Claudio Fava ha detto di Rosario Crocetta che si tratta dell’esempio più spregiudicato che il panorama politico siciliano poteva offrirci in questo momento storico.

Nello Musumeci ha dichiarato che ad aver vinto queste elezioni è stato l’asse Lumia-Cracolici, e cioè lo stesso che ha sostenuto Lombardo.

Si direbbe, dunque, che Crocetta appaia bipartisan come la più camaleontica delle continuità possibili con il “ributtante” (l’aggettivo è di Buttafuoco) governo di Raffaele Lombardo.

Qualcuno si strapperà le vesti gridandoci che siamo prevenuti e che Crocetta è invece poeta ed antimafioso a cui occorre offrire fiducia.

Noi rispondiamo che saremo pronti a ricrederci e saremo a sostegno delle azioni del nuovo governatore ogni qualvolta queste saranno autenticamente rivoluzionarie, come lui le annuncia, e capaci di spazzare via quella incrostazione affaristico-mafiosa che domina la Regione, ma intanto ci si lasci liberi di esprimere le nostre riserve e soprattutto di denunciare quegli uomini e alleati di Crocetta che, essendo gli stessi di Lombardo, appaiono quantomeno inadatti ad intestarsi la rivoluzione di cui va vantandosi il perito chimico di Gela.

Cominceremo, quindi, col proporre ai nostri lettori una carrellata di personaggi che ci sembrano assai improbabili come rivoluzionari e che piuttosto sono delle vecchie conoscenze della politica peggiore degli ultimi vent’anni.

Prendiamo perciò ad esempio l’eletto a Catania della Lista per Crocetta Presidente: si tratta di Guanfranco Vullo.

Vullo è un socialdemocratico militante nel gruppo che fu di Diego Lo Giudice e di Raffaele Brullo, esponenti politici coinvolti in varie inchieste per reati contro la pubblica amministrazione e perché contigui ad ambienti malavitosi.

Vullo è stato anche amministratore in comuni della Provincia e al Comune di Catania, in coalizioni di centrodestra.

Chi ha presentato Vullo a Crocetta?

Nessuno del PD, della Lista Crocetta, degli irriducibili castigatori, si era accorto di avere Vullo in lista?

Chi lo ha proposto e chi sono i suoi riferimenti nel gruppo del neo-governatore?

Domande che resteranno senza risposta ufficiale ma che i nostri lettori, alla pari di tanti altri cittadini, sanno interpretare assai più sapientemente di quanto la politica di questi vecchi riciclatori non creda.

Crocetta, Presidente con appena il 13% di voti dei siciliani, somiglia sempre più a Maria Antonietta che ai francesi disperati offriva le brioches, prima naturalmente che questi, “incazzati”, la ghigliottinassero.

Più che una rivoluzione gentile quella di Crocetta sembra l’ultimo assalto alla diligenza.


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