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    Predefinito Dossier: Le bugie di Berlusconi sui Lavoratori

    Berlusconi continua a dire bugie su un tema che mi è molto caro, quello del lavoro. In data 7 agosto il Premier, sintetizzando il suo primo anno di governo, ha ribadito testualmente:

    http://www.loccidentale.it/articolo/berlusconi:+%22non+ho+scheletri+nell'armadio.+chi+ mi+attacca,+fa+male+all'italia%22.0076555
    Considera l’azione del governo decisa ed efficace perché ha centrato l’obiettivo prioritario: garantire “subito la pace sociale con 34 milioni di euro stanziati per gli ammortizzatori sociali. Oggi non c’è nessuno in Italia – osserva il premier – che perde il posto di lavoro e non ha l’assistenza dello Stato. Nessuno è stato lasciato indietro. Il primo dovere dello Stato è stare vicino ai cittadini nei momenti difficili”.


    Questa è pura falsità, una vergogna che l’opposizione lasci parlare quest’uomo e non contesti le sue bugie. Andiamo a smentirlo,dati alla mano:

    http://www.polisblog.it/post/2910/re...ato-del-lavoro

    In Italia infatti “solo un disoccupato su cinque (anziché quattro su cinque come avviene altrove in Europa) riceve un sussidio di disoccupazione” e spesso si tratta di lavoratori privilegiati, come quelli Alitalia.


    Ultimamente il governo ha dato qualche “contentino” ma la situazione rimane drammatica, come leggiamo qui, in una intervista rilasciata a Polisblog da Emilio Reyneri, ordinario di Sociologia Economica all’Università di Milano-Bicocca:

    http://www.polisblog.it/post/4345/in...fare-e-giovani

    “Innanzitutto nell’Europa dei 15 siamo il paese che spende meno per le politiche del lavoro: peggio di noi fa solo la Gran Bretagna (ndr: si vedano i grafici in gallery).
    Abbiamo poi un sistema altamente diseguale: proteggiamo infatti, con la Cassa Integrazione e con altri ammortizzatori come la mobilità, sostanzialmente gli occupati dei settori industriali e dei servizi alle imprese medio-grandi. Il livello di protezione di questi strumenti, in termini monetari e di durata, equivale sostanzialmente alla media europea: da noi però, a differenza di altri paesi, copre solo una piccola fetta dell’occupazione. Le indennità ordinarie di occupazione poi, nonostante i recenti aumenti, sono nettamente al di sotto dei livelli di quelle degli altri paesi europei. Non solo: un giovane agli inizi della carriera lavorativa non riesce a riceverla, perché bisogna avere 12 mesi di contributi versati. Infine, chi ha uno status di collaboratore o di falsa partita Iva risulta tagliato fuori del tutto.
    C’è poi un altro problema: l’Italia non ha un’indennità contro la povertà
    , una rete di protezione di ultima istanza, in cui il Welfare State interviene a proteggere chi non ha mezzi, come esiste in tutti i paesi dell’Europa dei 15 (tranne la Grecia). Da noi i privi di mezzi sono lasciati agli interventi dei Comuni. Una sorta di reddito di ultima istanza fu tentato dal Governo Prodi, ma venne abbandonato per vari motivi, che sarebbe lungo spiegare.
    In sintesi, il sistema di ammortizzatori sociali italiano è un sistema che fa risparmiare lo Stato, consentendogli di spendere molto poco. E questo per un motivo molto semplice: perché i giovani disoccupati vengono mantenuti dalle famiglie”


    In Italia SOLO IL 19% dei lavoratori ha una indennità di disoccupazione, contro paesi come Francia (44%), Gran Bretagna( 62%), Germania (64%) Danimarca (85%):




    Un altro esempio di quanto questo governo sia “pericoloso” per la salute pubblica lo si evince dalle dichiarazioni del Ministro del Welfare Sacconi che, in una intervista a marzo, disse:

    http://espresso.repubblica.it/dettag...88/&print=true
    Dobbiamo evitare che chi ha trent?anni di aspettativa di vita, figli da crescere, un mutuo, resti solo. Per i giovani questa crisi sarà una ventata di responsabilità. Ma è drammatico vedere un cinquantenne disoccupato. Bisogna proteggere innanzitutto le persone adulte, i capifamiglia ».


