Il quadro dei flussi di voti del Pd è dunque stimabile come segue: circa il 50 per cento ha rivotato Pd, il 10 per cento ha scelto la lista del presidente, un ulteriore 10 per cento ha scelto una delle formazioni alla sua sinistra (che candidavano Marano), un altro 10 per cento verso l’astensione e poco meno del 15 per cento in direzione del Movimento 5 Stelle.
Interessante, infine, comprendere la provenienza dell’attuale elettorato di quest’ultimo movimento, forse il vero vincitore della consultazione elettorale siciliana, quanto meno dal punto di vista dei nuovi voti conquistati in una Regione dove la loro presenza era stata finora (quasi) invisibile. Nel 2008 il M5S, che si presentava sotto l’etichetta “Amici di Grillo”, come si ricorderà aveva avuto uno scarso successo, ottenendo meno di 50mila voti, contro gli attuali quasi 300mila.
La composizione odierna del movimento che fa capo a Beppe Grillo è alquanto composita, ma ha sicuramente una connotazione maggiormente di destra che di sinistra: proviene infatti da uno dei partiti che nel 2008 sosteneva Lombardo oltre il 45 per cento del suo odierno elettorato; un’ulteriore quota del 25-30 per cento è costituita da precedenti astensionisti, o da giovani che non avevano ancora l’età per il voto; da partiti di sinistra o di centrosinistra proviene circa il 20 per cento degli attuali votanti per il M5S, ed il restante 5 per cento da altre formazioni.
La risposta degli elettori siciliani alla debacle del centrodestra è stata dunque quella di privilegiare la formazione “sponsorizzata” da Beppe Grillo, che è oggi composta per quasi la metà da precedenti votanti di Lombardo, insieme ad una intensa iniezione di forze nuove, che tornano oggi – grazie alla presenza del M5S – nell’arena elettorale.