Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito Gli Usa condannano i nuovi insediamenti

    La Casa Bianca ha condannato oggi il via libera dato dalle autorita' israeliane alla costruzione del 1.600 nuovi insediamenti a Gerusalemme est, sottolineando che questa decisione "non e' benvenuta", tanto piu' durante la visita del vicepresidente americano, Joe Biden.

    Il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, ha riferito che il vicepresidente americano Biden si appresta a fare una dichiarazione al riguardo. "Gli Stati Uniti condannano la decisione presa oggi dal governo israeliano", ha detto Gibbs, aggiungendo che ne' il contenuto ne' il momento scelto dalle autorita' israeliane puo' essere considerato "utile".
    Rainews24.it

    Israele chiede scusa a Biden per annuncio insediamenti

    GERUSALEMME (Reuters) - Un ministro del governo israeliano si è scusato oggi dopo che Israele ha messo in imbarazzo il vicepresidente Usa Joe Biden, durante la sua visita a Gerusalemme, annunciando la costruzione di altre 1.600 abitazioni nei territori occupati.

    Biden ha condannato il progetto, il cui annuncio ha di fatto oscurato il motivo della sua missione, che era quello di rassicurare Israele, dove le preoccupazioni per il programma nucleare dell'Iran sono forti, sull'impegno di Washington per garantire la sua sicurezza.

    "Questo non sarebbe dovuto accadere durante la visita del vicepresidente Usa", ha detto il ministro del Welfare israeliano Isaac Herzog alla radio militare.

    "Questo è per noi motivo di imbarazzo e dobbiamo pertanto chiedere scusa per questa seria gaffe".

    Funzionari palestinesi hanno detto che il piano edilizio israeliano potrebbe uccidere sul nascere ogni speranza di ripresa del processo di pace, dopo l'approvazione, sia da parte israeliana che palestinese, della proposta Usa di colloqui indiretti.

    Il capo negoziatore palestinese Saeb Erekat ha detto che l'annuncio delle nuove abitazioni sarà al centro dell'incontro che Biden avrà oggi con il presidente palestinese Mahmoud Abbas, il quale chiederà al vicepresidente Usa di fare pressioni su Israele per far revocare la decisione.

    Intanto, oggi, anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha condannato il piano di Israele

    "Il segretario generale condanna l'approvazione del progetto di costruzione di altre 1.600 abitazioni a Gerusalemme Est da parte del ministero dell'Interno israeliano", ha fatto sapere in un comunicato il portavoce dell'Onu Martin Nesirky.

    "(Ban) ripete che gli insediamenti sono una pratica illegale per la legge internazionale", ha detto Nesirky. "Inoltre, il segretario generale sottolinea come gli insediamenti siano contrari agli obblighi di Israele nell'ambito della Road Map, e minino qualsiasi passo in direzione di un possibile percorso di pace".
    Israele chiede scusa a Biden per annuncio insediamenti | Prima Pagina | Reuters

    non servono le scuse, servono le demolizioni immediate.

  2. #2
    Una sola Patria
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    Predefinito Rif: Gli Usa condannano i nuovi insediamenti

    La politica degli insediamenti senza freno non porterà a nulla di buono. Inoltre ferma a priori il già difficile processo di pace. :giagia:
    La Vita è troppo breve per non essere Italiani!

  3. #3
    SuperMod
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    Predefinito Rif: Gli Usa condannano i nuovi insediamenti

    Citazione Originariamente Scritto da Salah al-Din Visualizza Messaggio
    tanto non succederà niente gli usa non faranno mai nulla contro israele

  4. #4
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    Predefinito Rif: Gli Usa condannano i nuovi insediamenti

    Israele ora teme l'irritazione USA

    Il presidente dell'Anp Abu Mazen condiziona l'avvio dei negoziati indiretti israelo-palestinesi all'annullamento da parte di Israele di un progetto di estensione del rione ebraico di Ramat Shlomo, a Gerusalemme est. Lo ha reso noto oggi il negoziatore capo palestinese Saeb Erekat.

    Il via libera all'ampliamento di quell'insediamento è giunto due giorni fa, mentre il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden era a Gerusalemme a colloquio con i dirigenti israeliani. Ieri Biden ha detto che quel progetto "mina alla base la fiducia reciproca necessaria" per riprendere i negoziati indiretti fra Israele e Anp.

    Secondo Erekat, la scorsa notte Abu Mazen ha informato la Lega araba che non potrà tornare al tavolo dei negoziati fino a quando quel determinato progetto sia stato da annullato. Erekat non ha precisato se l'Anp condizioni in questa fase la ripresa di colloqui con Israele ad un congelamento generale dei progetti edili ebraici a Gerusalemme est.

    Cresce così l'attesa per il discorso che Biden terrà oggi all'Università di Tel Aviv: le tv israeliane lo trasmetteranno in diretta.


