l governatore dell'Emilia-Romagna Vasco Errani è stato "assolto perché il fatto non sussiste" dal giudice Bruno Giangiacomo nel rito abbreviato nell'ambito dell'inchiesta Terremerse circa un finanziamento della Regione alla cooperativa guidata allora dal fratello Giovanni. Il presidente era accusato di falso ideologico in atto pubblico. La richiesta della accusa era stata di dieci mesi e vento giorni per aver favorito il fratello. La difesa aveva chiesto l'assoluzione piena. Il governatore non era presente alla lettura della sentenza.
Ieri diceva: "Attendo con serenità"
Assolti anche i dirigenti regionali Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti, che compilarono la relazione spontanea che ha messo nei guai Errani: la Procura aveva chiesto per loro una condanna a dodici mesi.
"Ho sentito un respiro di sollievo", ha commentato il legale di Errani, Alessandro Gamberini, nella telefonata in cui comunicava al governatore la decisione del giudice. "Si tratta di due assoluzioni per formula piena", spiega il legale; si è così dimostrato per Errani che "era una vicenda che non lo riguardava", mentre che i dirigenti regionali "hanno agito in buona fede". Certo c'era apprensione, "perché la mia esperienza di avvocato mi dice che nulla è scontato".
"Se condannato si sarebbe dimesso". "Il governatore Errani è una persona molto lineare", commenta il legale Gamberini, "di fronte a un'eventuale condanna le dimissioni sarebbero state la sua conseguenza ovvia", perché anche una condanna "anche modesta" nell'entità sarebbe stata "una macchia". Gamberini non reputa l'azione della Procura "una valutazione di tipo politico", ma "infondata": "Ci sono valutazioni sbagliate che portano a scelte sbagliate".
La vicenda giudiziaria. Il governatore dell'Emilia-Romagna era indagato per falso ideologico in atto pubblico nell'ambito dell'inchiesta Terremerse. Nel 2006 la cooperativa agricola ravennate, allora guidata dal fratello di Errani, Giovanni, ottiene dalla Regione - di cui è già governatore Vasco Errani - un finanziamento di un milione di euro per un nuovo stabilimento enologico. Come ricostruirà la Procura, l'autodichiarazione di lavori conclusi al 31 maggio 2006 firmata da Giovanni Errani è falsa: il permesso di costruire era arrivato solo otto giorni prima. La vicenda esplode quando il caso viene sollevato dal Giornale: siamo nel 2009 e il governatore, per difendersi dalle accuse, produce una relazione spontanea, compilata dai due dirigenti regionali Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti, in cui si dichiara la pratica di erogazione fondi completamente regolare. Non è di questo parere il pm Antonella Scandellari, che il 18 luglio di quest'anno chiede il rinvio a giudizio del presidente della Regione. Nell'udienza preliminare di ieri il governatore, Terzini e Mazzotti hanno ottenuto il rito abbreviato. Per altri sei indagati - per cui si apre il processo - l'udienza è fissata per l'1 e 8 febbraio 2013.
Il sindaco Merola: "Lieto per Errani". La prima reazione politica all'assoluzione di Errani è del sindaco di Bologna Virginio Merola. "Sono lieto", scrive in una nota, "la storia di Errani continuerà ad essere la storia di un amministratore pubblico che svolge la sua funzione con disciplina e onore".