12/12/1969: STRAGE DI STATO | Indymedia Lombardia

La strage di Piazza Fontana può essere considera la data ufficiale d'inizio della strategia della tensione.
La strategia della tensione, fu programmata al convegno dell'Istituto 'Polio' il 3/5/1965, dove si riunirono personaggi ambigui come Ivan Matteo Lombardo, ex-ministro socialdemocratico del governo enigmatico nato dalle elezioni del 1948 e Giano Accame, redattore del settimanale neofascista 'Il borghese' e responsabile del movimento pacciardiano 'Nuova Repubblica', assieme agli altri che famosi diverranno di li a pochi anni. Tra questi Guido Giannettini, Stefano delle Chiaie e Mario Michele Merlino. Il tema di dibattito all'lstituto 'Polio', finanziato dai servizi segreti tramite il generale Viaggiani, capo del Sifar, non era per nulla rassicurante: la guerra rivoluzionaria.
Dall'illustrazione degli scopi dell'organismo, si passa presto all'enunciazione di carattere politico generale e ai programmi pratici per combattere contro la lotta rivoluzionaria degli anarchici e dei comunisti.
Per la strage di Piazza Fontana fu incolpato Valpreda, ballerino anarchico, che faceva parte del gruppo '22 Marzo' di Roma. Il teorema della strage di stato di Piazza Fontana si perfeziona di ora in ora per incolpare Valpreda e le indagini vengono assegnate al commissario Luigi Calabresi, che ferma illegalmente l'anarchico Giuseppe Pinelli e lo tiene nel suo ufficio per 48 ore, fino alla fatidica mezzanotte del 15 Dicembre quando precipita dalla finestra (metodo fascista, codice Rocco).
La morte del compagno Pinelli assomiglia tanto a quella dell'anarchico americano Salsedo precipitato da una finestra della polizia poco prima dell'arresto di Sacco e Vanzetti.
La sentenza del 30/6/2001 ha condannato all'ergastolo Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, tutti e tre di Ordine Nuovo, e ha dichiarato prescritto il reato per Carlo Digilio per aver collaborato coi giudici, il processo ha avuto una vicenda giudiziaria che è durata. più di 30 anni. Dal processo sono entrati e poi usciti altri esponenti di spicco di ordine nuovo come i padovani Franco Freda e Giovanni Ventura condannati a Catanzaro a 15 anni per altri attentati a Padova e a Milano. Stefano delle Chiaie, neofascista romano e Mario Merlino avrebbero commesso gli attentati per farne ricadere la responsabilità su altri movimenti. La strage di piazza Fontana segnò un 'salto di qualità' nella strategia della tensione condotta nel nostro paese contro l'avanzata dell'anarchia e del comunismo e fu all'origine di una mobilitazione di gruppi eterogenei, contro quella che in tanti interpretarono come un progetto di colpo di Stato (Golpe di Tora Tora 1970, Golpe Rosa del Venti '73, Golpe bianco '74) portato avanti dai neofascisti con l'appoggio e la complicità di alcuni settori degli apparati statali e della classe politica che non tolleravano un'evoluzione del quadro politico che portasse alla vittoria elettorale della sinistra sui partiti stabili di governo dal 1947. In molti studi su documenti parlamentari e giudiziari si nota che i servizi segreti italiani, legati in un vincolo di sostanziale subordinazione a quelli statunitensi, ebbero parte non secondaria nelle stragi di quegli anni. Dall'ultima inchiesta milanese del giudice Salvini emergono con chiarezza due elementi. Il primo è che c'è negli anni '60 la presenza in Italia di una struttura operativa e informativa americana, Cic (Counter Intelligence Corp) che, oltre a seguire e a controllare gli estremisti di destra tramite persone che avevano un doppio ruolo (informatori degli americani e militanti di ordine Nuovo), fornì loro un apporto tecnico per far crescere le cellule che avrebbero dovuto eseguire gli attentati.
Il 2° elemento spiega la connessione che si realizzò tra gli estremisti di destra e gli ambienti politici interessati a un colpo di stato di tipo istituzionale (destabilizzare per poi stabilizzare in un equilibrio politico che escluda la sinistra).
La grande manifestazione per l'ordine del 14/12/'69 indetta dagli estremisti di destra, avrebbe dovuto suscitare interventi decisivi degli uomini di ordine nuovo ma anche dei servizi italiani e americani nella direzione di un golpe istituzionale. Di fatto, fu annullata in seguito alla rivolta dell'opinione pubblica e delle organizzazioni politiche e sindacali di fronte alla strage, ma condusse comunque alla nascita di un quadripartito organico guidato sempre da Rumor con un significativo cambio della delega ai servizi segreti dal democristiano Gui, vicino a Moro, al socialdemocratico Tanassi, strettamente legato al presidente della repubblica Saragat.
