Da “i briganti furono loro” Di Angelo Manna.
"Un regno perduto, un milione di cafoni massacrati, ventisei milioni di emigranti. E la feccia ci insulta!"
Il libro è un testo noto, ma sulla rete esiste poca roba ad esso riferita, io lo trovai tantissimi anni fa in uno dei miei fine-settimana invernali in Sila presso l’edicola-libreria di Camigliatello, lo lessi tutto d’un fiato e lo riposi nella libreria della baita dove rimase per tanti inverni nel silenzio e nell’oblio. L’ultima volta che sono stato in montagna, il mese scorso, lo ritrovai tra i libri che conservo lassù, lo presi e lo portai con me in Sicilia.
Esso è qui, davanti a me… lo apro a pag. 8 e comincio a copiare, penso di rendere un servizio utile.
Intitolo questo thread: Briganti furono loro – Angelo Manna,
in tal modo sarà facilissimo trovarlo per gli internauti sui motori di ricerca.
Comincerò dai passi più salienti dell’opera.
E LA PADANIA CI ODIA E CI SCHIFA.
E qual è la più insopportabile delle beffe che si aggiungono ai tanti danni?
Il bossismo. Alla mostra permanente, immonda, della mistificazione organizzata si aggiunge l’acido spetazzare delle calunnie del fecciume leghista.
E già…Sputano addosso a noi finanche i padanisti. E sputano perché ci odiano , sputano perché ci schifano.
E perché ci odiano?
Perché l’individuo, non la persona, sputa con voluttà morbosa su uomini e cose che vanno ben oltre la portata del suo scadente comprendonio?
I fecciaiuoli ci odiano perché, pure non attrezzati mentalmente, riescono almeno ad intuire che l’abissino di partenza, il piccolo abisso di partenza, scavato dalla Storia tra i Galli e i Greci, resti tuttora incolmato nei rispettivi discendenti: il loro odio è, dunque, l’ovvia conseguenza di un maledetto complessino, di un piccolo complesso, di inferiorità.
E perché ci schifano? Perché sono mezze calzette rivoltate e rattoppate, le quali, capaci (neppure a metà…) di intendere e volere, sono male informati su di noi… e ne consegue che i padanisti ci schifano perché siamo noi gli italiani peggio referenziati dell’Italia-una e tali restiamo finanche agli occhi loro di fecciaiuoli-storici che decidono che guardare dall’alto in basso la Terronia gli spetti, perdìo, per essere loro prosapia divina, cacchio! , e noi miserabile sperma glia fetente di un dio minore.
E noi? Noi odiati, calunniati, schifati…? Noi: quando i fecciaiuoli della favolosa Padania ci svuotano addosso i loro cacatoi, in qual modo li ripaghiamo?
Risolviamo il problema come se stessimo allo stadio: Nord-Sud, ics, para-patta e pace, loro ci hanno sturdute, stupetiate ’e sischere, embè noi li abbiamo ‘ntrunate, nzallanute ‘e pernacchie… fischi contro pernacchi e siamo pari…Questo va per quello…per il Nord e per il Sud…La scabbia è triste, la tigna è pure peggio…
L’EFFETTO FIERA DELLE FALSITA’
Ma – a parte quelli fisio-patologici, già gravi di per se – vi sono altri motivi, per cui i fecciaiuoli del nord, i padani, ci odiano e ci schifano?
Chi ha pensato che il fecciume nordista sia da consegnare tout court alla neuropsichiatria o, peggio, alla idiotoiatria, l’ha azzeccata, si, ma solo a metà. Non ha tenuto nel debito conto il senso di quelle righe di poc’anzi con le quali, formulando i due quiz, abbiamo inteso prendere – premettendo e concludendo – due piccioni con una fava sola:
1) Abbiamo inteso denunciare l’abituale italico falsismo integralista della storiografia e le sarabande nordiste intrise di razzistico odio anti-sudista, e
2) Abbiamo inteso far scaturire queste cafonesche giaculatorie soprattutto da quell’infame perverso Falsismo. Convinciamocene che così è: le beffe oltre i danni di cui sopra sono conseguenze dell’impazzare del Mendacio. Il fecciume padano, ecco tutto, ci odia perché sa, e ci schifa perché non sa. E noi riusciamo a contro-odiarlo e pure a contro-schifarlo solo a colpi di Va fà nculo! perché siamo vittime, come loro, del medesimo imperversante Mendacio. Che è Mendacio di Stato.
