A me fa abbastanza ridere parlare ancora delle elezioni come un "giudizio" su qualche cosa.
Cioè, un ceto politico che sceglie se' stesso, sulla base di criteri piu' o meno di clan se va bene, o di gang delinquenziale quando va male, che "giudizio" chiede?
Chiede solo la solita "ratifica" per la sussistenza della illusione che questa sia ancora una democrazia. Ma lo sanno tutti che è un miserabile teatro.
In quanto al B. non fa altro che seguire la logica della gang almeno coerentemente e senza infingimenti.
In quanto all'opposizione (o presunta tale) credo che il problema del "programma" sia insussistente. Nel senso che mancando l'intera classe politica, ivi compresa l'opposizione, di una qualche credibilità, non fa alcuna differenza sul "programma da proporre".
Siamo ad un tale livello che oramai si vota per cercare di salvare ognuno se' stesso, ergo si vota qualunque canaglia permetta una qualche scappatoia, legale o illegale, dal collasso globale.
Quindi va bene l'evasione fiscale, va bene la raccomandazione, va bene anche un pacco di pasta da portare ai figli.
Siamo nell'identico stato dello Zimbabwe di Mugabe (che ricordo nelle sue elezioni ha preso quasi il 50%) ma non siamo in grado di rendercene ancora conto. L'ennesima illusione.
Almeno in questo, ovvero nella capacità di illuderci di essere un paese "civilizzato" e normale, siamo ancora bravi (con la complicità interessata della televisione e dei media).
Pessimista? . No, amaramente realista.
Ergo non c'è nessun "giudizio di Dio" sul cavaliere, è che il reality diventa solo piu' sanguigno e grandguignolesco per attirare attenzione e audience. E pazienza se si va verso la guerra civile, quello è un dettaglio che ci riguarderà tra una ventina d'anni.