Iniziamo a presentare una serie di articoletti sulla città che ha dato al mondo ordine, pace e la Legge per oltre un millennio.hefico:


Iniziamo a presentare una serie di articoletti sulla città che ha dato al mondo ordine, pace e la Legge per oltre un millennio.hefico:
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.








Il primo articolo tratterà di Gentes e Tribù.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


LE TRIBU'
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Assieme denominazione endonima dei vari gruppi componenti la civitas romana, definizione degli abitanti di determinati luoghi e circoscrizione amministrativa, per certi versi uno dei tanti misteri originari di Roma Antica.
Ma vediamo l'interpretazione più diffusa e assieme più antica:
Le tribù dell'antica Roma erano raggruppamenti sociali in cui erano raccolti ed irreggimentati i romani dotati dello status di cittadini.
Di certo vennero create in età arcaica, forse da Romolo stesso, in numero di tre, numero di importanza grandissima a carattere sacrale ben definito nella cultura romana.
Ciascuna delle tribù si suddivideva in dieci diverse covirie (riunione di uomini importanti, autorevoli), diventate poi curie in età storica, ed erano indicate coi nomi di Ramnes, Luceres e Tities.
Un tribunus aveva funzione di portavoce e leader delle Tribù di fronte al Re e al Senato, probabilmente eletto o cooptato all'incarico dai capi delle Fratrie (altro nome delle covirie), sembrerebbe a vita in una prima fase, poi per dieci anni.
Sappiamo che tra le fratrie e le tribù c'era un rapporto gerarchico e simbiotico, e abbiamo notizia del legame tra queste e le cento gentes originarie di cui si parla nella tradizione, da Livio a Varrone.
Purtroppo la perdita di molti antichi testi ci fa penare nel ritrovare i limiti esatti dei vari rapporti.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


cosa differenziava fra loro le tribù?
di necessità virtù


In epoca repubblicana esistevano 35 Tribù: 4 urbane e 31 rustiche. Le Tribù urbane sarebbero forse state create forse da Servio Tullio (ma personalmente sono scettico), mentre le prime Tribù rustiche le troviamo all'inizio dell'epoca repubblicana. Le Tribù erano distretti di reclutamente militare ed unità di voto. Il numero di 35 fu raggiunto con l'espandersi del territorio romano, finché per mantenere l'equlibrio politico inalterato dopo il 241 a. C. non venne creata alcuna nuova Tribù (i nuovi territori fuono asseganti alle Tribù rustiche esistenti). Devi considerare che nel sistema politico romano sostanzialmente dal III secolo in poi tutte le leggi furono votate dai Comitia Tributa, ma all'interno il numero dei cittadini iscritti variava molto, quindi - perlomeno nell'età della media repubblica - la maggioranza era della classe media contadina, o meglio della nobiltà patrizio-plebea che controllava i propri clienti nelle campagne.
Per le strutture politiche romane, nonostante per certi aspetti sia superato, consiglio: "Le istituzioni politiche romane: dalla città allo Stato" di Léon Homo.
Ultima modifica di von Dekken; 13-01-13 alle 21:05




Andiamo con ordine.
In età regia si ha la prima nozione di tribù, note come tribù gentilizie.
Erano tre, molto probabilmente collegate a livello politico e sacrale con le cento gentes originarie, ossia le prime cento grandi famiglie patrizie che avevano diritto all'accesso al Senatus e al Consilium Regis.
Esse erano:
Ramnes
In questo gruppo si raccoglievano quelle famiglie stanziate nella prima regione di insediamento in area cittadina.
Insomma i primi Romani autoctoni, guidati dai capi di origine latina (e troiana) originari delle zone pianeggianti vicine alla città quadrata di Romolo.
Tities (o Titienses)
I seguaci di Tito Tazio e dei suoi patrizi.
Il secondo gruppo, di origine sabina o assimilata ai sabini.
Anche loro, seppure la tradizione sia confusa al riguardo, dovrebbero essere stati delineati come tribù da Romolo o da Numa Pompilio.
Di età leggermente più tarda il terzo gruppo, costituito come tale forse sotto Anco Marzio, ossia i
i Luceres
Questo terzo gruppo aveva origini miste, ma lo stesso Tito Livio, che in tal modo li definisce, ammette che in seno al gruppo la preminenza spettava sicuramente agli Etruschi, che egemonizzavano, pare gli abitanti insediatisi nelle zone boscose nei pressi di Roma, le prime a venire inglobate nel dominio diretto della Città.
Forte dal punto di vista suggestivo in questo senso la tradizione che li dice guidati ad associarsi in tribù dal Re di Ardea Lucero, amico degli etruschi neoarrrivati se non etrusco egli stesso. Vale la pena di ricordare che Ardea, centro di notevole importanza in età regia e successivamente venne fondata dai rutuli, popolo misterioso e non latino di stirpe e di cultura, poi assimilato ai latini ma distinto da essi per ragioni culturali e politiche anche in epoca repubblicana.
Tale ordinamento, che non resse alla trasformazione repubblicana, come ricordava Von Dekken nel post sopra, viene confermato da recenti ritrovamenti. Roma nacque quindi dalla fusione di elementi locali ed autoctoni di stirpe latina e sabina, con elementi allogeni giunti come aristocrazia guerriera (Troiani e Rutuli) sovrapposta agli indigeni o come aristocrazia commerciale ed agricola (Etruschi) arrivata per prendere le redini culturali e commerciali della regione.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.