

Basta con i cialtroni.


[iP]arla il presidente dell'Ordine, Graziano: "Abusivismo, nessuna manutenzione, pochi fondi e competenze divise. Così ogni anno con le prime piogge tornano le stesse emergenze"
"Un uso scellerato del territorio"
L'accusa dei geologi siciliani
MESSINA - Era annunciato anche questo. Come molti altri disastri che hanno a che fare con nubifragi (in fondo solo nubifragi) che si abbattono in zone del Paese dove la pianificazione del territorio è stata, è, e purtroppo sembra che sarà, solo un'opzione trascurabile. E' dunque la solita storia di licenze e di costruzioni abusive, senza regole, il risultato dell'applicazione del celebre metodo: "Se hai un amico nel posto giusto puoi fare quello che vuoi". Il presidente dell'Ordine dei geologi della Sicilia, Gian Vito Graziano, commenta così gli effetti del nubifragio che si è abbattuto nella notte sul Messinese, provocando morti e distruzione.
"Nelle zone a sud di Messina, ma anche in altre province come Palermo, ogni anno si ripropongono sempre gli stessi problemi avvicinandosi ai mesi più piovosi. Oggi - prosegue il professore - esistono strumenti di pianificazione regionale avanzati, che ci fotografano la situazione quasi in diretta, ma non si interviene. La colpa è di un'assenza cronica di fondi, ma anche la manutenzione ordinaria, come la pulizia di canali, fiumi e tombini, non viene fatta".
"Quella del Messinese è una zona con una situazione idrologica molto diffusa, con grandi e piccoli torrenti: che già di per sè rappresentano un reticolo idrografico diffuso in grado di produrre una certa instabilità. Se poi a questo si aggiungono la non manutenzione e un uso scellerato del territorio, con costruzioni che non dovrebbero esserci, il quadro è completo", dice ancora Graziano.
Il quale dà colpa anche alla confusione che c'è nelle competenze "molto divise" tra Regione Sicilia e protezione civile."Per noi sarebbe importante mettere in atto tutti gli interventi previsti dai piani della protezione civile, regionali e locali, con persone sul posto come sentinelle per prevenire gli eventi. Ma non si sa se si farà mai. In italia purtroppo - conclude Graziano - si vive sull'onda dell'emozione, poi appena smette di piovere finisce anche l'allarme".
(2 ottobre 2009)
http://www.repubblica.it/2009/09/sez...a-geologi.html
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Eh, ma i fondi servono per il Ponte! La manutenzione ordinaria del territorio non porta voti. Negare licenze edilizie e combattere l'abusivismo, poi, li fa perdere. Viva il Ponte! Il Ponte fa andare da Vespa con i plastici, fa andare in tv con annunci mirabolanti, fa fare soldi a Impregilo e agli amici degli amici... volete mettere?
Basta con i cialtroni.