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  1. #1
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    Predefinito E' Morto Schicchi, padre del porno italiano

    E' Morto Schicchi, padre del porno italiano

    E' Morto Schicchi, padre del porno italiano

    Fu l' imprenditore che modernizzò l' industria dei supporti all' attività autoerotica dei maschi italiani.

    gianluca nicoletti

    Forse solo un cinquantenne avanzato può versare una piccola lacrima di nostalgia per la morte di Riccardo Schicchi. Lo hanno chiamato in tutte le maniere: corruttore della gioventù, importatore di prostitute, lenone e chi più ne abbia da domani ne metta, ma vale la pena di un’ ultima riflessione, sulla bara dell’ uomo che passerà alla storia per essersi inventato la pornografia made in Italy.

    Molti diranno che ne avremmo fatto volentieri a meno, può essere, ma è sicuro che se non ci fosse stato lui, oggi ci mancherebbero delle tessere fondamentali per leggerci in controluce, ma anche per spiegarci vicende politiche e sociali dell' Italia dei nostri giorni. Dalla chiusura dei casini per opera della Senatrice Merlin, a Cicciolina che si sdilinquiva a Radio Luna, sarà passato più o meno un ventennio. Se ai probi esegeti della nostra storia patria piace pensare che maschi Italiani passarono quei lunghi anni in casti connubi e coniugali occorrenze, possiamo anche fingere di crederlo, ma sta di fatto che stavano per esplodere.

    Fu Schicchi che capì per primo che era ora di trattare, con spirito algidamente imprenditoriale, tutta quella smania repressa. Era un diffuso desiderio di allucinazione carnale, forse reso ancor più virulento da quel triste puzzo di morte che ci incupì negli anni di piombo, freddi e micragnosi anni consumati tra crisi energetica e prime avvisaglie dello scricchiolare di ogni nostra certezza di figli del boom. Schicchi si fece attivo importatore di sogni erotici, inimmaginabili alle nostre baffute latitudini.

    Fu artefice della grande transumanza delle fate dell’ Est, prima solo onirica, poi, dopo la caduta del muro, anche concretamente migratoria. Ripopolò l’ immaginario nazionale di gagliarde presenze carnali, senza ipocrisie e senza scuse, solo professionalmente dedite all’ esercizio professionale della pantomima copulatoria. Chi si era accontentato dei giornalacci zozzi della porno editoria più dozzinale, ebbe finalmente il prodotto video sapientemente modulato come supporto alle sue attività autodistruttive.

    Ancor di più Schicchi ebbe la formidabile intuizione di contaminare l’ innominabile materia prima per esercizi autoerotici, con la sacralità delle istituzioni. Fu un momento d’impazzimento generale, una delle sue attrazioni entrò a pieno titolo in Parlamento e improvvisamente un’ eroina del porno fu ammessa a far parte delle figure chiave su cui si sorregge la nostra democrazia. La pornostar oggi è in decadenza come figura simbolo, era un personaggio da edonismo anni 80, da detestabile sfruttamento della dignità femminile che venne dopo il tempo della proclamazione politica che ogni maschio fosse uno stupratore.

    Schicchi fece vari tentativi di sfondamento, alcuni molto ben riusciti come Moana Pozzi che con la morte si assolse da ogni colpa, entrando nel mito delle memorie intangibili. Altre gliene vennero meno bene, soprattutto quando si trovò in mezzo a vicende poco chiare, in cui però le sue porno star erano già tramontate, o per diventare mamme di famiglia o per farla finita annegando nel silicone.

    Schicchi è morto quando per lui non c’era più nulla da inventare, era l’ uomo del sesso esplicito e crudamente moltiplicato. Non poteva certo adeguarsi all’ idea che i tempi fossero cambiati, l’ attenzione degli uomini italiani era ormai indirizzata altrove, equamente divisa tra il culto della trans-avanguardia e la galoppante ascesa di vallette, escort e commensali eleganti.

