Fuori dalla finestra
Per la serie «intanto nel mondo reale» pubblichiamo oggi due lettere. Quella che trovate in copertina è firmata da Angelo Caprotti e da un gruppo di lavoratori della Yamaha, fabbrica che ha sede ad Arcore a un chilometro da Villa San Martino: a volte capita di non vedere cosa c'è fuori dalla finestra. Gli operai della Yamaha si rivolgono a Valentino Rossi con un messaggio affidato al nostro giornale, dice così: «Caro Vale, siamo disperati. La Yamaha ha deciso di chiudere la fabbrica e di licenziare i 67 dipendenti. Il prossimo 8 gennaio, se non ci saranno cambiamenti sostanziali, noi saremo tutti fuori: senza lavoro, senza futuro. Ti abbiamo aiutato tante volte a sistemare le moto, siamo stati contenti dei tuoi successi perché ci sembrava che fossero il successo dell'azienda e anche del nostro lavoro. Adesso siamo noi a chiederti una mano: aiutaci a salvare il nostro posto di lavoro». Per quelli che nei quotidiani guardano solo le figure e poi ne dibattono anche bisogna avvertire subito che è necessario leggere anche gli articoli, almeno oggi: l'immagine di prima pagina non intende segnalare Valentino Rossi come eroe dei lavoratori (il fisco, le tasse: ricordiamo) ma piuttosto la disperazione di chi non ha altro modo che questo di farsi sentire, e del Paese intero ridotto a cercare una telecamera in suo favore per avere ascolto. A conferma ecco la seconda lettera, la scrive il Tecnico della Eutelia Marco Di Mico: «Noi lavoratori ex Olivetti- Getronics- Bull- Eutelia- Agile- Omega siamo stati regalati, svenduti, spolpati, derubati, immiseriti, tritati da un meccanismo che ci ha tolto tfr, immobili aziendali, commesse e, da tre mesi, anche lo stipendio. Siamo scesi nel baratro nero delle bollette non pagate, dei mutui ricontrattati, delle spese per i figli posticipate, dei soldi chiesti in prestito sapendo di non poterli restituire. Durante la discesa, però, abbiamo urlato, protestato, manifestato, scioperato, ci siamo incatenati, abbiamo scritto ai politici, ai giornali, alle televisioni, ai blog, alle associazioni dei consumatori, al Gabibbo, ma nessuno si è accorto di noi. Niente. Fortunatamente il nostro ex amministratore delegato, in perfetto abbigliamento da commando, armato di piede di porco e alla guida di un gruppetto di svogliati vigilantes, ha fatto irruzione nella sede occupata di Agile, per liberarla dalla presenza di quei morti di fame di lavoratori disperati. Finalmente una notizia che interessa e un minimo di ribalta mediatica. Solo i gesti estremi interessano, solo il fatto curioso o stravagante supera il muro dell'indifferenza».
Nel mondo dei tg, quello delle dichiarazioni politiche messe in fila, ieri è stato il giorno di Schifani e si sa che il presidente del Senato non parla se non autorizzato. «Se la maggioranza non tiene si va ad elezioni anticipate», ha detto. Un messaggio a Fini, e in subordine anche alla Lega che ieri si è risentita della svendita dell'acqua. Poiché del «Piano B.» del premier - andare alle urne nel caso la maggioranza non lo sostenesse sulla strada della giustizia a sua misura - abbiamo già scritto tutto il 3 novembre per oggi vi rimando a Francesca Fornario, qui accanto, così sorridiamo almeno tre minuti.
http://concita.blog.unita.it//Fuori_...stra_758.shtml
Dopo questo articolo di Conchita De Gregorio (direttrice dell' Unità, non dimentichiamolo) ancora è sostenibile la tesi stravagante che queste sono cose del premier che non riguardano la gggggggente e che bisogna pensare ai problemi "reali"? Questi lavoratori INVISIBILI sono forse marziani? Lo strapotere mediatico è esercitato da un ectoplasma o da Berlusconi Silvio da Arcore?




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