La regione controlla decine di società. È la soluzione se il pasticcio fosse irreversibile
In fondo, se il pasticcio delle liste dovesse rivelarsi irreversibile, avrebbero di che consolarsi. Per i 40 componenti della lista Pdl non ammessa (per ora) alle elezioni regionali, potrebbero aprirsi le porte della miriade di società controllate dalla regione Lazio. Al momento è una promessa fatta dalle alte sfere del Pdl. Ma quello che potrebbe delinearsi è una sorta di piano B. Eh sì, perché se si considerano le partecipazioni dirette e indirette, si scopre che la regione ha in mano la bellezza di 12 enti, tra società per azioni, società a responsabilità limitata e agenzie. In tutto si tratta di ben 54 poltrone di consigliere di amministrazione. Senza contare che in molte di queste società sono previste anche le figure del direttore generale e del vicedirettore generale. Insomma, se i 40 dovessero essere effettivamente trombati, a causa del surreale incidente in cui sono incappate le liste, per loro è già pronta la contromossa. Del resto si tratta di soggetti che hanno speso soldi per la loro avventura elettorale. E che per questo potrebbero anche dare fastidi di non poco conto al partito. Per questo le alte sfere hanno studiato le contromisure.
E che contromisure. Tra le società che dipendono dalla regione Lazio vi sono realtà in cui i gettoni non sono da buttar via. Si posso fare alcuni esempi. Si pensi all'Agenzia Sviluppo Lazio, oggi presieduta da Giancarlo Elia Valori che intasca 74.369 euro all'anno più i gettoni di presenza. All'Agenzia, tra l'altro, ci sono 7 posti in cda. Che salgono a 9 se ci si sposta dalle parti della Bic lazio, sempre del gruppo Sviluppo Lazio, società per azioni che si occupa di favorire lo sviluppo delle imprese operanti nella regione. Lo stesso stipendio di Valori, poi, incassa il presidente dell'Astral, Giovan Battista Giorgi, molto stimato dall'ex governatore Piero Marrazzo. L'Astral, che gestisce la bellezza di 1.500 chilometri di rete stradale regionale, è in grado di offrire 5 posti in cda. Lo stesso numero di poltrone che può mettere sul piatto la Cotral patrimonio spa, la società che gestisce la flotta di bus nonché i terreni e i fabbricati di Cotral, l'azienda dei trasporti pubblici. Nella Cotral Patrimonio, tra l'altro, il posto di presidente, ora ricoperto da Pietro Ambrosi, garantisce un compenso annuale di 105.300 euro, mentre quella di amministratore delegato, adesso appannaggio di Mauro Calamante, 155.294. Ancora, la Cotral porta in dote 7 scranni da consigliere di amministrazione. Altri 5 arrivano dalla Lazio service spa, società che svolge vari servizi per la regione, compreso quello della formazione. E poi abbiamo la Lait, ex Laziomatica, società che si occupa di informatizzazione e che è retta da un cda di 3 membri. Lo stesso numero di quelli che compongono l'organo amministrativo della Filas, la finanziaria di sviluppo della regione. Infine 3 consiglieri di amministrazione a testa hanno la Litorale spa, che cura lo sviluppo del litorale laziale, la Risorsa srl, che si occupa di riqualificazione e valorizzazione immobiliare e la Unionfidi, che garantisce il credito bancario erogato alle pmi del Lazio. In tutto, appunto, sono più di 50 poltrone. http://www.italiaoggi.it/giornali/de...odiciTestate=1




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