  2. #2
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    Predefinito Re: E' Morto Schicchi, padre del porno italiano

    Presente!
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  3. #3
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    Predefinito Re: E' Morto Schicchi, padre del porno italiano


  4. #4
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    Predefinito Re: E' Morto Schicchi, padre del porno italiano

    Oceani di cazzi tesi.
    Preferisco di no.

  5. #5
    .
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    Predefinito Re: E' Morto Schicchi, padre del porno italiano

    Citazione Originariamente Scritto da Bisentium Visualizza Messaggio
    o/
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  6. #6
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    Predefinito Re: E' Morto Schicchi, padre del porno italiano

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Oceani di cazzi tesi.
    E patonze all'aria
    La Rivoluzione è una cosa seria, non è una congiura di palazzo e non è
    nemmeno un mutamento di ministeri o l'ascesa di un partito che soppianti un altro partito.

  7. #7
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    Predefinito Re: E' Morto Schicchi, padre del porno italiano

    Schicchi, funerali in chiesa tra pornostar e comunione

    Roma, affollata cerimonia nella chiesa dei SS Pietro e Paolo all’Eur


    flavia amabile
    ROMA

    Le rivoluzioni, a volte, si fanno anche così, davanti a meno di cento persone, senza che nessuno se l’aspetti, e forse senza nemmeno rendersene conto. Quello andato in scena ieri mattina sul pulpito della chiesa dei SS. Pietro e Paolo all’Eur, capolavoro della migliore architettura fascista e sede dei funerali di Riccardo Schicchi, è stato un vero omaggio alla pornografia, il primo mai pronunciato all’interno di un tempio cattolico,

    Lo si potrebbe considerare la rivincita politica di Ilona Staller, che per i partiti ha sempre avuto una vera passione anche se tutti in passato l’hanno giudicata soltanto un giocattolino nelle mani di Pannella che la portò alla Camera facendola eleggere - lei, una pornostar - nelle liste radicali, o di Schicchi con cui fondò il Partito dell’Amore quasi quindici anni prima di Berlusconi.



    Lo si potrebbe considerare il canto del cigno di un mondo che ha popolato i sogni di molti italiani ma che sa anche di essere stato travolto da stuoli di Olgettine e veline che hanno modificato l’immaginario maschile e retrocesso loro a puro antiquariato. Né potrebbe essere altrimenti a osservare i volti di quelle che un tempo erano dee che oggi nessuno si volterebbe mai a guardare in strada Eva Henger, l’ex moglie da cui Schicchi ha avuto due figli, è ancora bellissima ma sulle altre il tempo ha lasciato i suoi segni impietosi e incancellabili.

    Parla al passato, infatti, Ilona Staller quando sale sul pulpito alla fine della cerimonia ma le sue parole sono un pugno dritto contro chiunque abbia dimenticato. Parla di lei e di Schicchi, e di quello che hanno fatto insieme. «Abbiamo fatto tanta poesia, si può dire, perché anche se era erotismo e pornografia , per noi era poesia». Ma non è tutto, stretta in un corpetto leopardato, Ilona Staller conclude: «giocherellando, abbiamo fatto quello che, magari, tantissime persone hanno paura di fare».



    Prima di lei dal pulpito aveva parlato Rocco Siffredi, insieme con Schicchi il nome maschile più famoso delle luci rosse made in Italy. «Mi dicono che ho fatto sdoganare il porno, ma io non ho fatto sdoganare proprio nulla. Riccardo ha iniziato ed è grazie a lui se sono qui e se sono quello che sono», spiega.

    Il primo a prendere la parola era stato un altro amico e collega di lavoro di Schicchi, Pasquale Bruno, si avvicina al microfono con l’aria emozionata. «Riccardo è stato una persona eccezionale, ha fatto lavorare tante persone, tanti ragazzi in questo mondo che è un mondo pulito, molte persone pensano che sia chissà che ma è l’opposto e ci ha dato tante soddisfazioni».



