Riferimento: Orgoglioso di non essere uno di loro
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Mr. Right
Dall'altro, non riesco onestamente a pensare che dalle eventuali macerie del centrodestra oggi come oggi possa nascere qualcosa di interessante.
Neppure io :D Lo abbiamo già detto tante volte, ma per evitare il disastro ed il tracollo del centrodestra italiano serve una transizione, ovvero una definizione delle tappe di passaggio da una leadership berlusconiana ad una nuova generazione. Vedo di buon occhio l'ascesa di personaggi come Maurizio Lupi, personalmente. Ovvio: non penso a Lupi come il nuovo leader del centrodestra, ma come esponente di spicco della futura classe dirigente sì!
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Marco d'Efeso
Non commento la strana pretesa che un conservatore, per essere tale, debba smettere di essere un conservatore. Allo stesso modo, mi sfugge l'accusa di ideologia mossa a un conservatore, quasi come se stessimo parlando di un reazionario (mi riferisco al messaggio di Forfy).
Per quanto riguarda il libro di Baldoni (che non ho letto), vorrei solo ricordare che nell'asfittico mondo culturale 'neofascista' spicca la lodevole eccezione di una rivista chiaramente conservatrice come Intervento, con autori quali Perfetti, Fisichella, Paratore, Curcio, Valsecchi, Del Noce, e con contributi di Julien Freund, Eugen Weber, James Gregor, anche se aperta a contributi di autori 'liberal-liberisti' (ma non certo 'progressisti') come Ricossa e Von Hayek.
Ora, non so se tale rivista abbia avuto nel testo di Baldoni l'evidenza che meritava e come sia stata giudicata. Sarebbe sicuramente indicativo di come sia stato impostato il libro.
Comunque o conservatore o reazionario,io giudico troppo ideologico l'approccio di Mr.Right,penso che prima di essere conservatori o liberali o comunisti siamo degli individui ognuno con il proprio carattere,io mi posso definire un conservatore,ma per indole sono un tipo anticonformista e ribelle,non possiamo certo cancellare la nostra natura di uomini per essere dei soggetti "politicamente pensanti".
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Forfy
Comunque o conservatore o reazionario,io giudico troppo ideologico l'approccio di Mr.Right,penso che prima di essere conservatori o liberali o comunisti siamo degli individui ognuno con il proprio carattere,io mi posso definire un conservatore,ma per indole sono un tipo anticonformista e ribelle,non possiamo certo cancellare la nostra natura di uomini per essere dei soggetti "politicamente pensanti".
Ad ogni modo il senso comune odierno premia proprio gli "spiriti anticonformisti e ribelli" come te su quelli "ordinari e convenzionali" come me; ragion per cui il tuo teorico anticonformismo si rivela paradossalmente funzionale allo status quo, ovvero è una ribellione fedele a quel sistema che pure a parole sembra non piacerti...
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Mr. Right
Ad ogni modo il senso comune odierno premia proprio gli "spiriti anticonformisti e ribelli" come te su quelli "ordinari e convenzionali" come me; ragion per cui il tuo teorico anticonformismo si rivela paradossalmente funzionale allo status quo, ovvero è una ribellione fedele a quel sistema che pure a parole sembra non piacerti...
Io specifico che esiste ribellismo e ribellismo,proprio perchè il conservatore non condivide lo status quo in cui viviamo oggi è allora che diventa un trasgressore,mentre uno spirito ordinario e convenzionale si adagia proprio sullo status quo per definizione.
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Forfy
Io specifico che esiste ribellismo e ribellismo,proprio perchè il conservatore non condivide lo status quo in cui viviamo oggi è allora che diventa un trasgressore,mentre uno spirito ordinario e convenzionale si adagia proprio sullo status quo per definizione.
Caro Forfy, a mio avviso in una società di ribelli per definizione il vero spirito controcorrente è il "conformista". "Conformista" non all'andazzo corrente, chiariamoci subito, ma rispetto a ciò che è buono non secondo ragione ma per "per natura".
Ad esempio, accettare la competizione e la diseguaglianza significa rispettare ciò che è naturale per l'uomo e che la razionalità di alcuni vorrebbe negare in virtù di una preferibile quanto utopica uguaglianza.
Bisogna distinguere la ragionevolezza (conservatrice), a cui l'uomo saggio si "conforma", dalla razionalità (liberale, comunista) e l'irrazionalità (fascista, ambientalista) che sorreggono sempre gli animi ribelli.
Il punto di riferimento per la questione conformismo/anticonformismo non è così lo status quo, ma il senso comune. Come ci poniamo rispetto a questo? Rispettiamo ciò che è ovvio o lo sottoponiamo a verifica secondo le ragioni della mente e del cuore?
Una linea retta è una linea retta. Fino a quando non viene qualcuno che dice di vederla curva e allora, in ragione della libertà e della democrazia, già non è più retta per tutti. Poi col tempo l'idea della linea curva s'impone perchè "moderna" e "anticonvenzionale", ragion per cui molti altri a poco a poco si impongono di vederla così per sentirsi liberi e al passo coi tempi. Ma la linea retta rimane retta, beninteso, e il "conformista" rimane saggio anche se è costretto suo malgrado a fare la figura dello scemo.
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Mr. Right
Caro Forfy, a mio avviso in una società di ribelli per definizione il vero spirito controcorrente è il "conformista". "Conformista" non all'andazzo corrente, chiariamoci subito, ma rispetto a ciò che è buono non secondo ragione ma per "per natura".
Ad esempio, accettare la competizione e la diseguaglianza significa rispettare ciò che è naturale per l'uomo e che la razionalità di alcuni vorrebbe negare in virtù di una preferibile quanto utopica uguaglianza.
Bisogna distinguere la ragionevolezza (conservatrice), a cui l'uomo saggio si "conforma", dalla razionalità (liberale, comunista) e l'irrazionalità (fascista, ambientalista) che sorreggono sempre gli animi ribelli.
Il punto di riferimento per la questione conformismo/anticonformismo non è così lo status quo, ma il senso comune. Come ci poniamo rispetto a questo? Rispettiamo ciò che è ovvio o lo sottoponiamo a verifica secondo le ragioni della mente e del cuore?
Una linea retta è una linea retta. Fino a quando non viene qualcuno che dice di vederla curva e allora, in ragione della libertà e della democrazia, già non è più retta per tutti. Poi col tempo l'idea della linea curva s'impone perchè "moderna" e "anticonvenzionale", ragion per cui molti altri a poco a poco si impongono di vederla così per sentirsi liberi e al passo coi tempi. Ma la linea retta rimane retta, beninteso, e il "conformista" rimane saggio anche se è costretto suo malgrado a fare la figura dello scemo.
A parte che io considero la società di oggi non una società di ribelli,ma una società di tranquilli servitori dell'attuale senso comune buonista,tollerante,egualitario e ipocrita. Dacchè il senso comune è ciò che la gente comune in larga parte pensa,io sono fieramente contro il senso comune,io ho il mio "senso".