Scenari, avvenimenti e personaggi di una crisi, che ha avuto inizio per le divisioni interne dei governi di centrosinistra (cattocomunista), dopo l'alt subìto nel '64 (vedi Piano Solo), esprimono i vincoli d'acciaio della guerra fredda. Tra il 1964 e il '67/inizi '68, nella nuova Italia pacificata dal centrosinistra, il neo fascismo attraversa una fase ancora più squallida. Il MSI del ragionier Arturo Michelini amministrava la routine elettorale di un gruppo di comparse screditate, qualche raduno di nostalgici, le solite scritte sui muri, qualche attentato (una cinquantina in 3 anni). la sua funzione più importante, tutto sommato, era assolta dai gruppi dissidenti dell'estrema destra nell'ambiente studentesco romano. Restavano ai fascisti la difesa e le complicità politiche con l'apparato borghese dello stato, dettate dalle affinità culturali ideologiche del singolo burocrate, poliziotto o magistrato, legittimando la loro presenza e il loro ruolo.
In quegli anni molte sezioni missine chiudono, il 'Secolo d'Italia' licenzia redattori e riduce la tiratura, due appartamenti di via Quattro Fontane, sede nazionale del MSI, vengono affittati a uffici privati.
Poi, improvvisamente, nei primi mesi del 1968 le cose cambiano, comincia la pacchia che dura ancora oggi. Il MSI riapre e aumenta le sezioni, le città italiane vengono invase da migliaia di volantini inneggianti alla "razza di destra" e di manifesti di giovanotti in camicia verde che puntano il dito ammonitore. Davanti alle scuole si diffondono gratuitamente pacchi del "Diario Italiano" dove tra fiamme tricolori e fasci littori, si inneggia a due anticomunisti: Benito Mussolini e James Bond.
La centrale dei finanziamenti USA al neofascismo italiano era la Continental Illinois Bank di Cicero, Illinois, che concentra enormi capitali provenienti in massima parte dall'industria bellica americana. La Continental (come anche la Gulf and Western che amministra il capitale della mafia americana Cosa Nostra) fornisce la copertura finanziaria alla Banca Privata Finanziaria, della quale si serve Michele Sindona per la gigantesca operazione di trasferimento di medie industrie italiane sotto il controllo del capitale americano, che è iniziata verso il 1968. La Continental, inoltre, è una delle maggiori consociate dell'industriale Carlo Pesenti e dell'Istituto per le Opere Religiose (IOR), la centrale finanziaria del Vaticano di cui il responsabile era, fino a pochi anni fa monsignor Paul Marcinkus, originario di Cicero (Usa), che senza mai mettersi in discussione, schiattando si porta nella tomba tutti i segreti occulti della chiesa. Presidente della Continental Illinois Bank è David Kennedy, consigliere al tesoro dell'amministrazione Nixon. Tramite l'italo-americano Philip Guarino, nostalgico per la parte italiana, repubblicano e grande elettore di Richard Nixon per l'altra metà americana, David kennedy è entrato in contatto con l'on. Luigi Turchi. Il deputato del MSI ha partecipato alla campagna elettorale di Nixon facendo capo al quartier generale del partito repubblicano a Washington da dove ha organizzato comizi, dibattiti e conferenze radiofoniche per la comunità italiana negli Usa.
Altri soldi americani arrivano ai fascisti italiani dalla CIA, che si serve per questo del 'canale greco'. Il 1°ministro Papadhopulos aveva affidato la gestione di questi fondi al capo del KYP, colonnello Michele Rufogalis, (agente -come il ministro del coordinamento Makerezos- dei servizi segreti Usa da almeno 8 anni), il quale a sua volta ne cura la distribuzione sulla base delle indicazioni fornitegli dall'incaricato della "questione italiana" Costantino Plevris.
La fonte dei finanziamenti in Europa è la Banque de Paris et des Pays Bas, la stessa usata dai monopoli agricoli e minerari belgi, francesi e olandesi per le colossali operazioni di finanziamento dell'OAS in Algeria e delle truppe mercenarie in Congo.
