L’intelligence russa trasforma Damasco in una trappola per ribelli
Capolavoro tattico russo. L’armata del governo siriano, su consiglio dell’intelligence di Mosca, s’è finta debole e depauperata da diserzioni per attrarre i “ribelli” a tentare il colpo definitivo su Damasco. Poi ha assestato loro un colpo durissimo: centinaia di ribelli uccisi. La storia tanto propagandata dai media occidentali sull’imminente uso dei gas da parte del regime siriano faceva parte del trucco. I magazzini di armi strategiche erano stati svuotati, e le armi portate in luoghi più sicuri, come se il regime temesse potessero cadere in mano ai ribelli. Lo spionaggio americano ed israeliano, satellitare, ci è cascato.
[..] Stando ad informazioni che As-Safir ha ottenuto da fonti ben informate, il regime siriano sapeva da settimane del piano dei ribelli per sconvolgere la capitale, piano che coinvolgeva migliaia di combattenti di tutte le nazionalità. Il piano mirava a prendere il controllo delle città di Harasta e Duma, per poi lanciare l’attacco su Damasco.
Dopo aver congegnato una serie di bombardamenti mirati, volti a far scappare la cittadinanza, i ribelli hanno cercato di espugnare Jaramana; come risposta, grazie ad informazioni di intelligence prodotte da un alleato del regime siriano, l’esercito della Siria ha predisposto un piano per prevenire l’attacco, che risultava pianificato per la mattina del primo sabato di dicembre. Fulcro del piano governativo era impegnare i militanti in una prima battaglia e disperderne le fila, per poi poter portare il colpo fatale.
Il settimanale russo Argumenti Nedeli ha recentemente rivelato che «l’esercito siriano aveva progettato di lanciare il primo attacco contro gli insorgenti e di disperderne le fila con l’aiuto dei servizi russi, che hanno dato al regime siriano informazioni necessarie per prevenire l’attacco».
Per preparare questo scenario, su consiglio dell’intelligence alleata il regime siriano pochi giorni prima aveva effettuato una precisa mossa tattica: mettere in bella mostra lo spostamento di armi strategiche dai loro depositi, per dare la falsa idea che venissero trasportate in un luogo più sicuro.
Ed infatti, i satelliti stranieri – americani in primis – registrarono attività militari siriane che hanno immediatamente acceso timori nella comunità internazionale circa l’uso di armi particolari da parte dell’esercito siriano, armi che i media lasciarono intendere potessero essere chimiche.
I nemici del regime siriano hanno largamente contribuito alla diffusione di questa ipotesi, anche perché si riteneva in tal modo di favorire un intervento straniero o forti pressioni sul regime. [..]
All’inizio dell’attacco, nel Paese si sono interrotte tutte le comunicazioni, imprevisto del tutto inatteso e destabilizzante per i gruppi armati che a quel punto non erano più in grado di aggiornarsi sul procedere dei combattimenti.
Le fonti descrivono l’attacco portato a Damasco come il più cruento ed imponente dall’inizio della crisi siriana. I gruppi armati sono caduti nella trappola predisposta dalle truppe siriane, che hanno ricevuto un intenso addestramento in Russia ed in Iran sul come lanciare controffensive contro bande armate. Va infatti ricordato come Russia ed Iran abbiano accordi con la Siria per la cooperazione strategica e lo scambio di esperti di tecnica e sicurezza nella regione.
Nella battaglia, le postazioni dei ribelli sono state oggetto di pesanti bombardamenti che ne hanno rotto i ranghi in numerose zone. Le truppe siriane hanno lanciato una controffensiva contemporanea da est e da ovest, dopo aver indotto i ribelli a spostarsi a 40 chilometri dalla capitale e ad oltre 20 chilometri dalle loro linee di rifornimento. I ribelli si sono così ritrovati obbligati a dirigersi verso Harasta e Duma, proprio sotto il fuoco governativo, come pianificato da Assad. [..]
Effedieffe 20 dicembre 2012
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