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Discussione: BIBLIOTECA LAICA

  1. #131
    Super Troll
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    Predefinito Re: Rif: Qualche consiglio di lettura...

    Citazione Originariamente Scritto da Maria Vittoria Visualizza Messaggio
    Grazie, Giordi.
    Ho associato questo titolo e questo autore al tema di discussione a causa del contenuto del romanzo e del Suo intento educativo.
    Credo che Stevenson sia un buon esempio di autore laico europeo, perché seppe muoversi pubblicamente nel territorio esterno ai recinti consacrati per educare le nuove generazioni all'ars amandi.
    Puoi farci una recensione più approfondita del romanzo citato? Grazie

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

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  2. #132
    in silenzio
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    Predefinito Re: Rif: Qualche consiglio di lettura...

    Robert L.Stevenson
    tradotto da Maria Pace Ottieri per la Collana Gemini (capolavori per la gioventù) fondata da Maria Bellonci a cura di Anna Maria Rimoaldi

    LA FRECCIA NERA

    trascrivo da:
    Retro di copertina "Il più anziano cominciò ad approfittare impercettibilmente dell'ardore del più giovane per condurlo dove voleva; Dick si accorse che avevano ormai attraversato tutta la spiaggia e combattevano ora immersi nella schiuma e nel ribollire delle onde dove la sua maggiore abilità era del tutto inutile. Si trovò così quasi in balìa del suo nemico; ancora un pò e avrebbe voltato le spalle ai suoi compagni mentre quell'abile e astuto avversario lo stava portando sempre più lontano."

    Oltre al giovane protagonista, il combattente Dick Shelton, nel romanzo ambientato durante la Guerra delle Due Rose (Inghilterra 1455-1485) è coprotagonista John Matcham.
    Il PRIMO LIBRO s'intitola infatti I DUE RAGAZZI e spiega come entrambi siano motivati a cercare libertà e giustizia in un mondo dominato da adulti gretti e privi di scrupoli: Dick & John rivelano fin dall'inizio doti che li rendono diversi & complementari.
    ...
    Ecco due punti di vista interessanti alle pagine 34 & 35:

    - Volete sparare alla luna con una pistola? - disse Dick - E' un valente cavaliere e ha il pugno di ferro. E se solo supponesse che io ho preparato la vostra fuga e mi ci sono intromesso passerei dei guai.-
    - Oh, povero ragazzo - ribatté l'altro - voi siete il suo pupillo, lo so. E pare che anch'io lo sia, o almeno così lui dice; o almeno ha comprato il mio matrimonio. Non so esattamente di che cosa si tratti, ma è un pretesto per opprimermi.
    -"Ragazzo", un'altra volta - disse Dick.
    - Devo allora chiamarvi ragazza, buon Richard? - chiese Matcham.
    - Ragazza a me, mai - replicò Dick - le aborro tutte senza distinzione.-
    - Parlate in modo puerile - disse l'altro - le pensate assai più di quanto non dite.-
    - No - rispose Dick seccamente - Non mi vengono mai in mente. Sono come la peste! Datemi cacce, combattimenti, banchetti, e la compagnia di gente allegra. Non ho mai sentito parlare di una fanciulla che servisse a qualcosa; se non una che, povera tapina, è stata arsa viva come strega perché portava abiti maschili.
    Master Matcham si fece il segno della croce con fervore e sembrò mettersi a pregare.
    - Cosa fate? - si informò Dick.
    - Prego per la sua anima - rispose l'altro con voce lievemente tremula.
    - Per l'anima di una strega? - esclamò Dick - Ma pregate pure per lei, se vi piace; era la migliore fanciulla d'Europa, questa Giovanna D'Arco. Il vecchio Appleyard, l'arciere, è fuggito davanti a lei, ha detto, come fosse stata Satana in persona. Ah, era una ragazza intrepida.-
    - Ebbene, caro Master Richard - riprese Matcham - se a voi piacciono così poco le fanciulle, non siete un vero uomo, perché Dio non ha creato uomini e donne per niente, ed ha portato il vero amore nel mondo perché fosse la speranza dell'uomo e la consolazione della donna.-

    ...

