
Originariamente Scritto da
Giò
Caos al Senato, il Pdl tentato dalla crisi
Rivolta del partito contro Passera: non votata la fiducia al decreto sviluppo. Il Pd: «Monti adesso vada al Quirinale»
Tira aria di crisi per il governo Monti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso: le dichiarazioni di Passera, che in tv critica il ritorno di Berlusconi, mal digerite dal Pdl. Risultato: al Senato il Pdl non ha votato il decreto sviluppo-bis, pur non facendo mancare il numero legale (Monti ha ottenuto solo 127 sì). Nella diatriba si inserisce il Pd con il presidente dei senatori, Anna Finocchiaro, che fotografa la situazione di quasi una crisi di governo e invita Monti a salire al Colle: «Se il principale partito della strana maggioranza che sostiene Monti non vota la fiducia, e lo fa in modo irresponsabile, in un momento delicatissimo per il Paese, vuol dire che il governo non ha più la maggioranza. Cosa succede in questi casi? Credo che Monti dovrebbe recarsi al Quirinale». In questa cornice lo spread sale a 330 punti e la Borsa è in netto ribasso. Attesa anche per l' esito del Consiglio dei ministri in corso che discute anche il delicato decreto legislativo sulla incandidabilità dei condannati.
FIDUCIA - Successivamente il premier Mario Monti è andato nell'Aula del Senato e ha votato sì alla fiducia al dl sullo Sviluppo. Che alla fine è passato al Senato con 167 votanti: di questi hanno detto «sì» in 127, «no» in 17, 23 sono stati gli astenuti. La maggioranza era di 84. Gran parte dei senatori del Pdl ha deciso di non votare.
BERSANI - «Bisogna capire se si è trattato di una astensione su un voto o di una astensione politica. Farò il punto della situazione con i capigruppo e stasera si capirà, in un modo o nell'altro, se la maggioranza c'è. Per noi prima viene l'Italia e la lealtà a Monti» ha affermato il leader del Pd Pierluigi Bersani.
SCHIFANI - «Auspico, in un momento così delicato per la vita del Paese, che si possano trovare punti di intesa che favoriscano una fine della legislatura con la massima condivisione» ha affermato in Aula il presidente del Senato, Renato Schifani,.
PASSERA - Ma cosa aveva detto esattamente Corrado Passera, ospite di Agorà? «Qualunque segnale che faccia pensare all'estero che l'Italia torni indietro invece che fare passi avanti è controproducente». Il ministro dello Sviluppo commentava la possibile ricandidatura a premier, per la sesta volta, di Silvio Berlusconi alle politiche. «Non posso entrare nelle dinamiche dei singoli partiti ma come Italia dobbiamo dare la sensazione che il Paese va avanti. Tutto ciò che può fare immaginare al resto del mondo, ai nostri partner, che si torna indietro non è bene per l'Italia», ha detto Passera ad Agorà su Rai3.
IL BARATRO - Il ministro in tv aveva replicato all'ex premier che in una nota della tarda serata di mercoledì ha addotto come motivazione per una sua ridiscesa in campo «il baratro» nel quale l'Italia si trova dopo un anno di politica di rigore del governo di Mario Monti. «È una rappresentazione molto poco obiettiva... Molte delle cose citate vengono da 10 anni di cattiva gestione del Paese. Tutti sappiamo che un anno fa il Paese era vicinissimo a scivolare verso la situazione greca che avrebbe potuto comportare una perdita di sovranità . Venivano ad amministrarci da fuori, avrebbero tagliato servizi indispensabili come salute scuola, stipendi e pensioni». Berlusconi ha governato nell'ultimo decennio dal 2001 al 2006 e poi dal 2008 fino allo scorso anno quando, con lo spread a 570 punti, è stato costretto a dimettersi
LA POLEMICA - «Guardiamo dove eravamo dieci anni fa: al 100% nel rapporto tra debito e Pil e siamo a oltre 120, abbiamo buttato via il beneficio dell'euro, delle privatizzazioni, abbiamo smesso di investire e ridotto il risparmio, e vi è un disagio sul fronte occupazione che è anche peggio di quello che appare» ha aggiunto il ministro pur aggiungendo che si tratta di "responsabilità" molto diffuse, non solo di chi governa». Sul possibile impegno in politica, l'ex banchiere chiamato nel governo tecnico si è limitato a dire «cominciamo a vedere se si può continuare questo lavoro e poi vedremo».
Redazione Online6 dicembre 2012 | 14:44
Caos al Senato, il Pdl tentato dalla crisi - Corriere.it