    Rischio crisi di governo
    Il via libera alle colonie a Gerusalemme est assume intanto i contorni di una crisi di governo. I laburisti israeliani hanno minacciato di lasciare la coalizione guidata da Benjiamin Nethanyahu dopo l'annuncio dell'ampliamento dell'insediamento a Gerusalemme Est, ampliamento che oggi Haaretz rivela ben più massiccio degli iniziali 1600 appartamenti: si parla di 50mila nuove unità abitative per ebrei in un'area araba.


    "Membri del partito laburista hanno sempre maggiori difficoltà a far parte di un governo di coalizione al quale avevano aderito allo scopo di rilanciare il processo di pace con i palestinesi" ha detto il ministro dell'Agricoltura, Shalom Simhon, "la rabbia di Biden è giustificata. E' stato commesso un grave errore e c'è un prezzo da pagare".
    Rainews24.it

  5. #5
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    Predefinito Rif: Gli Usa condannano i nuovi insediamenti

    Lega Araba: no a negoziati senza lo stop alle colonie

    IL CAIRO - La Lega araba ha annunciato questa notte che non ci saranno più negoziati diretti o indiretti tra Israele e i palestinesi «senza una sospensione delle misure israeliane prese» in previsione della costruzione di 1.600 nuovi alloggi a Gerusalemme est. «Se i provvedimenti israeliani adottati per la costruzione di centinaia di alloggi nei territori palestinesi occupati, anche a Gerusalemme est, non saranno fermati immediatamente, i negoziati proposti (da Washington, ndr) saranno inutili», ha riferito in un comunicato il comitato arabo di sorveglianza del processo di pace.

    POSIZIONE CHIARA - «I provvedimenti israeliani devono essere annullati prima di qualsiasi discussione su una ripresa dei negoziati diretti o indiretti» tra Israele e i palestinesi, si aggiunge nel comunicato. Il leader della Lega araba, Amr Moussa, che ha assistito alla riunione del comitato, ha affermato alla stampa che il presidente palestinese Abu Mazen lo ha «informato che non parteciperà a negoziati nelle circostanze attuali». «La nostra posizione è chiara: non ci possono essere negoziati diretti o indiretti se le recenti decisioni israeliane (riguardanti le colonie, ndr) non saranno annullate», ha aggiunto Moussa.

    LA CONDANNA DELL'ONU - Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, si è unito al vicepresidente americano Joe Biden nel condannare l'approvazione da parte di Israele della costruzione di 1.600 nuove case per ebrei ortodossi a Gerusalemme Est. In un comunicato diffuso da Gerusalemme, dove si trova in visita, con l'obiettivo di promuovere il rilancio del processo di pace, il vice presidente americano Joe Biden ha detto che la decisione di Israele è «il tipo di passo che erode la fiducia» necessaria al dialogo israelo-palestinese. Il governo israeliano ha insistito nel dire che si è trattato di un passo procedurale, senza alcun collegamento con la visita di Biden. Ban Ki-moon, nel condannare i piani di Israele, ha detto che essi minano «tutti gli sforzi per l'attuazione di un processo di pace». Anche la Casa Bianca ieri in serata ha criticato il via libera dato dal governo israeliano alla costruzione di nuove case a Gerusalemme Est, il settore annesso da Israele dopo la guerra dei sei giorni del 1967, rivendicato dai palestinesi come capitale di un loro futuro Stato. Oggi è previsto un incontro fra Biden con il presidente palestinese Abu Mazen e il premier Salam Fayyad in Cisgiordania. Domani il vicepresidente americano si recherà in Giordania per un colloquio con il re Abdullah.

    Lega Araba: no a negoziati senza lo stop alle colonie · DIARIODELWEB.it

  6. #6
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    Predefinito Rif: Gli Usa condannano i nuovi insediamenti