    L’ultimo è Gabriele Paolini, il profeta del condom per le sue battaglie a favore dell’uso del preservativo che nelle alte sfere vaticane non è molto ben visto. Ce l’ha con la politica, lui. Avrebbe voluto una presenza istituzionale perché «ha cambiato il costume italiano».



    L’unico a misurare un po’ di più le parole è il parroco, padre Francesco Bartolucci. Durante l’omelia si limita a chiedere «al Signore che apra le sue braccia a Riccardo» e che gli mostri la sua «bontà paterna». Si lascia un po’ prendere la mano, però, perché aggiunge «perché ciò che è stato nella vita sia un premio per il Cielo».

    È stata l’anziana mamma a chiedere a padre Francesco un funerale per il figlio nella parrocchia storica della famiglia. «Schicchi non l’ha mai frequentata», ammette il parroco che però precisa di essere lì da tre anni. Ma a considerare giusta la scelta di n funerale in chiesa sono in tante, come tante sono quelle che fanno la fila per la comunione, da Cicciolina a Eva Henger.



    È l’una quando la cerimonia finisce. Le sue donne e i suoi uomini si stringono un’ultima volta intorno a Schicchi. Ma di fronte a una domanda su Berlusconi Ilona Staller non si tira indietro: «Con noi tutti gridavano allo scandalo, ma politici fanno sesso a volontà e portano le donne a palazzo Grazioli. La differenza? Che noi facciamo tutto alla luce del sole. Gli altri si nascondono».

    La Stampa - Schicchi, funerali in chiesa tra pornostar e comunione
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  8. #8
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    Predefinito Re: E' Morto Schicchi, padre del porno italiano

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Schicchi, funerali in chiesa tra pornostar e comunione

    Roma, affollata cerimonia nella chiesa dei SS Pietro e Paolo all’Eur


    flavia amabile
    ROMA

    Le rivoluzioni, a volte, si fanno anche così, davanti a meno di cento persone, senza che nessuno se l’aspetti, e forse senza nemmeno rendersene conto. Quello andato in scena ieri mattina sul pulpito della chiesa dei SS. Pietro e Paolo all’Eur, capolavoro della migliore architettura fascista e sede dei funerali di Riccardo Schicchi, è stato un vero omaggio alla pornografia, il primo mai pronunciato all’interno di un tempio cattolico,

    Lo si potrebbe considerare la rivincita politica di Ilona Staller, che per i partiti ha sempre avuto una vera passione anche se tutti in passato l’hanno giudicata soltanto un giocattolino nelle mani di Pannella che la portò alla Camera facendola eleggere - lei, una pornostar - nelle liste radicali, o di Schicchi con cui fondò il Partito dell’Amore quasi quindici anni prima di Berlusconi.



    Lo si potrebbe considerare il canto del cigno di un mondo che ha popolato i sogni di molti italiani ma che sa anche di essere stato travolto da stuoli di Olgettine e veline che hanno modificato l’immaginario maschile e retrocesso loro a puro antiquariato. Né potrebbe essere altrimenti a osservare i volti di quelle che un tempo erano dee che oggi nessuno si volterebbe mai a guardare in strada Eva Henger, l’ex moglie da cui Schicchi ha avuto due figli, è ancora bellissima ma sulle altre il tempo ha lasciato i suoi segni impietosi e incancellabili.

    Parla al passato, infatti, Ilona Staller quando sale sul pulpito alla fine della cerimonia ma le sue parole sono un pugno dritto contro chiunque abbia dimenticato. Parla di lei e di Schicchi, e di quello che hanno fatto insieme. «Abbiamo fatto tanta poesia, si può dire, perché anche se era erotismo e pornografia , per noi era poesia». Ma non è tutto, stretta in un corpetto leopardato, Ilona Staller conclude: «giocherellando, abbiamo fatto quello che, magari, tantissime persone hanno paura di fare».



