La cosa più rivoltante di questa Unione Europea, peraltro, è che a farla da padrone sia una Germania come quella attuale, una nazione ipocrita e farisaica che forse qualcuno equivoca con il ricordo di altri periodi e altri regimi storici, ma che nella sua sostanza è la negazione di quello che fu di meglio nel passato e la riedizione di alcuni aspetti deteriori del popolo tedesco, marchiati a fuoco da Nietzsche in alcune sue immortali pagine.
Una nazione di lobotomizzati conformisti sottoposti a un lavaggio pluridecennale del cervello, peraltro poi neppure così efficienti dal punto di vista amministrativo/burocratico.
Solo per fare un esempio, gli enti previdenziali tedeschi per funzionare hanno bisogno di più del DOPPIO dei dipendenti che bastano ai nostri per funzionare, e un mio amico che ha acquistato casa a Berlino mi ha raccontato che tra autorizzazioni, controlli, procedure burocratiche defatiganti e delizie varie la burocrazia germanica è arrivata persino a fargli rimpiangere la nostra.
Una nazione di piccoli burocrati, di ragionieri ottusi e pedanti, di intellettuali bolsi e indigesti come la cucina del paese che gli ha dato i natali.
Una nazione dove, come mi disse un camerata figlio di esuli del Baltico, la sola diffusione di un libro che racconta il martirio delle genti di Slesia, Pomerania e Prussia orientale costituisce una fattispecie penalmente rilevante.
Una nazione dove ogni anno si aprono 10.000 (sic) procedimenti penali contro dissidenti politici di vario colore per reati, si badi bene, di OPINIONE.
Una nazione dove due agghiaccianti, orwelliane istituzioni dominano incontrastate sui corpi e sulle anime: la Bundesbank e la Verfassungschutz.
Una nazione che sicuramente ha avuto un grande passato, ma che oggi come oggi non mi rappresenta un cazzo e da cui non ritengo di avere niente da imparare.
Una nazione che da tempo costituisce unicamente il baluardo e la luogotenenza europea di Trilaterale, Bilderberg e compagnia bella, l'espressione più pura di quello che il buon vecchio Jean-Marie Le Pen definiva "Euro-Mondialisme", ovvero il mondialismo esternamente lubrificato dalla vasellina prodotta a Maastricht, Lisbona e Nizza.
Non ho la sindrome della Nazione guida, ma se proprio la politica estera della nostra Nazione deve uniformarsi ai voleri di una malcelata egemonia tedesca, che si traveste sotto uno straccio blu con le stelle gialle, se proprio dobbiamo finire così male, a questo punto prendiamo in considerazione la Russia.
La Russia è l'unico Stato che si erge per dimensioni, potenza militare, peso geopolitico e disponibilità di materie prime e soprattutto, per mistica e univoca vocazione e attitudine imperiale al di sopra delle altre nazioni bianche.
Non è la Terza Roma perchè, come altri ben ricordò, "altera" (seconda e ultima) Roma fu solo Bisanzio, ma senz'altro quella Russia di Bisanzio prese la vocazione imperiale e la concezione sacrale del potere e della missione storica, nonchè la vocazione alla protezione delle Nazioni (Bulgaria, Serbia, Grecia, etc.) sorte dallo smembramento dell'Impero dei "Romaioi".
Ripeto, non ho la sindrome della Nazione guida ma economisti come Paolo Savona e Alberto Bagnai hanno indicato la strada: ritorno alla sovranità monetaria, con "exit strategy" da questa Europa.
Ma per un'operazione del genere occorrono alcune garanzie politiche e commerciali: in particolare il supporto di una grande potenza esterna che non può che essere una tra Cina, USA e Russia, con naturale mia preferenza - per motivi razziali, culturali, geopolitici - per l'ultima.




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