Insomma: alle radici della pessima considerazione in cui il Nord tiene il Sud sta l’effetto stravolgente di quelle fiere delle Falsità…
Il fecciume nordista, quello idiota, che è tardo e corto di comprendonio, ci odia e ci schifa anche perché è nato , cresciuto e pasciuto tra quelle fiere delle Falsità.
Nel primo caso soffre di un brutto complesso di inferiorità, nel secondo caso il complesso di cui soffre sempre brutto è, ma è di superiorità.
E perché di superiorità? Perché la storia d’Italia che esso conosce lo autorizza ad affacciarsi sul Garigliano (magari dal ponte di ferro che Ferdinando II di Borbone fece costruire sbalordendo l’Europa) e a sputare e a vomitare sulla faccia di tutti gli uomini e di tutte le cose che da quel Garigliano fino a Pantelleria rappresentano da quattromila e trecento anni il più sacro pianeta del pianeta Terra (leggere il primo capitolo del nostro Italia! Italia! Italia! per rendersene conto).
INDOVINA INDOVINELLO…
Lo ha svelato mai ai fecciaiuoli padani e a noi terroni qualche storico che i fecciaiuoli, invece di odiarci e di sputarci addosso, dovrebbero aprir bocca solo per dirci grazie: grazie della pazienza che di fronte alle loro provocazioni siamo capaci di avere, e grazie dell’onore che noi terroni, facemmo al loro Nord nel fatal Sessanta…?
Indovina Nord bello, indovina indovinello…
Chi mise l’onore sulla faccia di un tricolore bianco, rosso e verde che era uno schifo di simbolo ateo, giacobino, massonico, filo gallico, bonapartista? Fu o non fu il sangue dei nostri soldati a ripulirlo, a disinfettarlo, a nobilitarlo, a fare di esso – che era soltanto una mappina fetente – il simbolo sacro di una Italia-una che avrebbe potuto fare la fortuna di tutti i suoi figli, e fece invece, vigliaccamente, figli e figliastri, padroni e schiavi, colonizzatori e colonizzati, mariuoli e derubati, massacratori e massacrati?...E con quali braccia, se non con le nostre, furono fatte le automobili e le autostrade di quei fecciaiuoli che inventarono per noi l’emigrazione interna…?
Ci odiano i fecciaiuoli…Certo. E ci schifano pure.
Si. L’ingratitudine umana è più grande della misericordia di Dio.
I fecciaiuoli nordisti sono i Galli che invidiano i greci e li odiano, li calunniano e li bestemmiano perché hanno il complessino di inferiorità, e sono gli ignoranti che non sanno un cacchio degli uomini e delle cose su cui sputano, presumono che noi si sia tutto quanto essi hanno letto nei santi vangeli dell’Impostura risorgimentale e si fanno venire il complessone di superiorità…
I fecciaiuoli partono in quarta e ci insultano, noi tutt’al più ingraniamo la quinta. Ma siamo tali e quali. Replichiamo agli insulti con gli insulti…
Non sarebbe più opportuno, facendo finta di non conoscere tutti i perché del loro odio, cercare di tornare i grandi signoroni che eravamo prima…?
Perché scendere al loro basso livello, replicare alle calunnie, con anatemi e scuntrufole anche pesanti…?
Un nostro proverbio antico di quattro secoli non ammonisce, forse, che “Autru che parole vòle la zita!”, altro che chiacchiere vuole la sposa, e che dunque non ci fa una bella figura chi voglia ripagare un magliaro facendogli il pacco?...
1) Continua
Purtroppo ho bisogno di tempo per continuare a copiare, almeno i passi più significativi di questo scritto meraviglioso, e tempo ne ho poco, cercherò di fare del mio meglio.
sergente romano.




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