    IL CUCULO

    Le agenzie riportano le proteste degli USA per l'espansione della colonizzazione delle zone palestinesi di Gerusalemme est e GisGiordania. Israele ha annunziato la costruzione di altre milleseicento unità abitative nei luoghi dove sono state demolite o espropriate le case dei palestinesi che in conseguenza di ciò sono stati privati della cittadinanza e costretti a sdradicarsi, ad affollare i campi profughi, a diventare paria apolidi nella loro stessa terra. Altri 130 unità abitazioni-fortezza si stanno costruendo costruite in Gisgiordania.. Questo annunzio di Israele è l'ennesimo di un programma che non si è mai rallentato nè fermato e che ha creato dentro la Gisgiordania inizialmente delle enclave ora delle vere e proprie fortezze di coloni che hanno emarginato la popolazione originaria. I coloni si sono accresciuti in grande numero da quando Abu Mazen ha disconosciuto la vittoria elettorale di Hamas e, con l'aiuto di Israele, è riuscito ad isolarlo nella striscia di Gaza in uno spaventoso lager a cielo aperto dal quale è impossibile andarsene e difficilissimo viverci dentro una muraglia che isola dal mondo. Con la crescita numerica è cresciuta l'arroganza razzista dei coloni che ora sono molto di più del cuculo che era penetrato nel nido altrui ma squadre paramilitari di sionisti fanatizzati da una dottrina che li ha convinto a credere la Palestina la loro terra per decisione divina e che è sacrilega la presenza di popolazioni di altra religione. IL fondamentalismo religioso fomenta una continua pulizia etnica. Non passa giorno che non si verifichino brutali maltrattamenti, ferimenti e uccisioni di cittadini palestinesi.
    L'Autorità palestinese non conta niente e, se non collabora, viene aggredita nelle sue stesse caserme.
    I programmi di pulizia etnica per fare avanzare la colonizzazione israeliana vengono portati avanti assieme ad una allucinante interminabile trattativa di "pace" che dura oramai da alcuni decenni e che, chiaramente, costituisce una copertura propagandistica alla guerra a bassa intensità che a volte diventa ad alta intensità. Le sortite di caccia umana dei coloni
    armati di mitra sono quasi quotidiane. Le prevaricazioni e le violenze , lo sdradicamento di ulivi e di vigne, l' uccisione di pecore, gli incendi dei raccolti sono cronaca quotidiana. I palestinesi non possono reagire. Verrebbero subito uccisi.
    Il ruolo degli USA è di finto paciere. Gli USA e la Nato non vogliono la pace perchè hanno deciso di tenere in fermento tutta l'area. Oltre cinquecentomila soldati tra regolari e contractors occupano l'Iraq e l'Afghanistan. Israele ha ridotto in macerie per due volte in venti anni il Libano. Ora l'obiettivo è la sottomissione dell'Iran o la sua distruzione. Le politiche USA e di Israele sono identiche e non prevedono alcuna pace. La pace farebbe prosperare i popoli di una zona ricca di petrolio e di altre materie prime e la condizione che si vorrebbe per questi è quella di Haiti o delle Nazioni dell'america latina soggette al predominio delle multinazionali.
    E' chiaro che non c'è alcuna intenzione di creare uno Stato palestinese indipendente che possa vivere in pace accanto ad Israele. Si prevede un unico Stato etnico-religioso dotato di uno degli eserciti più potenti del mondo e di un ernorme arsenale nucleare che vuole espandersi ben al di là delle terre che occupa e dominare su una vastissima area. . L'ideologia sionista è riuscita ad egemonizzare la politica e la cultura delle comunità ebraiche e creato l'idolatria di uno Stato di soli ebrei. Dentro l'ebraismo esistono resistenze sempre più deboli a questo progetto. Molti soldati hanno pagato con la galera il loro rifiuto a seviziare e massacrare i palestinesi. Ma in atto non esiste alcuna possibilità di fare prevalere una corrente pacifista e umanitaria tra gli israeliani.
    Il sionismo viene incoraggiato dall'Occidente ed identificato con l'ebraismo. Quando Napolitano sostiene che chi è contro Israele è antisemita criminalizza in blocco ed a priori ogni critica, ogni insofferenza. Tutta la stampa occidentale dal NYT a Repubblica è rigorosamente allineata con Israele senza se e senza ma ed accetta senza battere ciglio qualsiasi misfatto. Gaza è stata bombardata per circa un mese, è stata distrutta, cinquecento bambini e circa duemila civili sono rimasti uccisi ma questo non ha emozionato nessuno dei famosi opinionist che non si sono peritati di dare uno straccio di giustificazione alla distruzione di una regione con quasi due milioni di persone.
    La trattativa israeliano-palestinese è una commedia che non si concluderà mai. Quanti ritenevano che il comportamento di Israele fosse conseguenza del fanatismo terrorista di Hamas dovrebbero dirci perchè non sia servito a niente il comportamento remissivo e collaborazionista di Abu Mazen che
    è considerato alla stregua di un servo che deve ringraziare per non essere scudisciato o impalato.
    I palestinesi debbono ritrovare al più presto la loro unità se non vogliono fare la fine delle tribù di pellirossa che gli Usa mettevano l'una contro l'altra mentre li spingevano verso le terre più inospitabili
    per chiuderli in " riserve".Ancora oggi gli scalpi dei sioux e gli oggetti della loro cultura sono souvenir
    per turisti nei drugstore del Texas o dell'Arizona. Questa infame mercificazione della memoria e della cultura dei popoli vinti e quasi scomparsi come i bufali delle grandi praterie o i maori australiani deve essere di monito.
    Pietro Ancona
    medioevo sociale
    Informazione laica - di sinistra - pacifista - per il socialismo e la libertà

    LIBERAZIONE.IT
    Solo il socialismo può salvare il pianeta
    Basta con il PIL

 

 

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