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    Predefinito La cittadinanza possibile

    Aumento delle risorse stanziate per la cooperazione internazionale, in particolare nei confronti dei Paesi di più alta emigrazione verso l’Italia, perché l’Italia torni a standard europei, risalendo una posizione in classifica che la vede all’ultimo posto.

    Concessione agli stranieri regolarmente residenti della possibilità di chiedere la cittadinanza italiana dopo cinque anni, legando l’iter non solo alla conoscenza della lingua e della Costituzione, ma alle scelte di vita compiute – lavoro, casa, ricongiungimento familiare – che testimoniano un progetto che riguardi la loro permanenza nel nostro Paese.

    Concessione della cittadinanza ai bambini nati in Italia, nonché riconoscimento della stessa cittadinanza anche ai bambini nati all’estero, ma che abbiano frequentato, in tutto o in parte, le scuole dell’obbligo in Italia.

    Abrogazione del reato di immigrazione ingresso e soggiorno irregolari nel territorio dello Stato (c.d. reato di immigrazione clandestina previsto dall’art. art. 10 bis del D.lgs. n. 286/1998, introdotto dall’art. 1, comma 16 della legge 15 luglio 2009, n. 94). Come hanno già rilevato diverse Procure della Repubblica (tra le quali la Procura della Repubblica di Torino, la Procura della Repubblica di Agrigento, nonché gli stessi organi giudiziari delle stesse città), la figura di reato presenta diversi profili di incostituzionalità. In attesa della pronuncia della Corte Costituzionale, sarebbe opportuno che la politica si riappropriasse del suo ruolo, abrogando la norma in questione, senza necessità che in sua assenza debba intervenire ancora una volta la magistratura.

    Abrogazione dell’aggravante della clandestinità a carico dello straniero irregolare extracomunitario che commetta un reato durante la sua permanenza nel territorio italiano (art. 61, comma 1, n. 11 bis del codice penale, introdotto dalla legge n. 94/2009). In particolare, se a delinquere è un clandestino la pena prevista per il reato commesso deve essere aumentata di un terzo rispetto alla pena ordinariamente applicabile ai delinquenti italiani o comunque comunitari, in evidente violazione del principio costituzionale secondo cui siamo tutti uguali di fronte alla legge.

    Attribuzione di specifici poteri di controllo agli ispettorati del lavoro finalizzati all’emersione del lavoro sommerso di stranieri irregolari, con l’introduzione dell’obbligo di regolarizzazione a carico del datore del lavoro e del rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro allo straniero.
    Tra i poteri già previsti agli ispettori del lavoro, ci sono quelli che vanno dalla diffida del datore di lavoro alla regolarizzazione delle inosservanze contestate (art. 13 del D.lgs. n. 124/2004), fino alla sospensione dell'attività imprenditoriale (art. 14 del D.lgs. n. 81/2008).

    Occorre prevedere che l’ispettore del lavoro – o un’apposita sezione specializzata dei singoli ispettorati del lavoro – possa contestare specificamente anche lo sfruttamento del lavoro irregolare di stranieri privi del permesso di soggiorno, con l’ulteriore previsione della obbligatoria regolarizzazione del lavoratore e del lavoratore, al quale potrebbe essere concesso il permesso di soggiorno.

    Introduzione di specifiche norme che garantiscano il rispetto delle norme sulla concorrenza, introducendo un’aggravante per il comportamento anticoncorrenziale dell’imprenditore che, alterando slealmente il regolare andamento del mercato del lavoro, utilizzi lavoratori stranieri irregolari per usufruire di manodopera ad un costo irrisorio, in forza del mancato pagamento dei contributi fiscali, previdenziali e della condizione di emarginazione e ricattabilità in cui versano gli stessi lavoratori.

    Regolarizzazione a richiesta del datore di lavoro o del lavoratore straniero senza permesso di soggiorno del proprio rapporto di lavoro e rilascio del permesso di soggiorno. In particolare, si tratta di prevedere:
    - sia la possibilità che il datore di lavoro faccia emergere dal sommerso il proprio dipendente straniero irregolare, al quale potrebbe essere concesso il permesso di soggiorno,
    - sia la possibilità che il lavoratore denunci la propria condizione di lavoratore irregolare, ottenendo l’obbligatoria regolarizzazione del rapporto di lavoro da parte del proprio datore (al pari, ad esempio, di quello che accade in caso di registrazione di un contratto di locazione da parte del conduttore) e il permesso di soggiorno.