Nel novembre '68, Michele Sindona ha condotto per conto della Banque de Paris et des Pays Bas la scalata alla società Finanziaria Sviluppo, sino ad allora controllata dal gruppo italiano Cini-Gaggia-Volpi. Lo Sviluppo doveva servire alle grandi società petrolifere americane e anglo-olandesi per combattere all'interno della Montedison la battaglia contro la linea IRI-ENI- Agnelli- Pirelli che, col processo di razionalizzazione che comportava, avrebbe aumentato la competitività della Montedison a livello internazionale. A Genova pagano armatori e petrolieri, a Rimini grossi albergatori, a Ravenna gli industriali zuccherieri, a Roma, Napoli e Palermo gli impresari edili, a Bari e Reggio Calabria gli agrari, eccetera. In sostanza a foraggiare i fascisti sono i settori della media e piccola industria e quelli del capitale parassitario. La Confindustria in quanto tale, poiché al suo interno esistono contrasti di tendenza tra 'presidenzialisti' e 'riformisti', ha preferito continuare a investire i propri soldi nei partiti di governo e dell'opposizione 'costituzionale' di destra, oltre che nel SID al quale versava ogni anno 70/80 miliardi di lire (cfr. Alain Guerin, "Qu'est-ce que c'est la CIA? "Editions Sociales Paris 1968). I rapporti dei fascisti col vaticano invece erano cauti e discreti più che nel passato. Uno dei tramiti più noti è il Principe Filippo Orsini, ex assistente al soglio pontificio, molto legato a ]unio Valerio Borghese e a Giulio Caradonna.
Tra le varie entrature, Filippo Orsini ha quella molto consistente col cardinal Samorè, ex presidente della Pontificia Commissione Latino Americana, che è uno dei fiduciari della Misereor, una ricchissima società finanziaria tedesca che sostiene iniziative anticomuniste in tutta l'Europa.
La strategia della tensione, fu eseguita da un complesso di reti clandestine composte da militari e civili di ampiezza ben superiore al livello ufficializzato di Gladio, che aveva il compito originario di attivarsi nella eventualità, sempre più improbabile dopo i patti di Yalta, di una occupazione da est del territorio nazionale da parte di eserciti nemici.
Ma torniamo indietro nella storia per capire ... quel pezzo di storia occultata perfino dai fighettini intellettuali e dalle loro avanguardie borghesi, ancora oggi!
Partiamo dai giorni della Resistenza contro il nazi-fascismo, la nostra storia segreta, è la storia di una anomalia.
Il 9/9/1943, nasce a Roma il Comitato di Liberazione Nazionale(CLN) composto da brigate e divisioni che convivevano con ideologie diverse tra di loro: le Brigate Giustizia e Libertà (del Partito d'Azione), le Brigate Matteotti (socialisti), le cosiddette "formazioni bianche" (di ispirazione monarchica, composte in gran parte da reparti dell'esercito e carabinieri), e la Brigata Garibaldi (comunisti). Gli alleati foraggiano le "formazioni antifasciste bianche" ed in particolare la Brigata Osoppo. Il 1° ingresso formale del Pci nel governo avvenne il 21/4/'44, nel gabinetto presieduto dal liberale Badoglio. Nel febbraio '45, la brigata Osoppo partecipa ad un accordo (bandiere false) con l'organizzazione Franchi (rete spionistica collegata all'Intelligence Service e diretta dal partigiano bianco Edgardo Sogno), e la X MAS (il corpo speciale della RSI, comandato dal 'principe nero' Junio Valerio Borghese) per infiltrare e contrastare le brigate partigiane comuniste, italiane e jugoslave, dopo la sconfitta dell'esercito di occupazione nazista. Il piano prevedeva una "tecnostruttura" a 3 livelli non comunicanti tra loro, e l'infiltrazione dei partigiani bianchi nelle brigate comuniste (partigiani che infiltrano altri partigiani). Dalla Brigata antifascista Osoppo nasceranno nel maggio '45 le formazioni armate anticomuniste: III Corpo Volontari delle Libertà, Volontari per la Difesa dei Confini, Gruppi Tricoloristi. Per decenni, il più forte partito d'opposizione, il partito comunista, era fedele alleato di Mosca, la capitale dell'impero nemico atlantico. Proprio questa anomalia ha determinato una doppiezza nel corpo stesso dello stato: un 1° livello ufficiale, regolato secondo i princìpi della democrazia parlamentare e quindi accessibile a tutti e un 2° livello segreto,costituito da Gladio e da un reticolo di strutture iperclandestine, ideato e finalizzato proprio contro una parte politica, la sinistra. Del resto, sul versante opposto, un doppio livello si era formato sin dal dopoguerra anche all'ombra del Pci, con la