E in Giappone avanza il Tosi del Sol Levante
Toru Hashimoto fa il terzo incomodo in un parlamento dove il potere è diviso tra la destra Liberale e la sinistra dei Democratici. di Max Ferrari
A poche ore dalle elezioni giapponesi segnatevi questo nome: Toru Hashimoto. Chi è?
E’ il 40enne ex sindaco di Osaka che ha mollato tutto per una impresa folle: diventare il terzo incomodo in un parlamento dove, da sempre, il potere è diviso tra la destra Liberale e la sinistra dei Democratici.
Roba vecchia per Hashimoto che unisce i valori del nazionalismo più acceso a quelli del localismo e del buon governo.
Così se da un lato accende le folle sventolando la bandiera imperiale, scagliandosi contro l’espansionismo cinese e chiedendo che l’esercito giapponese torni a svolgere funzioni che vanno oltre la semplice autodifesa, dall’altro sbraita contro il potere centrale e parassitario di Tokyo e chiede la decentralizzazione del potere e della burocrazia. Con la battaglia mirante a far diventare Osaka la nuova capitale dell’economia nazionale a discapito di Tokyo, ha stravinto le elezioni e ha poi governato all’insegna del motto “legge ed ordine”.
A quel punto sulla sua strada ha trovato un vecchio samurai della politica nipponica: Shintaro Ishihara, 80enne popolarissimo governatore di Tokyo, amico di un mito quale Yukio Mishima, nazionalista acceso, critico e pungente contro gli USA e protagonista di mille campagne anticinesi a partire dalla diatriba sulle isole Senkaku.
Poteva essere uno scontro e invece tra i due, che ricordano molto la coppia Gentilini-Tosi, è nato un idillio che ha portato alla fondazione del Partito della Rinascita Giapponese che ha come primo punto il ritorno della Banca Centrale sotto il controllo del governo eletto dal popolo.
Il Giappone attraversa una dura crisi che morde produzione, occupazione e consumi e la coppia Toru-Shintaro crede che la responsabilità sia delle banche capitanate da un istituto centrale governato da oscuri personaggi spacciati per tecnici (sembra l’Italia vero?) che strozzano le imprese e la povera gente.
Ishihara ha rincarato la dose scagliandosi contro il ministero delle finanze asservito agli interessi degli USA e ha bacchettato come maggiordomi gli economisti giapponesi al servizio del Fondo Monetario Internazionale
La soluzione- dicono- è agevolare il credito e far ripartire produzione e consumi fregandosene delle ricette imposte dai vari istituti internazionali. Una visione che è poi molto simile a quella di Shinzo Abe, leader della destra Liberale che sicuramente vincerà le elezioni e scaccerà la sinistra.
Il problema è che Abe è uomo poco risoluto (già in passato vinse e mollò il premierato dopo un anno) e un iniezione di energie vive non è malvista da molti elettori di quell’area.
Nella migliore delle ipotesi, dunque, il Partito della Rinascita farà parte del nuovo governo e nella peggiore piazzerà qualche decina di parlamentari. Comunque è l’inizio di una rivoluzione. Nel nome della tradizione.
Max Ferrari




Rispondi Citando
