
Originariamente Scritto da
Sergente Romano
Nicola Romeo, l’uomo che resuscitò l’A.L.F.A.
Nicola Romeo ha contribuito in maniera determinante alla storia dell’Alfa Romeo. Intervenne, infatti, in un momento molto delicato e riuscì ad assicurare alla Fabbrica del Portello la sopravvivenza prima e dopo la prima guerra mondiale.
Nonostante un inizio promettente, l’A.L.FA entrò in crisi alla vigilia del primo conflitto mondiale tanto che il 28 settembre 1915 venne messa in liquidazione.
La salvò la Banca di Sconto che, in possesso della maggioranza delle azioni, il 2 dicembre dello stesso anno passò la Società all’ "Accomandita Semplice ing. Nicola Romeo & C", decretando lo storico incontro dell’A.L.F.A con Nicola Romeo.
Dotato di spiccate qualità imprenditoriali, il dinamico industriale
nato nel 1876 a S.Antimo, in provincia di Napoli, dapprima la convertì per la produzione di materiale bellico (proiettili, materiale ferroviario, gruppi elettrogeni, compressori, lanciafiamme), per poi riprendere a costruire, a guerra ultimata, automobili con il marchio Alfa Romeo.
Nicola Romeo con Ascari (1^ ass. su P2), Ramponi e tecnici al G.P. D Italia, 19.10.1924Nicola Romeo era un uomo intelligente e colto ed aveva una grande passione per la matematica e la geometria. Scrisse anche alcuni testi e diede un valido contributo alla risoluzione di parecchi problemi e teoremi.
Sposò una donna portoghese che gli diede sette figli, tre maschi e quattro femmine. Una delle figlie, raccontò in un’intervista che era talmente rigoroso e rispettoso che nei primi anni di matrimonio, poiché la moglie non conosceva ancora l’italiano, in famiglia si parlava francese.
La conferma della personalità di Nicola Romeo viene anche da questo episodio sempre raccontato dalla figlia: "Nostro padre viaggiava ovviamente su vetture Alfa Romeo ma non guidava, aveva l’autista. Ebbene, noi avevamo una discreta confidenza con l’autista tanto è vero che ci rivolgevamo a lui dandogli del tu. Quando nostro padre se ne accorse, ci sgridò severamente dicendoci: Ricordatevi che questa persona è un lavoratore e come tale ha diritto al massimo rispetto. Così dovemmo tornare a dare del lei all’autista".
Nicola Romeo e il Principe Umberto di Savoia all Autodromo di Monza nel 1925 accanto alle P2 prima della partenzaProveniente da un ambiente molto povero, si dice che sia stato sostenitore di opere di beneficenza. In una lunga intervista rilasciata per il periodico francese l’Auto, disse di aver donato, subito dopo la prima guerra mondiale, "un milione" per la creazione nel suo paese natale di un asilo per bambini orfani e senza tetto. E per questo fu nominato cittadino onorario di Napoli.
Ma tornando all’Alfa, il ritorno alla produzione civile fu complicato e laborioso ma anche in questa occasione l’ingegner Romeo dimostrò il suo talento d’imprenditore riavviando la produzione automobilistica. Un’altra conferma della lungimiranza di Nicola Romeo venne dall’impulso che egli diede all’attività sportiva. Le sue vetture vincevano gare prestigiose, ma quello a cui lui mirava era il successo nel Campionato del Mondo. E’ arrivò anche il titolo iridato, nel 1925, con la P2 progettata da Jano.
A dicembre dello stesso anno, la S.A. ing. Nicola Romeo & C si sciolse.
Direttore generale fu nominato Pasquale Gallo mentre a Nicola Romeo, per compensarlo dalla parziale estromissione, fu offerta la carica di presidente della società, carica che conservò fino al 1928 anno in cui si trasferì a Magreglio (Como) dove visse i suoi ultimi anni di vita e dove si spense il 15 agosto del 1938.
17-12-12
Fonte: archivio storico Alfa Romeo
Archivio Storico Alfa Romeo / Magazine