cosiddetta Gladio rossa, una struttura paramilitare clandestina composta da ex partigiani laici, legata al mito della rivoluzione proletaria. Il 25 aprile 1945 la burocrazia fascista era riabilitata sia come persone, molti dei funzionari erano nuovamente al posto di comando, sia per il giudizio normativo, l'amnistia di Togliatti consegnerà alla storia un'assoluzione piena dei crimini fascisti. Togliatti provò quindi ad affrontare il problema del rapporto con la chiesa e, consapevole che la chiesa è la base catalizzatrice delle forze anticomuniste, tuttavia, ritiene che il mondo cattolico sia molto composito e agitato da forze contrastanti, dissidenti, alcune delle quali possono essere utili alla causa della sinistra. In ogni caso gli sembra errato e controproducente uno scontro poiché comunque il sentimento religioso è ben radicato nelle masse agrarie e anche in quelle operaie. Le radici della cosiddetta Gladio bianca o destra bianca eversiva, come è accaduto ed accade per quasi tutte le cose peggiori in Italia, affondano in un complesso sistema di ingerenze esterne (in prevalenza da parte delle superpotenze vincitrici del 2° conflitto mondiale: vaticano, Usa e Urss) nella vita politica, militare, economica e civile del nostro Paese. Nel 1948 esistevano nuclei armati di irriducibili di Salò, i quali confluirono nella brigata Osoppo, e che non volevano accettare la nuova situazione nazionale. Questo enigma è rimasto occulto, allo stato latente per tutti gli anni '50 e gran parte degli anni '60, si incendiò con la rivolta studentesca e le lotte operaie, fino a trasformarsi in una sorta di guerra civile "a bassa intensità". Pezzi di questo mondo sotterraneo anticomunista delle istituzioni, si attivarono per imporre al paese una svolta autoritaria. Ma anche il terrorismo rosso, certamente un fenomeno nazionale con radici nella storia della sinistra italiana, così come era accaduto negli anni precedenti con quello nero, fu intercettato e contaminato dai servizi segreti stranieri, dell'est e dell'ovest. Questa fenomenologia esplose durante il sequestro di Aldo Moro, l'interlocutore moderato di Berlinguer (firmò il Trattato Nord Atlantico il 4/4/1949, l'adesione al Patto Atlantico), raggiunse il suo culmine quando si ebbe la certezza che lo statista democristiano stava rivelando i 'segreti internazionali dell'Italia' ai suoi carcerieri, mettendo a rischio la stabilità dell'intera area. L'esistenza di una Gladio o l'alleanza sotterranea, si cementò sopratutto negli anni '60 al riparo dell'ombrello Nato, tra schegge di ex formazioni partigiane bianche, terroristi neri e apparati di forza militare.
D'altra parte, non capiremo mai la storia di quegli anni se, ad esempio, non pensiamo che in una casa alto borghese, attorno a un desco familiare, si riunivano quotidianamente un ministro della repubblica, uno dei principali uomini della Dc, e il capo di una delle formazioni guerrigliere che attentava al cuore dello stato, Carlo Donat Cattin, leader di una corrente storica della Dc e suo figlio Marco, leader di Prima Linea. Piperno disse, in Commissione stragi, che si rese conto della forza reale delle Brigate Rosse riflettendo sul livello alto borghese della casa romana vicino a Piazza conte di Cavour, in cui nel 1978 gli fu possibile incontrare Moretti, autore confesso dell'uccisione di Moro.
La cultura italiana è ancora oggi condizionata dagli schemi della guerra fredda: oscilla tra la rimozione e la propaganda.
Ci vuole un'operazione di trasparenza per ricostruire una memoria appositamente affossata, e rendere giustizia a tutti quei giovani proletari e sottoproletari che hanno creduto davvero nella lotta, per l'eliminazione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, lottando per l'eliminazioni delle classi sociali e per la libertà di espressione a tutti gli esseri umani, e invece sono morti....o si sono fatti tanta galera, ignari dell'esistenza di quel sistema capitalistico perverso che governa il Mondo con i fili invisibili della politica liberale illuminista massonica e la loro logica militare occulta ....
Schiacciando in questo modo i sogni di giustizia sociale e di abbattimento dei poteri forti, negando con questo metodo la verità storica, e appiattendo gli ideali utopistici di vita, anche delle generazioni prossime.

Barbacetto - Intervista sulla strage di Piazza Fontana a 40 anni di distanza.
Barbacetto - Intervista sulla strage di Piazza Fontana a 40 anni di distanza. - YouTube