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    Predefinito Bettino e l'amnistia del 1989



    "IL MEMORIALE"

    Nei giorni prima di morire Bettino Craxi aveva affidato al cognato Paolo Pillitteri il testo di un lungo documento dedicato alle vicende di tangentopoli. I giornali lo hanno definito un "testamento politico" ma in realtà si tratta di un promemoria di trenta cartelle dattiloscritte che dovrebbe servire come base di lavoro per l'istituenda commissione parlamentare d'inchiesta su tangentopoli. Non è comunque nemmeno un testo completamente nuovo, ma la riedizione di un precedente documento già reso noto circa un anno fa.
    Qui di seguito ne pubblichiamo una sintesi con i passaggi più significativi

    "Di finanziamenti non dichiarati ha certamente beneficiato gran parte della classe politica, ivi compresi quindi buona parte di coloro che in questi anni si sono messi le maschere e i panni del moralizzatore. Ce n'è in circolazione un numero notevole a rendere ancor più falsa e paradossale l'attuale situazione. Vi sono alcuni tra questi che lo hanno fatto sino a quando non sono stati smascherati. Altri lo continuano a fare, sino a quando, nonostante tutte le protezioni, non finiranno con il subire la stessa sorte di altri, com'è possibile e naturalmente auspicabile che avvenga, anche se ormai tanto materiale è finito in cavalleria e per riesumarlo occorrerebbero ricerche molto impegnate. Il Psi partecipava a questa forma di finanziamento ricevendone vantaggi ma con caratteri e con un ruolo tuttavia assolutamente minore. Il complesso del sistema economico, a partire dalle sue entità maggiori e significative partecipava con l'erogazione diretta di mezzi finanziari e attraverso altre forme indirette di appoggi, ed anche nel campo dell'informazione, della pubblicità e dei servizi, al sostegno e anche allo sviluppo del sistema politico democratico e delle sue attività politiche, associative, culturali, formative, propagandistiche, elettorali. Parimenti il sistema economico esercitava sul sistema politico e sulle sue decisioni una azione di condizionamento che era maggiore o minore in relazione alla capacità ed alla forza di autorità e di autonomia dei diversi soggetti politici. Quando si trattava di decisioni che potevano avere effetto sull'attività produttiva o riguardavano programmi di enti sociali, veniva ricercata e spesso ottenuta anche l'influenza e l'accordo di interlocutori del mondo sindacale e sociale anche con contributi finanziari volti ed effettuati in questa direzione. In taluni casi, rappresentanze sindacali anche di livello nazionale ricevevano perciò, in forma diretta o indiretta, contribuzioni in forma periodica ed anche continuativa. Quindi l'ex segretario socialista esprime il suo giudizio sulle leggi per il finanziamento pubblico dei partiti che, dice: in realtà non riuscirono affatto a modificare di molto la situazione" poiché i partiti si trovavano sempre di fronte ad un aumento crescente dei fabbisogni e delle spese, mentre "i contributi dello Stato erano d'altra parte già in partenza del tutto inadeguati e per di più non indicizzati. La ricerca di mezzi finanziari per sostenere e alimentare le attività' politiche in tutte le loro diverse espressioni, invece di ridursi era sollecitata ad allargarsi, sia ripercorrendo le vie consuete che individuandone di nuove. In questo modo finivano con l'ampliarsi anche aree contigue ed oscure entro le quali questa ricerca di mezzi finanziari, fatta in nome e per conto dei partiti, spesso si trovava ad agire in modo incontrollato e difficilmente controllabile. E, all'interno di aree oscure, diventava molto difficile impedire il diffondersi, in livelli diversi, di degenerazioni e di corruttele di molteplice natura". Paradossalmente mentre da un lato si riduce e si isterilisce il ruolo associativo dei partiti, e quindi l'attività dei suoi membri, dall'altro tende ad aumentare il numero degli iscritti e si affaccia così il "mercato delle tessere". Per anni, i partiti hanno dato mostra di aver regolato la materia del proprio finanziamento attraverso le leggi sul finanziamento pubblico dei partiti. Ma la realtà delle cose era ben diversa. Il finanziamento dei partiti ha sempre continuato a mantenere caratteri di irregolarità' e di illegalità. Il finanziamento pubblico si riassumeva in una cifra complessiva che non aveva nessun rapporto con le dimensioni reali del problema che si proponeva di risolvere. Queste violazioni di legge, su cui in