Sfiducia, delusione ed anche un po di disgusto. E' dall'inizio dell'anno che, pensando alla politica , non riesco ad evitare queste sensazioni.
La politica mi ha sempre appassionato, sin da piccolo. Ora però questa passione sta scemando lentamente, sostituita dai sentimenti di cui sopra. Da poco piu di un anno sono iscritto al Partito Democratico e forse è proprio tale novità ad aver inciso maggiormente. Vedere "da dentro" come funziona la "macchina" di un partito mi sta provocando, pian piano, una sorta di "rigetto". Non penso però il tutto sia dovuto solo a questo.
Nei circoli, ci sono persone, cittadini, volontari, pieni di voglia di fare, di idee, di proposte. Gente che passa buona parte del proprio tempo libero per organizzare volantinaggi, iniziative, fare telefonate per ricordare questo o quell'appuntamento. Ci sono ragazzi che tra una partita al bigliardino ed una sigaretta fumata assieme, si interessano al loro quartiere, si informano, mettono il loro tempo a disposizione per realizzare qualcosa. Ci sono anziani che tornano a sentirsi utili. Ci sono anche carrieristi pronti a tutto pur di avere successo, creandosi finte amicizie per farsi aiutare o distruggendone altre pur di realizzare i loro obiettivi. Insomma, uno spaccato della nostra società. Nulla di nuovo, per carità.
Sta di fatto però che chi "crede" in un progetto e si impegna,rimanendo anche dopo mezzanotte, magari al freddo, a fare fotocopie, stampare volantini, etc...poi rischia di vedere vanificati tutti i suoi sforzi.. dal politico di turno, dalla dirigenza cittadina, locale,nazionale.
In un circolo si puo arrivare ad udire frasi come "Non invitiamo quello perche è della corrente X e puo sfruttare l'occasione per criticare Y ed il circolo rischia di essere strumentalizzato" oppure vedere gente che si candida alle elezioni amministrative convinta di poter vincere anche rischiando di spaccare il fronte unitario e causare la mancata elezione non solo sua ma anche di altri... oppure notare segretari di altri circoli che vengono nel tuo e cercano di metterti in difficoltà solo perche magari anni prima c'era stato un litigio tra iscritti.
In tutto questo ci sono anche belle iniziative, frutto dello sforzo dei singoli iscritti e di cui però rimangono le fotografie, senza che all'elettorato "resti" qualcosa. In molti casi infatti il pubblico è costituito dagli stessi iscritti e dai parenti. Per carità, basta convincere una sola persona in piu ed è gia un successo. Però... poi vedi che chi ti dovrebbe rappresentare in parlamento fa la guerra a persone del tuo stesso partito, non per cause giuste.. ma per meri interessi personali,cosi come appunto accade ne circoli, specchio della società (come gia detto) e quindi anche della classe politica che ci rappresenta.
Ed ecco che, piano piano, il circolo si tramuta in uno "sfogatoio" dove accorrono elettori, simpatizzanti pronti a maledire Berlusconi e a rimproverarti di ciò che la Sinistra non fà. Quando poi gli stessi iscritti vagano alla ricerca di qualcuno con cui lamentarsi di un partito che non c'è, che non c'è mai stato, che non decide, che perde contatto con i problemi reali e si arrovela su questo o quel "posto" da occupare.. anche nelle elezioni municipali e nello stesso partito, tra correnti diverse... quando si arriva a vedere tali scene ... cadono le braccia.
In tutto questo l'opposizione a livello nazionale (e non solo) appare (anzi è) sempre meno determinante. Berlusconi è fortissimo ed ha oramai plasmato a sua immagine l'Italia, il suo "modello" è vincente. Quello della Sinistra è sinonimo si "sfiga". Soldi facili, potere, donne, sono argomenti che hanno sempre avuto successo, e Berlusconi incarna appieno questi "nuovi (vecchi) valori" . Per gli altri l'amara consolazione di continuare a pensare ad una nazione ideale, che però non c'è (e forse non c'è mai stata in fondo in fondo..)
Domani ri comincerà, volantini, telefonate, messaggi, internet, dibattiti, scontri, iniziative... tempo dedicato ad una passione che, su di me, fa sempre meno presa. Non lo avrei mai detto ma è cosi. Io non sono un intellettuale, non sono particolarmente colto, non ho "pensieri filosofici" che possano lenire le mie insicurezze, la mia delusione per un futuro che vedo sempre piu grigio, per me e per il mio paese.
Per carità, lungi da me il pensare che "politica" fosse davvero sinonimo di "mettersi al servizio del cittadino". Non lo è da nessuna parte del mondo. Però davvero in questo paese il "nulla" è diventato sinonimo di "Sinistra". Lo è nella mente di tante persone. Sta piano piano facendo presa anche nell'elettorato di sinistra. L'impotenza verso una classe dirigente totalmente inadatta. L'impotenza verso uno strapotere berlusconiano invincibile.
Testa bassa e pedalare, diceva qualcuno. Ma per dare il massimo si deve aver un obiettivo, una meta, da raggiungere. Ecco. Io oramai non riesco a vedere piu la meta.
Questa lettera aperta rischia di passare come "una voglia di piangersi addosso". Non è ciò che voglio esprimere. Sono solo profondamente e quasi definitivamente deluso da ciò che ritenevo una passione ed una "missione" alla quale dedicarmi e che invece si sta rivelando un modo come un altro per "fare amicizia" o sviluppare conoscenze, senza però andare al nocciolo della questione. Poter cambiare, anche in piccolo, il paese.
Perdonate questo piccolo sfogo ma ho pensato di condividere con voi questi sentimenti cosi da poter eventualmente ricevere qualche consiglio utile.




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