Ci risiamo . C'è sempre qualche scuola retta da coglioni che si attiene a quanto da tempo predicano i comunistoidi circa il multiculturalismo , stavolta è toccato ad una scuola della comunità di Caorso (Piacenza) appecoronarsi alla volontà di Allah. Questi pseudo presidi imbecilli cercano la rivolta in casa propria , non hanno capito che il popolo italiano di queste stronzate non vuole più sentirne parlare, salvo ovviamente i farlocconi comunistoidi :gluglu:
La scuola vieta la festa di Natale: "Per rispetto delle altre religioni"
A Caorso per non offendere i bambini stranieri, la direttrice elimina il presepe e altri riferimenti religiosi. In rivolta i genitori di 120 alunni
Luca Donigaglia - Gio, 22/11/2012 - 088
Togliere il presepe a 120 bim*bi p*er far vincere il multicultura*lismo?
In provincia di Piacenza
si può. Nella citta*dina di Caor*so, finora cele*bre solo per il tira e molla sulla centrale nucleare, il diktat di una preside sta scatenando un polverone che, addirittu*ra, finisce sul*la scrivania del ministro dell’Istruzio*ne Francesco Profumo.
Bimbi fanno il preesepe vivente
La protago*nista di que*sta storia si chiama Ma*nuela Bruschi*ni e dirige l’istituto scola*stico com*prensivo di Monticelli d’Ongina e San Nazzaro (materne e medie). Alcu*ne settimane fa, Bruschini ha deciso di vietare ogni riferimen*to ai temi religiosi tra le iniziati*ve scolastiche per il prossimo Natale. E, così, anche un classi*co come il presepe è finito nel gi*rone dei simboli proibiti.
Ha tentato di metterci una pezza il sindaco (Pdl) di Caor*so, Fabio Callori, promettendo che stamattina porterà alla scuola materna del suo paese quattro presepi alle quattro se*zioni dell’asilo. Ma la frittata è fattal ministro Profumo e l’as*se*ssore regionale Patrizio Bian*chi, infatti, sono già stati infor*mati della vicenda.
Bruschini giura di non aver fatto tutto da sola: «Anzi- sostie*ne la preside- è stato proprio il collegio a suggerire iniziative sulla multiculturalità. Ho dato indicazione di evitare riferi*menti religiosi per concentrar*si su temi universali come l’ami*cizia e la fratellanza».
Tutti amici e tutti fratelli, in*somma, ma allora perché aboli*re i re magi, le stelle comete o la stalla di Betlemme? Per ora non lo capiscono nemmeno le fami*glie degli oltre 100 bimbi coin*volti o, tanto per buttarla in poli*tica, il capogruppo bersaniano in Provincia, Marco Bergonzi, ha già chiarito che «toccare il Natale ai più piccoli è una vergo*gna », ma sono soprattutto le mamme dei bambini a mostrar*si allibite. Tra le signore inter*pellate in questi giorni, spicca*no quelle che ammettono che «mi spiace, ma non capisco», oppure chi ricorda che «già i bambini il Natale non lo sento*no più, ora se eliminiamo an*che il presepe… » o ancora colo*ro che si permettono di dire che «le tradizioni non fanno male a nessuno ed è meglio tenerse*le ». Macché.
La preside multiculturale non ha ceduto di un centimetro e, dopo essersi preoccupata di chiarire che il suo niet al prese*pe è «pedagogico e non politi*co », punta a minimizzare: «Al*cuni genitori si sono detti per*plessi ma non tutti, sono sem*pre pronta al dialogo e alla spie*gazione ».
Intanto, la storia del presepe negato agita le acque della poli*tica non solo locale. Il sindaco, oltre a recapitare i presepi al*l’asilo, annuncia che chiederà di trasferire Caorso in un altro distretto scolastico. Il deputato piacentino Tommaso Foti (Pdl) bolla la sortita della presi*de come «una scelta scellerata» degna «degli eredi di Lenin, Sta*lin, Ceausescu» e ha già presen*tato l’interrogazione al mini*stro.
Il collega della Lega Massimo Polledri dice che Bruschini gli «ricorda il Grinch, quello stra*no personaggio di fantascienza che odiava il Natale e il clima di festa e andava in giro a rubare tutti i doni, alberi di Natale com*presi ». Mentre il consigliere re*gionale Stefano Cavalli ( di nuo*vo Lega) ha informato la Regio*ne Emilia- Romagna, pure il pre*sidente della Coldiretti Piacen*za, Luigi Bisi, assicura che «can*cellare il presepe significhereb*be cancellare la nostra identi*tà ». Solo Rifondazione ritiene «allucinante il coro di dichiara*zioni a senso unico da parte di fascisti, leghisti ed esponenti del Pd». La preside prova di resi*stere a oltranza: «Non devo ri*spondere degli sviluppi politici della vicenda». Troppo tardi, a quanto pare.
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l ministro Profumo e l’as*se*ssore regionale Patrizio Bian*chi, infatti, sono già stati infor*mati della vicenda.
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