buona parte si e' fondato poi il processo di criminalizzazione della democrazia repubblicana, definita come Prima Repubblica, avvenivano sulla base di una complicità' e di un consenso pressoché unanime. Ne erano consapevoli certamente le maggiori cariche istituzionali dello Stato nelle quali si alternavano del resto personalità che a loro volta avevano ricoperto impegnative responsabilità politiche e partitiche". Faccio solo l'esempio dell'ultimo presidente della Camera Napolitano, divenuto poi anche ministro degli Interni, che, avendo ricoperto per anni l'incarico di ministro degli Esteri del Pci, non poteva di certo non essere a conoscenza del fatto che le entrate del suo partito si componevano anche di flussi finanziari, provenienti dall'Urss e dai Paesi dell'impero comunista e che questi non figuravano certo nei bilanci di partito presentati al Parlamento. Faccio l'esempio del presidente del Senato, il defunto Spadolini, che avendo per anni diretto il Partito Repubblicano, non poteva non sapere che il suo partito non viveva solo delle quote degli iscritti e delle sottoscrizioni, e che ciò che si aggiungeva di straordinario non figurava puntualmente nei bilanci presentati al Parlamento. Faccio l'esempio dell'attuale presidente del Senato Nicola Mancino, tempo addietro presidente alla Camera e al Senato dei gruppi parlamentari della Dc, che in materia di conoscenza del sistema di finanziamento alla Dc, dei suoi gruppi e dei suoi parlamentari non era certo a digiuno. Sarebbe far torto alla sua intelligenza ed alla sua onestà. Faccio l'esempio dell'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, eletto per tredici volte deputato della Democrazia Cristiana. Tredici campagne elettorali bastano e avanzano per capire come funzionavano le cose". Nessuno, salvo forse, in qualche caso, qualche voce isolata in Parlamento e nel dibattito politico pubblico ha per anni, anzi per decenni aperto porte e finestre su di una questione tanto delicata. La questione era d'altra parte anche scottante e nessuno si e' mai voluto scottare. Non e' stata così denunciata con la forza necessaria l'anomalia, l'irregolarità, la illegalità complessiva della situazione. Sta di fatto che i partiti, pur presentando in Parlamento per decenni, bilanci che non corrispondevano al vero, e cioè bilanci falsi, non sono mai stati fatti oggetto da parte di nessuno di denunce per le loro gravi irregolarità. I partiti di opposizione di regola non denunciavano i partiti di governo ed i partiti di governo non denunciavano i partiti di opposizione. La complicità in questo senso era totale o quasi". La democrazia repubblicana approvava il proprio modo di vivere, almeno in questo campo si assolveva per le violazioni sulla legge del finanziamento e pur essendo consapevole delle irregolarità del sistema preferiva andare avanti per quella strada piuttosto che por mano ad una legislazione più consona tanto eventualmente nel senso di contributi pubblici più adeguati, che nel senso di una maggiore libertà nella raccolta di fondi volontari che in direzione di un più efficace ed effettivo sistema di controlli. Su questo stato di cose è stato avviato, organizzato, sviluppato ed esteso a tutto il Paese un progetto di criminalizzazione strumentale, che ha manipolato e mistificato la realtà dei fatti. Allora a questo punto mi chiedo come sia possibile credere o far credere che la magistratura ed altri apparati dello Stato ignorassero ciò che avveniva anche sotto i loro occhi, non nel caso di una particolare stagione, ma addirittura nel corso di decenni. C'è da chiedersi come sia stato possibile che mentre per bocca della stessa magistratura questa pratica veniva definita 'notoria e costante', contemporaneamente non veniva promossa l'azione penale per le violazioni della legge sul finanziamento dei partiti. Ciò che e' singolare invece e' che improvvisamente, in forme violente e anche e soprattutto discriminatorie, si siano scoperchiate parti significative del sistema di finanziamento illegale dei partiti e delle attività politiche, e si sia dato vita ad un processo di criminalizzazione con ritmi crescenti, seguendo sovente cadenze proprie di una orologeria politica, con particolare accanimento diretto soprattutto in alcune direzioni, mentre ad altre veniva riservato un trattamento ben diverso e molte venivano sottaciute, ignorate o addirittura sfacciatamente oscurate e protette. Il trionfo della regola dell'ingiustizia consistente nell'uso di due pesi e due misure".

