Giusto due riflessioni in croce. Oggi ho ascoltato una bellissima conferenza su Louis Ferdinand Céline. I tre relatori sono stati di una freschezza tutta particolare, capaci di tratteggiare al meglio una figura assolutamente centrale nella vita culturale di Francia, d'Europa e del mondo intero. Oggi LFC è condannato alla damnatio memoriae perché "nazzista", "antisemita" e similari; di converso, nell'ambiente è idolatrato proprio perché "nazzista", "antisemita" e similari. Senza che né il bel mondo né l'ambiente lo abbiano letto in modo serio.
Congedandosi, il relatore ha citato l'Autore con una frase che cito a braccio:
L'Uomo è un portafoglio di viscere con un sogno.
Credo che la differenza tra "noi" e il materialismo risieda tutta nel "con un sogno", che il "cinico" Céline si è peritato di aggiungere alla fine. Se fossimo solo viscere, tanto il comunismo marxista quanto il liberalismo potrebbero essere validi, in quanto si tratta di dibattiti sulla migliore allocazione di risorse, atte a riempire il numero maggiore di viscere. Ma c'è il sogno, e il fatto che ci sia autorizza sostanzialmente a prescindere dal migliore metodo di riempire le viscere (che pure rileva), imponendo invece di perseguire questo sogno, che assume importanza prioritaria nella vita di ciascuno di noi, non solo come individui singoli, ma anche come comunità: politica, ideale, nazionale.




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