    E a pagina 55 c'è un bell'esempio della loro amicizia:

    "Stavano in piedi, si guardavano negli occhi, tutti e due pronti allo scatto. Poi Dick fece un balzo e benché Matcham si fosse voltato per fuggire, in due salti lo sorprese, gli tolse di mano il rampino, lo scagliò con violenza a terra e gli fu addosso, paonazzo e minaccioso con i pugni stretti. Matcham giaceva dov'era caduto, con la faccia nell'erba, senza tentare di resistere.
    Dick tese il suo arco.
    - Vi insegnerò io! - gridò con violenza - Giuramento o non giuramento potete andare a farvi impiccare! -
    Poi si voltò e si mise a correre. Matcham si rialzò subito in piedi e si gettò all'inseguimento.
    - Che cosa volete? - esclamò Dick, fermandosi. - Perché mi seguite? Allontanatevi! -
    - Vi seguirò come voglio - disse Matcham - Questo bosco è libero. -
    - State lontano, per la Santa Vergine! -replicò Dick, levando il suo arco.
    - Ah, siete un ragazzo coraggioso!- ribattè Matcham - Tirate! -
    Dick abbassò l'arma confuso.
    - Basta - disse - mi avete tormentato abbastanza. Andate, ora, prendete tranquillamente la vostra strada se no, che io lo voglia o no, vi ci dovrò costringere. -
    - Bene - disse Matcham ostinato - siete voi il più forte. Fate pure. Non smetterò di seguirvi, a meno che voi non me lo impediate - aggiunse.
    Dick era quasi fuori di sé. Andava contro la sua volontà battere una creatura così indifesa ma non conosceva altro modo di liberarsi di quell'importuno compagno che cominciava a pensare sleale.
    - Voi siete pazzo, credo! - esclamò - Devo correre dai vostri nemici quanto più velocemente mi consentono le mie gambe: è lì che devo andare.-
    - Non m'importa, Dick - replicò il ragazzo - Se siete destinato a morire, Dick, morirò anch'io. Preferisco andare in prigione con voi che essere libero e solo.

    ...

    Un testo laico sulle prove che ogni generazione deve affrontare, in primis con la propria coscienza!
    di necessità virtù

  3. #133
    Super Troll
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    Predefinito Re: Rif: Qualche consiglio di lettura...

    Don Ruggero da Roma, l' orco che divenne prete

    Nel nome del Padre
    Il libro-inchiesta di Angela Camuso sul caso, unico in Italia, dell'ex garante per la famiglia del sindaco Alemanno, condannato in primo grado a 15 anni per pedofilia.

