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Re:Altrove
Davide Policastro ha scritto:
Citazione:
'sta cosa del "termine morale", francamente, sta iniziando a diventare stucchevole.
Affrontare l'argomento invece che in termini socio-economici (per l'ennesima volta), da un altro punto di vista non è mai possibile?
La società è complessa ed una discussione onnicomprensiva di tutte le implicazioni della mafia a nord, sud, ovest, est (cit.) credo sia umanamente inaffrontabile.
Affrontare la cosa da un punto di vista diverso una volta tanto a me non dispiacerebbe. A me non dispiacerebbe provare a capire cosa è passato per la testa di quella gente (quelli lì, non altri) quando si è comportata in quella maniera e perché, cosa gli sia passato per la testa per spingerla a fare una cosa del genere. Senza dover partire da una delle fonti prime del capitale finanziario mafioso né dover fare comparazioni con il nord.
Però questo non pare possibile, perché sennò si accusa surrettiziamente i meridionali di essere moralmente inferiori. Ma porca puzzona: nessuno ha negato che il nord abbia i suoi problemi, o ha affermato che la mafia non esiste al nord. Ma se una cosa è successa in un determinato contesto, allora non vedo perché se si vuole analizzarlo si debba tirare in ballo necessariamente anche il nord, pena l'accusa di "migliorismo morale". Anche perché tirando in ballo anche il nord, l'analisi del contesto va a farsi benedire.
Cristo (sempre sia lodato).
quello che vorrei capire è come tertium detur fra giudizio socio-economico e giudizio morale.
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Re:Altrove
Emanuele Rallo ha scritto:
Citazione:
E sul resto, ho mai negato che la mafia al nord non sia presente? Ho forse messo in discussione il fatto che tanta ricchezza che il nord produce discende proprio dai vantaggi che fare affari con la camorra ha permesso di conseguire?
Insomma, perchè quando si affronta questo argomento nei termini propri, e cioè quelli della questione meridionale, si va sempre a finire per parlare del nord?
Forse questa è la domanda da farci
Perchè ci risulta così ostico tutto ciò?
La risposta mi sembra semplice: non sono due questioni differenti. Si può fare un'analisi di un sistema imprenditoriale e/o di potere senza sapere dove prende i capitali e dove li investe o senza sapere da dove tra il suo potere e come lo usa?+
Si può fare, ma il livello di analisi è quello del ragazzino di 14 anni che ripete le frasette di Che Guevara a pappagallo...
Per non parlare poi dei giudizi morali sparati ignorando le condizioni materiali...
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Re:Altrove
Kowalsky ha scritto:
Citazione:
Emanuele Rallo ha scritto:
Citazione:
E sul resto, ho mai negato che la mafia al nord non sia presente? Ho forse messo in discussione il fatto che tanta ricchezza che il nord produce discende proprio dai vantaggi che fare affari con la camorra ha permesso di conseguire?
Insomma, perchè quando si affronta questo argomento nei termini propri, e cioè quelli della questione meridionale, si va sempre a finire per parlare del nord?
Forse questa è la domanda da farci
Perchè ci risulta così ostico tutto ciò?
La risposta mi sembra semplice: non sono due questioni differenti. Si può fare un'analisi di un sistema imprenditoriale e/o di potere senza sapere dove prende i capitali e dove li investe o senza sapere da dove tra il suo potere e come lo usa?+
Si può fare, ma il livello di analisi è quello del ragazzino di 14 anni che ripete le frasette di Che Guevara a pappagallo...
Per non parlare poi dei giudizi morali sparati ignorando le condizioni materiali...
Va beh, prendo atto di aver sparato giudizi morali.
Non so che dire...
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Re:Altrove
Mi è sembrato interessante questo articolo di Raffaele La Capria, sul Corriere di oggi. La Capria non è né un politico né un politologo, ma uno scrittore, un letterato.E' andato via da Napoli nel dopoguerra, molto giovane e, sia nei romanzi che nei saggi, non è stato mai tenero con la città e con i suoi abitanti. Basta leggere "Ferito a morte" ma anche ilsaggio "L'Armonia perduta. Non che non ami la sua città ma ha un rapporto di odio-amore con lei, molto simile al mio, che mi rende difficile partecipare a discussioni di questo tipo. Sicuramente la conosce molto bene.
È vero, hanno paura: che c’è di strano?
