Sul quotidiano “Rinascita” del 21 dicembre 2012 compaiono in prima pagina due articoli siglati rispettivamente “r.p.” e “s.d.r.” ambedue favorevoli al voto ma con direttrici di scelta diverse, almeno da quello che sembra di capire. Chiariamo subito che la nostra scelta, come Unione per il Socialismo Nazionale, di astensione dal voto alle prossime elezioni politiche, ha caratteristiche di scelta tattica e non nasce da una pregiudiziale aprioristica di natura politico-ideologica, ed essendo scelta tattica può anche mutare se ci vengono proposti argomenti convincenti o se le condizioni socio-politico-ambientali ce lo suggeriscono e ce lo consigliano proprio in relazione all’obiettivo strategico che fa parte del nostro programma.

Detto questo entriamo nel merito delle due soluzioni che ci vengono proposte. Quella targata “r.p.” ( ma perché nascondere il nome dietro una sigla ? ) afferma: “L’astensionismo strategico non ha senso.” E fin qui siamo d’accordo. Poi continua: “E’ chiaro dalle esperienze angloamericane, che la classe dirigente democratica si autolegittimerebbe anche con una percentuale ridicola di votanti, com’è prassi ovunque abbia attecchito il sistema maggioritario angloamericano. In secondo luogo, perché ogni voto dato alle varie liste nazional identitarie, per nobile che sia, è sprecato vista la loro frantumazione. Come quello dato alle residue forze comuniste antagoniste. Grillo è una non scelta: semplice populismo democratico, cosmopolita, disordinato.”

Continuando nella lettura dell’articolo, dove si esclude il tandem Bersani-Vendola e non viene nominato il famoso “centro”, sembra di capire che per battere i “banksters” non rimanga che votare Berlusconi. Oltre al fatto che per noi gli argomenti portati non sono convincenti, né nella premessa e tanto meno nella soluzione indicata, resta a maggior ragione la nostra richiesta di esigere una firma. Anche per sapere se “l’idea” viene direttamente da emissari incaricati da Berlusconi o dai soliti leccaculi destronzi abituati a vendersi per il classico piatto di lenticchie.

Passiamo alla seconda proposta targata “s.d.r.” che si articola secondo un ragionamento che in parte condividiamo nella premessa là dove afferma che: “L’astensionismo avrebbe senso – e dunque sarebbe politicamente percorribile – se avesse proiezione istituzionale.” Certo, ed è per questo che noi affermiamo da sempre che viviamo in una democrazia senza “demos”, ed è per effetto di questo meccanismo perverso che adesso, nel gran finale pirotecnico di un regime agonizzante, arriva il salvatore della patria che si può permettere di affermare: “Io sono Io, e tu popolo italiano non conti un cazzo !” parafrasando la frase del famoso Marchese del Grillo di papalina memoria.

Ma dopo questa premessa ampiamente argomentata, quale la soluzione indicata ? La riportiamo integralmente: “Non è il caso di fornire indicazioni di voto specifiche. Ma votare liste territoriali, identitarie, e sociali, anche prive di retroterra ideologici, ( e qui sinceramente si ravvisa una contraddizione in termini !) in questo cruciale passaggio storico-politico nazionale, rappresenta l’unico strumento di lotta popolare per sturare orecchie e tagliare unghie a quanti fingono di non ricordare a chi appartiene la sovranità.” Sinceramente se al popolo italiano non rimane altro strumento di liberazione che mantenere in vita sul piano elettorale le indicate “ liste territoriali, identitarie e sociali”, questo popolo è proprio ridotto veramente male e per secoli dovrà continuare a rimanere schiavo pur sturando orecchie e tagliare unghie.

Anche per questa proposta vale, ovviamente, la nostra richiesta della firma per esteso non fosse altro per comprendere il suo personale percorso politico . Quello che, per la verità, non riusciamo a comprendere è la posizione del quotidiano “Rinascita” che, per prendere posizione ufficiale sulle due proposte, “opterà per quella con più consensi alla vigilia del voto “ escludendo a priori dal “sondaggio” la posizione di quanti sono decisi ( e si tratta di milioni di italiani che – sia chiaro – noi non abbiamo la presunzione di rappresentare nel totale !) ad astenersi dal voto.

Stelvio Dal Piaz

Penso sia giunto il momento di dare un significato politico al voto e al non voto. La riflessioni è rivolta soprattutto al camerata che sembra deciso a votare Forza Nuova. L’intenzione di presentarsi avrebbe voluto che F.N. avesse aperto almeno un confronto con tutte le altre forze cosiddette antagoniste che erano anch’esse disponibili alla fase elettorale in modo da riuscire a creare un cartello unito.Tutto questo diciamo anche se noi non siamo mai stati interessati a prendere in esame la partecipazione in questo particolare momento. QUESTO NON è UN MOMENTO IN CUI LE ELEZIONI POSSONO SCONVOLGERE IL QUADRO POLITICO. Questo è il momento di approfondimento culturale per la formazione dei quadri. Ci attendono momenti difficilissimi per superare i quali occorrono “guerrieri” e non politicanti. Nell’attuale contesto partecipare significa riconoscere il sistema e così legittimarlo. Anche il voto contro da valore al meccanismo perverso che ci sta strangolando.

Stelvio Dal Piaz


A volte i ricordi storici possono essere di insegnamento. Premesso che in questo momento la massa proletaria tradita da tutti non fa distinzioni fra colpevoli e innocenti. Chiunque varcherà la soglia dell’aula sorda e grigia sarà incasellato nella casta anche perchè è già tutto scritto e questi non sono i momenti del “riformismo”. Quindi presenze -ammesso risultato positivo- perfettamente ininfluenti. La disperazione potrebbe anche far rizzare le “ghigliottine” ( è una metafora naturalmente ! ) E qualcuno potrebbe anche fare la fine di Giuseppe Prina, ministro delle finanze della repubblica italiana del 1802 presieduta da Napoleone Bonaparte. Meglio, in certi casi, essere dalla parte degli insorti. A Milano è rimasto il detto ” l’ha faa la finn del Prina !” .

Stelvio Dal Piaz

ESISTE UNA TERZA OPZIONE ! | UNIONE PER IL SOCIALISMO NAZIONALE