Esistono testi in italiano su questi argomenti?


Esistono testi in italiano su questi argomenti?
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


http://books.google.lu/books?id=t_nO...page&q&f=false
Spero si apra






Intanto segnalo questo (non e' focalizzato sulla logica ma penso vi siano spunti e richiami interessanti anche relativamente alla logica).
Di Arena ho letto anche altro e mi ha sempre stimolato
http://www.gianfrancobertagni.it/mat...iana_arena.doc
Ultima modifica di Ucci Do; 10-01-13 alle 02:41


Ad esempio, tratto dal testo di Arena:
Il giainismo attribuisce una grande importanza alla logica, sul piano cognitivo. Coloro che considerano la filosofia indiana soltanto un coacervo di dottrine mistiche sono invitati a considerare attentamente lo syadvada (" teoria del " potrebbe essere "). Questa dottrina considera le varie possibilità di descrivere le cose. Ne risulta la relatività della conoscenza. Vengono ammesse le seguenti, sette proposizioni logiche, equivalenti ad altrettanti punti di vista.
1. Relativamente, la cosa esiste.
2. Relativamente, la cosa non esiste.
3. Relativamente, la cosa esiste e non esiste.
4. Relativamente, la cosa è indescrivibile.
5. Relativamente, la cosa esiste ed è indescrivibile.
6. Relativamente, la cosa non esiste ed è indescrivibile.
7. Relativamente, la cosa esiste, non esiste ed è indescrivibile.
Si prenda, per esempio, un orcio. Esso può essere considerato in base a quattro modalità: la materia, la forma, lo spazio e il tempo. In base alla proposizione numero. 1, l'orcio esiste, relativamente ralle seguenti condizioni: rispetto alla materia di cui è composto (per esempio, l'argilla ); rispetto alla sua forma specifica (per esempio, conica); rispetto alla sua collocazione spaziale (per esempio, la cucina); rispetto alla sua collocazione temporale (finchè non verrà distrutto). In base alla proposizione numero 2, e alle modalità suindicate, l'orcio non esiste, relativamente alle segueti condizioni: rispetto alla materia da cui non è composto (non è di metallo); rispetto alla forma che non possiede non è quadrato); rispetto allo spazio in cui non si trova (non sta in camera); rispetto al tempo (per esempio, quando viene distrutto). La proposizione n. 3 considera semplicemente che la n. 1 e la n. 2 vengano ammesse in successione. Si consideri soltanto l'esempio in relazione alla materia: prima si asserisce che l'orcio esiste, perché è d'argilla; poi, che non esiste, perché non è di metallo. La proposizione n. 4 considera che la n. 1 e la n. 2 vengano ammesse simultaneamente. Considerando l'esistenza e la non - esistenza simultaneamente, in base alle predette modalità, l'orcio risulta indescrivibile. La proposizione n. 5 è la combinazione della n. 1 e della n. 4; la n. 6, della n. 2 e della n. 4; la n. 7, della n. 3 e della n. 4. Un oggetto si conosce soltanto in relazione a determinate modalità, in base ad un certo punto di vista. Il termine syad, che caratterizza questa logica, può essere anche reso con " forse " o " potrebbe essere " ad attestare il carattere provvisorio e inesaustivo della conoscenza. Accanto alla logica, i giaina ammettono vari mezzi di conoscenza, tra i quali la chiaroveggenza - che però non è sempre Sicura. La lettura del pensiero e la conoscenza perfetta (kevala ) risultano invece sempre affidabili e certe. Il mondo ha un'esistenza concreta, per cui le cose si trovano al di fuori della mente. La conoscenza che ne abbiamo può essere turbata dalle interferenze delle passioni e delle emozioni. Attraverso queste vie l'elemento spirituale o incorporeo (jiva; letper: " il vivente ") si mescola con quello materiale e incosciente (ayiva; let.: " il non vivente " ), nei termini di una contaminazione. Si propugna una concezione estremamente vitalistica, secondo quale persino le gocce di rugiada posseggono componenti spirituali da ciò il grande rispetto dei giaina per tutte le creature: per esempio gli animali.


allora non è rivolto a mevisto che non riesco a non vedere il buddhismo come una razionalizzazione, anche abbastanza scettica, della cultura indiana precedente e a leggere il nirvana e i vari concetti buddhisti come virtuosismi logici e metafore.
però lo leggerò lo stesso visto che ho letto le primissime pagine e mi piace.
Ultima modifica di MaIn; 10-01-13 alle 04:55


Il Buddismo tende a privilegiare l'aspetto esperenziale, cioè il raggiungimento di uno stato di non mente (nirvana) attraverso pratiche yoghiche, mentre l'induismo nella fattispecie l'Advaita Vedanta privilegia la conoscenza, la sola che può dissipare l'ignoranza. L'una si basa sullo sforzo e sul mantenimento di quello stato illuminato, mentre l'altro risolve il problema della mente alla radice, asserendo la sua vacuità e stabilendo a priori che l'Essere è già realizzato. Da questa prospettiva è soltanto l'ignoranza ad essere d'ostacolo. "TAT VAM ASI". Il serpente (mente) sovrapposta alla corda (essere) è sempre la corda che ha assunto apparentemente una specifica conformazione, e una volta svelato l'inganno tramite la conoscenza, il serpente svanisce come nebbia al sole, scoprendo che in verità non è mai esistito.