P.za San Carlo, in quel di Torino, oggi era carica di aspettative, di speranze, di forte partecipazione popolare.
Era il Cota Day, il giorno in cui il prossimo presidente della regione Piemonte, R.Cota presentava la sua voglia di indipendenza al popolo torinese e piemontese. La sua carica politica si sentiva, si tastava nell'aria, la si annusava.
Milioni, ma forse miliardi di persone erano previsti. A pochi isolati di distanza, B.Grillo presentava il movimento 5 stelle. In P.za Castello.
Il Cota Day è stato, come dire, non riesco a trovare le parole adatte per descrivere questo evento popolare.
Ecco, direi che "imbarazzante" è il termine più appropriato.
Palco in mezzo alla piazza barocca: di fronte, una ventina di file di sedie di plastica verde, assiepate su tutta la lunghezza del palco. Pizza bianca (tipico piatto padano di queste parti) e spumante gratuito per tutti, gagliardetti della Lega distribuiti a chiunque. Volantinaggio eseguito da ultra centenari.
Musica di alta scuola sinfonica suonata in rigoroso playback da ragazzotti e ragazzotte pimpanti (qualcuno, sin troppo pimpante, tanto che mi sorge qualche dubbio sullo stato psico-fisico del suddetto).
Il presentatore era il gagliardo simpaticissimissimo signore che rivende le suonerie più improbabili alla televisione. E si vendeva anche la suoneria di Cota. Qualcuno a quanto pare l'ha anche acquistata. Purtroppo, non ho avuto il piacere di ascoltarla.
Musica popolar-padana, tipo salsa, rumba e pop d'altri tempi.
Niente Va Pensiero, però hanno suonato in playback i Negroamaro, tipico gruppo delle valli piemontesi, dal nome squisitamente leghista.
Età media dei partecipanti: ben oltre l'età minima pensionabile. Numero di persone presenti? 200, contando anche gli organizzatori. Toh, 250, tirando il numero per i capelli.
Cota però è una persona da ammirare: è riuscito a ri-salire sul palco invocando il voto delle donne, affinché convincano i propri mariti e propri figli a votare per lui.
1 minuto di intervento, poi è fuggito, attorniato da 4-5 guardie del corpo. Uno di questi, con un'improbabile cravatta giallo canarino.
Mai contato così tanti meridionali in P.za San Carlo: il più settentrionale era nato molto probabilmente a Catanzaro.
Le facce dei passanti erano un misto tra stupore, incredulità, gaudio e rassegnazione.
Mi è passato vicino un ragazzo in bicicletta, ci siamo guardati reciprocamente, sorriso ammiccante. Uno sguardo è bastato: abbiamo capito che la Lega è il nostro futuro, la nostra speranza.
In P.za Castello, invece, 1 ora di spettacolo di Grillo. Diciamo 4-5 mila persone. Forse tutti i voti che riusciranno a raccattare. Compreso il mio. Poi, voto disgiunto per la Bresso come candidato.
Una bella domenica politica: di quelle che ti fanno capire per chi NON votare.
Se questa è la Lega, mi chiedo come si possa anche solo minimamente temerli. E quindi due sono le cose.
1) si è ufficialmetne fessi, perchè abbiamo permesso a questi 4 finti padani di dettare l'agenda
2) in Italia i padani votano altri partiti e non la Lega, che è votata dai meridionali. Almeno così accade in quel di Torino.
Imbarazzante. Davvero imbarazzante. Dalla famigerata Lega mi aspetto qualcosa di più.




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