Il punto cruciale è questo, no avere o non avere la laurea
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Adesso non facciamo del libertarismo da bar.
Una laurea (anzi quasi sempre un PhD) per insegnare lo chiedono anche dove la laurea non ha valore legale.
Il problema è che insieme al phd spesso chiedono tante altre cose. ad esempio DOVE hai preso il phd, con chi hai lavorato, cosa stai facendo e che pubblicazioni hai.
Anni e anni fa, quando molti di voi l'unico "bùc" che conoscevano non era quello della faccia, ma quello del cùl, un'azienda di pubblicità mi chiese di insegnare l'html ai suoi grafici.
Li trollai per bene, impostando la prima lezione (un'intera giornata!) sull'architettura di un elaboratore, bus dati e bus degli indirizzi compresi. Avevano tutti gli occhi sgranati.
Però mi pagarono alla grande, e c'erano pure delle discrete fiche!
il mitico stile theremin!
Poi se ne andò via, tagliando delle gomme a caso
Tristemente in itaglia, ovviamente riporto pettegolezzi inaciditi di chi il PhD ce l'ha e gli rodeva - pettegolezzi confermatimi successivamente da altri episodi che non sto qui a menzionare. E mi tocca pure leccare il culo a gente del genere.
Ad ogni modo, anche io considero il titolo come un quid supplementare. Operativamente parlando ho beccato gente che ha pubblicato tantissimo alle spalle di attività di campo altrui, approfittando dei dati raccolti da altri e dimostrando doti manageriali sorprendenti. E mi sono ritrovato gli stessi che sul campo scappavano con il malloppo di cacca nei pantaloni alla prima emergenza. E viceversa, gente seria con poche pubblicazioni (ma pur sempre coi titoli), molto onesta, dura, col sangue freddo, avvezza all'attività di campo e anche a quella istituzionale, ma che per un motivo o per un altro spesso scelgono le consulenze private che gli impediscono di pubblicare in tempo utile, ma gli danno da mangiare subito. In genere, sono i secondi che prediligo: mi danno molta più affidabilità e mi assicuro, intercedendo col primo genere, pure che pubblichino.