Da molti chilometri di distanza i virtuosi vorrebbero che i cittadini della mia città si trasformassero in eroi
È vero hanno paura, che c’è di strano? Da molti chilometri di distanza i virtuosi vorrebbero che i cittadini della mia città, abitata da gente amabile, molto amabile, e non solo da camorristi — da gente cui darei il premio Nobel della sopravvivenza per quanto si danno da fare per campare — vorrebbero che i cittadini della mia città si trasformassero in eroi. E va bene l’eroe si potrebbe anche fare, e sacrificarsi, perché no?, per il bene di tutti, anche sapendo che lo Stato non ce la fa a proteggerti. Si potrebbe. Ma come faresti se la faccenda non fosse più tra te e «loro», ma ci andassero di mezzo tua figlia, tua moglie, la famiglia? Se tu sapessi che potrebbero stuprare, seviziare, uccidere in malo modo, i tuoi? Se tu sapessi, come sai da numerosi fatti, che quei mostri generati da una maledetta storia secolare e oggi in libera uscita, sono capaci di tutto? Come si fa a sentirsi liberi di comportarsi bene, virtuosamente, in una situazione del genere?
A Napoli — e in questo mondo di kamikaze dove pietà l’è morta— siamo andati «molto oltre tutto quello che si poteva immaginare». Se eliminassimo tutti gli assassini che vanno in giro nelle nostre città si dovrebbe aprire una succursale dell’Inferno. Apri la tv, vedi un film, e in qualsiasi momento che vedi? Vedi una pistola puntata, una testa spaccata, sangue. E mentre li vedi, stop, pubblicità, una cosa vale l’altra. E anche questa non è indifferenza? Contro tutto ciò un piccolo abitante dei vicoli, senza arte né parte, un precario a vita, senza lavoro e senza sicurezza, dovrebbe reagire comportandosi da eroe? Per favore, non ditemi che lo sto scusando. E credetemi, anche a me quel video ha dato i brividi. Anche io avrei preferito che la città avesse detto: no, non posso sopportarlo.
01 novembre 2009
http://www.corriere.it/cronache/09_n...4f02aabc.shtml
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Re:Altrove
Emanuele Rallo ha scritto:
Citazione:
Kowalsky ha scritto:
Citazione:
Emanuele Rallo ha scritto:
Citazione:
E sul resto, ho mai negato che la mafia al nord non sia presente? Ho forse messo in discussione il fatto che tanta ricchezza che il nord produce discende proprio dai vantaggi che fare affari con la camorra ha permesso di conseguire?
Insomma, perchè quando si affronta questo argomento nei termini propri, e cioè quelli della questione meridionale, si va sempre a finire per parlare del nord?
Forse questa è la domanda da farci
Perchè ci risulta così ostico tutto ciò?
La risposta mi sembra semplice: non sono due questioni differenti. Si può fare un'analisi di un sistema imprenditoriale e/o di potere senza sapere dove prende i capitali e dove li investe o senza sapere da dove tra il suo potere e come lo usa?+
Si può fare, ma il livello di analisi è quello del ragazzino di 14 anni che ripete le frasette di Che Guevara a pappagallo...
Per non parlare poi dei giudizi morali sparati ignorando le condizioni materiali...
Va beh, prendo atto di aver sparato giudizi morali.
Non so che dire...
non mi riferivo a te, ma al posto di lollo "se nella mia città ci fossero i morti per strada " etc etc etc
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Re:Altrove
Aho, sto post di Lorenzo ha alzato il panico...
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Re:Altrove
Ho appena sentito Bersani da Fazio. Alla domanda sul fatto che, in Campania,ci siano più tessere che elettori ecc, Bersani risponde: "il problema si risolve portando lavoro in quelle zone ecc". Bersani,che è di Piacenza, forse non sa che anche la camorra "porta lavoro" :nell' edilizia, nell' industria dell'abbigliamento, in quella calzaturiera, in quella del riciclaggio dei rifiuti, con i posti pubblici ecc (non necessariamente, quindi, lavori "illegali") e che tanti, ufficialmente disoccupati, in realtà lavorano più degli altri,con orari di lavoro pesantissimi e senza nessun controllo. In realtà,il problema non è il "lavoro" (anche Cuffaro porta lavoro, anche Lombardo ecc) ma le condizioni di lavoro, i servizi erogati dalla pubblica amministrazione (piena di posti di "lavoro" clientelari e "drogati" in Comuni, scuole, ospedali ecc e perciò inefficiente), l'impossibilità di organizzarsi e di protestare, per l' infiltrazione della criminalità organizzata OVUNQUE, anche a livello istituzionale, la rapina dei fondi pubblici ecc... Quindi, dire che tutto questo si risolve portando "lavoro" in modo generico non vuol dire NULLA. Si dovrebbe cominciare, per esempio, a guardare bene chi si iscrive nei circoli PD di Castellammare di Stabia o la strana provenienza di tante tessere in Campania e in Calabria... Anche il fare pulizia all' interno di un Partito è un modo per aiutare a frenare il degrado e la barbarie e per dare coraggio e un minimo di speranza a chi vive lì e vede solo degrado, arroganza, truffe e clientele intorno a sè: i più giovani, fin dalla nascita, non hanno MAI visto altro. Ma forse Bersani deve ancora informarsi meglio. Voglio dargli tempo ma, per favore, si informi meglio e lo faccia in fretta.