    venerdì 14 dicembre 2012 10:02




    «Una figura preminente per l'indiscusso ruolo spirituale rivestito all'interno della comunità, una personalità seducente e affabile, accogliente e rassicurante, un organizzatore inappuntabile in grado di richiamare, nella partecipazione alle attività comunitarie, tutti i parrocchiani, giovani e giovanissimi compresi, attraverso iniziative (come i pernottamenti nella privata abitazione e la visione collettiva dei film anche in ore serali) davvero inusuali per una tradizionale parrocchia romana». Così Ruggero Conti, l'ex parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima nel popolare quartiere romano di Selva Candida, viene descritto dai giudici nella sentenza di condanna in primo grado per pedofilia, a 15 anni e 4 mesi, da loro inflitta nel marzo del 2011. Secondo il tribunale di Roma, Conti ha commesso abusi su sette bambini di 10-12 anni che gli erano stati dati in custodia tra il 1998 e il 2008, in oratorio e nei campi estivi. Fino a quel giorno, questa storia era rimasta relegata prevalentemente nelle pagine di cronaca locale come fosse uno dei tanti processi per abusi su minori. Eppure quella di Ruggero Conti non è mai stata una vicenda come le altre, sin dall'inizio. E non perché - se l'Appello fissato nel 2013 e la successiva Cassazione dovessero confermare la prima condanna - saremmo in presenza di una sorta di spietato e lucido serial killer che compie crimini orrendi consapevole di rimanere impunito grazie al proprio status sociale. Purtroppo infatti in questa ottica si tratta di storia di pedofilia "clericale", tristemente simile alle tante che negli ultimi anni hanno sconvolto gli Stati Uniti e mezza Europa, Italia inclusa.
    Sono due gli elementi di "originalità" che vale la pena sottolineare. Andiamo per ordine e cominciamo ricordando che don Ruggero Conti è stato garante del programma per la famiglia e le periferie nella campagna elettorale del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, cioè fino a poche settimane prima di essere arrestato il 30 giugno 2008. I magistrati lo bloccarono mentre si preparava a partire per Sidney dove con i ragazzini del suo oratorio avrebbe partecipato alla Giornata mondiale della gioventù. Le accuse iniziali erano gravissime, nonostante ciò il Comune di Roma ha rinunciato a costituirsi parte civile nel processo. Secondo il pm Francesco Scavo, il sacerdote avrebbe indotto due ragazzini «a compiere e/o subire atti sessuali in cambio di denaro o altra utilità (in genere capi di abbigliamento)». Abusi che il pm ha definito «di inaudita gravità» perché «prolungati negli anni» e perché avrebbe approfittato dei situazioni «di debolezza o di difficoltà famigliare in cui si trovavano i piccoli». In un caso un bambino era stato affidato al prete dalla madre indigente, perché lo aiutasse a superare i problemi dovuti alla perdita del padre. Ma il sacerdote ne avrebbe approfittato per violentarlo circa quaranta volte in cambio di abiti o denaro (dai dieci ai trenta euro). Come è potuto accadere? Gli stessi accusatori del sacerdote definiscono don Ruggero come una «persona sensibile, un tipo molto carismatico». Insomma, uno di cui fidarsi che «si ricordava subito i nomi di tutti quanti, che ti metteva subito a tuo agio, come se fosse una persona che conoscevi da tanto