    A queste dichiarazioni avventate risponde sempre Reyneri:

    http://espresso.repubblica.it/dettag...88/&print=true
    La battuta di Sacconi è altamente irresponsabile, nel senso che propone di acuire gli aspetti negativi della via italiana al Welfare. Uno dei maggiori studiosi di welfare, Esping Andersen, ha sostenuto che i sistemi di Welfare in Europa reagiscono alla crisi accentuando le proprie caratteristiche, ed è proprio quello che sta accadendo in Italia: si aggrava la penalizzazione dei giovani, scaricando il loro mantenimento sulle famiglie. Questo è tipico del sistema italiano, che ha sempre protetto molto di più i capifamiglia adulti.
    In questo momento stiamo assistendo a numerosi fenomeni di crisi sociale: uno di questi è che moltissimi di giovani che erano usciti di casa stanno disdicendo l’affitto per tornare a vivere coi genitori. D’altra parte, un collaboratore che riceve 800 euro dal governo come una tantum per il licenziamento cos’altro può fare?
    Si verificherà quindi un’ulteriore accentuazione dell’uscire tardi di casa: in questo senso altro che “ventata di responsabilità”! E’ proprio in questo modo che costruiamo una generazione di giovani ancora più de-responsabilizzati”


    Conclude Polisblog facendo una riflessione:

    In giugno, il giornale francese Le Figaro si era stupito di come Berlusconi avesse potuto affermare una tale falsità “senza che nessuno dei quattro direttori di testate giornalistiche presenti nello studio televisivo obiettasse nulla” quando “solo una settimana prima, il governatore della Banca d’Italia aveva stimato a 1,6 milioni il numero dei lavoratori privati di ogni sussidio in caso di perdita del posto di lavoro”. A quanto pare, può anche permettersi di ripeterla.

    Come dar loro torto? Berlusconi bugiardo, Governo inetto, Opposizione silente o poco ficcante.
    Se hai un po di tempo da perdere fai un salto qui:
    www.candidonews.wordpress.com
    Un blog in cui parlare di Politica, Informazione, Televisione, Cinema e tanto altro...

  2. #2
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    Predefinito Re:Dossier: Le bugie di Berlusconi sui Lavoratori

    Gran bell'intervento, Danilo. Se ti va possiamo pubblicarlo (però devi scremare un bel po' gli accenti polemici, siamo pur sempre un sito neutro )
    Corriamo da una fotografia in macchina.

  3. #3
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    Predefinito Re:Dossier: Le bugie di Berlusconi sui Lavoratori

    Grazie , cosi puo andare bene?:

    ________________________


    Berlusconi continua a non dire la verità su un tema molto importante come quello del lavoro. In data 7 agosto il Premier, tracciando un bilancio del suo primo anno di governo, ha ribadito testualmente:

    http://www.loccidentale.it/articolo/berlusconi:+%22non+ho+scheletri+nell'armadio.+chi+ mi+attacca,+fa+male+all'italia%22.0076555
    Oggi non c’è nessuno in Italia – osserva il premier – che perde il posto di lavoro e non ha l’assistenza dello Stato. Nessuno è stato lasciato indietro. Il primo dovere dello Stato è stare vicino ai cittadini nei momenti difficili”.


    Queste affermazioni non corrispondono a verità. Andiamo a smentirlo,dati alla mano.Da polisblog leggiamo:

    http://www.polisblog.it/post/2910/re...ato-del-lavoro

    In Italia infatti “solo un disoccupato su cinque (anziché quattro su cinque come avviene altrove in Europa) riceve un sussidio di disoccupazione” e spesso si tratta di lavoratori privilegiati, come quelli Alitalia.


    Ultimamente il governo ha dato qualche “contentino” ma la situazione rimane drammatica, come leggiamo qui, in una intervista rilasciata da Emilio Reyneri, ordinario di Sociologia Economica all’Università di Milano-Bicocca:

    http://www.polisblog.it/post/4345/in...fare-e-giovani

    “Innanzitutto nell’Europa dei 15 siamo il paese che spende meno per le politiche del lavoro: peggio di noi fa solo la Gran Bretagna (ndr: si vedano i grafici in gallery).
    Abbiamo poi un sistema altamente diseguale: proteggiamo infatti, con la Cassa Integrazione e con altri ammortizzatori come la mobilità, sostanzialmente gli occupati dei settori industriali e dei servizi alle imprese medio-grandi. Il livello di protezione di questi strumenti, in termini monetari e di durata, equivale sostanzialmente alla media europea: da noi però, a differenza di altri paesi, copre solo una piccola fetta dell’occupazione. Le indennità ordinarie di occupazione poi, nonostante i recenti aumenti, sono nettamente al di sotto dei livelli di quelle degli altri paesi europei. Non solo: un giovane agli inizi della carriera lavorativa non riesce a riceverla, perché bisogna avere 12 mesi di contributi versati. Infine, chi ha uno status di collaboratore o di falsa partita Iva risulta tagliato fuori del tutto.
    C’è poi un altro problema: l’Italia non ha un’indennità contro la povertà
    , una rete di protezione di ultima istanza, in cui il Welfare State interviene a proteggere chi non ha mezzi, come esiste in tutti i paesi dell’Europa dei 15 (tranne la Grecia). Da noi i privi di mezzi sono lasciati agli interventi dei Comuni. Una sorta di reddito di ultima istanza fu tentato dal Governo Prodi, ma venne abbandonato per vari motivi, che sarebbe lungo spiegare.
    In sintesi, il sistema di ammortizzatori sociali italiano è un sistema che fa risparmiare lo Stato, consentendogli di spendere molto poco. E questo per un motivo molto semplice: perché i giovani disoccupati vengono mantenuti dalle famiglie”


    In Italia SOLO IL 19% dei lavoratori ha una indennità di disoccupazione, contro paesi come Francia (44%), Gran Bretagna( 62%), Germania (64%) Danimarca (85%):




    Un altro esempio di quanto questo governo sia impreparato sul tema lo si evince dalle dichiarazioni del Ministro del Welfare Sacconi che, in una intervista a marzo, disse:

    http://espresso.repubblica.it/dettag...88/&print=true
    Dobbiamo evitare che chi ha trent?anni di aspettativa di vita, figli da crescere, un mutuo, resti solo. Per i giovani questa crisi sarà una ventata di responsabilità. Ma è drammatico vedere un cinquantenne disoccupato. Bisogna proteggere innanzitutto le persone adulte, i capifamiglia ».


    A queste dichiarazioni avventate risponde sempre Reyneri:

    http://www.sociologiadip.unimib.it/d....php?idUser=29
    La battuta di Sacconi è altamente irresponsabile, nel senso che propone di acuire gli aspetti negativi della via italiana al Welfare. Uno dei maggiori studiosi di welfare, Esping Andersen, ha sostenuto che i sistemi di Welfare in Europa reagiscono alla crisi accentuando le proprie caratteristiche, ed è proprio quello che sta accadendo in Italia: si aggrava la penalizzazione dei giovani, scaricando il loro mantenimento sulle famiglie. Questo è tipico del sistema italiano, che ha sempre protetto molto di più i capifamiglia adulti.
    In questo momento stiamo assistendo a numerosi fenomeni di crisi sociale: uno di questi è che moltissimi di giovani che erano usciti di casa stanno disdicendo l’affitto per tornare a vivere coi genitori. D’altra parte, un collaboratore che riceve 800 euro dal governo come una tantum per il licenziamento cos’altro può fare?
    Si verificherà quindi un’ulteriore accentuazione dell’uscire tardi di casa: in questo senso altro che “ventata di responsabilità”! E’ proprio in questo modo che costruiamo una generazione di giovani ancora più de-responsabilizzati”


    Polisblog conclude con una riflessione:

    In giugno, il giornale francese Le Figaro si era stupito di come Berlusconi avesse potuto affermare una tale falsità “senza che nessuno dei quattro direttori di testate giornalistiche presenti nello studio televisivo obiettasse nulla” quando “solo una settimana prima, il governatore della Banca d’Italia aveva stimato a 1,6 milioni il numero dei lavoratori privati di ogni sussidio in caso di perdita del posto di lavoro”. A quanto pare, può anche permettersi di ripeterla.

    Un Premier che dice cose non vere, un governo impreparato, una opposizione silente o comunque poco incisiva. Questi sono gli unici fatti chiari che vengono fuori dalla vicenda.
    Se hai un po di tempo da perdere fai un salto qui:
    www.candidonews.wordpress.com
    Un blog in cui parlare di Politica, Informazione, Televisione, Cinema e tanto altro...

  4. #4
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    Predefinito Re:Dossier: Le bugie di Berlusconi sui Lavoratori

    Grazie, le faremo sapere. B)
    Corriamo da una fotografia in macchina.

 

 

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