    Al riguardo, si tratterebbe di un’applicazione estensiva dell’art. 40 del D.lgs. n. 286/1998 (Testo Unico sull’immigrazione), che già prevede un permesso di soggiorno speciale allo straniero irregolare, per partecipare a programmi di assistenza e di integrazione sociale.

    In caso di licenziamento, lo straniero potrebbe non essere nella possibilità di farsi rinnovare il proprio permesso di soggiorno. Occorre, quindi, introdurre la possibilità del rinnovo del permesso di soggiorno, per un periodo di almeno dodici mesi, ai lavoratori stranieri licenziati che siano iscritti negli uffici di collocamento, confermando quindi la loro precisa volontà di lavorare in Italia.

    Previsione di permessi di soggiorno temporanei rilasciati a stranieri che dimostrino particolari competenze professionali o scientifiche e che siano, quindi, in grado di contribuire al progresso economico e sociale del Paese.

    Superamento del meccanismo dei “flussi”, che non è in alcun modo collegato alla reale esigenza di forza lavoro da parte del mercato italiano. Occorre iniziare un serio dibattito parlamentare per rivedere il nostro modo di concepire il fenomeno migratorio, introducendo strumenti più precisi di programmazione, al di là della perenne propaganda elettorale.

    Una possibilità potrebbe essere quella di attribuire al Ministero degli Esteri la competenza:
    - a ricevere le complessiva richiesta di forza lavoro di cui necessitano le singole imprese italiane,
    - a ricevere, attraverso le ambasciate italiane nel mondo, le domande di ingresso per motivi di lavoro da parte degli stranieri, indipendentemente dalla loro nazionalità.

    Ampliamento delle ipotesi dei c.d. ingressi fuori quota previsti dall’art. 27 del Testo Unico sull’immigrazione per un maggior numero di categorie di lavoratori.

    Introduzione, per gli stranieri già residenti in Italia, della possibilità della conversione della tipologia di permesso di soggiorno da permesso di soggiorno per studio a permesso di soggiorno per motivi di lavoro, indipendentemente dalle quote di flussi previste.

    http://civati.splinder.com/post/22427481#22427481
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  2. #2
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    Predefinito Re:La cittadinanza possibile

    Alcune cose mi sembra idiote.

    Come l'automaticità della cittadinanza ai bambini nati in Italia, quindi anche a bambini nati da genitori di passaggio per pochi mesi in Italia. Ma che senso ha?
    Idem l'idiozia di concedere il permesso a chi viene a studiare, automaticamente. E' facile fare lo studente, ma se non trovi un lavoro? Sei cittadino italiano perchè hai studiato? Chissà quanti si potrebbero fingere studenti di scienze politiche emagari laurearsi pure.
    Così i 5 anni. Che sono pochi, basterebbe sveltire la burocrazia per i 10 anni e facilitare anche chi non ha un lavoro a tempo determinato ma a partitia IVA ad esempio.
    E la ccoperazione internazionale: magari sarebbe meglio distinguere tra progetti utili all'economia e allo sviluppo locale e altri ridicoli estinati solo a giustificare se stessi e qualche laureato in sociologia che altrimenti non saprebbe che fare. Un conto è l'impianto di una produzione che creerà sviluppo, export ecc, un conto un progetto sulla "presa di coscienza delle proprie identità e il confronto con i gruppi etnici vicini con l'utilizzo delle arti figurative e del teatro" Boiate insomma.
    Sulla politica di lotta al lavoro nero e allo sfruttamento sono invece abbastanza d'accordo
    Against all odds

  3. #3
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    Predefinito Re:La cittadinanza possibile

    iannis ha scritto:
    Alcune cose mi sembra idiote.

    Come l'automaticità della cittadinanza ai bambini nati in Italia, quindi anche a bambini nati da genitori di passaggio per pochi mesi in Italia. Ma che senso ha?
    Idem l'idiozia di concedere il permesso a chi viene a studiare, automaticamente. E' facile fare lo studente, ma se non trovi un lavoro? Sei cittadino italiano perchè hai studiato? Chissà quanti si potrebbero fingere studenti di scienze politiche emagari laurearsi pure.
    Così i 5 anni. Che sono pochi, basterebbe sveltire la burocrazia per i 10 anni e facilitare anche chi non ha un lavoro a tempo determinato ma a partitia IVA ad esempio.
    E la ccoperazione internazionale: magari sarebbe meglio distinguere tra progetti utili all'economia e allo sviluppo locale e altri ridicoli estinati solo a giustificare se stessi e qualche laureato in sociologia che altrimenti non saprebbe che fare. Un conto è l'impianto di una produzione che creerà sviluppo, export ecc, un conto un progetto sulla "presa di coscienza delle proprie identità e il confronto con i gruppi etnici vicini con l'utilizzo delle arti figurative e del teatro" Boiate insomma.
    Sulla politica di lotta al lavoro nero e allo sfruttamento sono invece abbastanza d'accordo
    Solo due cose perchè mi rendi triste

    1) Perchè 5 anni sono pochi? Oltretutto la proposta di Civati e friends lega la concessione della cittadinanza al progetto che la persona in questione intende concretamente realizzare nel nostro paese, quindi non c'è nessun automatismo, bensì anzi avviene il riscontro di una seria pianificazione di vita.