tempo». Non è un caso se don Ruggero è stato ed è tuttora sostenuto da un nutrito gruppo di innocentisti che gridano al complotto. "Seducente e affabile", appunto, come poi riscontrato dagli esperti incaricati per la perizia. Un'arma micidiale. Arma che Conti, a quanto pare, aveva testato già molto prima di arrivare a Roma dalla natia Legnano. Nel corso delle indagini infatti, a carico del sacerdote sono emersi altri abusi che risalirebbero fino a oltre 25 anni fa e che si sarebbero svolti a Legnano, quando ancora non era stato ordinato e insegnava educazione sessuale. I fatti sono ormai prescritti (alcune vittime dell'epoca sono state comunque sentite in aula come testi dell'accusa) ma questo significa che l'ex parroco della Natività di Maria Santissima avrebbe indossato l'abito talare consapevole di essere un pedofilo.
    Per mettere a fuoco ogni dettaglio di questa "figura preminente per l'indiscusso ruolo spirituale", ma anche per comprendere come i più grandi alleati dei pedofili in abito talare siano la fede cieca e l'omertà, arriva in libreria il volume firmato dalla giornalista d'inchiesta Angela Camuso per Castelvecchi, La preda. Le confessioni di una vittima. Un libro scomodo e coraggioso, caratteristiche comuni alle poche inchieste pubblicate in Italia che affrontano questo tema. Tuttavia, come sottolinea la stessa autrice nell'introduzione, La preda non è un libro contro la Chiesa cattolica. È uno scritto che rende giustizia a quei preti, la stragrande maggioranza, che svolgono la loro attività senza secondo fini. Ad esempio tra i tanti aspetti inquietanti di questa vicenda c'è che le indagini su don Ruggero Conti sono iniziate grazie alla denuncia di un altro sacerdote, don Claudio Peno Brichetto, suo vice, il quale, per tanto ardire, è stato allontanato dalla parrocchia su volontà del vescovo della diocesi, Gino Reali (indagato e poi prosciolto per il reato di concorso in violenza sessuale), ed è ancora in attesa che costui gli assegni un incarico. Tutto ruota intorno alla storia di Vasco (nome di fantasia) che aveva 14 anni quando è stato violentato da Ruggero Conti. Attraverso la sua vicenda, la rielaborazione narrativa dei documenti giudiziari e le numerose interviste (inclusa quella a Vasco), Camuso scava dentro la profonda ferita psichica del protagonista e nello stesso tempo racconta una storia universale. Don Ruggero non ha mai utilizzato la forza fisica, ha adescato con estrema e lucida razionalità le sue prede in virtù del ruolo di "Padre" che queste gli avevano riconosciuto. Agnelli sacrificali, spesso figli di genitori assenti. Sedotti e abbandonati da quella parvenza d'amore che lo scaltro sacerdote offriva loro, colmando il vuoto di una dolorosa solitudine affettiva. Una storia agghiacciante, in cui ogni dettaglio corrisponde fedelmente alla verità storica dei fatti. Un libro ipnotico che si legge come un romanzo crudo, grazie allo stile che alterna la terza e la prima persona in cui Vasco, adolescente "normale" in cui tanti potrebbero identificarsi, non confessa soltanto gli abusi subiti ma descrive pure scorci della sua quotidianità famigliare, il suo rapporto coi coetanei e quello con la fede cattolica. Ruggero Conti oggi è a piede libero in attesa del processo di appello, sospeso a divinis dopo la condanna.
    Federico Tulli