    Nel 1989 il Parlamento varò un'amnistia, nella quale fu fatto comprendere il finanziamento illegale alla politica. Dice in proposito Craxi: L'amnistia non incontrò di certo forti ostacoli. Passò diritta filata, alla chetichella e sembra neppure con un voto di aula ma addirittura con un voto in Commissione. Una amnistia lampo. Parliamo di qualcosa che e' diventata invece, dopo d'allora, solo a nominarla, una specie di peccato mortale, di offesa alla civiltà del diritto, di scandalosa distorsione della giustizia. Non ci furono allora alti lai di eguale natura. La piazza non si scompose, i palazzi non si scomposero, i grandi moralizzatori di professione non entrarono in campagna. Il colpo di spugna invece ci fu. Fu rapido, efficace, risolutivo. Il grande crimine riguarda invece allora gli anni '89-'92. Incredibile ma vero. Spesso e' dalla categoria degli amnistiati dell'89 che vengono poi i censori più spietati e i demagoghi più sfacciati”.

    Bettino Craxi


    Fonte: http://www.capperi.net/memorialecraxi.html


    Non ricordatemi che SB usufruì di quell'amnistia...ne sono già al corrente.

    Piuttosto mi piacerebbe conoscere le vostre considerazioni sulle affermazioni (sopra riportate e evidenziate in grassetto) di Bettino Craxi.

    Grazie.

  2. #2
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    Predefinito Re:Bettino e l'amnistia del 1989

    Non capisco onestamente dove tu voglia arrivare.

    Puoi essere più specifico?

  3. #3
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    Predefinito Re:Bettino e l'amnistia del 1989

    MarcoGhiotti ha scritto:
    Non capisco onestamente dove tu voglia arrivare.

    Puoi essere più specifico?
    Guarda che puoi commentare ed esporre il tuo pensiero sulle parole di Bettino anche senza sapere, in anticipo, dove voglio arrivare... :P

  4. #4
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    Predefinito Re:Bettino e l'amnistia del 1989

    cal451 ha scritto:
    MarcoGhiotti ha scritto:
    Non capisco onestamente dove tu voglia arrivare.

    Puoi essere più specifico?
    Guarda che puoi commentare ed esporre il tuo pensiero sulle parole di Bettino anche senza sapere, in anticipo, dove voglio arrivare... :P
    Certo, certo, come se fossi nato ieri o l'altro ieri.

    E' morto fuggendo dalla giustizia e tangentopoli ha purtroppo evitato di rinchiudere in carcere tutte le persone responsabili del crimine contro l'erario e l'etica. Cosa vuoi che commenti?

  5. #5
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    Predefinito Re:Bettino e l'amnistia del 1989

    MarcoGhiotti ha scritto:
    cal451 ha scritto:
    MarcoGhiotti ha scritto:
    Non capisco onestamente dove tu voglia arrivare.

    Puoi essere più specifico?
    Guarda che puoi commentare ed esporre il tuo pensiero sulle parole di Bettino anche senza sapere, in anticipo, dove voglio arrivare... :P
    Certo, certo, come se fossi nato ieri o l'altro ieri.

    E' morto fuggendo dalla giustizia e tangentopoli ha purtroppo evitato di rinchiudere in carcere tutte le persone responsabili del crimine contro l'erario e l'etica. Cosa vuoi che commenti?
    Abbi pazienza.
    Ho domandato una riflessione sulle parole di Craxi evidenziate in grassetto.
    Una riflessione sulle sue parole e non sulla persona.
    Ho anche ringraziato in anticipo chi voleva postarla.

    Se vuoi intervenire a dire qualcosa sull'argomento bene, se non vuoi va bene lo stesso (ci mancherebbe).

  6. #6
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    Predefinito Re:Bettino e l'amnistia del 1989

    Cal: per chi è interessato alla politica, quell'intervento di Craxi al parlamento è uno dei documenti più letti e conosciuti.

    La frase da te sottolineata a me risulta, per esperienza, carica di un concetto molto diffuso in certi ambienti: poiché la corruzione era diffusa ed accettata anche dal PCI, state accusando Berlusconi quando voi state votando persone simili.

    Ecco perché ti ho chiesto maggiori spiegazioni da parte tua. Intendi questa versione dei fatti o un'altra?

    Se non capisco la domanda, non posso rispondere. Sarà un mio limite.