    2) Proprio l'assenza di persone adeguatamente preparate a offrire una rete di assistenza agli immigrati è una delle mancanze più gravi riscontrabili nella politica di accoglienza italiana. La palese insufficienza di strutture mediatrici presenti su larga scala provoca gran parte delle difficoltà che sapientemente utilizzate infestano telegiornali, programmi di approfondimento e cazzate varie. Noi abbiamo bisogno di più mediatori culturali, di più sociologi, di più filosofi, di più RETI di medio livello che facciano da raccordo tra i territori e le istituzioni.

    Sullo ius soli neanche ritorno, comunque vedo che non rinunci mai a estremizzare nel tentativo di ridicolizzare le posizioni dell'avversario, come quando scrivi del bambino di passaggio per pochi mesi. Lo straw man con me non attacca. Ritenta.
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  4. #4
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    Predefinito Re:La cittadinanza possibile

    Emanuele Rallo ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Alcune cose mi sembra idiote.

    Come l'automaticità della cittadinanza ai bambini nati in Italia, quindi anche a bambini nati da genitori di passaggio per pochi mesi in Italia. Ma che senso ha?
    Idem l'idiozia di concedere il permesso a chi viene a studiare, automaticamente. E' facile fare lo studente, ma se non trovi un lavoro? Sei cittadino italiano perchè hai studiato? Chissà quanti si potrebbero fingere studenti di scienze politiche emagari laurearsi pure.
    Così i 5 anni. Che sono pochi, basterebbe sveltire la burocrazia per i 10 anni e facilitare anche chi non ha un lavoro a tempo determinato ma a partitia IVA ad esempio.
    E la ccoperazione internazionale: magari sarebbe meglio distinguere tra progetti utili all'economia e allo sviluppo locale e altri ridicoli estinati solo a giustificare se stessi e qualche laureato in sociologia che altrimenti non saprebbe che fare. Un conto è l'impianto di una produzione che creerà sviluppo, export ecc, un conto un progetto sulla "presa di coscienza delle proprie identità e il confronto con i gruppi etnici vicini con l'utilizzo delle arti figurative e del teatro" Boiate insomma.
    Sulla politica di lotta al lavoro nero e allo sfruttamento sono invece abbastanza d'accordo
    Solo due cose perchè mi rendi triste

    1) Perchè 5 anni sono pochi? Oltretutto la proposta di Civati e friends lega la concessione della cittadinanza al progetto che la persona in questione intende concretamente realizzare nel nostro paese, quindi non c'è nessun automatismo, bensì anzi avviene il riscontro di una seria pianificazione di vita.

    2) Proprio l'assenza di persone adeguatamente preparate a offrire una rete di assistenza agli immigrati è una delle mancanze più gravi riscontrabili nella politica di accoglienza italiana. La palese insufficienza di strutture mediatrici presenti su larga scala provoca gran parte delle difficoltà che sapientemente utilizzate infestano telegiornali, programmi di approfondimento e cazzate varie. Noi abbiamo bisogno di più mediatori culturali, di più sociologi, di più filosofi, di più RETI di medio livello che facciano da raccordo tra i territori e le istituzioni.

    Sullo ius soli neanche ritorno, comunque vedo che non rinunci mai a estremizzare nel tentativo di ridicolizzare le posizioni dell'avversario, come quando scrivi del bambino di passaggio per pochi mesi. Lo straw man con me non attacca. Ritenta.
    L'estremizzazione è necessaria quando si vuole testare OGNI effetto di una legge. E visto che non leggo limitazioni nella proposta è chiaro che anche i molti casi di cui parlo di persone che si trasferiscono in diversi Paese dell'Unione europea per pochi anni rientrerebbero e sarebbero non pochi i cittadini italiani che dell'Italia hanno visto solo il reparto maternità. Del resto è così difficile mettere la postilla: i figli di quei cittadini regolari residenti in Italia da almeno 4-5 anni? Mah.
    I 5 anni per la cittadinanza sono pochi per me anche in base all'esperienza avuta con alcuni extracomunitari. 10 anni mi sembrano molto più sicuri, ripeto pensiamo al rendere più veloci ed aperte a tuti le pratiche e per i prcedenti 10 anni a fornire reali servizi.
    Il riferimento al laureato di sociologia era una provocazione per parlare della cooperazione, che conosco abbastanza bene, dove troppi soldi (decine e centinaia di euro" sono buttati in progetti assolutamente inutili, "culturali", "sui diritti umani", quando sarebbero più utili progetti su istruzione e infrastrutture.
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  5. #5
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    Predefinito Re:La cittadinanza possibile