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  4. #134
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    Predefinito Re: Rif: Qualche consiglio di lettura...

    Ho il piacere di suggerire questo splendido volume:



    A.C. Grayling
    Il buon libro. Una Bibbia laica
    Ponte alle Grazie 2012, 667 pagine, 29 euro (ma spesso si trova scontato al 15% cioè a 24,65 euro)

    "Il Buon Libro" è un libro certamente unico al mondo. Esso intende "aiutare e guidare, consigliare, informare, ammonire e consolare, e soprattutto sostenere la luce della mente e del cuore dell'uomo contro le ombre della vita", ispirandosi in questo alla Bibbia cristiana ed ebraica, al Corano e agli altri libri sacri delle grandi religioni. Ma a differenza di quelli, "non esige l'accettazione di un credo o l'obbedienza a ordini, non impone obblighi né minaccia castighi". È nato com'è nata la Bibbia: componendo e modificando testi scritti in un lungo lasso di tempo - nel caso del "Buon Libro", tremila anni circa. Ma la Bibbia fu messa insieme da moltissime mani: il "Buon Libro" dal solo Anthony C. Grayling, fra i più apprezzati e popolari filosofi inglesi. I quattordici libri che lo costituiscono - dalla Genesi ai Canti, dalle Parabole alle Epistole, dalle Consolazioni a Il bene - sono letteralmente "fatti" da oltre mille testi, di parecchie centinaia di autori fra i maggiori saggi, letterati artisti d'Occidente e d'Oriente, dall'antichità fino alle soglie del Novecento. Grayling ha distillato i loro insegnamenti, le loro intuizioni, i loro consigli, le loro vicende umane, le loro tragedie, i loro desideri, il loro amore e il loro dolore in una sola Bibbia, umanista e laica. In un'epoca in cui a molti le religioni non sono più in grado di parlare, e la filosofia parla a pochi e si occupa poco della vita, "Il Buon Libro" è un libro per tutti.
    Il buon libro. Una Bibbia laica - Grayling A. C. - Libro - IBS - Ponte alle Grazie - Saggi


    “Ama bene. Cerca il buono in ogni cosa. Non danneggiare mai gli altri. Pensa da solo. Prenditi le tue responsabilità. Rispetta la natura. Dai il massimo. Sii informato. Sii gentile. Sii coraggioso”.

