Cronistoria delle convulsioni agoniche del presunto Governo di Salvezza Nazionale, che in realtà non ha salvato una emerita cippa di nulla, anzi.
Con particolare riguardo per le vicende del PDL.
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6 Dicembre scorso:
Cominciano le danze.
Da : La Stampa
Terremoto nella maggioranza che sostiene il governo Monti.
Dopo il vertice di ieri sera a Palazzo Grazioli stamane il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri intervenendo in Aula in vista del voto di fiducia al dl sviluppo annuncia che «Il Pdl non parteciperà al voto pur garantendo il numero legale».
Gasparri spiega che il Pdl non parteciperà al voto in Senato sul decreto crescita e passerà a una “posizione di astensione nei confronti del governo”.
Lo ha annunciato il capogruppo Maurizio Gasparri in aula a Palazzo Madama.
«Questo nostro comportamento vuole esprimere, nelle forme regolamentari consentite, il passaggio del nostro gruppo a una posizione di astensione nei confronti del governo». Il premier Mario Monti è arrivato nell’Aula del Senato e ha votato sì alla fiducia al dl sullo sviluppo. Il presidente del Consiglio si è intrattenuto qualche minuto a parlare con Gasparri.
«Se il partito che da un punto di vista parlamentare ha ancora la maggiore consistenza passa all’astensione vuol dire che questo governo non ha più la fiducia delle Aule parlamentari» afferma il presidente del Pd al Senato Anna Finocchiaro commentando la scelta del Pdl da un punto di vista politico.
E ha aggiunto «Se un governo non ha più la maggioranz a che aveva nel momento in cui si è insediato a causa della scelta del Pdl di passare a una scelta di astensione,credo che Monti dovrebbe recarsi al Quirinale». «L’irresponsabilità del Pdl che oggi è un coacervo di odi e rancori interni affossa la possibilità di avere un governo che accompagni la fine della Legislatura e pesa sul destino dell’Italia in un momento delicatissimo».
Immediato i rialzo dello spread
In deciso rialzo lo spread tra il Btp e il Bund tedesco dopo che il Pdl ha detto che non parteciperà al voto di fiducia al dl sviluppo mentre il Pd ha chiesto al premier Monti di recarsi al Quirinale. La forbice tra i due titoli si è allargata a 317 punti base col tasso sul decennale al 4,49%.
Il gelo di Passera su Berlusconi
Stamane il ministro dello Sviluppo Corrado Passera aveva espresso un duro commento sulla ridiscesa in campo di Berlusconi: «Tutto ciò che può solo fare immaginare al resto del mondo, ai nostri partner, che si torna indietro, non è un bene per l’Italia.
Dobbiamo dare la sensazione che il Paese va avanti». Dopo una lunga riunione con Angelino Alfano e i colonnelli del Pdl, ieri sera il Cavaliere ha di nuovo scompigliato le carte con un comunicato per annunciare il suo (probabile) ritorno in campo e attaccare il governo Monti:
L’Italia è «sull’orlo del baratro», dice, e «sono assediato dalle richieste dei miei perché annunci al più presto la mia ridiscesa in campo alla guida del PdL».
Il comunicato di Berlusconi
Comunicato provocato, pare, dalle intepretazioni date dalle agenzie di stampa del vertice con Alfano. «Leggo su un’agenzia una frase a me attribuita del tutto inventata e addirittura surreale: ’Io non mi candido perché non mi volete’, frase che avrei oggi rivolto ai miei colleghi del Popolo della Libertà» ha scritto l’ex presidente del Consiglio. «La realtà è l’opposto: sono assediato dalle richieste dei miei perché annunci al più presto la mia ridiscesa in campo alla guida del PdL». «La situazione oggi è ben più grave di un anno fa quando lasciai il governo per senso di responsabilità e per amore del mio Paese. Oggi l’Italia è sull’orlo del baratro. L’economia è allo stremo, un milione di disoccupati in più, il debito che aumenta, il potere d’acquisto che crolla, la pressione fiscale a livelli insopportabili” tuona il Cavaliere. “Le famiglie italiane angosciate perché non riescono a pagare l’Imu. Le imprese che chiudono, l’edilizia crollata, il mercato dell’auto distrutto. E dunque non posso consentire che il mio Paese precipiti in una spirale recessiva senza fine. Non è più possibile andare avanti così». La conclusione resta in bilico: «Sono queste le dolorose constatazioni che determineranno le scelte che tutti insieme assumeremo nei prossimi giorni».