    1) Perfetto, tu leggi un testo, ergo ne tiri fuori ciò che non c'è. Non ho altro da aggiungere. Per il resto ritengo che la responsabilizzazione dell'individuo possa avvenire solo con un iter preciso e non derogabile di concessione della cittadinanza, che sia raggiungibile e che possa segnare gli orizzonti di azione della persona in questione.

    2) Il fatto che si spendano dei soldi (vorrei sapere quanti e vorrei avere il confronto con gli altri paesi europei, altrimenti stiamo parlando del nulla) non significa che siano spesi con criterio.

    Abbandonerei inoltre il criterio dell'esperienza personale, altrimenti parto io con le mie
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  6. #6
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    Predefinito Re:La cittadinanza possibile

    Emanuele Rallo ha scritto:
    1) Perfetto, tu leggi un testo, ergo ne tiri fuori ciò che non c'è. Non ho altro da aggiungere. Per il resto ritengo che la responsabilizzazione dell'individuo possa avvenire solo con un iter preciso e non derogabile di concessione della cittadinanza, che sia raggiungibile e che possa segnare gli orizzonti di azione della persona in questione.

    2) Il fatto che si spendano dei soldi (vorrei sapere quanti e vorrei avere il confronto con gli altri paesi europei, altrimenti stiamo parlando del nulla) non significa che siano spesi con criterio.

    Abbandonerei inoltre il criterio dell'esperienza personale, altrimenti parto io con le mie
    Scusami, io leggo appunto quello che NON c'è, cioè limiti allo ius soli. Ce ne sono di limiti? Non mi pare, quindi tutto è possibile, incluse le ipotesi da me dette.
    Nessuno nega che la cittadinanza debba essere raggiungibile, anzi io allargherei i criteri a coloro che non hanno un posto a tempo indeterminato, come ho detto.

    I soldi non sono ormai quasi mai italiani, gli esempi che ho in mente sono finanziamenti della UE, e non potendo noi sapere prima la competenza degli operatori nei vari progetti, almeno mi permetto di auspicare che il contenuto di questi siano davvero utili, e non come quelli di cui ho avuto esperienza, esperienza che dovrebbe essere si spera alla base di consierazioni sociali e politche altrimenti rimane poco altro, prima di tutto l'ideologia.
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  7. #7
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    Predefinito Re:La cittadinanza possibile

    iannis ha scritto:
    Emanuele Rallo ha scritto:
    1) Perfetto, tu leggi un testo, ergo ne tiri fuori ciò che non c'è. Non ho altro da aggiungere. Per il resto ritengo che la responsabilizzazione dell'individuo possa avvenire solo con un iter preciso e non derogabile di concessione della cittadinanza, che sia raggiungibile e che possa segnare gli orizzonti di azione della persona in questione.

    2) Il fatto che si spendano dei soldi (vorrei sapere quanti e vorrei avere il confronto con gli altri paesi europei, altrimenti stiamo parlando del nulla) non significa che siano spesi con criterio.

    Abbandonerei inoltre il criterio dell'esperienza personale, altrimenti parto io con le mie
    Scusami, io leggo appunto quello che NON c'è, cioè limiti allo ius soli. Ce ne sono di limiti? Non mi pare, quindi tutto è possibile, incluse le ipotesi da me dette.
    Nessuno nega che la cittadinanza debba essere raggiungibile, anzi io allargherei i criteri a coloro che non hanno un posto a tempo indeterminato, come ho detto.

    I soldi non sono ormai quasi mai italiani, gli esempi che ho in mente sono finanziamenti della UE, e non potendo noi sapere prima la competenza degli operatori nei vari progetti, almeno mi permetto di auspicare che il contenuto di questi siano davvero utili, e non come quelli di cui ho avuto esperienza, esperienza che dovrebbe essere si spera alla base di consierazioni sociali e politche altrimenti rimane poco altro, prima di tutto l'ideologia.
    1) Sarò io scemo, eppure mi pare proprio che tu non faccia altro che continuare a discutere di ciò che nel testo non c'è al solo scopo di ridicolizzarlo. Ti ripeto questo modo di fare, ormai sgamato, con me con attacca. Se vuoi ragionare, evita l'estremizzazione inutile, se no buon proseguo.