    Prima di lei dal pulpito aveva parlato Rocco Siffredi, insieme con Schicchi il nome maschile più famoso delle luci rosse made in Italy. «Mi dicono che ho fatto sdoganare il porno, ma io non ho fatto sdoganare proprio nulla. Riccardo ha iniziato ed è grazie a lui se sono qui e se sono quello che sono», spiega.

    Il primo a prendere la parola era stato un altro amico e collega di lavoro di Schicchi, Pasquale Bruno, si avvicina al microfono con l’aria emozionata. «Riccardo è stato una persona eccezionale, ha fatto lavorare tante persone, tanti ragazzi in questo mondo che è un mondo pulito, molte persone pensano che sia chissà che ma è l’opposto e ci ha dato tante soddisfazioni».



    L’ultimo è Gabriele Paolini, il profeta del condom per le sue battaglie a favore dell’uso del preservativo che nelle alte sfere vaticane non è molto ben visto. Ce l’ha con la politica, lui. Avrebbe voluto una presenza istituzionale perché «ha cambiato il costume italiano».



    L’unico a misurare un po’ di più le parole è il parroco, padre Francesco Bartolucci. Durante l’omelia si limita a chiedere «al Signore che apra le sue braccia a Riccardo» e che gli mostri la sua «bontà paterna». Si lascia un po’ prendere la mano, però, perché aggiunge «perché ciò che è stato nella vita sia un premio per il Cielo».

    È stata l’anziana mamma a chiedere a padre Francesco un funerale per il figlio nella parrocchia storica della famiglia. «Schicchi non l’ha mai frequentata», ammette il parroco che però precisa di essere lì da tre anni. Ma a considerare giusta la scelta di n funerale in chiesa sono in tante, come tante sono quelle che fanno la fila per la comunione, da Cicciolina a Eva Henger.



    È l’una quando la cerimonia finisce. Le sue donne e i suoi uomini si stringono un’ultima volta intorno a Schicchi. Ma di fronte a una domanda su Berlusconi Ilona Staller non si tira indietro: «Con noi tutti gridavano allo scandalo, ma politici fanno sesso a volontà e portano le donne a palazzo Grazioli. La differenza? Che noi facciamo tutto alla luce del sole. Gli altri si nascondono».

    La Stampa - Schicchi, funerali in chiesa tra pornostar e comunione
    Lessi da qualche parte che quando fu iniziata la costruzione di quella chiesa (fascistissima come architettura , d'altronde è l'EUR) fu ipotizzato che avrebbe raccolto le spoglie di Mussolini dopo la morte (ovviamente A) l'ipotesi è di prima della guerra B) il DVCE come tutti noi sappiamo non può morire).
    Preferisco di no.

  9. #9
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    Predefinito Re: E' Morto Schicchi, padre del porno italiano

    Quello che sconcerta è che gli abbiano fatto il funerale in Chiesa. E con tanto di puttanoni al seguito.
    La pornografia non era uno dei mezzi più potenti con cui satana soggioga le anime?
    O che sono rimasto indietro o che faccio bene a non fidarmi delle parrocchie di oggi.

  10. #10
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    Predefinito Re: E' Morto Schicchi, padre del porno italiano

    Citazione Originariamente Scritto da FRUGALE Visualizza Messaggio
    Quello che sconcerta è che gli abbiano fatto il funerale in Chiesa. E con tanto di puttanoni al seguito.
    La pornografia non era uno dei mezzi più potenti con cui satana soggioga le anime?
    O che sono rimasto indietro o che faccio bene a non fidarmi delle parrocchie di oggi.
    Si condanna il peccato e non il peccatore . Ecco il motivo perché , dopo il CVII , si può celebrare in Chiesa anche un funerale di un suicida.
    E se ci pensi è giusto così ...il sommo giudice è Dio non la chiesa.
    Ultima modifica di largodipalazzo; 14-12-12 alle 17:56

 

 
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