Gasparri: «Alfano candidato premier»
«Abbiamo detto a Berlusconi di fare un passo avanti, ma assieme. Lui deve essere con noi nel rinnovamento del partito, che lui stesso ha già iniziato a fare scegliendo un segretario di 41 anni e tanti ministri giovani, gli abbiamo chiesto di fare con noi il cammino che può portarci a batterci con la sinistra. Non è offensivo rifarsi a dichiarazioni fatte da lui stesso un mese fa». Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, spiega che il Cavaliere non deve fare un passo indietro, perché «anche Alfano candidato premier ha bisogno del sostegno attivo e incisivo di Berlusconi».
«È tempo di assumere decisioni: lo spirito e la sostanza della riunione va nella direzione di mantenere l’unità del Pdl», dice Gasparri commentando il vertice di ieri a palazzo Grazioli. «Personalmente ritengo che la linea che Berlusconi indicò il 24 ottobre, con le primarie e l’arrivo di una nuova generazione ai vertici del partito, resti quella giusta».Della possibile candidatura di Berlusconi «ne parleremo, valuteremo tutto, era un’ipotesi», prosegue Gasparri, che sottolinea come «il punto della sua nota sia l’attacco al governo, che noi conoscevamo, che ha fatto più volte, ma che durante il vertice avevamo deciso di tenere un po’ sospeso. Evidentemente nelle ultime ore gli eventi sono ulteriormente precipitati. Forse le discussioni sull’election day sono andate storte - aggiunge - forse Berlusconi ha preso atto che la situazione così non può più andare avanti... Adesso vedremo, e il partito è unito su questo, su come agire». In tema di primarie, «al momento non risultano disdette: certo, siamo al 7 dicembre e convocarle per il 16 mi pare difficile», osserva Gasparri. «Stando così le cose se ne parla a gennaio».
Il disagio di Crosetto
Guido Crosetto questa mattina ha lasciato gli studi di Omnibus su La7, spiegando di non poter parlare a nome del Pdl e di non voler parlare in tv della propria posizione prima di un confronto con altri colleghi. «La decisione di Berlusconi non lascia indifferenti né lascia il Pdl così com’era prima, ma comporta delle decisioni conseguenti. Sicuramente ci saranno berlusconiani contenti decisi ad andare avanti così ma anche altri che dopo ieri sera probabilmente prenderanno un’altra strada», ha detto. «È una giornata di scelte importanti - ha detto davanti alle telecamere prima di lasciare la trasmissione - che non si fanno di mattina alle 8.30 dopo quello che è successo ieri, che ha una rilevanza fondamentale: è finito il tempo in cui si possono servire due padroni, o si sta da una parte o si sta dall’altra. Io ho deciso dove stare e vorrei farlo con alcuni colleghi perché abbia un significato politico e non è giusto che abusi della mia presenza qua oggi».
«Scusatemi - ha spiegato - vi ringrazio dell’invito, ma me ne vado, non me la sento di continuare: siccome ho l’abitudine di dire tutto quello che penso e di dirlo magari anche in modo spiacevole, ritengo che sia giusto per me fare una riflessione, anche con altre persone, perché io mi sono stufato, mi sono rotto, ma voglio che questa cosa molto personale diventi anche un dato politico.
Preferisco alzarmi perché non ho più niente da dire sul tema e non voglio continuare a parlare del vuoto».




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