di Antonio Caracciolo - 24/07/2009

Fonte: Civium Libertas [scheda fonte]


L’edizione francese è del 2008, uscita presso Fayard. È tradotta dall’originale ebraico ed è stata acquistata da me appena resasi disponibile. Ne sono traduttori Sivan Cohen-Wiesenfeld e Levana Frenk. Ho già letto da tempo il libro e mi accingerò presto ad una rilettura, accompagnata da uno studio con redazione di schede su autori e argomenti citati. Insieme con quelli di Ilan Pappe e Avraham Burg il volume di Shlomo Sand è indicato da me come una Trilogia da leggere e studiare insieme, rinviando da un volume all’altro. Anche per Burg e Pappe l’edizione francese ha preceduto quella italiana. Mi auguro che anche Sand trovi presto un editore italiano.

Del libro sono state fatte diverse recensioni e dati ampi estratti, per lo più incentrati sull’«invenzione» del popolo ebraico. A mio avviso, la parte più originale e interessante è la ricchezza di esposizione e analisi con cui viene riportato il dibattito politico-filosofico che si svolse nella seconda metà del XIX secolo, in pieno sviluppo del nazionalismo. La singolarità del sionismo è che mentre per Italia, Francia, Germania, ecc., vi erano già dei popoli, stanziati da tempi immemori su un loro territorio, forniti di una loro cultura, lingua, identità, che ora assumeva un’accentuazione di tipo nazionalistico, con esiti anche tragici, il “popolo ebraico” poteva sorgere – ed è infine sorto – solo cacciando altri popoli, quello palestinese, dal loro territorio e votando fin dall’inizio gli indigeni allo sterminio e alla pulizia etnica. Del tutto impropriamente e arbitrariamente si è usato per il sionismo il termine di “Risorgimento” con specifico riferimento al Risorgimento italiano: niente di più spudoratamente falso. Ma non tratta di ciò il libro di Sand. Si tratta di una nostra digressione che svilupperemo in un apposito blog dedicato alla pubblicazione dell’Opera omnia, sterminata, di Giuseppe Mazzini, proprio per documentare la falsità e strumentalità dell’operazione.

Sand non sembra avere avuto gli stessi ostracismi di Ilan Pappe, che si è trovato costretto da minacce ed angherie di ogni genere a lasciare Israele.