Diego e Sissoko, lista d'attesa
La Juve è un cantiere aperto


TRENTO
Non ha fretta di assemblare la sua Juve, Ciro Ferrara, ma l’avere almeno tutti i pezzi a disposizione aiuterebbe: a parte Felipe Melo, che s’allenerà oggi a Vinovo, ne mancano invece ancora due, e mica qualunque, Diego e Sissoko. Ancora assenti ieri nell’amichevole pareggiata a Trento (1-1) contro il Vicenza, sono in dubbio pure per la trasferta spagnola della Peace Cup, che si apre venerdì. Là voleranno, ma se arruolabili o no verrà deciso all’ultimo: «Non ci diamo dei tempi - ha detto il tecnico parlando di Sissoko - e non vogliamo affrettare nulla». Idem per Diego: «Tutti abbiamo voglia di vederlo, ma quando sarà a disposizione non lo sappiamo. Forse già venerdì non è il caso».

Ferrara, ovviamente, continua a lavorare sull’assetto progettato, il 4-3-1-2, con Del Piero ancora nella parte del brasiliano, ma è chiaro che le assenze non aiutano. Nel frattempo si sono rivisti i nazionali, cioé un bel pezzo della difesa titolare, Buffon, Chiellini e Cannavaro, al suo secondo esordio con la maglia juventina, ieri in versione acciaio. Per rendere tale pure la retroguardia bisognerà però ancora lavorare, perché il Vicenza l’ha forata come fosse stata di latta, dopo appena 17 minuti: slalom sul pianerottolo di Buffon di Bjelanovic, non Cristiano Ronaldo, e assist a Misuraca che ha buttato dentro da due passi. Si poteva fare decisamente meglio. Anzi: «Un gol evitabile», l’ha etichettato Ferrara, non un pivello del ramo. Che però si tiene anche le cose positive: «C’è stata una reazione nel secondo tempo, e in dieci non era facile (per l’espulsione di Amauri, ndr). Invece qualcosina abbiamo fatto ed era importante far giocare i nazionali e far crescere la condizione».

La mentalità resta da copyright: «Mi è piaciuto lo spirito della squadra - ha aggiunto l’allenatore - che anche nelle difficoltà riesce a reagire». Le difficoltà, ieri, erano pure la preparazione fisica degli ultimi dieci giorni e il caldo feroce rispetto a Pinzolo: «Eravamo cotti - ha sorriso infatti Cannavaro - meglio sbagliare adesso che quando conterà davvero. Ma sappiamo che dobbiamo lavorare tanto». Nel solito modulo, stavolta Ciro era partito con Marchisio davanti alla difesa, Camoranesi a destra, entrambi all’esordio, e Tiago a sinistra; Del Piero trequartista dietro l’accoppiata Trezeguet-Amauri. Tutto durato pochino, per il rosso ad Amauri, che ha falsato la prova. Non che la Juve avesse impallinato il Vicenza, anzi, perché il nemico era parso molto più fluido nel gioco.

E il vantaggio era arrivato quando ancora si lottava a numeri pari. Davanti, i bianconeri hanno combinato pochino, a parte una punizione da lontano di Del Piero stampata sulla traversa. Un po’ meglio la ripresa, quando il capitano s’è mangiucchiato un gol davanti al portiere, cercando il colpo di tacco, oltre a una rete annullata a David per fuorigioco. Il pareggio l’ha timbrato il francese, al 31’, buttando dentro il rigore fischiato per fallo su Salihamidzic, entrato in area dalla linea di fondo. Per farsi un’idea completa, allora, bisognerà aspettare Sissoko e Diego. Ci vorrà pazienza: «Per il centrocampista i medici considerano necessaria una brevissima terapia - ha spiegato ieri il presidente Giovanni Cobolli Gigli - con allenamenti diversificati rispetto al resto del gruppo, ma non siamo preoccupati. Anche per Diego c’é una preparazione riservata per equilibrare la muscolatura». Poi, a lui, toccherà invece riequilibrare la Juve.

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