    2) Annche in questo caso sarebbe da controllare quanti soldi investe l'Italia e quanti gli altri paesi europei, come sono organizzati i bandi, come avviene la selezione dei progetti. Altrimenti continui a obiettare del nulla e ti assicuro che anch'io posso citarti millanta esperienze personali.
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  8. #8
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    Predefinito Re:La cittadinanza possibile

    Emanuele Rallo ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Emanuele Rallo ha scritto:
    1) Perfetto, tu leggi un testo, ergo ne tiri fuori ciò che non c'è. Non ho altro da aggiungere. Per il resto ritengo che la responsabilizzazione dell'individuo possa avvenire solo con un iter preciso e non derogabile di concessione della cittadinanza, che sia raggiungibile e che possa segnare gli orizzonti di azione della persona in questione.

    2) Il fatto che si spendano dei soldi (vorrei sapere quanti e vorrei avere il confronto con gli altri paesi europei, altrimenti stiamo parlando del nulla) non significa che siano spesi con criterio.

    Abbandonerei inoltre il criterio dell'esperienza personale, altrimenti parto io con le mie
    Scusami, io leggo appunto quello che NON c'è, cioè limiti allo ius soli. Ce ne sono di limiti? Non mi pare, quindi tutto è possibile, incluse le ipotesi da me dette.
    Nessuno nega che la cittadinanza debba essere raggiungibile, anzi io allargherei i criteri a coloro che non hanno un posto a tempo indeterminato, come ho detto.

    I soldi non sono ormai quasi mai italiani, gli esempi che ho in mente sono finanziamenti della UE, e non potendo noi sapere prima la competenza degli operatori nei vari progetti, almeno mi permetto di auspicare che il contenuto di questi siano davvero utili, e non come quelli di cui ho avuto esperienza, esperienza che dovrebbe essere si spera alla base di consierazioni sociali e politche altrimenti rimane poco altro, prima di tutto l'ideologia.
    1) Sarò io scemo, eppure mi pare proprio che tu non faccia altro che continuare a discutere di ciò che nel testo non c'è al solo scopo di ridicolizzarlo. Ti ripeto questo modo di fare, ormai sgamato, con me con attacca. Se vuoi ragionare, evita l'estremizzazione inutile, se no buon proseguo.

    2) Annche in questo caso sarebbe da controllare quanti soldi investe l'Italia e quanti gli altri paesi europei, come sono organizzati i bandi, come avviene la selezione dei progetti. Altrimenti continui a obiettare del nulla e ti assicuro che anch'io posso citarti millanta esperienze personali.
    Allora integra la proposta perchè così com'è è assolutamente genrica e si presta a fattispecie di ogni tipo, come la citadinanza a chi nasce e poi non ci vive.
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  9. #9
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    Predefinito Re:La cittadinanza possibile

    questa proposta è folle!!!
    apparte cittadinanza dopo 5 anni, ius soli e altre robe simili che impedirebbero a me di votare un partito che adotti ciò ufficialmente (e lo dico fermamente!!!), l'idea (da populismo di sinistra) per cui l'Italia debba aumentare "le risorse stanziate per la cooperazione internazionale, in particolare nei confronti dei Paesi di più alta emigrazione verso l’Italia, perché l’Italia torni a standard europei, risalendo una posizione in classifica che la vede all’ultimo posto." è allucinante:
    siamo con le pezze al fondoschiena, si tagliano anno dopo anno risorse a scuole, università, forze dell'ordine, forze armate, etc etc..., abbiamo uno dei debiti pubblici peggiori al mondo, lo swap tra BTP e bunds sta salendo (nell'ultimo anno) così come lo spread dei CDS sulla nostra solvibilità,... e dovremmo destinare quelle minuscolissime risorse disponibili che abbiamo nientepopodimenochè per la cooperazione internazionale????? ma siamo alla follia!!! e poi ci chiediamo perchè la gente voti a destra...

    Non importa se un gatto è bianco o nero, l'importante è che prenda il topo.
    [Presidente Deng Xiaoping]

  10. #10
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    Predefinito Re:La cittadinanza possibile

    Per quanto mi riguarda i tagli alle forze armate non saranno mai abbastanza.
    Corriamo da una fotografia in macchina.

 

 
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