    Questi i dieci principi “atei” – una alternativa ai dieci comandamenti biblici – che il filosofo inglese A.C. Grayling ha elencato nel suo nuovo libro: “The Good Book. A Secular Bible”. (Il buon libro. Una bibbia laica).

    L’opera, scrive Tom Colls sul sito della BBC, si propone di offrire agli atei una loro “bibbia”, racchiudendo in un solo volume la saggezza degli antichi filosofi greci, dei saggi confuciani, dei poeti medievali e le scoperte della scienza moderna. Rispondendo a Colls, Grayling sostiene che “l’umile proposta del “Buon libro” è che esistono tante buone vite quante sono le persone che hanno il talento per viverle, e che le persone devono prendersi la responsabilità di pensare da sole e prendere decisioni da sole.

    A differenza dei libri scritti da Dawkins e Hitchens, il “Buon libro” non è contro la religione: intervistato da Decca Aitkenhead sul Guardian, Grayling afferma di esserne “una versione di velluto”: “nel mio libro non ricorrono mai le parole ‘Dio’, ‘aldilà’, o altre di questo tipo. È un libro positivo, e non contiene nulla di negativo”.

    La Bibbia Laica » Minitrue | Minitrue

    recensione UAAR: Il buon libro. Una Bibbia laica | UAAR
    Ultima modifica di Ludwig Feuerbach; 25-01-13 alle 20:31

  5. #135
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    Predefinito Re: BIBLIOTECA LAICA

    Un numero che mi incuriosisce e che prenderò, uscito ieri in edicola (e su iPad):



    Esce giovedì 27 giugno in edicola e su iPad il nuovo numero di MicroMega, dedicato al tema dell'ateismo e intitolato “Ateo è bello! – Almanacco di libero pensiero”. Accompagna il volume monografico il fascicolo della tavola rotonda fra Paolo Flores d'Arcais, Maurizio Landini, Marco Revelli, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky su “Il futuro dell'Altrapolitica”.


    Il volume sull'ateismo – dedicato a Paolo Di Modica, amico di MicroMega, musicista affetto da Sla e ateo consapevole recentemente scomparso dopo aver rifiutato l'accanimento terapeutico – contiene innanzitutto un inedito del filosofo statunitense Daniel Dennett, fra i più autorevoli esponenti del new atheism, sul tema “Ateismo ed evoluzione (perché non abbiamo più bisogno di Dio)”.
    Il numero, che si apre con il contributo di Paolo Flores d'Arcais intitolato “Le ragioni dell'ateismo e l'ateismo della ragione”, ospita anche una corposa sezione (“Il mio ateismo”) in cui diverse personalità del mondo della cultura, della musica e dello spettacolo spiegano ai lettori di MicroMega come e perché sono arrivati a definirsi atei. Hanno inviato un contributo sul proprio percorso di non credenti: Simona Argentieri, Carlo Bernardini, Edoardo Boncinelli, Ascanio Celestini, Ivano Fossati, Giulio Giorello, Valerio Magrelli, Laura Morante, Piergiorgio Odifreddi, Gloria Origgi, Moni Ovadia, Boris Pahor, Valeria Parrella, Pierfranco Pellizzetti e Nicola Piovani.
    Il blocco più “militante” del numero è poi dedicato al variegato mondo dell'attivismo ateo. In tutto il mondo, le associazioni e le pubblicazioni degli atei e razionalisti sono in effetti in forte crescita numerica, e Lucio Bondì si occupa di passarle meticolosamente in rassegna, continente per continente, paese per paese.
    La realtà italiana viene inoltre più specificamente illustrata da Raffaele Carcano, presidente dell'Uaar, e da Adele Orioli, mentre completano il volume il saggio di Giorgio Vallortigara e Vittorio Girotto sul tema “Perché crediamo? Le basi biologiche del sovrannaturale”, la sezione filosofica sul pensiero ateo comprendente gli interventi di Carlo Augusto Viano, Edoardo Lombardi Vallauri, Olga Lizzini e Samuela Pagani (quest'ultime con un interessante saggio sull'ateismo nel pensiero islamico), lo “scherzo” di Alessandro Robecchi e la testimonianza “Il conforto dell'ateismo”, uno scritto che il già citato Paolo Di Modica stava preparando per questo stesso numero, poi rimasto interrotto a causa della scomparsa dell'autore.
    Allegato al numero monografico sull'ateismo, il fascicolo sul “Futuro dell'Altrapolitica” ospita la tavola rotonda fra Paolo Flores d'Arcais, Maurizio Landini, Marco Revelli, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky. Al centro del confronto l'interrogativo, non più aggirabile né rinviabile secondo il direttore di MicroMega, riguardante il quando e il come far nascere un nuovo soggetto politico che raccolga il voto degli elettori democratici, decisi a combattere tanto il berlusconismo quanto l'inciucismo del Pd e l'autoreferenzialità della Casta. Un soggetto “giustizia e libertà”, per la nascita del quale sarebbe fondamentale il contributo, oltre che delle migliori energie della società civile organizzata, della Fiom, dei delusi del Pd e di un Movimento 5 Stelle depurato dalle sue logiche padronali.

