iannis ha scritto:
robert jordan ha scritto:
iannis ha scritto:
robert jordan ha scritto:
iannis ha scritto:
Ma infatti se ti attacchi a personaggi strani che affermano versioni radicali di cete raccomandazioni, fissandosi sul divieto invece che sulla proposta, capisco la tua visione del cattolicesimo.
La masturbazione è una fase, per la Chiesa, di passaggio nell'adolescenza, di conoscenza della sessualià che rischia di diventare dannosa dopo se occupa la mente e sostituisce una vita sessuale sana con il coniuge, ad esempio. Per il resto, è come ho detto: la proposta di "perfezione" della chiesa è questa, un partner per la vita, poi per sfortuna o colpa non ci si riesce, non per questo non si deve essere più cristiani, e per questo c'è al confessione, che è un aiuto a superare le difficoltà.
Se però non si crede, per motivi propri, sarà poi tutto più difficile a credere all'esistenza di un progetto di felicità dell'uomo che non sia "variabile", e quindi si guarderà anche peggio all'azione quotidiana della Chiesa stessa, ancora di più quando in pratica, non la si conosce.
non capisco da dove tu derivi la tua ultima asserzione (progetto "non variabile").
messo con le spalle al muro non credo (lasciato a me setsso mi definisco un agnostico), ma ho un progetto assolutamente (quasi assolutamente, ma vicino all' assolutamente) stabile. come molti dei miei amici.
anzi, piu' che un progetto lo definirei una pratica quotidiana.
credo che per molte coppie omosessuali (credenti e non credenti) sia lo stesso, per altro.
sulla felicita' dell'uomo sono molto scettico, chi ne ha la percezione piu' plausibile secondo me e' il buddhismo. il cattolicesimo mi sembra singolarmente out of sync col mondo.
la differenza tra credere e non credere (tra essere libero e non essere libero, secondo il giovane sartre) e' che a non credere si e' liberi, e si fa quindi molta piu' fatica, a parita' di risultato.
in compenso non si e' sottoposti alle follie tipo quella dell' elettrodo nell' ano...
La libertà ci può essere anche credendo, se l'affidamento ad una divinità e il suo rapporto con essa è assolutamente volontario e si riconoscono i suoi principi. Tra cui quello di felicità massima, ovvero amare un partner dall'inizio ala fine e solo uno, per esempio (non esiste poi solo la qusatione relazionale)
no, purtroppo la liberta' c'e' solo per i non credenti.
the buyer of last resort o e' Dio o sei tu stesso, tertium non datur.
il che non significa che sia meglio o peggio credere o non credere o essere agnostici.
semplicemente prendere atto e non cercare di barare, mettendosi nella posizione comoda di chi pensa che ci sia un buyer of last resort a comprare i suoi asset nel momento del bisogno.
chi non crede pensa che non ci sia un buyer of last resort a cavargli le castagne dal fuoco. posizione scomodissima, senza appello.
ma libera. (o viceversa)
Ma proprio un bel niente.
Tu non hai dei principi etici che riconosci? Non li segui o cerchi di seguirli? Principi che ti impediscono di fare alcune cose, che magari istintivamente faresti. Nonostante questo affermi di essere libero, anche se segui dei principi.
Ecco, il cristiano decide di riconoscere anche esso dei principi, è figlio di questi principi. E però libero, prima di tutto perchè ha scelto di seguirli, e poi perchè seguendoli (o provandoci) nel momento in cui sceglie di aderire crede di aderire a qualcosa che rientra nella propria natura umana, che quindi è razionale seguire.
stai barando. qui non si parla di principi ne' di etica, si parla della liberta' (e della solitudine di fronte al mondo che ne e' sinonimo) e della divinita'.
cerchi di mondanizzare e secolarizzare Dio riportandolo all' etica ed ai valori, e in cio' non gli rendi un buon servizio.
La divinita' e' qualche XXXX alXXX ti rivolgi chiedendo aiuto.
dal supporto per ottenere la firma di un contratto, assai diffusa tra miei amici anglosassoni (non necessariamente cattolici, ma certamente cristiano e' il dio che pregano in quelle circostanze) alla forza per superare una difficolta'.
in questo si trova il tentativo (illusorio) di aggirare l' impotenza sostanziale dell' essere umano.
e' in questo auto imbroglio che svanisce la liberta'.
nella mia ricerca spirituale non mi manca qualcuno a cui chiedere aiuto (accetto di essere solo), ma semmai il senso di una appartenenza piu' grande di quella ai piccoli gruppi del quotidiano (la famiglia, gli amici, i colleghi, i clienti...), senza illusioni di superare la solitudine dell' essere monade senza finestre.