  7. #7
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    Predefinito Re:Bettino e l'amnistia del 1989

    MarcoGhiotti ha scritto:
    Cal: per chi è interessato alla politica, quell'intervento di Craxi al parlamento è uno dei documenti più letti e conosciuti.

    La frase da te sottolineata a me risulta, per esperienza, carica di un concetto molto diffuso in certi ambienti: poiché la corruzione era diffusa ed accettata anche dal PCI, state accusando Berlusconi quando voi state votando persone simili.

    Ecco perché ti ho chiesto maggiori spiegazioni da parte tua. Intendi questa versione dei fatti o un'altra?

    Se non capisco la domanda, non posso rispondere. Sarà un mio limite.
    Che i vertici del PCI avrebbero avuto seri problemi se quell'amnistia non fosse passata è un dato credo ormai assodato.

    Ma le domande che mi pongo sono altre.

    Ha ragione Craxi ad affermare che gli amnistiati del 1989 sono (in buona parte) diventati, senza vergogna, i "censori più spietati" dei politici del periodo successivo (1989-1992)?

    Ha ragione a sostenere che il crimine dal quale furono a suo tempo amnistiati è divenuto subito dopo "peccato mortale"?

    Personalmente rispondo SI a entrambe le domande.

    Mi piacerebbe sapere il vostro pensiero in proposito.

  8. #8
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    Predefinito Re:Bettino e l'amnistia del 1989

    Da quando scrivo su internet l'ho sempre ammesso candidamente: o ci liberiamo degli ambigui personaggi, oppure possiamo anche continuare a relativizzare la corruzione.

    Secondo te, perché questo congresso del PD è tanto focoso? Perché c'è chi si è stufato di doversi subire le critiche di collusione da parte di chi ha corrotto e vorrebbe riuscire a dimostrare di essere quindi meno colpevole.

    Quando vedrò nel PDL la stessa carica di indignazione da parte degli iscritti, allora potremo parlarne più serenamente e meno capziosamente.

    Non so a te, ma a me i corrotti non piacciono e non li difendo neanche sotto tortura. Anzi, se questi corrotti infangano la mia parte politica, li attacco ancora più duramente.
    Consiglio quindi di portare avanti la stessa strategia.

  9. #9
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    Predefinito Re:Bettino e l'amnistia del 1989

    cal451 ha scritto:

    Nel 1989 il Parlamento varò un'amnistia, nella quale fu fatto comprendere il finanziamento illegale alla politica. Dice in proposito Craxi: L'amnistia non incontrò di certo forti ostacoli. Passò diritta filata, alla chetichella e sembra neppure con un voto di aula ma addirittura con un voto in Commissione. Una amnistia lampo. Parliamo di qualcosa che e' diventata invece, dopo d'allora, solo a nominarla, una specie di peccato mortale, di offesa alla civiltà del diritto, di scandalosa distorsione della giustizia. Non ci furono allora alti lai di eguale natura. La piazza non si scompose, i palazzi non si scomposero, i grandi moralizzatori di professione non entrarono in campagna. Il colpo di spugna invece ci fu. Fu rapido, efficace, risolutivo. Il grande crimine riguarda invece allora gli anni '89-'92. Incredibile ma vero. Spesso e' dalla categoria degli amnistiati dell'89 che vengono poi i censori più spietati e i demagoghi più sfacciati”.

    Bettino Craxi


    Fonte: http://www.capperi.net/memorialecraxi.html


    Non ricordatemi che SB usufruì di quell'amnistia...ne sono già al corrente.

    Piuttosto mi piacerebbe conoscere le vostre considerazioni sulle affermazioni (sopra riportate e evidenziate in grassetto) di Bettino Craxi.

    Grazie.
    Penso che il riciclarsi al cambio di stagione sia una cosa tipica della politica italiana.
    Però, ragionando come da tuo retropensiero, allora, nessuno avrebbe dovuto condannare il fascismo perché sia il PCI che la DC erano stracolmi di iscritti ex fascisti, e dunque né gli uni né gli altri si potevano arrogare il diritto di farlo. Per dire, eh?
    In hoc Silvio vinces.

  10. #10
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    Predefinito Re:Bettino e l'amnistia del 1989

    Farneticazioni di un latitante.

    Il pasto del mio gatto meriterebbe più attenzione.

    Ancora che si cerca di riabilitare uno dei più spregiudicati criminali della nostra storia politica
    \"La Giustizia è il potere dei senza potere\"
    Vaclav Havel

 

 
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