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    Predefinito Deja Vu: l'arte dello screditare

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=360351

    di Stefano Zurlo

    L'articolo incomincia laconicamente così

    Come tanti magistrati, giornalisti e manager della sua generazione viene da Lotta Continua. Pino Scelsi entrò giovanissimo nel movimento guidato da Adriano Sofri e lì cominciò a elaborare la sua cultura politica, a forgiare le sue idee, a duellare con gli avversari. Nell’inverno del 1971, a soli 17 anni, prendeva già parte, come un politico navigato, ad assemblee infiammate e discuteva fra urla, strepiti e insulti, colonna sonora di quell’album. Il pm che oggi ha fra le mani l’inchiesta sulle ragazze squillo di cui parla tutta Italia, non era un militante qualsiasi. Dai pensieri deboli e dai colori stinti. No, ci fu un suo intervento memorabile per difendere la linea meridionalista di Sofri e la rivolta di Reggio Calabria, quella del boia chi molla. La falange dei marxisti leninisti imbufaliti quasi gli impedì di aprire bocca, ma lui imperterrito proseguì fino alla fine.
    Scelsi è fatto così: la politica ce l’ha nel sangue. E da allora non ha mai smesso di aggiornare gli ideali che certa sinistra, gruppettara e non ortodossa, svincolata da una stretta appartenenza partitica, ha tenuto alti come una bandiera. Dal liceo Orazio Flacco e da Lc all’università e al Collettivo di giurisprudenza e scienze politiche. Poi, altro salto, ecco la professione e la scelta di Magistratura democratica, il grande laboratorio della sinistra in toga, la corrente ultrà, insieme ai Movimenti riuniti, dentro l’Anm e nel Csm. Scelsi ha sempre frequentato questo ambiente, è sempre stato dentro questo perimetro, ha sempre dato al suo lavoro una forte connotazione sociale.
    È un po’ la cifra di Md: l’idea che la Costituzione debba essere interpretata a vantaggio dei lavoratori e contro i potenti, il concetto che la sinistra giudiziaria possa fiancheggiare quella politica per introdurre un nuovo ordine sociale, per colpire le diseguaglianze, per combattere sul fronte dell’ambientalismo, del diritto al lavoro, della trasparenza e via elencando come in un tazebao.
    Difficile dire dove finisca la politica dei partiti e cominci quella delle toghe rosse, ma su questo confine e sull’ambiguità dei legami che tengono insieme le varie anime della sinistra, si è costruito un pezzo della storia italiana recente.
    Dunque, nella Loggia Massonica P2, erano iscritti

    Avvocati: 27
    Magistrati: 18
    Giornalisti: 27
    Sindacalisti: 2
    Editori: 4
    Dirigenti editoriali: 6
    Dirigenti rai-tv: 10


    Eppure Stefano Zurlo non cita questi personaggi nel suo incipit "Come tanti magistrati, giornalisti e manager della sua generazione viene dalla P2". No, è un refuso ingenuo ed innocente. Io non lo condanno, lo compatisco.

    Poichè nel partito del fratello del Proprietario de "Il Giornale" risiedono personaggi provenienti da ogni settore politico degli anni di piombo (destra ET sinistra), mi chiedo: Stefano Zurlo non farebbe meglio, invece che dedicarsi a screditare un magistrato/giudice/avvocato/gip che indaga sul fratello del suo Padrone, ad indagare su altre faccende ben più importanti? E' questa la linea che Paolo Berlusconi ha imposto al suo quotidiano? Già immagino di sentirmelo gridare in redazione: "Non me ne frega niente, DOVETE trovare ogni minimo appiglio per farli passare come dei comunisti. Qualunque dettaglio, elemento, non importa cosa: DOVETE trovare qualcosa. A qualunque costo."

    La tecnica è sempre la solita: non puoi attaccare nel merito? Sfonda ai fianchi e scredita l'avversario indirettamente. Problema è che questa tecnica si sta loro ritorcendo contro.

    Caro Zurlo, le comunico che è la stessa tecnica che stanno usando contro il fratello del suo Padrone ed apparentemente sta funzionando ben meglio della ormai trita e ritrita leggenda della magistratura comunista, cattiva ed infingarda, che tanto male vuole fare all' Homo Sanctus, tanto gentile e tanto onesto pare.

    Gran bel giornalista questo Zurlo. Si capisce subito che è uno in gamba e che farà strada.

  2. #2
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    Predefinito Re:Deja Vu: l'arte dello screditare

    La realtà, prosegue Bondi è invece che "un governo democraticamente eletto subisce un'aggressione sistematica (...) sulla base di una campagna scandalistica paragonabile alla pesca con lo strascico".

    - Sandro Bondi, Ministro della Cultura, a proposito di Repubblica

    http://www.repubblica.it/2009/06/sez...epubblica.html
    Sandro Bondi, invece che scrivere poesiole di pessima caratura, farebbe bene ad informarsi su come la stampa statunitense tratto' Nixon e Clinton.

    Ministro della Cultura, sostiene Pereira.

  3. #3
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    Predefinito Re:Deja Vu: l'arte dello screditare

    e noi dovremmo cominciare a rispondere che è vero che c'è la magistratura politicizzata, che è vero che c'è Magistratura Democratica così come ci sono le correnti organizzate della magistratura conservatrice

  4. #4
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    Predefinito Re:Deja Vu: l'arte dello screditare

    Kowalsky ha scritto:
    e noi dovremmo cominciare a rispondere che è vero che c'è la magistratura politicizzata, che è vero che c'è Magistratura Democratica così come ci sono le correnti organizzate della magistratura conservatrice
    E loro direbbero che non sono tanti quanto i commie. Sai che arriverebbero ad usare questi metodi, quindi partita persa.

  5. #5
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    Predefinito Re:Deja Vu: l'arte dello screditare

    MarcoGhiotti ha scritto:
    Kowalsky ha scritto:
    e noi dovremmo cominciare a rispondere che è vero che c'è la magistratura politicizzata, che è vero che c'è Magistratura Democratica così come ci sono le correnti organizzate della magistratura conservatrice
    E loro direbbero che non sono tanti quanto i commie. Sai che arriverebbero ad usare questi metodi, quindi partita persa.
    Con milioni di italiani che pensano che l'informazione sia nelle mani dei comunisti, figuremose...
    In hoc Silvio vinces.

 

 

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