Con la tornata elettorale prevista per metà dicembre s'infiammano i discorsi politici e i partiti della destra nipponica mostrano i muscoli contro il governo Noda e contro la Cina
Si sta infiammando la campagna elettorale nel Sol Levante quando manca ormai meno di un mese al voto.
Tutti sono impegnati a raccogliere consensi per ottenere la maggioranza il 16 dicembre. La destra nazionalista è molto attiva e consapevole della possibilità concreta di vincere le elezioni subentrando al partito moderato del Premier Noda.
Il candidato del partito Liberaldemocratico (LDP) nonchè ex-premier Shinzo Abe, dato da molti sondaggi come il favorito, ha lanciato il suo slogan per queste elezioni: Riprenderemo il Giappone. Il suo partito ha posto al centro dell'attenzione due temi fondamentali: la ripresa economica e il rafforzamento del Giappone in politica estera.
Abe ha promesso una ripresa economica al 3% in 5 anni con riforma del lavoro, lotta alla deflazione e contrasto di uno Yen troppo forte che penalizza le esportazioni. Con la creazione di un sistema di lavoro flessibile, il LDP conta di ridurre la disoccupazione (ad agosto era data al 4,2%) e rilanciare i consumi di un paese che è entrato in fase di economia stagnante da diverso tempo e che ora vive una profonda crisi economica ed energetica dopo il disastro di Fukushima del Marzo 2011.
Inoltre, il candidato premier Abe ha attaccato l'attuale capo del governo Noda accusandolo di aver indebolito l'immagine internazionale del Giappone. Il riferimento è principalmente alla crisi con la Cina per le isole Senkaku. Per il suo futuro governo, Abe ha in programma un piano per istituire un consiglio di sicurezza nazionale presso l'ufficio del primo ministro per rinforzare la difesa del Giappone e della sicurezza per affrontare il difficile momento della zona, come ad esempio la crisi con la Cina su alcune isole del Mar Cinese Orientale.
Abe rafforzerà la guardia costiera intorno alle isole contese che il Giappone e la Cina chiamano Senkaku/Diaoyu. Il partito Liberaldemocratico è anche fautore di un ulteriore avvicinamento politico-militare tra Giappone e Stati Uniti, ma rafforzando l'esercito giapponese per far fronte ad eventuali attacchi esterni.
Nel contesto elettorale, anche l'ex governatore di Tokyo, Shintaro Ishihara, capo e fondatore del partito del Sole, noto per le sue posizioni ultra-nazionaliste ha rincarato la dose nel campo della politica militare ed internazionale giapponese. Secondo Ishihara la voce diplomatica di paesi privi di armi nucleari è straordinariamente debole e pertanto egli chiede un armamento nucleare per il Giappone, in contrasto con la maggioranza dei giapponesi che vorrebbero sganciarsi dal nucleare anche a livello di centrali energetiche. Intervenuto anche nella controversia con la Cina, il politico giapponese ha dichiarato: In teoria sarebbe bene se il Giappone e la Cina potessero favorire l'amicizia, ma la politica cinese è quella di egemonia. In contrasto con la Cina, Ishihara ha anche aggiunto che La situazione del Tibet va presa con simpatia. Il Giappone non deve diventare come il Tibet, violato dalla Cina, ha detto, aggiungendo che Tokyo dovrebbe cercare di formare alleanze con altri paesi della regione che hanno dispute territoriali con i cinesi, come le Filippine e il Vietnam. Nei suoi piani c'è anche l'idea di contruire un faro ed un piccolo porto nipponico sulle isole Senkaku.
Insomma, in caso di vittoria delle destre in Giappone si prevede che possa fare davvero caldo da quelle parti...
Elezioni Giappone: la destra vuole riarmo contro la Cina - Arigatò





Rispondi Citando
