Mi si chiede conto (più o meno garbatamente e civilmente) del fatto che io abbia scelto per avatar la bandiera confederata come sfondo al simbolo duosiciliano, fecendo implicito riferimento al presunto valore razzista che comunemente ad essa bandiera si attribuisce, e tentando, di conseguenza, di accreditare una presunta contraddizione tra le mie idee dichiaratamente antirazziste e antinegazioniste e l’adozione da parte mia di tale simbolo.
Due sono le ragioni che mi hanno fatto preferire, in questo contesto, l’immagine della bandiera confederata.
Entrambe sono di origine storica.
La prima ragione mette in evidenza l’evidente parallelismo tra la condizione degli stati americani del sud e del nord alla vigilia della guerra di secessione, e la condizione degli stati italiani preunitari alla vigilia della guerra d’aggressione piemontese.
In ambedue i casi le vere ragioni della guerra non avevano nulla di nobile.
Furono in realtà delle rapine su larga scala.
Qualche riferimento:
Quando Lincoln fu eletto presidente, passò immediatamente, con l’accordo del Congresso degli Stati Uniti, la Morrill Tariff (la piú alta tassa d’importazione della storia degli Stati Uniti), piú che raddoppiando i tassi d’importazione dal 20% al 47%. Questa tassa significò la bancarotta per molti cittadini del Sud. Nonostante il fatto che negli Stati del Sud fosse presente solo il 30% della popolazione degli Stati Uniti, essi pagavano l’80% delle tariffe. La tassazione oppressiva, la negazione del diritto di autogoverno dei singoli Stati, e un governo federale che non sentivano li rappresentasse, spinsero gli Stati del Sud a decidere di ritirarsi legalmente dall’Unione.
Dal momento che i cittadini degli Stati del Sud si erano sottratti alla tassazione oppressiva ritirandosi dall’Unione, il solo modo per imporne il pagamento era quello di invadere gli Stati Confederati per obbligarli, con le armi, a ritornare nell’Unione.
Abraham Lincoln invase quindi il Sud per imporre il pagamento di tale tassa d’importazione e soddisfare i suoi sostenitori, gli industriali del Nord. Non era lo schiavismo l’oggetto della discordia. La guerra di Lincoln costò le vite di 600.000 americani.
La verità sulla bandiera confederata è che non a niente a che vedere con il razzismo e l’odio. La Guerra Civile non fu combattuta per ragioni legate allo schiavismo o al razzismo.
Lo schiavismo era solo una scusa per giustificare l’invasione del Sud da parte del Nord (Situazione a noi sinistremente e tristemente ormai nota. - Chi ammetterebbe mai di combattere per riscuotere soldi?)
Vari gruppi, come il KKK (Klu Klux Klan) hanno distorto il significato reale della bandiera confederata a loro uso e consumo.
La seconda ragione storica vuole rendere omaggio al valore del soldato duosiciliano troppo spesso mortificato dalla storiografia ufficiale.
Soldati delle Due Sicilie furono arruolati in diverse unità dell’esercito confederato americano. Una di queste era il 10° reggimento fanteria della Louisiana, organizzato a Camp Moore in Louisiana dal colonnello Mandeville De Marigny. Questa unità fu immediatamente inviata in Virginia al fronte, ed ebbe un ruolo primario nella vittoria confederata di Manassas (21 luglio 1861), ove i Nordisti furono messi in rotta.
68 fuoriusciti mazziniani si arruolarono, invece, oltre a ungheresi, russi ed altri stranieri, nella Garibaldi Guard nordista (39° reggimento), la cui compagnia A portava la camicia rossa.
Questo reggimento, per intero, fu compreso fra gli 11.000 prigionieri fatti il 15 settembre 1862 dal generale sudista “Stonewall” Jackson dopo l’assalto alla piazzaforte nordista di Harpers Ferry nella Virginia Occidentale.
Fu stabilito uno scambio di prigionieri, e agli italiani dell’esercito confederato, inquadrati nella Compagnia A del 10° reggimento LouÌsiana, fu dato l'incarico di scortare la Garibaldi Guard al punto di scambio; impietositi, i soldati delle Due Sicilie, per cercare di giustificarli dinanzi al colonnello Waggaman, comandante del reggimento, dissero che essendo “Yankees di casa nostra” (“They are just home made yankees”), non sapevano quel che facevano.
Si noti che nei confronti della Garibaldi Guard la corte Marziale nordista emise la sentenza della “disgrazia per vigliaccheria”, per il suo comportamento vergognoso nella battaglia di Harpers Ferry. L'intero 39° reggimento unionista fu fatto marciare a capo scoperto e con la bandiera capovolta (le stelle erano nella parte inferiore e le strisce nella superiore) sino a Camp Douglas (un campo di concentramento per prigionieri sudisti a Chicago, ove fu trattenuto per tre mesi).
Furono definiti “i vigliacchi di Harpers Ferry” (cowards of Harpers Ferry)
Fonte: srs di Pierluigi Rossi, da L’alfiere di dicembre 2009
Questo episodio degli Yankee cresciuti in casa, scortati allo scambio di prigionieri da ex soldati delle Due Sicilie, è rilevante perchè dimostra che del valore glorificato nell'impresa dei 1000 non ne rimaneva niente quando si combatteva per davvero.
La Veja: I Borbonici e i garibaldini si combatterono anche in America
Spero di aver fatto chiarezza.
Adesso per me la questione si chiude davvero.
Sergente romano.




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