LA RUSSIA TORNA IN EUROPA
di Gianni Baget Bozzo
ragionpolitica.it
mercoledì 03 dicembre 2008
Il presidente eletto Barack Obama ha nominato la squadra che si occuperà di politica estera e quella che curerà la sicurezza. Quest'ultima è stata affidata a un'americana di origine italiana, Janet Napolitano, che si chiama come il nostro presidente della Repubblica. Il team presidenziale ha rimesso l'accento sulla lotta contro il terrorismo, il tema di George W. Bush che era stato cassato dal linguaggio della nuova presidenza. Al Qaeda si è rivelata pronta a colpire sia l'America che Israele e lo ha fatto agendo su una chiave strategica dell'equilibrio asiatico, arroventando il rapporto tra India e Pakistan. La strategia di Bush, cacciata dalla porta, rientra dalla finestra. E quale finestra!
Ma è difficile che i rapporti tra Stati Uniti e Europa siano gli stessi di quelli dell'amministrazione precedente. Con la crisi georgiana la Russia è tornata in Europa. Ed è tornata per restarvi. L'Italia del governo Berlusconi è stata il punto di raccordo con le nuove valutazioni europee circa Vladimir Putin e la Russia. Anzi, su questo piano il nostro presidente del Consiglio è diventato il primo della classe. Ma, prima di lui, l'interesse della Russia per la Germania e della Germania per la Russia era apparso nella nuova pipeline attraverso il Baltico, affidata a una società mista russo-tedesca il cui presidente è Gerhard Schröder, il primo a giocare sui rapporti storici e territoriali della Germania con la Russia. E forse è riuscito a indicare una linea per i paesi annessi di forza all'impero sovietico come la Polonia, i paesi baltici, la Cechia e la Slovacchia, alternativa alla garanzia militare della Nato e alla protezione americana. L'Italia è oggi la prima a riportare la Russia in Europa, ma la Germania è ancora più interessata. Quindi è possibile un asse italo-tedesco che riporti la Russia in Europa grazie all'autocrazia «illuminata» di Putin. Berlusconi spera di fare incontrare Obama e Medvedev in occasione del vertice del G8 in Sardegna. Egli si considera l'iniziatore dell'intesa della Nato con la Russia grazie alla presenza di Putin alla riunione dell'Alleanza Atlantica a Pratica di Mare.
Non è però solo la questione dell'energia, del petrolio e del gas a variare l'interesse europeo spostandolo dall'Atlantico agli Urali. La Russia è culturalmente cristiana e quindi omologa alla cultura occidentale e fronteggia l'area islamica con un impegno che è apparso anche nella sua guerra in Afghanistan. Se i russi avessero vinto in Afghanistan, forse non ci sarebbe stata la crisi del comunismo, ma non avremmo avuto la sfida del terrorismo islamico e della lettura rivoluzionaria dell'Islam. La Russia ha riconosciuto il diritto di Israele all'esistenza a cui l'Europa è culturalmente legata, ma non ne ha fatto un principio di politica estera e ha potuto mantenere buoni rapporti con gli Stati dei paesi musulmani. L'Europa occidentale spera che la presidenza Obama cancelli lo scudo spaziale in Polonia e in Cechia, ma esso era stato voluto dall'amministrazione Bush anche in funzione della tutela di Israele dalla possibile bomba nucleare iraniana. Ma non era soltanto questo: i russi hanno ragione a indicare che lo scudo spaziale è rivolto anche contro di loro.
La vicenda georgiana ha mostrato la differenza tra l'Europa occidentale e l'Europa orientale nei rapporti con la Russia e con gli Stati Uniti. In forma varia, i paesi dell'Europa occidentale hanno mostrato di comprendere che l'autocrazia di Putin può essere un alleato nei confronti della pressione islamica e che la resistenza della Russia all'espansione cinese nei territori asiatici russi è un interesse europeo. Il governo italiano, con Berlusconi, ha nei suoi scopi fondamentali quello di portare la Russia in Europa. E di far comprendere che anche la Russia di Putin è Occidente. Un compito non facile, ma che ha buone possibilità di riuscita.
(da Il Secolo XIX del 3 dicembre 2008)
http://www.ragionpolitica.it/cms/ind...in-europa.html
carlomartello




Rispondi Citando
