[…]Tutti venuti ad assistere all'anteprima del Pd secondo Bettini. Ovvero “pd anno zero” (tutto minuscolo). Titolo del suo libro-intervista (a cura di Carmine Fotia, ed. Gaffi). Dedicato "A Michele (Meta ndr, coordinatore della mozione Marino) e a quegli amici di una vita che hanno deciso ancora una volta di combattere dalla stessa parte". Costruito come un film sul Pd. Con tanto di sceneggiatura originale di alcuni dei momenti più drammatici degli ultimi due anni. Personaggi, protagonisti. E battute che Bettini, a pochi giorni dalle primarie, consegna alla storia del Partito democratico. Franco Marini, alla vigilia della nascita del Pd: “Non è che io abbia particolari simpatie per Veltroni, però sia in una crisi gravissima e l'unica persona è lui”. O
D'Alema, a poche ore dalla sconfitta elettorale: entusiasta. “Abbiamo fatto bene a puntare su Veltroni, non ho mai fatto in Puglia una campagna elettorale così bella, mai piazze così affollate. Goffredo, noi vinceremo queste elezioni”. E poi, ovviamente Veltroni. Quello che scalda i cuori nella campagna elettorale. E quello “paralizzato” del dopo sconfitta. Ormai
preda delle “pressioni dei popolari e di Franceschini” - così viene ritratto. E soprattutto, ovviamente, il regista, Goffredo Bettini.
Che consiglia. Spinge. Incoraggia. Nel “primo tempo” del film (così lo chiama l'autore). E nel “secondo tempo” invece si vede mettere da parte. E come il gallo di San Pietro non viene ascoltato mentre suggerisce che l'unica soluzione è il congresso.
All'indomani della sconfitta, quando parla a cuore aperto con Veltroni: “Guarda, le critiche sono del tutto legittime. Noi vediamo il bicchiere mezzo pieno, altri lo vedono mezzo vuoto. La questione va discussa apertamente, non perdere il tuo popolo, devi fare questa discussione insieme a loro”. E ancora all'indomani delle dimissioni di Veltroni, quando Veltroni passò il testimone a Franceschini. “Io anche allora ero per fare il congresso. Walter mi disse. Non insistere, oggi sarebbe un disastro per il partito”.
Anche se qui il dialogo decisivo è un altro. Quello c
on Franceschini: “Ma se ti voto come soluzione d'emergenza ti impegni a non ripresentarti al congresso?”. La risposta, in privato, il futuro segretario del Pd preferì non darla. “Pubblicamente disse che il suo compito sarebbe terminato a ottobre”.
Il resto è storia di questi giorni.
“Bersani per me è un legittimo ritorno all'indietro, davvero pd anno zero, l'azzeramento della vocazione iniziale del partito democratico”, spiega a voce ai presenti l'autore del docu-dramma. E Franceschini? “Oggi scopre anche lui la laicità...”. Qualcuno prova a leggere in queste parole un responso su possibili accordi futuri. Bettini è già più in là a spiegare che la politica bisogna amarla ma anche provare nei suoi confronti la giusta “diffidenza”.