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Re:Altrove
Emanuele Rallo ha scritto:
Citazione:
Aho, sto post di Lorenzo ha alzato il panico...
io più che altro mi sono incazzato per i pregiudizi espressi e la superficialità dell'analisi.
Il marxismo non sarà granchè ma almeno fornisce l'impostazione per discutere seriamente.
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Re:Altrove
Polverone! :p
Allora, per prima cosa vorrei capire dove e quando ho scritto che la mafia non esiste. Ma soprattutto il punto non è questo, perché se mi mettessi sulla difensiva starei al gioco di chi vuole svicolare dai fatti cambiando discorso.
Io vorrei che mi si rispondesse sui fatti. Che ci sia il quadruplo di omicidi è un dato del Rapporto sulla criminalità in Italia 2008, che gli ospedali siano disastrati è un'evidenza confermata anche dalla commissione sul SSN, che ci sia un terzo di donazione di organi sono dati del ministero della Salute, che la Salerno-Reggio Calabria sia nello stato in cui è è semplicemente storia (e purtroppo anche cronaca).
Così come è cronaca che ci sia un'indubbia connivenza diretta con la violenza mafiosa in una parte consistente di chi vive in zone controllate dalla mafia. Che, ricordo, non sono due o tre grandi centri urbani in cui si affrontano gang rivali, ma sono buona parte del Sud del Paese, specialmente tre regioni che fanno 13 milioni di abitanti. Io vorrei una risposta su questo, perché non riuscirete mai a convincermi che il silenzio di fronte alle infiltrazioni della camorra nei cantieri o al riciclaggio (ammesso che ci sia questo silenzio, e ammesso che sia diverso a Novara piuttosto che a Duisburg o Zurigo) sia uguale all'indifferenza, all'abitudine, all'indegnità di chi si piega da decenni a una sorta di dittatura militare che ammazza per strada, incendia i negozi, soffoca l'economia legale e prende (sistematicamente acclamata alle urne) i palazzi del potere.
Perché se mi si dice che lo stato dell'economia del Sud, nel 2009, è responsabilità intera ed esclusiva dei piemontesi del 1860 mi viene da ridere. Senza riaprire capitoli chiusi, forse la responsabilità più grande è quella di una classe dirigente inadeguata (vi sono mancati molti Cavour) eppure molto apprezzata da chi pagherebbe per vendersi - ma vedremo a marzo, alle Regionali, quali saranno gli schieramenti: Cosentino contro De Luca, o magari un bassoliniano, proprio il massimo -. Poi, non essendo un marxista, non credo che tutto dipenda dalla struttura dei rapporti economici. Ma proprio per niente. Come suggerisce giustamente Davide, c'è qualcosa di più. Una società è fatta anche da forze morali e da risorse culturali e non è detto che la struttura economica sia sempre la causa unica, e mai una concausa o anche un effetto, di un quadro sociale. E' con l'intimidazione data dal sangue che le mafie possono sperare di tenere al guinzaglio la società meridionale e soffocare l'economia legale. Se intere città sono costrette a pagare il pizzo, il guadagno che ne deriva per la criminalità è una conseguenza, e non la causa, della violenza e della minaccia.
Soprattutto, non riuscirete a far passare per bieco segregazionista chi ha la sola colpa di tirare fuori, in mezzo a tanti borbottii e giustificazioni, qualche fatto e qualche responsabilità. Su cui riflettere, non da occultare per convenienza o solo perché non si sa come rispondere.
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Re:Altrove
Lorenzo Pregliasco ha scritto:
Citazione:
Come suggerisce giustamente Davide, c'è qualcosa di più. Una società è fatta anche da forze morali e da risorse culturali e non è detto che la struttura economica sia sempre la causa unica, e mai una concausa o anche un effetto, di un quadro sociale.
io forse non sono marxista,ma sono uno concreto.E alla questione "morale e culturale" non ci ho mai creduto.Sul piano culturale la città di Napoli - essendo,comunque,una metropoli - è molto più avanti della provincia meridionale e forse anche di certe aree del Nord.Dopodiché a Napoli si sta male esattamente come nel resto del Sud e forse anche peggio.
Del resto ci sarà un motivo se le varie "primavere" sono fallite,se i tentativi di risolvere i mali del Sud partendo dalla "cultura" sono sempre stati inutili.