    Qui trovate IL SOMMARIO
    Ultima modifica di Ludwig Feuerbach; 28-06-13 alle 18:37

  6. #136
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    Predefinito Re: BIBLIOTECA LAICA

    Indagine sui Legionari di Cristo

    Un libro di Franca Giansoldati su Marcial Maciel offre un contributo alla comprensione di come alcuni meccanismi istituzionali abbiano consentito al fondatore dei Legionari di passare indenne attraverso mezzo secolo di nefandezze.
    Nei vangeli sinottici c’è un episodio in cui Gesù scaccia uno “spirito immondo” da un uomo: lo spirito immondo di nome “Legione”.
    Alla luce dello scandalo emerso attorno al fondatore dei Legionari di Cristo, qualcuno ha voluto vedere una presenza demoniaca nella doppia e tripla vita del pedofilo e violentatore prete messicano Marcial Maciel.
    Ma il libro di Franca Giansoldati, Il demonio in Vaticano. I Legionari di Cristo e il caso Maciel (uscito di recente da Piemme) ricostruisce i fatti senza appellarsi a spiegazioni esorcistiche e fa nomi e cognomi.

    Giansoldati afferma correttamente che «quello legato alla storia di Maciel è e resta il più grande scandalo di abusi, corruzione e ambiguità emerso negli ultimi secoli di storia della Chiesa»: tanto più grave in quanto si collega allo scandalo degli abusi sessuali commessi dal clero, portati alla luce dal 2001 in poi.
    La storia recente è nota, ma ha dei precedenti lontani: i dettagli sono ricondotti dal libro ad unità in un quadro allarmante. I giornali americani iniziano a pubblicare indagini puntuali sui misfatti del fondatore dei Legionari nel 1997, le prime prove emergono nel 2000, e l’indagine canonica formale inizia nel 2005 (al passaggio di pontificato tra Giovanni Paolo II e Benedetto XVI): ma i sospetti risalgono alla metà degli anni Cinquanta, e ancora prima, fin dal molto atipico itinerario di formazione del sacerdote messicano.
    Padre Maciel, di cui si scopre la storia di unioni con due donne diverse e di violenze sessuali (sui figli naturali come sui figli spirituali, membri della Legione), nel 2006 viene “graziato” dal Vaticano: non viene processato a causa dell’età avanzata, viene relegato in un istituto religioso e muore all’inizio del 2008 in una clinica americana, senza aver mai dato segnali di pentimento.
    Giansoldati efficacemente ricorda che ancora nel 2004, quando già si sapevano i contorni della sua storia personale e della Legione (incapace di fare chiarezza sul proprio fondatore anche quando formalmente investigata dal Vaticano), vi furono pubbliche e fastose celebrazioni dedicate a Maciel in quella Roma in cui alcuni cardinali e vescovi erano, se non al corrente dell’abisso di violenze e di menzogne, certamente informati delle molte e ricorrenti accuse mosse a quel prete dall’istinto imprenditoriale.
    L’elenco di indagini a cui Maciel sopravvisse è impressionante: inizia con le accuse di tossicodipendenza negli anni cinquanta. Nel 1956 l’investigatore mandato da Roma, Ballestrero, allora superiore generale dei Carmelitani, non riuscì a penetrare il muro di gomma dei legionari.
    Contrariamente allo scandalo mondiale degli abusi commessi da membri del clero, per cui è difficile individuare responsabilità precise in Vaticano, il caso dei Legionari è diverso in quanto è rintracciabile la ragnatela di protezioni e di connivenze costruita da Maciel in Messico, nei centri dei Legionari di Cristo in tutto il mondo, ma specialmente a Roma. La Roma di Giovanni Paolo II specialmente: l’intreccio tra l’anticomunismo del papa polacco e la lotta alla teologia della liberazione in America Latina portò a Maciel un capitale immenso di simpatie e coperture.
    L’autrice del libro non rinuncia, in un paio di pagine che altrove provocherebbero un terremoto istituzionale, a fare una lista dei cardinali che protessero Maciel, vedendo nelle accuse contro di lui il fumus persecutionis: Sodano, Rodè, Sandri, Rylko, Norberto Carrera, fino a Bertone (che nel 2003, cioè anni dopo l’emergere delle prime prove, firmò la prefazione al libro-intervista di Maciel). Ma è soprattutto Giovanni Paolo II ad emergere come il papa che venne raggirato da Marcial Maciel, grazie anche alla insipienza del suo entourage.
    Il libro di Giansoldati è non un libro di storia criminale del cattolicesimo, né la biografia di una personalità dai tratti diabolici, ma un contributo alla comprensione di come alcuni meccanismi istituzionali, profondamente distorti nella e dalla storia della chiesa wojtyliana, abbiano consentito al fondatore dei Legionari di passare indenne attraverso mezzo secolo di nefandezze.
    La Legione è ora commissariata dal Vaticano: per un ordine religioso-movimento sopravvivere alla scoperta dei crimini commessi dal fondatore solo pochi anni prima è una sfida durissima e inedita anche nella lunga storia della chiesa cattolica. Ma sopprimere la Legione di Cristo (che ha anche un braccio per i membri laici, il Regnum Christi) non è all’ordine del giorno della chiesa cattolica oggi: troppo grande, troppo diffuso, troppo ricco per poterlo archiviare nella lista degli ordini soppressi. Già alla fine del seicento la soppressione dei “conventini” fu difficilissima per il papato, e i Legionari di Cristo non sono certo un “conventino”.
    @MassimoFaggioli
    Indagine sui Legionari di Cristo | Europa Quotidiano

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  7. #137
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    Predefinito Re: BIBLIOTECA LAICA

    BIGAMI & CRIMINI
    un romanzo veramente laico e anticlericale
    qui viene pubblicato a puntate: www.alr.cloud
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

  8. #138
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    Predefinito Re: BIBLIOTECA LAICA

    Citazione Originariamente Scritto da anton Visualizza Messaggio
    BIGAMI & CRIMINI
    un romanzo veramente laico e anticlericale
    qui viene pubblicato a puntate: Home page
    non solo anticlericale ma anche antisemita,,, con buone motivazioni mi sembra

  9. #139
    Kрасотkин
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    Predefinito Re: Rif: Qualche consiglio di lettura...

