X.
    #pietrobembo #cardinalato #rinascimentoitaliano #letteraturaitaliana”


    https://www.radiospada.org/2015/02/g...chuster-o-s-b/
    “[GLORIE DEL CARDINALATO] S.E.R. Cardinal Alfredo Ildefonso Schuster O.S.B.
    Nasceva a Roma il 18 gennaio 1880.
    #schuster #cardinalato #chiesaambrosiana”




    https://www.radiospada.org/2019/01/l...nesto-ruffini/
    «La vera unità dei cristiani spiegata dal Cardinale Ernesto Ruffini di Redazione RS il 18 Gennaio 2019

    Nel contesto dell’Ottavario di preghiera detto “per l’unità dei Cristiani” (18-25 gennaio), devozione piissima ma sempre più insozzata dall’empietà dell’ecumenismo eretico, offriamo alla meditazione dei nostri Lettori le chiarissime parole che il Cardinale Ernesto Ruffini di Palermo (1888-1967) pronunziò in Concilio il 2 dicembre 1963, a proposito del giusto modo di intendere l’ecumenismo e l’unità dei cristiani. Tema su cui già il magistero pontificio si era infallibilmente pronunziato, soprattutto con l’enciclica Mortalium animos di Pio XI, che la nostra casa editrice ha ripubblicato all’interno de Il tridente antimodernista.»
    «[…] Tutti teniamo per certo che Gesù Cristo abbia fondato una sola Chiesa e che queste Chiesa sia la Cattolica Apostolica Romana, il cui capo e fondamento, costituito da Cristo Signore, è il Sommo Pontefice. La Chiesa è infallibile ed indefettibile, sebbene mutino nel tempo quelle cose che in essa, sono per loro stessa natura mutevoli.
    Se delle colpe all’interno della Chiesa Cattolica Apostolica Romana offrirono appiglio a molti fratelli, così in Oriente come in Occidente, per abbandonare la Sede Apostolica Romana, esse non si debbono imputare alla Chiesa Romana ma a quanti, figli della Chiesa Romana, che non osservando la dottrina della Chiesa o male interpretandola, non ottemperarono alle monizioni della stessa Chiesa Romana.
    Non si può d’altro canto ignorare che assieme a questi pochi [colpevoli], i quali sono come la zizzania nel campo del Signore, nella Chiesa Cattolica Romana mai venne meno il rigogliosissimo grano, propriamente cioè uomini, maschi e femmine, insigni per santità, che dovunque rifulsero con esempi mirabili di umiltà e carità.
    Del resto se questi figli della Chiesa Romana, invero nient’affatto molti, che coi loro costumi dissoluti o con modi d’agire inconsulti offesero molti fratelli, sono da riprovare – e per loro volentieri chiediamo e imploriamo perdono – non è lecito ritenere del tutto innocenti quelli che, per le colpe dei fratelli, non consolarono la Madre Chiesa, accrescendola con la probità dei loro costumi, ma miseramente la abbandonarono.
    Noi, congregati in uno, fortemente bramiamo che i fratelli ahimè! ancora da noi separati – che non possiamo dimenticare – rientrino nella Chiesa Apostolica Romana cui per molti secoli furono deditissimi congiunti: la vera Chiesa di Cristo, pia e clemente Madre di tutti, li attende ogni giorno con ansia.
    […] Venerabili Padri, ora con insistenza sempre maggiore pregiamo tutti assieme il Padre delle misericordie, per mezzo della beatissima Vergine Maria, Madre di Dio e Madre di tutti gli uomini, specialmente dei Cristiani, affinché quanto prima sorga il giorno felicissimo nel quale tutti coloro che si gloriano del nome di Cristo, vengano dall’Oriente e dall’Occidente, per formare finalmente con noi l’unico ovile sotto il Romano Pontefice, Vicario di Cristo, unico Supremo Pastore, professando la stessa fede nel vincolo della carità e della pace».
    “[Testo raccolto e tradotto da Giuliano Zoroddu]
    Articoli consigliati:
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    [GLORIE DEL CARDINALATO] S.E.R. Cardinale Ernesto Ruffini (1888-1967)
    Il tridente antimodernista. I tre testi Pontifici che condannano tutti gli errori oggi trionfanti
    Istruzione “Ecclesia Catholica” della Suprema Sacra Congregazione del Sant’Offizio sul Movimento Ecumenico
    Il falso ecumenismo
    Lettera “In suprema Petri apostoli sede” di Pio IX ai Cristiani d’Oriente
    https://www.radiospada.org/2019/01/l...iani-doriente/
    “Mentre vediamo in Oriente nascere da accesi scontri fra “patriarcati” ulteriori chiese settarie e nazionali sedicenti ortodosse, instrumentum regni di potentati mondani ed esatto opposto della vera e libera Chiesa di Gesù Cristo, protestiamo il nostro pensiero di Cattolici Romani, citando il santamente tagliente Girolamo: «La salvezza della Chiesa risiede nell’autorità del Sommo Pontefice e se a lui non viene assegnato un potere superiore e incontrastato, nelle Chiese si avranno tanti scismi quanti saranno i preti» (Contra Lucif., 9); e lasciando la parola all’immortale Pio IX che nel 1848 invitata gli scismatici all’unità della Chiesa, ricevendone tuttavia solo rinnovate accuse di eresia.”
    Pillole di antiecumenismo. Dalla prefazione di don M. Tranquillo a “Sed Gladium”
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    La necessità della Fede
    Non c’è salvezza senza Fede
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    Byzanteens e filortodossi: a state of mind. Qualche noterella alle convinzioni dei più giovani e ganzi.
    antiecumenismo, Concilio vaticano II, coroncina per l’unità, ecumenismo, Ernesto Ruffini, giuliano zoroddu, il tridente antimodernista, Mortalium Animos, unità dei cristiani.”
    https://www.radiospada.org/tag/unita-dei-cristiani/
    https://www.radiospada.org/category/...cesimo-romano/



    https://www.radiospada.org/2017/01/o...non-cattolici/
    “Ottavario di preghiera per la conversione dei non cattolici.”
    “Si prova che i Pontefici romani sono successori di San Pietro con la stessa potestà che fu concessa a San Pietro.”
    https://www.radiospada.org/2015/12/s...-a-san-pietro/
    Si confutano, usando il Magistero della Chiesa, i sofismi dei fallibilisti e dei sedeplenisti sul “Papa eretico” | Radio Spada
    Si confutano, usando il Magistero della Chiesa, i sofismi dei fallibilisti e dei sedeplenisti sul ?Papa eretico? | Radio Spada
    "L’INFALLIBILITÀ DELLA CHIESA E DEL PAPA: MAGISTERO UNIVERSALE E ORDINARIO"
    L?infallibilità della Chiesa e del Papa: Magistero universale e ordinario | Radio Spada
    Sulla Perpetuità ed Invariabilità della Chiesa (anche in caso di sede vacante) | Radio Spada
    https://www.radiospada.org/tag/sedevacantismo/
    https://www.radiospada.org/tag/pietro-ferrari/
    https://www.radiospada.org/tag/carlo-di-pietro/
    https://www.radiospada.org/tag/augusto-maria-de-gattis/
    https://www.radiospada.org/tag/infallibilita/







    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    18 janvier : La Chaire de saint Pierre à Rome (en 43) :: Ligue Saint Amédée
    “18 janvier : La Chaire de saint Pierre à Rome (en 43)”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...int_pierre.jpg









    V. Ego dico tibi quia tu es Petrus.
    R. Et super hanc petram ædificabo Ecclesiam meam.
    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 

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