    Citazione Originariamente Scritto da Ludwig Feuerbach Visualizza Messaggio
    Ho il piacere di suggerire questo splendido volume:



    A.C. Grayling
    Il buon libro. Una Bibbia laica
    Ponte alle Grazie 2012, 667 pagine, 29 euro (ma spesso si trova scontato al 15% cioè a 24,65 euro)

    "Il Buon Libro" è un libro certamente unico al mondo. Esso intende "aiutare e guidare, consigliare, informare, ammonire e consolare, e soprattutto sostenere la luce della mente e del cuore dell'uomo contro le ombre della vita", ispirandosi in questo alla Bibbia cristiana ed ebraica, al Corano e agli altri libri sacri delle grandi religioni. Ma a differenza di quelli, "non esige l'accettazione di un credo o l'obbedienza a ordini, non impone obblighi né minaccia castighi". È nato com'è nata la Bibbia: componendo e modificando testi scritti in un lungo lasso di tempo - nel caso del "Buon Libro", tremila anni circa. Ma la Bibbia fu messa insieme da moltissime mani: il "Buon Libro" dal solo Anthony C. Grayling, fra i più apprezzati e popolari filosofi inglesi. I quattordici libri che lo costituiscono - dalla Genesi ai Canti, dalle Parabole alle Epistole, dalle Consolazioni a Il bene - sono letteralmente "fatti" da oltre mille testi, di parecchie centinaia di autori fra i maggiori saggi, letterati artisti d'Occidente e d'Oriente, dall'antichità fino alle soglie del Novecento. Grayling ha distillato i loro insegnamenti, le loro intuizioni, i loro consigli, le loro vicende umane, le loro tragedie, i loro desideri, il loro amore e il loro dolore in una sola Bibbia, umanista e laica. In un'epoca in cui a molti le religioni non sono più in grado di parlare, e la filosofia parla a pochi e si occupa poco della vita, "Il Buon Libro" è un libro per tutti.
    Il buon libro. Una Bibbia laica - Grayling A. C. - Libro - IBS - Ponte alle Grazie - Saggi


    “Ama bene. Cerca il buono in ogni cosa. Non danneggiare mai gli altri. Pensa da solo. Prenditi le tue responsabilità. Rispetta la natura. Dai il massimo. Sii informato. Sii gentile. Sii coraggioso”.

    Questi i dieci principi “atei” – una alternativa ai dieci comandamenti biblici – che il filosofo inglese A.C. Grayling ha elencato nel suo nuovo libro: “The Good Book. A Secular Bible”. (Il buon libro. Una bibbia laica).

    L’opera, scrive Tom Colls sul sito della BBC, si propone di offrire agli atei una loro “bibbia”, racchiudendo in un solo volume la saggezza degli antichi filosofi greci, dei saggi confuciani, dei poeti medievali e le scoperte della scienza moderna. Rispondendo a Colls, Grayling sostiene che “l’umile proposta del “Buon libro” è che esistono tante buone vite quante sono le persone che hanno il talento per viverle, e che le persone devono prendersi la responsabilità di pensare da sole e prendere decisioni da sole.

    A differenza dei libri scritti da Dawkins e Hitchens, il “Buon libro” non è contro la religione: intervistato da Decca Aitkenhead sul Guardian, Grayling afferma di esserne “una versione di velluto”: “nel mio libro non ricorrono mai le parole ‘Dio’, ‘aldilà’, o altre di questo tipo. È un libro positivo, e non contiene nulla di negativo”.

    La Bibbia Laica » Minitrue | Minitrue

    recensione UAAR: Il buon libro. Una Bibbia laica | UAAR
    vedo, con piacere, che l'argomento principe è ancora quello morale, come se ci fosse ancora qualche cristiano convinto che non ci possa essere una vita buona anche senza la fede e come se un cristiano pensasse la vita buona solo in un'ottica premiale...

 

 
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